Il ddl Cirami è una legge urgente ed è collegata alle vicende milanesi.
Questo però non giustifica i girotondi in piazza in nome della legalità e contro il tentativo di garantire l'imparzialità del giudiceRoma, 2 settembre 2002 - Dopo la pausa estiva ricomincia l'iter del disegno di legge Cirami.
Il provvedimento che reintroduce l'istituto del «legittimo sospetto» come causa di rimessione del processo sarà oggetto domattina di una riunione dei capigruppo della Camera, che ne definirà il calendario dei lavori.
La maggioranza punta ad avviare da giovedì l'esame in Commissione … giustizia.
Sul punto, Radio Radicale ha sentito stamani il presidente Gaetano Pecorella che ha escluso che ci siano le condizioni per esaminare il ddl nella sede «congiunta» tra la commissione Giustizia e la commissione Affari costituzionali, così come richiesto dal centrosinistra.
Il deputato di Forza Italia e difensore del premier nel processo in corso a Milano, ritiene che l'opposizione abbia avanzato questa richiesta con lo scopo di «provocare ritardi».
Ciononostante Pecorella ha sottolineato che «se il presidente della Camera decidesse per questa direzione», la maggioranza non avrebbe «nulla da obiettare».Tra le altre cose, il presidente ha ricordato che la Commissione giustizia approvò le norme sul giusto processo quando la commissione era presieduta dalla «bravissima» Anna Finocchiaro.
«Nessuno - ha aggiunto dunque Pecorella - all'epoca si è posto il problema delle commissioni congiunte.
E' chiaro che ogni materia può avere agganci con la Costituzione».Legge urgente, ma senza procedura d'urgenzaPecorella ha quindi escluso che ci sia una procedura d'urgenza per il ddl Cirami, facendo presente che la commissione lavorerà per «il tempo necessario, senza particolari sollecitazioni».
«Prima che l'aula si riunisca - ha detto l'onorevole di Forza Italia - abbiamo una quindicina di giorni poi, non so quando e se il presidente riterrà di mettere il provvedimento in calendario».Di pari passo con la legge sul conflitto d'interessi«Ragionevole» - secondo l'avvocato Pecorella - è invece la proposta del ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, che ha invitato la Camera a far camminare parallelamente il testo Cirami e il provvedimento sul conflitto d'interessi.
«La Camera - ha ricordato Pecorella - ha la possibilità di lavorare su più di un progetto di legge».
«Tra l'altro - ha aggiunto - il provvedimento sul conflitto di interessi torna alla Camera dopo alcune modifiche apportate dal Senato e può essere trattato in tempi ragionevolmente contenuti».Le contraddizioni dei girotondiIntanto, però l'Ulivo si prepara per la manifestazione del 14 settembre.
L'esponente di Forza Italia ha sottolineato l'importanza delle manifestazioni di piazza, «un segno di vitalità per la democrazia», ma allo stesso tempo ha dichiarato di non amare i girotondi.
«Personalmente - ha detto Pecorella - il girotondo mi è sempre piaciuto poco perché mi ricorda quello fatto attorno all'albero della libertà nella Rivoluzione francese da cui sono nate molte ghigliottine che hanno coinvolto anche persone innocenti».Secondo il parlamentare azzurro, comunque, il fenomeno dei girotondi «è un problema più di conflitto interno alla sinistra che uno slancio verso un rinnovamento del paese».
A questo proposito, pur non negando l'evidente collegamento con il processo di Milano, Pecorella ha fatto presente la contraddizione tra la mobilitazione della piazza in nome della legalità e una proposta di legge che «riguarda l'imparzialità del giudice», e quindi «a tutela di tutti i cittadini».
Questo però non giustifica i girotondi in piazza in nome della legalità e contro il tentativo di garantire l'imparzialità del giudiceRoma, 2 settembre 2002 - Dopo la pausa estiva ricomincia l'iter del disegno di legge Cirami.
Il provvedimento che reintroduce l'istituto del «legittimo sospetto» come causa di rimessione del processo sarà oggetto domattina di una riunione dei capigruppo della Camera, che ne definirà il calendario dei lavori.
La maggioranza punta ad avviare da giovedì l'esame in Commissione … giustizia.
Sul punto, Radio Radicale ha sentito stamani il presidente Gaetano Pecorella che ha escluso che ci siano le condizioni per esaminare il ddl nella sede «congiunta» tra la commissione Giustizia e la commissione Affari costituzionali, così come richiesto dal centrosinistra.
Il deputato di Forza Italia e difensore del premier nel processo in corso a Milano, ritiene che l'opposizione abbia avanzato questa richiesta con lo scopo di «provocare ritardi».
Ciononostante Pecorella ha sottolineato che «se il presidente della Camera decidesse per questa direzione», la maggioranza non avrebbe «nulla da obiettare».Tra le altre cose, il presidente ha ricordato che la Commissione giustizia approvò le norme sul giusto processo quando la commissione era presieduta dalla «bravissima» Anna Finocchiaro.
«Nessuno - ha aggiunto dunque Pecorella - all'epoca si è posto il problema delle commissioni congiunte.
E' chiaro che ogni materia può avere agganci con la Costituzione».Legge urgente, ma senza procedura d'urgenzaPecorella ha quindi escluso che ci sia una procedura d'urgenza per il ddl Cirami, facendo presente che la commissione lavorerà per «il tempo necessario, senza particolari sollecitazioni».
«Prima che l'aula si riunisca - ha detto l'onorevole di Forza Italia - abbiamo una quindicina di giorni poi, non so quando e se il presidente riterrà di mettere il provvedimento in calendario».Di pari passo con la legge sul conflitto d'interessi«Ragionevole» - secondo l'avvocato Pecorella - è invece la proposta del ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, che ha invitato la Camera a far camminare parallelamente il testo Cirami e il provvedimento sul conflitto d'interessi.
«La Camera - ha ricordato Pecorella - ha la possibilità di lavorare su più di un progetto di legge».
«Tra l'altro - ha aggiunto - il provvedimento sul conflitto di interessi torna alla Camera dopo alcune modifiche apportate dal Senato e può essere trattato in tempi ragionevolmente contenuti».Le contraddizioni dei girotondiIntanto, però l'Ulivo si prepara per la manifestazione del 14 settembre.
L'esponente di Forza Italia ha sottolineato l'importanza delle manifestazioni di piazza, «un segno di vitalità per la democrazia», ma allo stesso tempo ha dichiarato di non amare i girotondi.
«Personalmente - ha detto Pecorella - il girotondo mi è sempre piaciuto poco perché mi ricorda quello fatto attorno all'albero della libertà nella Rivoluzione francese da cui sono nate molte ghigliottine che hanno coinvolto anche persone innocenti».Secondo il parlamentare azzurro, comunque, il fenomeno dei girotondi «è un problema più di conflitto interno alla sinistra che uno slancio verso un rinnovamento del paese».
A questo proposito, pur non negando l'evidente collegamento con il processo di Milano, Pecorella ha fatto presente la contraddizione tra la mobilitazione della piazza in nome della legalità e una proposta di legge che «riguarda l'imparzialità del giudice», e quindi «a tutela di tutti i cittadini».
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