Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.
Il segretario di Radicali Italiani rilancia il 'Modello americano' e, contro il terrorismo internazionale, ribadisce che l'unica arma è la democrazia.
Sfida a Martini in vista del Social Forum di FirenzePrato, 31 luglio 2002 - «Dare chance a noi significa darle al liberismo nel nostro paese».
Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, usa poche parole per spiegare la ragione che dovrebbe spingere i cittadini a fare una scelta radicale.
«Io dico: 'Modello americano'.
Penso e spero che tanti italiani vogliano darci una mano» - dichiara Capezzonne ad Andrea Bonino autore … dell'intervista-dibattito a cui partecipano il giornalista cofondatore del Giornale, Marcello Staglieno, lo psicologo Eugenio Toccafondi e la docente di deontologia del giornalismo, Cinzia Gorini.
A loro, e agli spettatori di Toscana Tv, il segretario di Ri spiega che non si tratta di sposare la poltica che sta facendo George W.
Bush.
E' il «sistema America» che i radicali propongono.
«Il sistema America - osserva Capezzone - ha gli anticorpi per combattere i suoi stessi virus».
Dunque, anche una politica che non piace.
Analogo discorso è possibile sovrapporre alla questione mediorientale.
A prescindere dalla politica condotta dal governo Sharon.
Capezzone sottolinea quanta libertà vivono coloro che abitano in Israele rispetto ai cittadini siriani, per esempio.
Ed aggiunge: «Saddam Hussein e Bin Laden sono il frutto del fatto che non abbiamo compreso che la carta da giocare è la democrazia».
Quanto al fronte interno, la politica italiana - secondo Capezzone - anche a causa del sistema elettorale, si divide tra due blocchi contrapposti che però non sono alternativi: «Il mio vero terrore - osserva - è che alcune scelte economiche di questo governo siano simili a quelle del centrosinistra».
Altra nota dolente, l'informazione.
«La Rai - informa Capezzone - ha 11.000 dipendente di cui 1/5 sono giornalisti.
Eppure in questo momento non c'è un programma di approfondimento politico».
Ultima questione, e non per questo meno importante, la mancanza di dibattito sui temi che toccano più da vicino i cittadini che è riscontrabile nel nostro paese.
Capezzone fa l'esempio del Social Forum di Firenze, programmato per novembre - a quanto pare - alla Fortezza da Basso.
Su una questione come questa, che interessa i cittadini, l'uso del denaro e dei beni pubblici, il leader radicale invita «ad un pubblico confronto» il presidente della Regione Toscana, Martini.
Sfida a Martini in vista del Social Forum di FirenzePrato, 31 luglio 2002 - «Dare chance a noi significa darle al liberismo nel nostro paese».
Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, usa poche parole per spiegare la ragione che dovrebbe spingere i cittadini a fare una scelta radicale.
«Io dico: 'Modello americano'.
Penso e spero che tanti italiani vogliano darci una mano» - dichiara Capezzonne ad Andrea Bonino autore … dell'intervista-dibattito a cui partecipano il giornalista cofondatore del Giornale, Marcello Staglieno, lo psicologo Eugenio Toccafondi e la docente di deontologia del giornalismo, Cinzia Gorini.
A loro, e agli spettatori di Toscana Tv, il segretario di Ri spiega che non si tratta di sposare la poltica che sta facendo George W.
Bush.
E' il «sistema America» che i radicali propongono.
«Il sistema America - osserva Capezzone - ha gli anticorpi per combattere i suoi stessi virus».
Dunque, anche una politica che non piace.
Analogo discorso è possibile sovrapporre alla questione mediorientale.
A prescindere dalla politica condotta dal governo Sharon.
Capezzone sottolinea quanta libertà vivono coloro che abitano in Israele rispetto ai cittadini siriani, per esempio.
Ed aggiunge: «Saddam Hussein e Bin Laden sono il frutto del fatto che non abbiamo compreso che la carta da giocare è la democrazia».
Quanto al fronte interno, la politica italiana - secondo Capezzone - anche a causa del sistema elettorale, si divide tra due blocchi contrapposti che però non sono alternativi: «Il mio vero terrore - osserva - è che alcune scelte economiche di questo governo siano simili a quelle del centrosinistra».
Altra nota dolente, l'informazione.
«La Rai - informa Capezzone - ha 11.000 dipendente di cui 1/5 sono giornalisti.
Eppure in questo momento non c'è un programma di approfondimento politico».
Ultima questione, e non per questo meno importante, la mancanza di dibattito sui temi che toccano più da vicino i cittadini che è riscontrabile nel nostro paese.
Capezzone fa l'esempio del Social Forum di Firenze, programmato per novembre - a quanto pare - alla Fortezza da Basso.
Su una questione come questa, che interessa i cittadini, l'uso del denaro e dei beni pubblici, il leader radicale invita «ad un pubblico confronto» il presidente della Regione Toscana, Martini.
leggi tutto
riduci

























