Il negoziato Usa-Iran in Svizzera per porre fine alla Guerra nel Golfo.
Il contenuto del memorandum sottoscritto dai due Paesi prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale americano, l'eliminazione delle sanzioni all'Iran, lo scongelamento dei suoi fondi, un piano di ricostruzione dell'Iran con una dotazione di 300 miliardi.
Effetti positivi della prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz: i prezzi dell'energia sono scesi sensibilmente.
Trump si è reso conto di aver provocato una guerra che non avrebbe potuto vincere e il rischio che lo shock … economico globale si protraesse era troppo alto per un presidente che a novembre affronterà le elezioni di Midterm.
L'Iran, per parte sua, ha un bisogno vitale di riprendere le esportazioni di petrolio e gas.
I Paesi del Golfo, che hanno subito i danni della guerra, hanno interesse a normalizzare il traffico marittimo.
Ma l'Iran ha acquisito un'arma strategica grazie alla guerra: il controllo dello Stretto di Hormuz.
L'accordo sembra escludere che vi saranno 'pedaggi' per il suo attraversamento, ma le compagnie di assicurazione e marittime temono nuovi scossoni.
La chiusura di Hormuz ha provocato rialzi dei prezzi dell'energia e ripresa dell'inflazione.
La Commissione europea l'ha definita 'inflazione energetica'.
Bisognava evitare che l'impatto dell'inlfazione si trasferisse ad aziende e lavoratori.
Resta il problema dell'alta dipendenza del continente europeo dall'energia da fonti fossili.
L'elargizione di sussidi da parte dei governi per contenerne i costi non è sostenibile per le finanze pubbliche: serve un investimento sulle rinnovabili e un mercato energetico europeo.
Secondo molti analisti si è trattato di una resa umiliante degli Usa all'Iran.
E ci sono interpretazioni divergenti sul fondo da 300 miliardi per la ricostruzione: per Teheran è un riconoscimento dei danni causati dalla guerra.
Trump nega che possa trattarsi di 'riparazioni' sostenute con fondi pubblici.
Chi investirà? Gli Stati? Quali? Si tratterà di investimenti privati? Chi deciderà? Si tratta comunque di un mercato ad alto rischio.
Serviranno garanzie che solo gli Stati potrebbero fornire.
Quanto alla revoca delle sanzioni e allo sblocco degli asset iraniani, si tratterebbe di una misura di enorme importanza.
L'Iran potrà rientrare nei mercati petroliferi e del gas e potrà incassare valuta estera.
Il contenuto del memorandum sottoscritto dai due Paesi prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale americano, l'eliminazione delle sanzioni all'Iran, lo scongelamento dei suoi fondi, un piano di ricostruzione dell'Iran con una dotazione di 300 miliardi.
Effetti positivi della prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz: i prezzi dell'energia sono scesi sensibilmente.
Trump si è reso conto di aver provocato una guerra che non avrebbe potuto vincere e il rischio che lo shock … economico globale si protraesse era troppo alto per un presidente che a novembre affronterà le elezioni di Midterm.
L'Iran, per parte sua, ha un bisogno vitale di riprendere le esportazioni di petrolio e gas.
I Paesi del Golfo, che hanno subito i danni della guerra, hanno interesse a normalizzare il traffico marittimo.
Ma l'Iran ha acquisito un'arma strategica grazie alla guerra: il controllo dello Stretto di Hormuz.
L'accordo sembra escludere che vi saranno 'pedaggi' per il suo attraversamento, ma le compagnie di assicurazione e marittime temono nuovi scossoni.
La chiusura di Hormuz ha provocato rialzi dei prezzi dell'energia e ripresa dell'inflazione.
La Commissione europea l'ha definita 'inflazione energetica'.
Bisognava evitare che l'impatto dell'inlfazione si trasferisse ad aziende e lavoratori.
Resta il problema dell'alta dipendenza del continente europeo dall'energia da fonti fossili.
L'elargizione di sussidi da parte dei governi per contenerne i costi non è sostenibile per le finanze pubbliche: serve un investimento sulle rinnovabili e un mercato energetico europeo.
Secondo molti analisti si è trattato di una resa umiliante degli Usa all'Iran.
E ci sono interpretazioni divergenti sul fondo da 300 miliardi per la ricostruzione: per Teheran è un riconoscimento dei danni causati dalla guerra.
Trump nega che possa trattarsi di 'riparazioni' sostenute con fondi pubblici.
Chi investirà? Gli Stati? Quali? Si tratterà di investimenti privati? Chi deciderà? Si tratta comunque di un mercato ad alto rischio.
Serviranno garanzie che solo gli Stati potrebbero fornire.
Quanto alla revoca delle sanzioni e allo sblocco degli asset iraniani, si tratterebbe di una misura di enorme importanza.
L'Iran potrà rientrare nei mercati petroliferi e del gas e potrà incassare valuta estera.
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