Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 30 minuti.
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8:30 - Senato della Repubblica
8:30 - Parlamento
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8:45 - Parlamento
9:00 - Camera dei Deputati
13:30 - Camera dei Deputati
13:45 - Senato della Repubblica
14:00 - Parlamento
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giornalista
Buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale questa mattina, martedì 9 giugno, si aggiungono ai temi che avevamo già visto anche ieri, quindi quelli che stanno caratterizzando questa settimana.
A cominciare da questo nuovo risiko bancario, a, ahimè, purtroppo ancora i conflitti di in Israele, Iran, l'Ucraina, eccetera, eccetera si aggiungono le notizie che riguardano il risultato politico dei dei ballottaggi.
Non non è insomma una una tornata elettorale di quelle che proprio scaldano l'anima, ma qualche cosa ci dicono e quindi andremo a vedere, andremo a vedere anche anche questo, ovviamente e poi però.
Ecco, dal punto di vista politico, devo dire che oggi ho trovato più di un articolo, più di un intervento che si occupava del generale Vannacci e diciamo così.
Specularmente invece dell'iniziativa di Pina Picierno, sono questi in realtà i temi che sembrano, diciamo così, interessare e appassionare di più rispetto appunto a un voto che tutto peraltro è sostanzialmente è finito, diciamo così in pareggio, che quindi appunto non non non scalda non scalda più di tanto ancora invece si parla molto del caso Minetti,
Perché è arrivata la richiesta di risarcimento da parte del gruppo Cipriani e quindi questo questo elemento, ovviamente viene viene trattato da da diversi quotidiani e contestualmente il Fatto Quotidiano invece insiste e che racconta insomma di.
Di quella che ritiene essere la propria la propria verità, bene, quindi cominciamo.
In diciamo così in onore del titolo di questa rubrica Stampa e regime diamo subito la notizia, però, che ieri è stato designato il nome del prossimo futuro direttore della Stampa.
E quindi
E che, ecco, volevo.
Il quale direttore della Stampa viene citato in alcuni quotidiani, avevano segnato qua, eccolo, qua esatto, siamo sul Riformista, a pagina 4.
Ed è di Rosa Antonio Di Rosa.
E Ruben Caivano scrive questo questo trafiletto a pagina 4, ma insomma né il quotidiano la Stampa rivedrà la sua linea editoriale, di certo c'è la nomina del nuovo direttore. Antonio Di Rosa, giornalista dalle posizioni politiche moderate con un trascorso nella direzione del secolo, decimonono della Gazzetta, dello Sport, della Press e con una vicedirezione del Corriere della Sera Di Rosa, ha assunto l'incarico nel corso della prima assemblea ordinaria dei soci della stampa in cui è stato nominato anche il nuovo consiglio d'amministrazione composto da 11 membri con Paolo Cerretti come presidente del collegio sindacale della stampa S.p.A.
Eh.
Mentre ma questo questo è.
L'incarico di De Rosa decorrerà dal 1 luglio del 26, data in cui, fra l'altro, il nuovo direttore indicherà anche Luciano Tancredi, attualmente direttore della Nuova Sardegna, come vicedirettore vicario del giornale e Alessandro De Angelis come vicedirettore, Alessandro De Grandis, che conosciamo bene.
Come editorialista della Stampa.
Staremo a vedere che ne sarà così, conclude il trafiletto del Riformista, invece.
Ecco poi, a proposito, appunto della della stampa,
Il il titolo di apertura questa mattina della stampa ovviamente non non si fa menzione, non si fa menzione di niente di tutto questo sulla sulla stampa questa mattina, almeno io non ho non ho visto niente.
Il trend Banca essermi sfuggito, però.
Io no, no, no, no, insomma, non ho notato, ma insomma, di solito non non si usa se non.
Nel momento, nel momento in cui si lascia e si salutano e si salutano i lettori ecco perdute, giusto però giusto per dire perché ce l'ho proprio sotto sottomano e vi dicevo nel titolo per esempio di apertura della Stampa ritorna.
Sulla sull'offerta evidenzia l'offerta
Perché è stata fatta da Banca Intesa?
Per.
Prendere Mps 30 miliardi per Mps, così scrive per l'appunto alla stampa.
E quella è la notizia.
Unipol rileverà 635 sportelli per fonderli con Bper.
E quindi, insomma, è stata lanciata questa un Wattpad per far nascere il secondo gruppo europeo.
E Messina, che è l'amministratore delegato dice.
Intervistato.
O meglio, sì, sì, su una possibile anche.
Ingresso in questa partita di UniCredit dice vince chi offre di più.
È una un virgolettato che in realtà poi vediamo attribuito anche a al ministro Giorgetti c'è una una discreta confusione, ma insomma va be'~hesitation.
Dopo la la la vedremo meglio e invece a centro pagina.
Ed è questo che colpisce intima, tira un po'di più la nostra attenzione, è una grande foto che una fotocopia abbastanza grande con questo razzo caduto alle porte di Gerico, durante uno degli attacchi subiti da Israele.
Conficcato questo razzo, conficcato nel terreno, con un uomo accanto un uomo.
Ah, è in ambito religioso, misera.
Sì israeliano in abito religioso e l'annuncio di questa tregua a orologeria,
Sono so che vi dicevo, sono in tanti i quotidiani che scelgono di aprire con ancora ko di nuovo con le notizie sulla guerra, alternando, diciamo, quelle sulla banca, quella sulla guerra, per esempio, anche il Messaggero parla di Israele, Iran, stop agli attacchi però di una tregua appesa a un filo con il presidente americano che avverte di nuovo Netanyahu dice attento o rischi di restare di restare solo,
E
La eccolo qua, eccolo qua, il e la stessa la fotografa una fotografia molto simile a quella che trovavamo sulla stampa ma perché, evidentemente, insomma, ha colpito.
Anche per la presenza di questi ebrei ultraortodossi israeliani, così li definisce il manifesto che ha la stessa fotografia, ma una fotografia molto simile che ispezionano i resti di un missile iraniano caduto vicino alla città di Gerico, in Cisgiordania, ecco il manifesto.
Invece il titolo lo lo elabora così frenesie militari, Israele bombarda, Beirut, per far deragliare il negoziato tra Iran e Stati Uniti, Teheran risponde con i missili ora di tensione, poi Trump chiama Netanyahu e lo ferma si allargano le crêpes dell'alleanza che va avanti senza strategia a pagare è il Libano massacrato dai raid questa è l'interpretazione, diciamo la, la lettura che che ne dà che ne dà il Manifesto e allora,
Vale la pena che io vi vi legga subito perché, devo dire, mi ha mi ha abbastanza colpito, nel senso che.
Non perché non me lo aspettassi, ma perché, per l'ennesima volta, l'intervistato è un'intervista che prendono da Repubblica che è andata a intervistare un importante esponente di Hezbollah in Libano, il quale importante esponente di Hezbollah in Libano, come del resto spesso succede quando si riesce a intervistare queste queste persone siano esse appunto rappresentanti di Hezbollah, di Hamas eccetera eccetera.
Non si fa alcun problema a dire che.
Non che che auspica, diciamo così, la la, la distruzione di Israele e che non non ritiene che Israele abbia il diritto di di sopravvivere, non si capisce perché ogni volta, però, queste dichiarazioni, appunto, molto esplicite, non vengano mai prese, diciamo così sul serio e però poi,
Invece, ahimè, sì Paolo Brera, inviato a Beirut, siamo sulla Repubblica.
A pagina 8 riesce appunto a intervistare Ali Daher del Consiglio politico del movimento sciita, cioè di Hezbollah.
Che è molto soddisfatto perché dice contro l'IDF, nuova tattica noi di Hezbollah resistiamo loro, così non reggeranno e racconta di questa nuova tattica che sostanzialmente hanno messo in atto perché dice li lasciamo entrare in territorio albanese sottinteso e li colpiamo allo scoperto siamo pronti a una guerra lunga, Israele no, dice Alida, era membro del Consiglio politico di Hezbollah di cui è responsabile dei rapporti con i partiti parla bene italiano.
Mi sono laureato in medicina a Padova, c'ho vissuto 10 anni, sorride nell'ufficio anonimo in cui lo incontriamo a Beirut, il che peraltro spiega anche no come mai quando ci si chiede, ma perché certi intrecci certe.
Vicinanze certe, sicuramente dovute anche a questi, a questi aspetti non c'è dubbio, ecco.
La domanda, per esempio, che ripeto allora lui racconta di questa questa nuova tattica per cui entrano nel territorio, eccetera, eccetera. Poi, a un certo punto Brera chiede a marzo siete stati voi ad attaccare Israele. La scelta è già costata ai libanesi 3.600 morti in tre mesi. Perché è la risposta di dare perché, dopo l'accordo del 2024, il nostro Governo non è stata all'altezza, cioè lui sta accusando. Il governo libanese aveva il dovere di difendere il territorio e il suo popolo era responsabile della liberazione dei prigionieri e della restituzione dei territori e la gente, ma è stato così debole che Israele ha occupato più spazio durante l'accordo che nella guerra precedente. Io vengo da un villaggio vicino alla linea blu, il 27 novembre del 24, quando è stato firmato l'accordo, nel mio paese era stato distrutto il 30% delle case nei 15 mesi successivi, la percentuale è salita 70, il governo voleva liberare i nostri territori con la diplomazia, invece ha lasciato che gli israeliani occupassero e distruggessero tutto. Sta dicendo che lo rifarei Este attaccherà est di nuovo assolutamente sì,
Nella nostra ideologia religiosa e culturale non possiamo accettare che uno Stato illegale in quella che per noi è Palestina, abbia il diritto di attaccarci come ha fatto in questi 15 mesi lo rifaremo.
E a questo punto allora Brera chiede a questo capo di Hezbollah, siete classificati come organizzazione terrorista, lo siete e questa è la sua risposta. Si considerano capi del mondo e ogni Stato che non accetta i loro ordini lo considerano tale. Per noi non cambia nulla. Difendiamo il nostro territorio e il nostro popolo, ma volete eliminare Israele? Per noi esiste il popolo palestinese. Il vero progetto di Israele lo hanno dichiarato Netanyahu e altri lavorano per finirà per creare la Grande Israele. Lo dicono loro, non noi è uno Stato con questa ideologia, è pericoloso per tutti i popoli del Medio Oriente, quindi direi che sia evidente. No global Laricchia è chiara, la risposta siete antisemiti, non abbiamo problemi con gli ebrei, ma la Palestina è del popolo palestinese, qualunque siano le sue religioni, se ne permettono il ritorno, come è stato, sceglieranno la forma che preferiscono i due estati. La formula dei due Stati non l'accettano loro. Perché dovremmo accettarla? Noi? La loro formula è la grande Israele, la nostra, la Palestina,
E quindi insomma quindi a questo punto
Tra l'altro
Dice, avete, avete rifiutato il cessate il fuoco, lui dice l'accordo del 24 era chiaro, ma non è stato rispettato per il cessate il fuoco, devono ritirarsi da tutto il Libano e dare garanzie che non violeranno più la nostra sovranità sia sul territorio che con i droni aeree lui parla di nostra solidarietà ma poi, in realtà, come sapete,
Non è.
Questa identificazione del del del Libano con Hezbollah viene rifiutata da moltissimi esponenti libanesi, certo, la questione è complicata, non è così semplice, però insomma, comunque alla domanda finale, come terminerà la guerra in Libano, lui risponde Trump e Netanyahu hanno grossi problemi interni, Netanyahu ha guai giudiziari e ha bisogno di ricostruire l'esercito perché a pochi soldati pronti a combattere lo Stato Maggiore dice che ne mancano 12.000 in più non riescono a trovare una soluzione contro i nostri droni stanno emergendo problemi tra il premier e le sue forze armate, arriverà il momento in cui avranno bisogno del cessate il fuoco,
Questo è, diciamo così, il manifesto di di Hezbollah sul Corriere della Sera, che adesso andiamo andiamo a prendere l'apertura, anche oggi l'apertura del Corriere della Sera è di nuovo dedicata appunto alla alla guerra Israele e Iran, stop ai raid,
E invece la foto a centro pagina in questo caso è di questa visita che sui Jinping, il presidente cinese Xi Jinping sta facendo in Corea, nella Corea del Nord, dove ha incontrato Kim Jong vede un viaggio importante, perché è il suo primo viaggio di quest'anno del del 26 ma soprattutto perché,
Sia il Corriere della Sera, ma anche sul Foglio, l'interpretazione che viene data è abbastanza interessante e cioè l'omaggio Dixie a Kim una mossa anti Putin.
Quindi, noi che pensavamo no a questa a quest'asse.
Che che fra la Cina e la Russia va in realtà, però sci Jinping va da Kim, per insomma, evitare che ci siano troppe punti di di di coincidenza fra i due.
Oggi oggi no, non credo che avremo tempo di vederlo molto, perché fra l'altro io arrivo fino alle 8 e mezzo in diretta poi passo sull'on line, perché abbiamo un una diretta interrogazione di Crosetto e Tajani da mandarvi in onda, quindi cerchiamo anche di sbrigare Mick e cercherò di sbrigarmi vi dicevo apertura del Corriere della Sera Israele e Iran stop ai raid questa è l'apertura,
E a pagina 5, troviamo il 2.
Le 2 voci.
Greta, Privitera da Teheran e Marta Serafini da Israele che ci danno, diciamo così, un po'il polso di quella che è la situazione, al momento scrive Privitera da Teheran la tv di Stato celebra i nuovi raid della Repubblica islamica su Israele con video di folla festante e tace sulla risposta di Benjamin Netanyahu.
A Teheran, Samira e la sua famiglia non si scompongono, non questa volta non ci allarmiamo più, scrive su WhatsApp, come se gli attacchi delle ultime ore fossero solo un brusio di fondo, la nuova normalità è questa tregue precarie, la consapevolezza che tutto possa cambiare all'improvviso.
Mentre invece va diversamente ai vertici della dittatura, lì si celebra la ritrovata audacia del regime che rivendica di colpire il nemico per costringerlo ad accettare le sue richieste, fermare gli attacchi sul Libano, i dirigenti vanno fieri di questa nuova postura e una fonte iraniana spiega che ci ricorda da dove veniamo la nostra grande Persia la rivoluzione del 1979,
La sicurezza si legge anche nei nomi delle nuove operazioni, non più vera promessa, ma vittoria.
E
Mentre invece dalla parte di?
Di Israele.
Marta Serafini fa notare il dilemma di Bibi costretto a disobbedire per restare forte, cioè a disobbedire a alla richiesta di Trump, di smetterla di quindi non intervenire e però dice Serafini in realtà mister sicurezza, così viene chiamato in patria, il premier israeliano arriva appunto a questo, a questo passaggio,
In questi giorni.
I, in una condizione molto meno solida di quanto suggerisca la sua postura pubblica fino a pochi giorni fa contava di presentarsi alle urne come l'uomo che aveva cambiato il Medio Oriente, magari con il regime iraniano, già indebolito in via di collasso, così da relegare sullo sfondo il trauma del 7 ottobre e trasformare i successi militari in una netta vittoria per il Likud quel disegno, però, si è incrinato il confronto con Trump e l'assenza di un risultato definitivo su Teheran
E il logoramento del fronte libanese lo costringono ora a una strategia più difensiva, tutta, orientata a guadagnare tempo in tutto questo, sempre sul Corriere della Sera analisi di Alibek, direttore del progetto Iran che uno di una Crisis Group che una organizzazione no profit impegnata nel prevenire e risolvere conflitti armati con una lista che fa una serie di valutazioni appunto interpretato da Greta Privitera e dice I gli iraniani sono stati abili hanno aumentato la pressione prima dell'apertura dei mercati e a ridosso dei Mondiali in Nord America.
E secondo lui, quello che sta succedendo in questi in questi giorni è un'ulteriore prova che il a Teheran, i religiosi hanno lasciato il posto ai militari, il regime oggi è molto meno avverso al rischio e ad azioni audaci e imprevedibili in passato e l'ayatollah Ali Khamenei rappresentava per Israele e gli Stati Uniti un avversario prevedibile,
Con la sua dottrina della pazienza strategica, oggi con il figlio a capo, si trovano di fronte a un attore molto più imprevedibili, imprevedibile da dove viene questa audacia da morta, Bacca Minnei, e lui dice, ma forse oppure anche dai pasdaran è difficile dirlo perché il processo decisionale non è trasparente, però dice non è nemmeno decisivo stabilirlo. Si tratta comunque di un sistema che ai vertici agisce in modo relativamente unitario. Potrebbe dice quindi anche essere che sono i pasdaran, che prendono le decisioni poi Moqtada le ratifica, dice, ma quello che conta
è davvero è il comportamento complessivo del regime, cioè questa grado di imprevedibilità.
E crea problemi a Trump lui dice moltissimo, perché appunto introduce un alto grado di incertezza che nessuno aveva messo in conto e allora Privitera, chiede ma Trump avrà finalmente quindi capito come funziona il regime Italia iraniano, non credo lui risponde alla versione iraniana della teoria del pazzo incomprensibile per Trump tanto quanto le sue politiche e lo sono per il resto del mondo gli iraniani però,
Sembrano aver capito che l'unico modo efficace per confrontarsi con lui e adottare una strategia altrettanto imprevedibile negli anni passati molte loro mosse si sono rivelate controproducenti, erano attori prudenti e calcolatori facilmente aggirabili dagli avversari e quindi, insomma.
Quando alla domanda se l'accordo, quello quello definitivo, insomma, no quindi non questa tregua così fragile così come è stata disegnata.
è più vicino o lontano, lui risponde paradossalmente, le ultime tensioni potrebbero aumentare le possibilità di un'intesa Trump finora ha esitato, per via di possibili relazioni interne, a un accordo che conceda benefici economici all'Iran, ora pare rendersi conto che la situazione è così fragile che potrebbe degenerare in un conflitto molto più ampio il suo incubo questo è quello che,
Sostiene questo analista.
Vi voglio far vedere anche.
E prendono dal dal giornale.
Eccolo qua.
Perché?
Anche il giornale fu, pur non avendolo.
Il giornale ala, una foto neanche poi così grande in prima pagina e annuncia questi raid contro ride e veti, la tregua però sostiene il giornale è impossibile e quindi diciamo una una lettura proprio opposta a quella che abbiamo appena visto.
Vi dicevo, pur non avendo un titolo particolarmente appariscente, che lo possa identificare come apertura le pagine 2 e 3 sono sono dedicate a questo e invece si ecco pagina 2. È proprio molto evidente questo titolo la tregua impossibile missili incrociati Israele, Iran, Beirut può far saltare il banco e ed è possibile visto vista l'intervista che abbiamo appena letto attacchi e accuse, poi il tycoon cioè Trump convince Netanyahu e il regime affermarsi il cessate il fuoco torna in vigore fra i dubbi, Hezbollah è la minaccia più seria
E
Secondo l'analisi che fa Gian Micalessin in realtà, appunto, ci sarebbe.
Stiamo vivendo questa, che lui definisce l'ultima scommessa degli ayatollah, i raid, per spaccare l'asse, Donald BB.
Teheran, quindi, vuole sfruttare le tensioni tra i due leader e mettere Trump davanti a un bivio.
La.
Avevamo appena visto il video di cui in realtà ci parlava il Corriere della Sera, visto dalla parte di Netanyahu, ma evidentemente è anche quello di Trump, che deve decidere e scrive Micalessin potrebbe trovarsi costretto ad anteporre le ragioni di politica ed economia interne alla gestione dell'ordine globale quindi, appunto, non aiutare più Netanyahu, comunque non interessarsi più di queste vicende. Netanyahu invece, appare sempre meno gestibile appunto dall'alleato americano, almeno fino alle elezioni che si terranno il prossimo autunno e quindi, eh sì, non è solo la prego che è appesa a un filo, ma è evidente che si devono si devono fare delle delle scelte
L'ultima segnalazione che vi faccio è legata invece al tempo.
Perché il tempo sta continuando ieri era la prima puntata oggi seconda puntata di questa di questa inchiesta da Hamas alla flottiglia.
Idee dei finanziamenti che diciamo così dall'Italia, ma non solo arrivano ad Hamas e dei legami che alcuni esponenti, in questo caso, per esempio, si parla di Rami Abdul.
Hanno con?
Con la società civile, con gli stessi politici, come gli stessi politici italiani.
Eh.
Sì.
Sono diversi, sono due pagine abbastanza fitte, però quindi, se siete interessati, ve li migliaia, guardate, però vi leggo solo l'inizio giusto per far possiate avere un'idea Ramis alé Ismail Abdu, fondatore e presidente dell'euro Mediterranean Human Right monitor e di cui abbiamo scritto nell'inchiesta iniziata ieri è stato inserito già nel 2013 da Israele nell'elenco dei principali operativi di Hamas in Europa insieme a organizzazioni come la European Compans hedge di Gaza il Council for European Palestinian relation,
E altre entità considerate collegate nel 2020 il ministro della Difesa israeliano ha firmato un ordine di sequestro amministrativo nei suoi confronti per attività legate ai palestinesi, insomma, questa questa è l'inchiesta al, diciamo nell'est non si dà proprio, non non c'è.
Anche a volerla leggere fra le righe, non appare, ecco la notizia sul tempo dell'iscrizione invece di Ben Gvir e dell'inchiesta su Ben Gvir sul.
Sulle sulle quelle parole che aveva pronunciato quel filmato nei confronti.
Della degli attivisti della flottiglia sul tempo proprio non se ne fa menzione su su tutti gli altri giornali, sì, lo stesso giornale, per esempio, ne parla con dice Ben Gvir, il ministro appunto israeliano il ministro della Sicurezza è indagato a Roma per sequestro e tortura sugli attivisti della flottiglia quindi,
Questo, questo è la notizia di queste indagini, il il giornale la inserisce anche qui nella nella ripresa della notizia che vi dicevo ieri e che in realtà risale ormai la scorsa settimana di questo caso scoppiato a Modena.
Fa notizie, ovviamente, perché Modena lo sapete.
I a magia e il 16 maggio c'è stato questo.
Attentato non si può dire perché non si non si sa incidente un pochino riduttivo il fatto lo.
Chiamiamo, non lo so come come definirlo, perché appunto che cosa è stato quel comunque, quell'uomo che con una macchina, si è schiantato e ha rischiato di ammazzare almeno una decina di persone, quindi, ovviamente, è sotto gli occhi di tutti e in questo caso ci ritorna il giornale ancora perché appunto qualche giorno a settimana scorsa cinque classi di bambini delle elementari e una materna si sono ritrovate a parlare con e a cantare FI.
Palestra AN.
Con
Un esponente, anche questo, una persona indagata, anche lui nella nella inchiesta di Genova sui finanziamenti ad Hamas, solo che oggi ci racconta, Giulia Sorrentino, la Diocesi di Milano, accoglie i Hadžić e l'imam filo Iran per parlare di pace, il braccio destro di Annwn indagato per terrorismo è ospite del Forum delle religioni.
E quindi questo questo, questo è il giornale, ovviamente ce lo ci mostra questa notizia con grande scandalo, invece la la Diocesi milanese Credit imitato evidentemente non ha insomma rilevato che fosse che fosse da evitare questa questa mossa.
Torniamo, torniamo a noi.
A proposito, ecco cosa stavo giusto, dice no, anche perché.
Sì, non ecco Sulas, per esempio, sulla prima pagina di Avvenire.
è invece molto, molto in evidenza, non solo, ovviamente, il viaggio che essi si sta svolgendo in Spagna del Papa e il titolo è tutti i diritti di tutti, devo dire niente male. La vita, la famiglia, l'educazione alla pace, il dramma migratorio, la libertà religiosa, alle ore 14, di fronte al Parlamento spagnolo, ricorda i cardini per una società giusta e oggi oggi se ne va via da Madrid a Barcellona e ci sarà questo incontro con le vittime di abusi, anzi, sì, no, no. Ieri c'è stato l'incontro scusate con le vittime di abusi, quindi molto rilievo. Ovviamente è data questa notizia, ma l'altra notizie in grande rilievo per l'appunto sulla prima pagina di Avvenire è proprio Iran, Israele, guerra-lampo e
E poi il questo, beh, è lì l'indagine a carico di Ranvier, ma di altro.
Non sembra esserci, non sembra esserci notizie, ecco, non perlomeno vedremo se poi dovesse eventualmente montare la la polemica, forse troveremo, troveremo qualche cos'altro invece, in compenso.
Per fortuna Avvenire continua a tenere molto alta e questo gli va, gli va riconosciuto assolutamente molto alta l'attenzione sui detenuti ve lo segnalo proprio così en passant, perché poi non non ci ritorneremo, ma.
Visto che sta iniziando l'estate articolo di Fulvio Fulvi, A pagina 10 I detenuti sfiorano quota 65.000 e.
Dice appunto l'articolo di Avvenire, che non cambia quindi il trend nelle carceri a giugno il sovraffollamento ha raggiunto il tasso pensate del 139% e il garante dei reclusi di Milano pagano, dice nella rete della giustizia spesso finiscono soggetti fragili.
Che non riescono a uscire dal sistema punitivo, e quindi questo poi poi.
Sì, vedremo insomma, però, ecco, questo è quello che.
Questa questa sottolineatura che però mi sembrava giusto giusto fare e.
Altrettanto ovviamente fa l'Osservatore Romano sull'Osservatore Romano c'è tutto, lo c'è tutto il discorso del Papa e le viene commentato questo discorso.
Con fra l'altro questa questa foto e, devo dire molto, molto belle a venire spessissimo scusate, l'Osservatore Romano ha spessissimo delle fotografie straordinarie sulla sulla propria prima pagina, qui viene mostrato l'interno della.
Del Parlamento, del Parlamento spagnolo e con il papà che, appunto per la prima volta celebra questo questo discorso, devo dire insomma fa fa un certo effetto e se lo volete, se lo volete, lo trovate qui pubblicato sull'Osservatore sull'Osservatore Romano invece,
Torniamo a cose molto, ma molto più prosaiche Cub.
E cioè parliamo di soldi perché da da che ieri era l'apertura di tutti i quotidiani, oggi invece, come vi dicevo, sono sono pochissimi quelli che scelgono questo questo titolo, avevamo visto sì, giusto per l'appunto, la, la stampa,
Eh eh.
E anche Repubblica che, fra il titolo, il taglio centrale banche i blitz di intesa su Monte dei Paschi, un'offerta pubblica appunto di acquisto da 30 miliardi e 6.
Nell'operazione di Intesa c'è, appunto.
Cioè Unipol e Bper nell'operazione.
E quindi è intesa Unipol e Bper.
Questo porterebbe alla nascita del secondo istituto di credito europeo.
Per cui, insomma, sicuramente è una cosa importante, devo dire, è curiosa oggi la prima pagina di Repubblica, nel senso che la anche anche alla prima pagina di Repubblica, alla foto di questo razzo caduto in Cisgiordania e il titolo appunto annuncia lo stop di Trump a Iran e Israele ma e d'Italia è in basso questa fotografia mentre invece in alto con molta molta più evidenza ci sono due storie di cronaca o meglio cronaca politica e cioè,
La ritrattazione della dell'accusatrice di Nicole Minetti e dall'altra parte, invece, il senatore Silvestro, sapete appunto sotto inchiesta a Roma per violenza sessuale, insomma un'impostazione un po'curiosa di non non classica di Repubblica, ecco, mettiamola così, per questo mi ha un po'ma un po'stupito, dicevo parliamo quindi di soldi,
Il re ritorna sul Corriere della Sera.
Intorno sul Corriere della Sera, perché?
E allora io questa mattina purtroppo, purtroppo non ho il Sole 24 ore nella mia mazzetta.
Ve lo dico non perché appunto abbia deciso di saltarlo volontariamente, ma perché non lo non l'ho trovato l'avevo guardato on line questa mattina molto presto, ma poi, arrivando in redazione a Stam qui alla radio, non lo ha trovato e quindi ovviamente non ve lo posso citare però, come potete immaginare, c'era veramente di tutto e di più però, siccome a noi interessano a me interessano e penso anche a voi soprattutto se a meno che non seguiate proprio nel dettaglio,
Tutte le questioni, diciamo così.
De del dei bilanci degli azionisti di quanto pesa 1 e quanto pesa l'altro quello, insomma, guardate anche perché parlare alla radio di tutti questi dati può essere insomma un po'complicato, comunque la notizia in sé abbiamo vista prima c'era stato questo questo approccio diciamo così,
Fatto
Dalla.
Per prendere per prendere la banca per prendere il Monte dei Paschi, scusate.
Da.
Ecco, allora stavo cercando di recuperarmi il foglio allora.
Eccoli qua Unipol è esatto con la legna perché con l'ennesima galassia che viene presentata anche oggi, devo dire.
Siamo molto aiutati nella nella lettura di tutto questo da.
Da tutta una serie di rischi mini comunque allora Intesa Sanpaolo lancia un'opa totalitaria su Mps.
Del valore complessivo di 30 miliardi.
L'obiettivo strategico è quello di creare il secondo gruppo bancario dell'Eurozona per capitalizzazione intesa controlla, vuole quindi controllare le quote di Mps con Mediobanca e Generali questo è, diciamo così, il.
La la notizia, la notizie della giornata.
Ovviamente gli ha ieri, ecco, ci sono stati tutta una serie di ieri, la Borsa è andata molto bene, fra l'altro per il Monte dei Paschi, e questo va va rilevato e.
Mentre invece
Sembra che diciamo la la, la prima offerta, quella che era stata fatta in mattinata da Banco Bpm.
Passi decisamente in secondo piano.
Tant'è che si fa persino quasi fatica a trovarne, non dico traccia, però tutta l'attenzione sui quotidiani adesso è spostata verso intesa, è vero che c'è stata anche questa conferenza stampa di Di Carlo Messina, che è l'amministratore delegato di Intesa, però, insomma che ed è ed è Carlo Messina che ha definito,
Quella di l'offerta, diciamo così gialli, l'approccio di di Banco Bpm, sostanzialmente una lettera d'amore, e invece è quella fatta da loro, una un'offerta vera e propria, comunque, anche qui giustamente, è lui che lo dice.
Paola Pica riporta appunto le le sue parole, dice un'operazione di mercato, vince chi paga di più, Carlo Messina riporta subito la battaglia per il Monte dei Paschi e quindi anche di Mediobanca dentro i confini, che considera gli unici rilevanti la capacità di creare valore per Intesa San Paolo e i suoi azionisti.
E quindi, insomma, questo è questo è il tema, io però vi volevo leggere appunto, come vi dicevo.
La.
Questa valutazione, questa?
Sì, fatta da scritta da Enrico Marro di come di quelle che dovrebbero essere poi le posizioni politiche, perché poi sembra alla fine che.
Insomma.
Ed è di questo che si discute.
Chi è contento di cosa scrive infatti a un certo punto Enrico Marro, a pagina 11 del Corriere della Sera nel governo, per ora prevale la prudenza.
Ah, ecco fra l'altro, giustamente stavo guardando perché me l'ero segnato ma poi mi era sfuggito è come vi dicevo e Giorgetti e il ministro Giorgetti che ieri, quando.
Ah era al Teatro dell'Opera, però per un evento, e qualcuno gli ha chiesto un commento e lui ha risposto a chi paga di più, come dire, ovviamente vince quindi questo questa, questa frase è anche è anche sua.
Ma appunto dice scrive Marrone il governo per ora, comunque prova perché ieri non so se vi ricordate che avevamo, visto che si diceva che Meloni era so, tutto sommato soddisfatta, peraltro Messina ha confermato ieri che aveva parlato con Meloni, per cui,
I giornali ci dicevano che a Meloni quest'operazione eventualmente di intesa andava bene, quindi non quella di banco di Banco Bpm è quella di Intesa, andava bene, mentre invece non piaceva tanto alla Lega che faceva più il tifo per Banco Bpm bon allora Marro dice nel governo, per ora prevale la prudenza, anche perché nella maggioranza non tutti la pensano allo stesso modo se la Lega resta affezionata all'idea del terzo polo, quindi Bpm Forza Italia con Antonio Tajani, avverte, io sono
Sempre favorevole al libero mercato, nessun tifo per vigilare c'è la Consob.
Su una linea istituzionale si è attestato anche Giorgetti, nonostante la Lega, ma il responsabile economico del Partito Democratico Antonio Misiani e scettico, nei mesi scorsi il governo è intervenuto pesantemente nel risiko bancario, ostacolando alcune operazioni, fa riferimento all'OPS su UniCredit di Bipiemme, favorendo scusate di UniCredit su Bpm favorendo altre anche con l'uso improprio del Golden Power questo sostiene Misiani, invece dovrebbe restare imparziale.
La politica fissa le regole e non i vincitori.
Anche il leader dei 5 Stelle Conte, dopo aver criticato il governo che in passato ha fatto scelte opache su Monte dei Paschi, si augura che ci sia una soluzione che tuteli gli asset strategici del nostro Paese duro Angelo Bonelli dell'Alleanza Verdi-Sinistra, perché dice, dopo il risanamento realizzato con i soldi degli italiani,
Monte dei Paschi diventa terreno di conquista dei grandi gruppi bancari, si chiama socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, e però qui io, mentre leggevo queste dichiarazioni amici, cioè non mi non mi tornava molto questa questa cosa perché Giorgetti aveva più volte detto che prima o poi voleva dismettere,
Eh sì, insomma, l'intenzione era quella di andare verso una dismissione delle quote di Montepaschi, ora, essendo Montepaschi, avendo guadagnato peraltro ieri tantissimo in borsa, perché già solo il fatto che tutti la vogliono l'ha fatta gli ha fatto guadagnare un sacco significa che intanto quelle quote,
Cost valgono molto di più e se dovessero essere quindi vendute, insomma, qualsiasi cosa è lo Stato che ci guadagna, perché per cui non non mi e non mi è molto chiara, diciamo così questa idea della socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, perché mettersi in tasca il signor Sindaco Giorgetti direttamente?
Quelle quelle quote, quelle azioni sono azioni dello Stato.
Del Ministero per cui?
No, però magari magari io mi sbaglio, eh eh quindi.
Ho provato a leggere e a cercare lumi nella pagella, perché è una vera e propria pagella.
Quella che disegna Francesco Manacorda, invece, su Repubblica, ma.
No, non mi è del tutto chiara, però voglio voglio leggerla di nuovo con voi, forse qualche cosa di più ne capiamo anche perché dice Elisa esordisce così Manacorda Grande è la confusione sotto il cielo della finanza, quindi almeno per alcuni la situazione è eccellente in sintesi estrema e al netto di nuovi colpi di scena si avvia a vincere Carlo Messina,
Che, con un'offerta da 30 miliardi a 6 in contanti e azioni della sua banca, pare destinata a portare Monte dei Paschi sotto le insegne di Intesa, San Paolo e che, soprattutto attraverso Siena, prenderà Mediobanca e l'ambitissima quota del 13 2% che questa in Generali è questa. Insomma, è quello che si era. Si era capito che l'offerta di Messina è particolarmente interessante, molto di più della alleanza alla pari che aveva fatto ieri il Banco Bpm Messina, continua, Manacorda. Creerà così il secondo gruppo creditizio europeo per valore di Borsa e proprio attraverso Mediobanca, potrà rafforzare le attività di Intesa, San Paolo nella gestione dei patrimoni e della banca d'investimenti. E poi, appunto, c'è quel 13 e 2% di Generali che finora ha consentito a Mediobanca una forte presenza sul colosso assicurativo, con i suoi 900 miliardi di asset in gestione
Messina ha detto ieri che non ha ambizioni di controllo sulla compagnia, ma di voler essere solo azionista interessato ai suoi profitti, parole che, giustamente, Manacorda, dice, aspettano la prova dei fatti.
Rischia di stravincere poi Carlo Cimbri, che viene invitato da Messina a comperare la metà degli sportelli di Montepaschi perché Intesa Sanpaolo da non li può prendere per questioni di antitrust ormai e quindi dice finisce il lungo traghettamento della sua Unipol perché Cimbri è l'amministratore delegato di Unipol,
Dai mari remoti della finanza rossa ha un ruolo di pivot del terzo polo creditizio italiano, ma secondo, per raccolta di premi c'è una banca abbastanza grande da fare, concorrenza alla stessa Intesa, Sanpaolo e UniCredit in modo simmetrico, mentre il carro dei vincitori già si appesantisce e quindi chi si affanna a salirvi si infittisce, però la lista degli sconfitti nel mondo finanziario rientra nella categoria Giuseppe Castagna, che è l'amministratore delegato del Banco Bpm, che da anni tesseva la rete per costruire il terzo polo attorno alla sua banca. Domenica sera, mentre si infittiscono le voci sulla mossa del rivale Messina Castagna, appunto, ha giocato il tutto per tutto facendo approvare dal suo consiglio una proposta a Monte dei Paschi per una fusione alla pari, ma da ieri, con i soldi di Intesa, San Paolo sul tavolo
Le proposte del Banco Bpm valgono meno e soprattutto si allontana qualsiasi qualsiasi ipotesi di operazione alla pari, visto che il titolo Mps?
Che si è allineata all'offerta di Messina vale il 13% in più.
Quindi.
Quella quella.
Poi si può comprare, si può contare fra gli sconfitti anche l'attuale amministratore delegato di Mps, che è.
Luigi Lovaglio ha risanato, la banca ha conquistato Mediobanca, ha tentato di svincolarsi dalla presa del grande azionista, Francesco Gaetano Caltagirone, azionista del Del Monte dei Paschi, ma con l'offerta di Intesa, San Paolo, per lui non ci sarà più un ruolo e più in generale e Siena che ne esce battuta perché,
La cura Cimbri quindi Banco Bpm per Monte dei Paschi che in futuro sarà fusa con Bper, già controllata da Unipol, prevede che il nuovo istituto scusate Cimbri Unipol appunto prevede che il nuovo istituto si chiami solo Banca Monte dei Paschi, gettando alle ortiche quel legame territoriale che da mezzo millennio campeggiava nel nome nel nell'intestazione ieri, appunto, questa di Siena era sparito.
A Roma, comunque, precisamente tra via 20 settembre, Palazzo Chigi quindi fra il Ministero dell'economia e governo.
Che si registrano le sconfitte più nette, quello che succede al ministero dell'Economia retto dal leghista Giancarlo Giorgetti è presto detto, la Lega puntava proprio su Banco Bpm per creare il famoso terzo polo, a tal punto che 18 mesi fa.
Quando UniCredit provò a prendere la banca guidata da Castagna, proprio la Lega, gli oppose, prima una serie di incredibili obiezioni, poi uso l'arma fine di mondo del golden power, i poteri speciali che il Governo si riserva quando è in ballo la sicurezza nazionale, adesso il terzo polo o qualcosa che gli assomiglia verrà fatto sotto l'ombra protettiva di Messina che, ma dalla vecchia finanza rossa delle Coop, quindi un mondo che, sebbene estinto, non è certo prossimo all'area di governo e a proposito di governo pare vedere questo lo sostiene appunto Repubblica a Palazzo Chigi una Giorgia Meloni che fa buon viso a cattivo gioco, la più grande banca italiana a presidio delle Generali, tra l'altro grandi acquirenti di Btp, e quindi i buoni
Il Tesoro è una garanzia certo, ma l'iper attivismo dell'esecutivo nei mesi in cui si aggiudicava una quota di Montepaschi a chi, come lo stesso Caltagirone, la Delfin di Del Vecchio l'avrebbe poi usata per conquistare beh, Mediobanca e Trieste, proprio con la benedizione del governo ha finito per produrre poco o niente.
Così Meloni ha riacceso le banche italiane, si consolava ieri con un titolo on line il Secolo d'Italia, omettendo che quello che doveva essere un allegro barbecue per alcuni amici ad esse, un incendio che Palazzo Chigi non controlla più e anche gli alleati di un tempo che hanno costruito posizioni azionarie Montepaschi, Mediobanca e Generali ora si troveranno diluite poco influenti nel capitale della ben più grande Intesa Sanpaolo vincenti sconfitti ma anche non classificati. Questo è il caso di Andrea Orcel, l'amministratore delegato di UniCredit, che ha prima rifiutato di prendere Montepaschi. Poi è stato bloccato sulla strada verso Banco Bpm, e infine ha rivolto le sue attenzioni non richieste alla tedesca Commerzbank
Adesso il fronte tedesco pare faticosamente vicino a sbloccarsi, ma al tempo stesso Orcel potrebbe decidere di non dare troppo spazio a Messina in Italia e se così fosse, se anche UniCredit entrasse in partita ancora più grande, diventerebbe la confusione sotto il cielo, questa è la valutazione, vi dicevo che ne da Repubblica un po'diversa,
Quella che troviamo sul foglio
Dove?
Se noi andiamo ecco qua, c'è un.
Un articolo di Maria Rosa Marchesano che insomma, diciamo la la imposta un po'un po'diversamente, anche se è anche qui, però sì, c'è una sorta di pagella, chi chi perde chi vince e che cosa cambia.
Però va be'.
Tant'è che, per esempio, dice scrive a un certo punto Marchesano il, il MEF di Giancarlo Giorgetti ha pesato le parole dicendo di avere preso atto di un'offerta che riconosce la valorizzazione della banca, risollevata da una posizione pre fallimentare, la banca a cui fa riferimento appunto e Monte dei Paschi quindi,
Evidentemente no, è un bene un modo per ricordare che, grazie al salvataggio pubblico e all'azione di risanamento dei conti fuori dal Monte, si è fatta la fila di corteggiatori.
E quindi, evidentemente, insomma, è, è un bene.
Poi sul foglio troviamo anche sono messi uno di fronte all'altro in un articolo di Stefano Cingolani, i due, i due banchieri Andrea Orcel, che il ceo di UniCredit e Messina di Intesa San Paolo.
Secondo quello che scrive Cingolani dice, Messina e Orselli incarnano due anime diverse della romanità, una cattolica riservate chirurgica, l'altra anti sistema fuori dagli schemi odiata dalla politica.
Il progetto di Messina è sempre quello portare equilibrio e stabilità nel portafoglio degli italiani, vedremo però appunto se UniCredit entra in partita oppure no, perché al momento appunto non c'è, ma tutto, ma tutto è possibile il.
Sono andato ovviamente a vedere anche, come trattava questa vicenda, il giornale.
Perché, appunto, visto che si parla di queste insofferenze o sconfitte addirittura della politica, in realtà?
El viene presentato.
Un proprio posto nel modo opposto, perché scrive il giornale scrive Gian Maria De Francesco, il governo osserva con attenzione questo, con attenzione a un virgolettato e il centrosinistra si divide sul sostegno.
Salvini non si sbilancia, anche se avrebbe preferito l'altra operazione, però ammette ammette il giornale renziani e azione favorevole all'operazione Schlein sul guado, mentre, come abbiamo visto addirittura Alleanza Verdi Sinistra, sembra proprio essere molto, molto contraria, comunque.
La l'articolo di Camilla Conti.
Illustra appunto la nascita di questa super intesa, ora anche l'Italia avrà una banca da 2000 miliardi e quindi sembra insomma vi viene presentato, non certo come una.
Una iattura, ecco, anzi com'è qualche cosa che è importante e serve al nostro Paese di sconfitte e di vittorie si parla ovviamente anche a proposito della.
De de delle elezioni, che non è che è proprio abbiano, come dire, scaldato Montreux, molto gli animi, come dicevamo, anche perché sostanzialmente sono finite quasi in pareggio quasi in pareggio.
Però ecco, per esempio su sul Corriere della Sera si, si dice, finisce con un pareggio l'esito dei ballottaggi dei sei comuni chiamati al voto, l'affluenza è stata del 52%.
Cosa abbastanza bassina il Corriere della Sera mette a con
Pronto le?
Le 2:02, due interviste, una a Galeazzo Bignami che capogruppo per Fratelli d'Italia, alla Camera.
E l'altra invece di Igor Taruffi, che è responsabile dell'organizzazione del partito democratico intervistati uno da Paola Di Caro, l'altro da Maria Teresa Meli, Galeazzo Bignami, rivendica dice abbiamo vinto in realtà per noi le le le.
Elezioni amministrative e di solito sono osti che il governo è solido, altro che aria diversa, mentre Igor Taruffi sostiene che l'alleanza funziona come alle regionali e quindi accusa il governo di voler cambiare le regole della legge elettorale per paura di perdere.
Però, insomma, e quindi dicono dice siamo andati, siamo andati meglio noi.
Il.
Su domani, ecco, su domani c'è una un intervento da un'analisi, diciamo così del voto.
Che
Da scritta da Daniela Preziosi, viene presentata in un modo un po'diverso, prendo dalla prima pagina D Domani il voto nelle città premia la sinistra, ma serve di più, questo già avverte, avverte domani perché scrive anche Daniela Preziosi, insomma resta la ferita di Venezia, per cui,
Va bene, insomma, Chieti Trani, la conquista trionfale di Agrigento, la coalizione prevale con 52 vittorie a 38.
E quindi viene riportata questa dichiarazione di Schlein, che ha detto Meloni, ha problemi con la calcolatrice, però scrive Daniela Preziosi, il campo largo è ancora da costruire.
E quindi, insomma, come cioè non va, non non è, non è consolidato, diciamo come, come risultato.
E se diciamo quello di domani sembra proprio più un'esortazione, no al voto nelle città, premia la sinistra, ma serve di più, mi ha colpito ancora di più se volete il titolo del manifesto, perché perché eccolo qua?
A proposito, appunto, è il taglio basso ta taglio centrale sotto sotto il titolo quello grande con la foto, così scrive il manifesto comunali, il centrosinistra non sfonda.
Per cui, insomma, evidentemente?
No, non c'è poi tutta questa questa soddisfazione e questo e questo apprezzamento.
Mentre invece e quindi va be'qui, questo è quanto dopodiché.
Vi dicevo in realtà,
In realtà, però, mi ero segnata anche una cosa dell'Unità, perché mi ero segnata all'umanità, nessuno non mi ricordo più ma vada a vedere e a è così, perché giustamente sull'Unità c'è una editoriale, ma anche intervista di Chiara Gribaudo che il partito del Partito Democratico capogruppo del Partito Democratico vicepresidente scusate del Partito democratico che viene intervistata da Umberto De Giovannangeli e,
Risponde, diciamo indirettamente a Paolo Mieli, che aveva invitato Schlein a non candidarsi a fare un passo indietro a proposito del la coalizione e lei dice Elly ha ridato un'anima al Pd, caro Mieli, tutto il resto è noia da talk è incomprensibile e chiedere alla leader di rinunciare alle primarie come ha fatto da me come fa come come fatto da Mieli anche perché appunto sostiene Gribaudo Schlein ha riportato i dem fra la gente trionfi come quelli di Agrigento parlano per lei è giusto che lasci chi non condivide la sua linea.
Quando parla del trionfo di Agrigento e perché ad Agrigento il candidato ha preso, ha vinto con il 70%, quindi, insomma, effettivamente si si può in quel caso parlare di di trionfo.
Le parole di Gribaudo ci porterebbero a parlare subito di Picerno, però io vi voglio segnalare un paio, diciamo così, di interventi di analisi, una è sicuramente quella di Antonio Polito.
Sul Corriere della Sera che?
An come come folli invece sul sulla Repubblica, guardano però a quello che potrà succedere a questo punto scrive fra l'altro, Polito Arezzo di qua Agrigento, di là Macerata di qua Chieti, di là i partiti si godono la loro giornata di corrida elettorale anche se lo stadio è sempre più vuoto e l'astensione sfiora ormai la metà dell'elettorato ma non lasciatevi ingannare dai festeggiamenti del pareggio, la politica italiana è tornata immobile,
E rischia di diventare di nuovo instabile, sembra quasi una contraddizione delle leggi della fisica, ciò che non si muove, infatti, dovrebbe quantomeno godere di una certa stabilità e invece no, come sa, chi va in bicicletta, se smetti di pedalare cani.
Questo non lo scrive Politico, dico io no, ma poi invece in realtà pulito aggiunge la società italiana, peraltro è tutt'altro che immobile, mai come adesso sembra calzare nel nostro Paese l'antica metafora del calabrone a un corpo così pesante che sembra impossibile riesca a volare con ali così piccole quelle ali sono il nostro sistema produttivo, una rete di aziende e lavoratori di imprese, spesso piccole o micro.
Che non perdono tanto tempo con la politica, essendo impegnati ogni giorno a far di conto.
Se nelle attuali condizioni davvero faremo alla fine dell'anno lo 0 7% di crescita di Pil sarà stato un loro miracolo, una vitalità che d'altronde riguarda anche le aziende più grandi, lo stesso sistema bancario italiano sta dando segnali di voglia di crescere, di ambizione europea dietro le sue partite a Risiko e invece è il sistema politico che è un po'caotico dice per l'appunto Polito.
Eh.
Insomma, avanza tutta una serie di questioni e dice le le 2 coalizioni sono entrambe rose da un male oscuro, ma mentre il centrosinistra, ancora inesistente in quanto a struttura, programma e leadership dell'alleanza, può solo rovinare se stesso,
Il male del centrodestra può inguaiare il Paese nel suo complesso, non ci vuole infatti molto perché Vannacci divorando sì la Lega di Salvini, che se l'era messa in casa come un cavallo di Troia diventi l'equivalente elettorali di ciò che fu il boom dei 5 Stelle nel 2013 che scasso il bipolarismo non siamo ancora a questo punto ma che succede se nessuna maggioranza politica uscisse dalle elezioni?
Avessimo un sistema politico normale, la soluzione si troverebbe in Parlamento a stringendo gli accordi possibili e impossibili così com'è del 13 e nel 18, ma oggi tutte le maggiori forze politiche escludono categoricamente di poter dar vita a governi parlamentari di grandi coalizioni o a sostenere governi tecnici e allora che faremo nel caso sciagurato andiamo a votare subito dopo un'altra volta?
Naturalmente dice pulito, questi mali hanno origini antiche e costituzionali e però appunto.
Questo questo è quello che abbiamo e quindi dobbiamo o risolvere questi questi problemi, oppure ce li ce li troviamo di fronte folli come vi dicevo, anche folli, arriva.
Ah, ah, ah, ah conclusione è abbastanza, è abbastanza affranto, ecco perché anche folli parla di un De dice il pareggio nelle urne e i ritardi nel programma com'era abbastanza prevedibile, infatti, dice su Repubblica il secondo turno delle elezioni comunali cioè il ballottaggio si è svolto nel segno della mestizia un'affluenza molto bassa appena sopra il 50%, un'indifferenza dell'elettorato quasi ostentata certo dice mancavano quasi tutti i presupposti per innescare un moto di partecipazione civile.
Ed è anche difficile ricavare un dato unitario dai municipi dispersi, quella sul territorio nazionale.
Troppo poco in un quadro troppo frammentato, però dice alla fine il risultato più significativo delle amministrative viene da Venezia, dove il sindaco era stato eletto già al primo turno, un sindaco di centrodestra, continuatore di Brugnaro, dopo che la sinistra aveva dato per scontata la vittoria ossia, come si dice, aveva venduto la pelle dell'orso prima di catturarlo, difetto politico che non nasce oggi, ma è grave se segnala uno scarso senso della realtà a un anno dalle elezioni legislative che si annunciano cruciali, e in ogni caso la mappa che esce da questo spezzatino descrive un sostanziale pareggio con minimi scostamenti e la conclusione di di di folli
Che riprendono intervista, fatta da Arturo Parisi su Formiche, dice intervistato appunto su forme Parisi, come sapete, è stato una delle delle colonne del dell'Ulivo di Romano Prodi e dice fa capire che la scena pubblica di oggi è molto diversa da quella degli anni 90, quindi anche il centrosinistra va adeguato ai tempi. In altre parole, sintetizziamo la leadership di Elly Schlein può essere debole, raramente in grado di imporsi su un alleato scomodo come Conte, ma quel che conta è riuscire a trasmettere un'idea comune di quello che si vuole fare un'idea del Paese. La sinistra finora non è stata in grado di farlo ed è soprattutto il Pd a doversi fare carico di questa responsabilità.
Parisi introduce una sottile discreti distinzione che non è solo lessicale ma molto politica nel linguaggio progressista si parla di pensiero riformista, contrapposto a massimalista, è una differenza tutta all'interno delle battaglie storiche della sinistra. Tuttavia, il termine più idoneo da proporre riformatore, chi vuole rivolgersi alla società di oggi nel suo insieme e non solo alla sinistra, dovrebbe riconoscersi in una visione riformatrice. Era, tra l'altro, la formula prediletta da Ugo, la Malfa, che non amava il termine riformismo e forse
Il centrosinistra, se fosse capace di allargarsi a nuovi ceti, si gioverebbe di un pensiero davvero riformatore, adeguato a una società complessa, ora voi capite che tutto questo ci porta a vedere che cosa si sta muovendo da quella parte, questo.
Questa movimento lanciato da Pina Picierno, che sembra essere molto apprezzato, per esempio dal direttore del Riformista Claudio Velardi, nel quale appunto chi non si riconosce né da una parte né dall'altra, sembra Optima mettere molta.
Parecchia fiducia e quindi scrive Velardi sulla prima pagina del Riformista spazio pubblico per unire i riformisti ci sono quattro fondati motivi per guardare con interesse a spazio pubblico il progetto politico lanciato nei giorni scorsi da Pina Picierno, il primo fondamentale riguarda la tempistica, mentre il dibattito fra i partiti si incarta sull'ennesima riformistica della legge elettorale in discussione del tutto inopportuna se non scandalosa a un anno dal voto e qui fa benissimo Velardi a sottolineare questo aspetto perché ci sono stati più di un richiamo,
Anche dall'Europa a non fare le riforme a meno di un anno dalla dal voto e quindi.
Però, come al solito, queste
Ai richiami vengono ignorati, comunque giustamente Velardi, lo dice l'iniziativa di Picerno prescinde da piccole convenienze di bottega.
Non ragiona con il bilancino di quorum e soglie di sbarramento, non nasce per conquistare strapuntini parlamentari, è finalmente un disegno politico di respiro.
Ne discende un secondo punto inequivoco spazio pubblico si colloca con nettezza al di fuori dei due poli e non immagina compromessi al ribasso, nessun cedimento tattico alle sirene del campo largo e al tempo stesso nessun occhiolino di convenienza, Giorgia Meloni è la rivendicazione di un'identità autonoma, nessuna subalternità, insomma,
Il terzo pilastro è la chiarezza programmatica di Pina Picierno sulle grandi questioni internazionali, non ha smarrimenti né ambiguità dal sostegno pieno alla resistenza ucraina al rilancio del progetto europeo, fino a una posizione equilibrata sul delicato conflitto israelo palestinese su cui comunque non si accoda alla canea Pro Padre e figlio terrorista. Sul piano nazionale le sue posizioni sono, ci sentiamo di dire riformiste e liberali non scivolano nell'assistenzialismo e nella democrazia. Demagogia la sua visione di merito e generalmente solida definita, non vive di equilibrismi e Barbetti, e poi dice il quarto aspetto che può sembrare secondario però Picerno non ha un interesse personale perché ancora davanti a sé tre anni di mandato come parlamentare europeo per cui dice no, non lo fa per la poltrona sul dubbio. Sul dubbio
Viene intervistato, Sandro Gozi, il quale Sandro Gozi ha lasciato il Partito democratico nel 2019 del 2018. Scusate.
È segretario generale del Partito Democratico Europeo, che è la formazione centrista che ha per l'appunto accolto Picierno dopo il suo addio al Pd.
E secondo Gozzi, addirittura l'inizio della fine del Pd fu nel 2016, quando suoi importanti dirigenti fecero campagna contro lo stesso partito, eccetto, ce lo ricordiamo al referendum costituzionale e quindi sostiene Gozzi Picerno, praticamente non aveva altra scelta la destra non si batte dice con il populismo, il Pd di oggi non ha nulla a che fare con la visione di Prodi e con la proposta che Veltroni fece al Lingotto.
E quindi eh eh però, quando quando poi da Giacomo Puletti che lo intervista si sente chiedere, se però prima o poi bisognerà fare una scelta, lui dice che oggi in Italia l'opposizione è insufficiente in Europa, lo stesso Ppe è molto alla deriva di estrema destra e credo che più di che più noi cresciamo,
Più obblighiamo anche i popolari a fare i conti con le loro contraddizioni, che si vedono anche in Italia, Ucraina, eccetera, eccetera.
Dopodiché il rischio di frammentazione c'è e lui dice mi sembra però che il progetto di Picerno non nasca per frammentare, ma per unire sui contenuti e sui scelte nette, secondo me il campo largo non è nemmeno definito e non penso si possa partire dalle linee di bordocampo bisogna vedere cosa c'è in questi campi, cosa c'è al centro e cosa c'è nel campo largo precoce,
Questo questo è quello che auspica e chi sostiene e sostiene negozi di di Picierno si parla anche sul Fatto Quotidiano, perché sul Fatto Quotidiano c'è un intervento perché insomma, non è che sono proprio tutti, diciamo così, a favore.
L'intervento che potete trovare sul Fatto quotidiano firmato da Fabrizio Esposito, invece.
Bolla, dice pa dice la malattia del governissimo, che ha ucciso il vecchio Pd e.
Dice scrive, Esposito nel profluvio di interviste centriste e anti Schlein che sta sommergendo vari quotidiani dopo la fuoriuscita dal Pd di Mahdia e Picierno.
Si staglia con nitore abbagliante il paradosso riformista che ha di fatto distrutto nell'ultimo ventennio la vocazione maggioritaria del Pd, diventato nell'ordine del partito dei cacicchi, il partito delle ZTL, il partito garante più di ogni altro, dello status quo del sistema, prima nel lungo regno di Napolitano poi di Mattarella nella fase del Dragisa eccetera eccetera il paradosso dunque viene fuori dice da una delle interviste domenicale di Picerno, perché l'europarlamentare
Eletta nelle liste dem, ma di antica matrice demitiana, accusa il Pd di Schlein di avere poca cultura di governo senza una proposta politica seria, riformista e pragmatica e sostiene ed è sparito il ponte proprio per questo perché in realtà lui rimprovera al Pd di aver avuto questa cultura, che è quella che sostanzialmente gli ha permesso, gli ha impedito di dire qualcosa di radicale dalla guerra alla questione morale perché altrimenti si viene subito accusati di populismo o di essere condizionata da Giuseppe Conte mentre invece,
Meglio essere secondo secondo, Esposito, un po'più radicali chi sicuramente lo è è Vannacci, come vi dicevo, c'è tanto di lui anche oggi sui giornali.
Fa una previsione Salvatore Merlo, sulla prima pagina del Foglio, perché dice che domani Vannacci sarà ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo e siccome a Salvatore Merlo, evidentemente Gruber non è che proprio piaccia moltissimo, con il suo modo di intervistare dice vedrete che ce lo renderà simpatico.
Questo questa è la previsione, ma invece per quello che riguarda proprio più i contenuti.
E forse vale la pena di leggersi leggersi Verdelli che parla appunto sul Corriere della Sera, di questa onda che agita la destra, non si sa ancora in che mese del 27 ci saranno le elezioni politiche, ma si può già mettere in conto che una variabile fino a poco tempo fa imprevista potrebbe condizionare gli esiti e forse anche i futuri assetti di comando del Paese la variabile Vannacci l'onda che non aspetti e che invece si gonfia minacciosa settimana dopo settimana di aderenti, finanziamenti iscritti, piazze piene e sondaggi ubriacanti così scrive Verdelli che poi continua a pagina 38,
To the
Ecco.
E dice l'incursione del nuovo uomo forte è cominciata con l'imboscata che il generalissimo atteso all'incauto Salvini, sedotta, abbandonata e adesso oppure saccheggiato.
Di parlamentari pronti dal suo fresco ex vicesegretario a seguire il leader del neonato futuro nazionale, ha cominciato a sparare a raffica messaggi imbarazzanti anche per il governo Meloni, come se gli importasse zero di essere comunque è stato eletto all'Europarlamento proprio nelle file dell'esecutivo in carica quale futuro dunque per una coalizione che si ritrova in casa un leader che ha costruito la sua fulminante carriera post militare?
Sul politicamente scorretto portato all'estremo.
E poi racconta di questo dice la Suma e il suo, il suo libro. Il mondo, al contrario, dice però adesso sta alzando addirittura il tiro Vannacci, avanza spedito su tre fronti molto delicati. Il disprezzo per l'Europa e per la sua rinsecchita Commissione, ovviamente è un virgolettato attribuito Vannacci. Il sostegno fervente alla Russia di questo Putin, l'America di questo Trump e l'Israele di questo Netanyahu e infine un salto quantico nel contrasto allo straniero. E qui dice entriamo davvero in un campo minato, con l'avanguardista Vannacci, che salda la sua visione con quella delle destre internazionali più estreme, sfidando anche l'Italia a seguirlo. Poi continua a Verdelli ed è molto interessante, ma e appunto si chiede dove, dove chi e dove finirà, ma mi preme non dimenticare
La una segnalazione importante da fare sempre dal Corriere della Sera, che ha un bellissimo un bellissimo articolo inchiesta.
Più che altro, insomma, sì, forse proprio inchiesta un po'troppo, ma insomma.
Sulla sul caporalato è un una lunga lungo giro che Goffredo Buccini fa nell'agro pontino la fabbrica di fantasmi, così la definisce gli schiavi traditi del decreto flussi pagano fino a 18.000 euro, poi il lavoro sparisce e la paura corre fino al pancia al Pangea hub.
Perché, insomma?
Li trattano veramente altro che altro che da schiavi, e ricorda tutti gli episodi drammatici, fra l'altro successi, proprio nell'Agro Pontino.
Che non è solo, però, questo articolo non ci fa vedere solo come vengono trattate queste persone, ma ci racconta anche che senza queste persone noi quelle fragole, quei pomodori non non non ne avremmo nelle nostre sulle nostre tavole e questo vale per tantissimi altri lavori soprattutto fra l'altro dell'agricoltura e dunque fa ancora più impressione leggere quest'altra notizia che invece ci da la Repubblica che segna la la la cronaca di Roma di Repubblica che segnala come sabato a Roma ci sarà una manifestazione proprio a favore della re migrazione.
Sarà fra l'altro nel quartiere Prati che verrà blindato per il corteo sull'area migrazione, ma promosso da CasaPound, quindi non Vannacci.
Si prevedono almeno 4.000 persone che dalle 3 del pomeriggio sfileranno da piazza della Libertà a piazza del Risorgimento e contemporaneamente ci saranno invece ci sarà un altro corteo di scrivere Repubblica, 10.000 antifascisti.
Con con due cortei, con due cortei diversi, quindi giornata Tina ma insomma, al di là di questo qua poi ultime due segnalazioni, devo andare veloce stavolta perché è lunga.
Come vi dicevo, tanta attenzione ancora a la vicenda Minetti sostanzialmente quindi aprono, su questo fanno titolo di apertura, sia libero che la verità, le carte che inguaiano Travaglio, le 1.000 e una balla del fatto, questo è libero, invece la verità alla super teste di Travaglio vuol fare causa Travaglio Max,
Azioni risarcitorie contro fatto, Rai e Fininvest per conto delle notizie che non solo il gruppo Cipriani ha chiesto questo maxi risarcimento, mostre da 220 milioni per la causa arriva dagli Stati Uniti.
Ma pare che anche la massaggiatrice uruguaiana del caso Minetti, come scrive la verità.
Forse è intenzionata a far causa travaglio in questo momento non lo sappiamo, quello che vi posso dire è che sul Fatto Quotidiano, invece, si si si continua a portare avanti questa questa vicenda.
E addirittura la la quello che sostiene Travaglio è che Grassi e la non stia smentendo assolutamente niente, la ritrattazione che non ritratta questo è il titolo.
Nell'editoriale Marco Travaglio gioca la mozione degli affetti, sola contro tutti, è una do, c'è una donna in Uruguay che ha bisogno di aiuto, lo chiede lo grida per tre mesi è Graziella, Mabel dello Santos, Torres massaggiatrice disoccupata, dice di aver subito molestie sessuali da Giuseppe Cipriani e nel suo ranch di aver visto festini per vip con ragazze anche molto giovani selezionate da Nicole Minetti e portate lì dai bordelli locali e dall'estero lo dice come fonte coperta a una giornalista tv uruguaiano prima dice che arrivi la la grazia,
Questo servizio va in onda il 20 aprile mancano due mesi al 21 aprile, quando infine la notizia, la notizia esce sul fatto e diventa un caso politico, quindi dice in realtà l'aveva già anche detto a una televisione, a una televisione uruguaiana la versione quindi che ne dà Travaglia che lei semplicemente appunto per paura abbia ritrattato anche se poi in realtà non ha nemmeno Three ritrattato perché appunto lui parla di una ritrattazione che non ritratta quasi nulla.
E dice non non ci torna nulla nell'autorizzazione all'uso, nel nome, nelle monete, nel ruolo di Nicole, e questo e questo è quanto.
Non insomma, evidentemente si finisce, si finisce davanti davanti davanti ai giudici, così come potrebbe finirci il senatore di Forza Italia, accusato di violenza sessuale.
Che, come sapete, è adesso sotto sotto inchiesta.
Di lui scrive, Viola, Ardone ah sulla Repubblica, parla del linguaggio sessista da cancellare a proposito, appunto, di quella frase così infelice che lui aveva detto che insomma non era possibile, che l'avesse violentata perché lui è la B era bello e lei è normale Viola, Ardone, inquadra secondo me correttamente appunto questa frase e soprattutto lo stupro come certo non una cosa legata alla seduzione ma al sopruso e finisce poi per parlare della necessità quindi di arrivare a fare a scuola educazione, sesso affettiva perché sarebbe indispensabile per i ragazzi come insomma
E non dovrebbe essere sottoposta, diciamo così, alla alla richiesta dei genitori, questa questa materia dovrebbe essere materia curricolare, non sottoposta alla.
Ah ah, insomma alla decisione dei genitori.
E di genitori ancora si parla su alcuni giornali a proposito della famiglia del bosco, perché finalmente pare, insomma, è uscita una.
Una.
La la perizia su questa, su questa famiglia, non non di parte, e il perito dice che ebbe questa la sto prendendo dal Messaggero questa notizia che i bambini sono immaturi e, forse.
Poco educati, ma devono ritornare dai genitori, è inopportuna la loro permanenza in istituto entro un mese è attesa la decisione dei giudici, si spera che capiscano quanto davvero senza senso sia mantenerli in una comunità.
Mi fermo qui ci sentiamo domani
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