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12:30 - Lecce
17:00 - Palermo
giornalista
Buongiorno, agli ascoltatori di Radio Radicale.
Oggi abbiamo, purtroppo dobbiamo segnalare casi di cronaca, questo caso Sempio, Garlasco e dintorni, poi alle 11 e mezza Rubio sotto il segretario di Stato americano, va dal Papa, poi ci sono ancora gli sviluppi sull'Iran e poi un po'di polemiche e di chiacchiericcio sulla legge elettorale.
Però
Dobbiamo dare la cronaca, e i fatti sono questi qua.
E vidi, il video dichiara estasi, le chiese, un incontro rifiutò svolta nelle indagini Sempio intercettato, parla di un approccio fallito prima del delitto, ieri non ha risposto ai pm, è la prova provata, c'è questo audio di lui che parla in macchina da solo e in cui racconta questa storia qui ma in questo ritratto di Cesare Giuzzi sul Corriere.
Eh eh.
Emblematico.
Che Andrea
Il ragazzo un po'impacciato, solitario.
È quasi disadattato, così disse l'avvocato Lovati e senza mai una vera fidanzata, cresciuto, una profonda prima provincia, è piombato per la seconda volta in un incubo orchestrato soltanto per ottenere una revisione di Alberto Stasi.
Oppure è un assassino così lucido da ingannare per quasi 19 anni perfino i familiari della sua vittima, così spietato da andare in questi mesi di indagini, gli alunni tv a giurare la propria innocenza, al tribunale mediatico di casalinghe e esperti di Crime, così diabolico da farsi difendere dall'avvocato Amilcare e faceva parte della stessa compagnia frequentata proprio negli anni del delitto di Garlasco?
Un killer, conoscendo teorie su violenze e abusi sulle donne, che cercava i video di Struth stupri, dentro al caso di Garlasco c'è una storia nella storia.
Da perfetto sconosciuto a presenza quotidiana in ogni trasmissione televisiva, Andrea esempi, 38 anni commesso in un negozio di telefonia a Voghera in questo anno e mezzo di indagine è diventato un enigma capace di dividere il pubblico.
A marzo 2025, quando viene se viene resa pubblica l'indagine della Procura di Pavia e dei carabinieri di Milano, Andrea Sempio, con il car maglione pesante, i capelli spettinati sembrava un moderno Joseph K. Piombati in un garbuglio più grande di lui, poi erano arrivati negli studi televisivi.
Ad ogni nuova svolta risposto davanti alle telecamere, negando, aggiungendo a volte aggiustando parole dette in precedenza.
Sono stati proprio questi ricordi a intermittenza che aumentavano man mano che gli investigatori aggiungevano pezzi alla storia a far perdere lentamente inizia la laurea produttiva del pubblico nel processo mediatico, ogni parola viene vivisezionata mentre cresceva la sicurezza, ad esempio davanti a telecamere presentatori dall'altro aumentava l'attenzione di chi coglieva l'impostazione e le sue parole d'attenzione con la quale evitava di affrontare i nodi più spinosi.
Se Andrea Sempio dovesse risultare innocenti, è completamente estranea a questa storia, sarebbe quasi un nuovo Tortona.
Se invece non fosse così, allora sarebbe incredibile racconto di un inganno andato in scena per 19 anni in grado di convincere anche parte del pubblico televisivo, un assassino capace di mentire a reti unificate.
Capace di tradire l'amicizia con il fratello Marco e la fiducia incondizionata, quasi al limite delle altre, della famiglia di Chiara Poggi, gli ha sempre accordato.
L'inchiesta alle battute finali, tra Pocus che Pira quali dei due esempio abbiamo conosciuto in questi anni.
In questi 19 anni perché?
L'omicidio di Garlasco e di 19 anni fa e se dovesse essere esempio.
L'omicida e abbiamo avuto ragione avrebbe ragione Vittorio Feltri che onestamente ha sempre.
Pensato dagli l'innocenza di Stasi.
Eh, eh eh, però, la la, la famiglia Poggi, quel papà e la mamma di Chiara continuano ad essere e a difendere.
Andrea Sempio e dicono apertamente che l'omicidio erano propria figlia, lo dice su Repubblica Paolo Berizzi, un tormento dei Poggi, ogni verità alternativa dura solo pochi giorni.
Per loro l'omicida è.
Alberto Stasi, ma, come vediamo, ci sono cose nuovi, Inf non informazioni in acquista auto confessione di esempio, per esempio, comunque, andiamo su casi un po'più.
Un po'più globali come come esempi.
E
E parliamo del Papa che oggi riceve.
Che oggi riceve Marco Rubio, noi con le vittime scrive sul Corriere della Sera, Gian Guido vecchi.
Leone contro la guerra e Trump, non importa che io lo renda felice.
Dalle guerre in Iran e Libano, la crisi di Cuba, l'agenda della diplomazia, è definita da tempo Leone quattordicesimo riceverà alle 11:30 di stamattina il segretario di Stato americano, Marco Rubio.
Che più tardi vedremo anche il cardinale Pietro Parolin, suo omologo Vaticano.
Che non fosse un incontro facile era già nelle cose, l'ennesimo attacco di Trump al Papa, ripetuto anche ieri sera, non ha migliorato il clima.
Prevost aveva chiarito l'essenziale martedì, se qualcuno vuole criticarmi perché annuncia il Vangelo che lo faccia con verità, visto che il presidente americano era arrivato a sostenere che al Papa va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare, quando invece la Chiesa è sempre stata contraria alle armi nucleari e pro e Prevost lo ha ripetuto come i miei predecessori segnalo che anche l'Osservatore Romano oggi dà conto delle frasi del Papa,
Ma Trump insiste ancora ieri sera, ha detto per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felici o meno, l'Iran non può possedere un'arma nucleare.
E ha parlato del messaggio che vuole essere trasmesso da Rubio al Leone quattordicesimo, è sembrato dire che potessero averla, mentre io affermo che non possono, perché se ciò dovesse accadere, il mondo intero ne rimarrebbe ostaggio e noi non permetteremo che ciò accada, questo è il mio unico messaggio.
Le udienze generali ieri mattina il Papa ha ricapitolato i fondamentali, la Chiesa, per cominciare è investita, trasmissioni di pronunciare parole chiare, per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo, a prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati e delle vittime della violenza della guerra e tutti coloro che soffrono,
Ed a partire dal Vangelo, ha aggiunto che leg che leggi dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme.
Poi parla Parolin.
Il Segretario di Stato Vaticano.
Come si fa a prescindere dagli Stati Uniti, non si può nonostante qualche difficoltà rimangono un interlocutore per la Santa Sede, anche perché hanno un ruolo in quasi tutte le situazioni che oggi viviamo, molti Paesi dicono bisogna che gli Stati Uniti intervengano e noi ne teniamo conto.
E poi immaginare un incontro a una telefonata del Papa con Trump, è prematuro, dice il segretario di Stato Vaticano, vedremo gli sviluppi, anche se immagino non dovrei, non avrebbe difficoltà ad accettarlo, ci fosse la richiesta di un diario quello lieto a Rubio proporranno l'unica prospettiva ritenuta sensata il dialogo, questi conflitti non si possono risolvere con la forza, ma vanno trattati attraverso un negoziato che sia la buona volontà che sia di buona volontà sincero, in modo che tutte le parti possono trovare punti di convergenza
Sull'argomento c'è anche.
Mariano Giustino che fa.
Sul Riformista no sull'Iraq, scusatemi.
Poi.
C'è, vediamo Repubblica.
Sempre su.
Papà
E a proposito di Rubio, segnalo questo pezzo di Tommaso Ciriaco, i ministri in gara per un incontro vedrà Tajani Salvini resta escluso.
L'ultimo tentativo respinto con perdite di Matteo Salvini, il vicepremier leghista prova fino all'ultimo a essere ricevuto la Marco Rubio chiede, udienza anche breve, per carità, nuovi canali di con diplomatici di cui dispone, perché consapevole del peso del Segretario di Stato in visita a Roma del valore di una foto con lui alla fine però il Dipartimento di Stato oppure un cortese rifiuto ricordando quanto stretta e rigida sia l'agenda,
Il big dell'amministrazione americana vedrà soltanto Giorgia Meloni e Antonio Tajani per gli altri, un deludente arrivederci a un'altra occasione.
Nulla di personale fanno sapere fonti americani, più semplicemente il brutale pragmatismo americano, che si scontra col Lecce, il Celli diplomatico italiano.
Per Washington una circostanza prevale sul resto, se dubbio viene ricevuto da Meloni che di mestiere fa la Presidente del Consiglio, non c'è bisogno di confrontarsi anche con chi si trova uno o più gradini sotto la Premier.
A eccezione di Tajani che del Segretario di Stato, che però omologo, quindi niente niente Salvini, neanche per Guido Crosetto definiscono le stesse fonti, è in agenda un faccia a faccia.
Se Bliss sembrava dovesse andare diversamente, ma anche in questo caso gli americani avevano fatto sapere in una logica stringente l'omologo è Pete ex capo del Pentagono, cosiddetto è stato però ho ricevuto tre giorni fa dall'ambasciatore americano a Roma Tilman Fertitta, volerà presto a Washington per importante missione.
A metà giornata gira anche voce di un'altra opzione anch'essa sul tavolo, un pranzo Corrubbio organizzato dai presidenti di Senato e Camera.
Ma anche neanche questa tappa però, finisce nei programmi americani.
Poi.
Corrubbio Meloni metterà sul tavolo tutti i dossier che allarmano Palazzo Chigi i rapporti politici lontano Trump, la crisi in Iran, la prospettiva di una missione in Libano in cui l'Italia, di cui l'Italia vorrebbe essere protagonista dopo la chiusura di UNIFIL e ancora e spese militari per la NATO e la permanenza dei soldati americani nella base italiana,
Ma è proprio il fronte militare che il colloquio è stato presieduto ieri al da un'altra lista, al massimo livello, attorno alle 10 del mattino, nella massima segretezza.
Il generale da Queen Anderson, comandante dalla US Africa Command.
Varcato, il portone posteriore di Palazzo Chigi e il super generale che sovrintende tutte le operazioni di Washington nel continente africano.
Incontrato i consiglieri diplomatici, militari di Meloni, Fabrizio saggio e Franco Federici, poi capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano.
E qui parla dell'impegno italiano.
In Africa.
Che l'Italia è l'unica che ha mantenuto un presidio militare in Niger, e
E poi gli americani, dunque, chiedono dunque un impegno militare e diplomatico rafforzato agli alleati.
Pianifica in azioni di contenimento e osservano quanto accade in Libia, non a caso proprio oggi a Palazzo Chigi Meloni riceverà Abdul Hamid Mohammed de de de de Beba, primo ministro del governo libico.
E ancora?
Quindi ancora.
Qua?
Sì, nel su la Stampa.
Eccolo qui.
Alberto Simoni, corrispondente da Washington, dice.
Il cattolico Rubio da Leone non sono qui per ricucire, ma la missione è il disgelo.
E poi sembra che, appunto,
Gli affondi scrive Alberto Simoni, gli affondi di Trump contro il primo Papa statunitense hanno spiazzato gli americani.
Un sondaggio Ipsos fatto fra il 28 e il 24 e il 28 aprile pubblicato debiti da Washington Post Abc boccia sonoramente la mia Presidente, l'87% degli americani ha un'idea negativa di Trump, legata all'immagine generata dalle intelligenze artificiali nelle quali il presidente appariva come Messia che guariva ammalato.
Due terzi gli statunitensi vi dicono al capo del Pentagono, Peak Exxon, le preghiere in cui ha invocato una soverchiante azione contro coloro che non meritano pietà.
Eh eh.
E comunque, secondo Gian Giacomo Galeazzi e il vaticanista della Stampa.
Papà non cede.
Non cede sul disarmo, ma offre alla casa Bianca una exit strategy.
E qui appunto?
L'appuntamento odierno osserva il consigliere della segreteria è stato Giulio padre Giulio Albanese va ricondotto entro una consolidata grammatiche diplomatiche Santa Sede, Washington, parlano spesso in materia di politica estera, lingue compatibili sul piano formale.
Ma non sono, ma non sempre sovrapponibili sul piano sostanziale.
E quindi?
E quindi, visto che fanno politica da oltre 2000 anni, la Chiesa riuscirà a
A chiudere questa, questa frattura.
E lo sottolinea anche adesso, lo trovo libero, eccolo qua.
Neve, Giulio Sapelli, sul su Libero relazioni eccezionali usa Vaticano.
Le recenti incresciosi polemiche del presidente Trump nei confronti del Santo Padre non ci devono.
Far dimenticare l'unicità storica delle relazioni tra due potenze così diverse, ma nel contempo così eccezionale come gli Stati Uniti e lo Stato Vaticano, eccezionalità, che si riflette tanto sulla figura del Presidente nordamericano quanto quella sul Santo Padre qui ricorda.
Entrambe ci fanno venire in mente che nel diciottesimo secolo la prima missione americana presso la Santa Sede e lo Stato Pontificio, senza di o solo con lo scopo primario di proteggere interessi commerciali statunitensi.
Soltanto dopo la ratifica della Costituzione gli Stati Uniti iniziarono infatti a riconoscere la necessità di una rappresentanza consolare americana nella Roma, capitale dello Stato pontificio.
Centro di raccolta, di preziose informazioni non soltanto sulla Santa Sede, ma su tutta l'Europa.
E poi nel 1.848 resteranno in di disegnare un primo chauffeur.
Alla corte del Papa
Poi, nel 1.867 ci fu una crisi a seguito dei maldicenze di prelievo dei pettegolezzi.
In merito ai limiti che, insomma, si sarebbero stati posta alle celebrazioni, funzioni oggi delle funzioni religiose delle chiese protestanti.
E quindi i corda tutte quante le.
Le vicissitudini, appunto.
E c'è la fotografia di Ronald Reagan a Giovanni Paolo secondo.
Ma chi altro può significare questa situazione se non l'eccezionalità?
Tra le potenze mondiali, sia dagli Stati Uniti sia del Vaticano, i primi non sono per il grado di potenza, i primi, non solo per il grado di potenza tecnologica e militare incontrastato contestualmente all'eterogeneità del suo costrutto spirituale che ancora conserva quella eccezionalità che solo il pensiero aristocraticamente distintivo di Tocqueville poteva consegnarci ancora intatto ma il suo potere chiarificatore il secondo, lo Stato Vaticano,
Per l'autorevolezza del suo potere spirituale, che supera tutte le limitazioni materiali e soffia con forza dello spirito per ogni dove e questo era Giulio Sapelli.
E poi però c'è un'intervista molto interessante, bella su Repubblica di la fa Paolo Mastrolilli, io la migrante a vescovo Cristo sta con gli stranieri, lo capì in un portabagagli.
La guerra in Salvador ingresso illegale.
Scusate i tanti lavori umili.
Parla, è meglio che McEwan, Ayala, nominato da Papa.
Il West Virginia.
Parla questo vescovo ogni volta che sento la notizia di un migrante ammazzato in Messico, ho lasciato soffocare nel bagagliaio di un'auto negli Stati Uniti, penso che io potevo essere quella persona e si capisce perché la vera storia dell'Aurelio Mackie Var Ayala, da ora in poi tutti dovranno chiamarlo eccellenza perché Papa missionario Leone lo ha nominato vescovo di Wheeling Charleston in West Virginia,
Ma lui era entrato dalla clandestino nascosto dentro il portabagagli.
Cominciamo dall'infanzia, sono nate in Salvador, appena finita la guerra con l'Honduras e sono cresciuto in una zona rurale molto povera ICOMOS ricordo come fosse oggi, quando venne ucciso l'arcivescovo Oscar Romeo, nemmeno mia madre mi disse adesso scoppierà la guerra civile, ci ritrovammo nel mezzo tra esercito e guerriglia perseguitati da entrambi fummo costretti a scappare in trattativa rifugiati nel nostro Paese perciò diciott anni decisivi fuggire negli Stati Uniti perché la guerra era feroce.
Ci prova tre volte a entrare.
La prima è finito il Juana in Messico, dove la polizia locale ci arresto e dei portò, la seconda arrivammo in Guatemala, Mel B trafficante che ci portava dice disse che era troppo pericoloso, ci abbandonò.
La terza mia sorella, già emigrata negli Stati Uniti.
Assoldò un altro Coyote, per noi però fummo arrestati nel Chiapas, pagammo una mazzetta e ci liberarono, quindi arrivammo al confine e un americano ci nascosto nel portabagagli della sua auto.
Cosa ricorda di quei momenti, il terrore al passaggio della frontiera, San Isidro, l'uomo che lo aveva avvertito, quando sentite che alzo la Muti musica dovete smettere di respirare perché ci sono le guardie?
Come giustifica di essere entrato illegalmente disperazione e sopravvivenza, come tutti non avevo altre opzioni.
Quando è uscito dal portabagagli, che cosa è successo?
Sono arrivata a Los Angeles e mia sorella ha assunto un avvocato per chiedere asilo.
Ho iniziato a lavorare come portiere di uno studio legale, poi ha detto la manutenzione di una clinica.
E dopo la rivolta per l'aggressione a Rodney King mi sono trasferito in Maryland a fare l'imbianchino.
Eh va be'dice, hanno scoperto una vocazione da tempo.
Eh.
E niente passa, appunto.
Racconta tutta la sua, la sua epopea fino adesso è sereno.
E nominato vescovo.
E quindi?
L'eccellenza
Un immigrato, chissà come la prende Trump.
E
Eh.
A proposito di Trump.
Andiamo, vediamo quello che sta succedendo in Iran.
Se lo racconta Viviana Mazza Iran, la nuova proposta di pace americana Trump si accettano a guerra finita.
L'Iran negli Stati Uniti si stanno avvicinando a un accordo cornice 14 punti, un memorandum di una pagina ad annunciarlo per primo è stato il sito Axios, sottolineando che nulla è stato ancora deciso, ma che mai ci siamo stati così vicini, questa cornice permettere per dichiarare la fine della guerra e farebbe scattare un periodo di 30 giorni per negoziare in pachistano a Ginevra?
Un accordo dettagliato per aprire progressivamente lo stretto di Hormuz nel corso di quei 30 giorni, limitare il programma nucleare iraniano e rimuovere le sanzioni americane, il documento secondo Axios implica che l'Iran accetti una moratoria della Kikwit mento nucleare e gli americani si impegnò a rimuovere le sanzioni a scongelare i miliardi di dollari di fondi italiani.
Che entrambe le parti eliminano e che entrambe le parti eliminano le restrizioni alla navigazione uno stretto di Hormuz.
Nodi più complessi da sciogliere riguardano l'arricchimento dell'uranio, innanzitutto gli americani hanno chiesto una moratoria di 20 anni sull'arricchimento di iraniani, hanno proposto cinque anni e Access sostiene che si potrebbe arrivare a un compromesso sui 12 o 15 anni.
Gli americani vogliono includere un corollario per cui se li mangiano laboratori al periodo in cui non possono arricchire l'orario sia allunga.
Da Teheran.
Intanto giungono segnali contrastanti il portavoce del ministero degli esteri Ismail, magari.
Si è limitato a dire che il suo governo Hussain, determinando la proposta americana.
Ne mentre il suo superiore, il ministro allarga C è volato in Cina per incontrare l'omologo Cuman, I, dicendo di aver apprezzato il piano di Pechino in quattro punti per la pace regionale, lo speaker del Parlamento, Mohamed Bayard, Ghali, Ghali, Baffo, ha dichiarato di non escludere la possibilità di essere attacca di nuovo ma ha presentato la minaccia soprattutto come economica parlando di un nuova fase di guerra.
Quando sei punti verranno definiti, sarà inevitabile il paragone con l'accordo fatto da Obama.
Però sull'argomento poi vediamo il pezzo di Gaggi su.
Il dietrofront.
Di.
Trump.
Ecco qui di Gabriella colarusso, in realtà ci dà una visione un po'più dietro scenata su Repubblica.
C'è bisogno di più tempo per chiudere la guerra, ma il tempo stringe, il 14 maggio il presidente americano Donald Trump incontrerà il leader cinese Jinping, il rischio di farlo da una posizione di debolezza con gli assetti militari statunitensi ridotti nell'Indo-Pacifico.
Lo Stretto di Hormuz, ancora chiuso, o nell'ipotesi peggiore, con una nuova escalation militare nel Golfo, mentre l'economia globale sconta la crisi del petrolio.
Trump ha bisogno di un accordo anche iniziale, che lo tolga dall'angolo.
Gli iraniani hanno un orizzonte più lungo, ma non troppo dai 30 ai 45 giorni, a seconda delle stime, prima che Teheran Teheran.
Esaurisca i luoghi per lo stoccaggio del greggio sia costretta a tagliare la produzione, dovendo già affrontare una crisi economica profonda.
Il tempo stringe verso una soluzione diplomatica, ma anche il fattore che rischia di farla saltare troppo complesse, le questioni sul tavolo per essere risolto in pochi giorni da questo paradosso è nato il cortocircuito di ieri.
Gli americani hanno fatto trapelare attraverso il sito Axios che l'intesa era vicina, una paginetta dai 14 punti per chiudere la guerra, le condizioni di Washington, che comprende, ambirebbero la moratoria sull'arricchimento dell'uranio.
E l'indiscrezione ha suscitato l'immediata reazione degli iraniani, che parlano di una lista dei desideri irrealizzabili e clausole inaccettabili.
Eh.
Punto sul sull'Iran si sofferma anche Mariano Giustino sul Riformista.
E dice che.
Trump presso Teheran sul liquor, sull'accordo, ma il regime non vuole compromessi.
Il tycoon esorta l'Iran a firmare il Memorandum d'intesa e minaccia, se lo rifiuteremo, li colpiremo con un'intensità maggiore.
C'è scetticismo su nucleari, missili e Israele, l'ayatollah restano in inflessibili.
E poi c'è questo Marco Mancini che, dopo che aveva iniziato la collaborazione col giornale, adesso viene intervistato.
Da riformista da Aldo Turchiaro dice Dylan, senza leader fuga a Mosca, Guerra una svolta.
E anche in questo caso lui torna a dare l'indirizzo.
Vari indirizzi dei vari
Leader, l'altra volta, aveva dato quello che di Khamenei.
Adesso da quello.
Di Hezbollah, chi guida oggi, Hezbollah gli chiede, ma Turchiaro.
Naim Kassem è lui il vero regista della strategia militare attuale, si trovano nascosti in una zona montuosa, Jammu mette a circa 27 chilometri a nord-est di Babel Baalbeck, lei indicato anche coordinate precise, sì, parliamo di un'area situata attorno alla latitudine 34 2 9 4 Nord e alle longitudini 36 2 sennò est e le dighe sarebbe stato predisposto il tuo quartiere generale.
Adesso.
Chi vuole scrivere?
A questo qui va be'~hesitation.
E arriviamo a Gaggi.
Che fa questo pezzo, ma non scusate, fatemi finire l'argomento Iran, perché c'è anche il manifesto.
Eccolo qua.
Il grande crollo Guido Moltedo, il grande crollo nei sondaggi e l'Arma dei soldi, circa 20 unità di guerra sono lui pensi, tra cui due portaerei rimangono, di spiegano in Medio Oriente e in attesa di possibili sviluppi tra Stati Uniti e Iran, Operation EBC uni e sospesa project freddo l'astruso piano di scorta ai mercantili bloccati e fermo anch'esso,
Donald Trump ha premuto il tasto pausa, ma non sa ancora si direbbe come scrivere il secondo atto della sua scellerata impresa bellica, si sarà davvero la parte finale, una tregua non è una soluzione e guadagnare tempo vale anche per l'Iran.
Poi parla.
Parla dell'incontro i Rubio.
Eh, ma perché questa visita ora dal Papa con selezioni a papà Prevost, se se ne famosa battuta se Trump ha deciso di aprire il conflitto con la Santa Sede, mentre è in corso la guerra nel Golfo e un'altra guerra in Europa, convince dunque coinvolgere anche Washington,
E poi conclude.
Trump domina ancora il partito repubblicano, con i democratici che sembrano confermare una loro ripresa.
E un generale spostamento verso posizioni più progressiste, indicativa da tutta la prova più difficile, l'Indiana, dove Trump ha dato il suo appoggio nelle primarie, contro sette senatori statali ai repubblicani.
Che a dicembre avevano respinto il suo piano di definizione dei distretti elettorali, cinque dei qua elettorali, cinque dei suoi candidati hanno vinto grazie a una enorme quantità di finanziamenti.
Se i sondaggi sono molto negativi per il comandante in capo a questi dati elettorali, suggeriscono che l'ha tenuta nel suo campo è ancora forte, il partito laico repubblicano e sotto il suo controllo, grazie a soldi e nonostante l'aperta ribellione di una parte di Maga la sfida per il Mit, per me sarà la guerra che lo terrà impegnato sostenuto dalla sua base in indefettibile se riuscirà a mettere fine in quella,
Guerra in corso con l'Iran
Eh.
E qui?
E qui veniamo a Gaggi.
Minacce tregue, tutti dietro a fronte di The Donald Trump cerca un'uscita da vincente in Iran, ma ha raggiunto soltanto uno dei cinque obiettivi.
Un mese fa la minaccia di cancellare in una notte alla civiltà iraniana, poi all'alba la tregua decisa, sostenendo che Teheran stava facendo concessioni che in realtà non si sono mai materializzate.
E ora l'operazione project finito per liberare le navi bloccate nello stretto di Hormuz, sospesa su solo dopo un giorno dopo un solo giorno, due ore dopo la conferenza stampa.
Nella quale il segretario Marco Rubio, l'aveva descritto con enfasi, il ruolo è senz'essenziali difensivo, un regalo offerto dagli USA al mondo intero sono soltanto due delle continue prese di posizione contraddittorie di Donald Trump.
Che nella gestione della guerra in Iran è arrivato a smentire se stesso, anche nel giro di poche ore, il 1 aprile al mattino disse che la guerra sarebbe finita entro tre giorni dalla sera parlò di due o tre settimane e pochi giorni fa, dopo aver mandato una lettera al Congresso nella quale sosteneva di non aver bisogno di un voto parlamentare per autorizzare la guerra perché è quella che l'Italia era solo un'operazione militare.
In un comizio serale ha dichiarato che l'America in guerra.
Per decenni la giuria di Trump è stato seguito dai tre brutali comandamenti che in gioventù gli aveva dettato il suo momento, Roy Cohn attacca sempre non ammettere mai un errore, dichiara di sempre vincitore, anche se non è vero.
Era una strategia nata nei bar vicino al tribunale di Manhattan e di Brooklyn per battere gli avversari con denunce iperboli.
Trump mai sa di aver fatto un errore madornale scatenando questa guerra, perderà le elezioni e deve fronteggiare un incendio politico in casa nel suo partito, nello stesso movimento, MAGA secondo manifesto.
Vorrebbe uscirne dichiarando di aver vinto, anche se non è vero, ma non posso Olmütz resta bloccato a terra, non cede sull'uranio arricchito.
I pasdaran percepiscono la sua fretta, hanno capito che i rantoli notturni presidenziali sui social vi riporta all'età della pietra, aprite quello stretto fottuti bastardi vi manda all'inferno sono solo espressioni della frustrazione due leader finito in cambio, pur essendo l'uomo più potente del mondo.
Kill su salto più avanti che il suo metodo non funzionasse, più l'avrebbe dovuto capire già un anno fa, quando cominciò a applicarlo ai dazi.
Norme che non fa mai marcia indietro se li mangiava almeno 10 volte le sue minacce estreme, provocando sconquassi nei mercati oscillazioni volute secondo alcune interpretazioni maliziose e proprio sul Corriere abbiamo ministro dei giorni scorsi.
L'andamento dei mercati, dopo le sue parole, sosteneva fosse un buon metodo negoziale, quello di battere i pugni sul tavolo, ma quando le merci cinesi hanno avuto un dazio del 10%, invece dell'annunciato 145 Trap si è visto attribuire un soprannome, infamante Taco, acronimo che sta Trump o Loupes Chicken auto tra l'altro va sempre dietrofront.
Cosiddetto ad arretrare davanti ai mercati, ora il presidente è uscito a pezzi da una guerra nella quale, a parte l'imprevista resistenza del mensile del regime ancora più militarizzato, dopo l'uccisione della Guida Suprema, non era debito né la vulnerabilità militari americani in un conflitto asimmetrico né quella economica del suo Paese.
Trump vuole mettersi alle spalle l'Iran e prima o poi ci riuscirà, ma a caro prezzo dei cinque obiettivi che si era posto il giorno dell'attacco denuclearizzazione, cambio di regime, l'azzeramento dei missili, distruzione della flotta, neutralizzazione degli alleati astenete Iran, Hamas e Hezbollah solo uno è stato raggiunto l'annientamento della forza della flotta.
Dopo lo sberleffo Taco, ora dal Donald, se la deve vedere con un fantasma ben più insidioso, quello di Jimmy Carter, quello che naufragò nell'operazione.
Di recupero degli ostaggi.
E arriviamo alle faccende di casa nostra.
Con la legge elettorale.
Insomma, c'è un riferimento alla legge elettorale il pezzo.
Qua sul cori sul Messaggero.
E chi ne parla?
E che c'è stato questo un vertice a Palazzo Chigi con Salvini, Tajani e lupi e poi?
Ne parlano.
Durante il vertice parlava anche di legge elettorale.
Però lo apprendo da Repubblica.
Qui ce l'hanno un po'tutti.
Eccolo qua.
Allora legge elettorale in Lega con Meloni, ma al vertice stallo sulle nomine.
Riunione a Palazzo Chigi con i vice lupi, Forza Italia vuole correttivi al premio, lo stop del Carroccio sul caro energia.
Sconti, ha visto a rischio.
Pasto light a base di spigola e dossier pesanti come macigni scrivono Giuseppe, Colombo, Colombo e Serena riformato la politica estera e il costo dell'energia, le nomine in stallo e la legge elettorale a pranzo con le sue due viceré, i leader di Noi Moderati Maurizio Lupi da presidente del Consiglio tiene a far passare un messaggio sul sistema di voto non si scherza prima più
Prima ok della alla Camera entro la pausa estiva Senato in autunno, con la fiducia, tant'è che il leader della Lega Matteo Salvini, dopo la riunione a Palazzo Chigi, consegna ai cronisti una sintesi perentoria sulla legge elettorale, andiamo avanti dopo la freddezza dei mesi passati il Carroccio s'è convinto davvero la riforma serve,
Il testo elaborato non è così male, anzi, il ministro dei Trasporti al vertice ha posto una sola condizione.
La proposta di legge deve rimanere il più possibile, così come un corposo bottino dei parlamentari extra per chi vince 70 deputati alla Camera e 35 al Senato.
Un alt rivolto in particolare al collega Antonio Tajani.
Per i leghisti, la volontà di non intervenire massicciamente sul te Panzuto Tajani, vediamo altri articoli.
Per i leghisti, la volontà di non intervenire massicciamente sul testo avrebbe trovato la sponda della premier, alla quale del resto sta a cuore un'unica modifica le preferenze.
Ai tre alleati Meloni, l'ha ripetuto, è necessario ridare agli elettori la possibilità di segnare sulla scheda il nome di chi vogliono mandare in Parlamento d'accordo Lupi che, come fare dell'Italia sul tema, presenterà un emendamento.
Più probabilmente in aula che in commissione.
E poi?
Raccontano appunto che sulle nomine.
Durante il pranzo la mail ho letto, ne parliamo un'altra volta.
Per semplicità.
Qui sulla pagina accanto Minetti, Nordio querela Mediaset Berlinguer.
Da loro niente scuse, ma questo lo vediamo anche più avanti e poi sempre qua per rimanere su Repubblica, Francesco BEI.
Incamera un busto per Pannella, l'idea di Costa per il decennale un boost a Montecitorio per Marco Pannella, chissà cosa ne avrebbe pensato, gli ho detto radicale della proposta avanzata da Enrico Costa al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione del decennale della morte cade il 10, ma il 19 maggio.
Da sempre vicino le battaglie radicali. Il capogruppo di Forza Italia, esponente dell'ala liberal del partito, ha scritto una lettera Fontana ricordando i diritti civili, per cui lottò Pannella come il divorzio, l'interruzione volontaria di gravidanza, il garantismo e la tutela dei diritti dei detenuti, la responsabilità civile dei magistrati e l'impegno contro la pena di morte, negli anni successivi prosegue la missiva. Si sono aggiunte le battaglie a sostegno della procreazione assistita est, dell'autodeterminazione del malato, con il finalità iniziative legate a una filosofia fortemente liberale e libertaria che accertamenti diviso la società italiana, ma al tempo stesso ne ha favorito la crescita. Una proposta, quella dell'omaggio a Pannella, che non sarà ben vista dell'area più conservativa del centrodestra, ma che va letta alla luce del nuovo corso impresso da Marina Berlusconi al partito e te pareva
E questo va bene però sul.
Sull'argomento della legge elettorale Repubblica.
Affidare delle riflessioni.
A Stefano Folli,
Legge elettorale, la trappola, le trappole della fretta.
Con il senno di poi, qualcuno nel governo Meloni è giunta alla conclusione che nella campagna per il referendum sull'osservazione delle carriere, il fronte del sì ha commesso qualche errore di troppo.
A parte dello sbaglio maggiore, ossia il tono punitivo nei confronti della magistratura, l'altro infortunio riguarda il rifiuto preventivo.
Di aprire un dialogo con l'opposizione in Parlamento, se si fosse accettato qualche emendamento della minoranza, forse non sarebbe cambiato granché, ma il no si sarebbe trovato con le armi, in parte spuntate, il tema dell'assalto all'elaborazione avrebbe perso efficacia.
La Rap, la questione si ripropone adesso in un contesto diverso, l'esecutivo vuole ottenere la riforma della legge elettorale e la vuole in tempi rapidi.
Il rischio è quello di muoversi lungo un sentiero sconnesso quando mancano pochi mesi alla fine della legislatura, non solo.
Trasmettere un senso di arroganza e di non ascolto delle ragioni degli altri è proprio ciò di cui non ha bisogno il centrodestra il punto è che il referendum sui magistrati.
Assegnato una linea nella sabbia c'è un prima e un dopo prima il governo aveva il vento in poppa e poteva permettersi qualche mossa azzardata, anche se in realtà ha commesso gli errori di cui si è detto dopo il risultato delle urne tutto è cambiato, Giorgia Meloni avrebbe necessità da un lato Jutland, formidabile sulle cose da fare e dall'altro di muoversi con prudenza dei rapporti politici e istituzionali.
La riforma elettorale richiede, come è facile intuire, il massimo della cautela.
E qui prosegue prima di affrontare il rapporto con l'opposizione.
La coalizione di governo deve fare chiarezza al suo interno e sappiamo che sappiamo che questo è oggi il passaggio più arduo per costringere a un'intesa rapida sia Salvini sia i neocentristi Tajani con la famiglia Berlusconi, sullo sfondo occorre una guida politica molto determinata e vigorosa.
Ci si domanda se Giorgia Meloni sia ancora capace di gestire una prova di leadership, forse sì, ma deve offrire nella dimostrazione lo capiremo presto di fronte alle riserve che provengono all'interno del centrodestra.
Poi si aprirà il capitolo delle riserve, delle resistenze sul campo dell'opposizione, qui occorrerà un surplus di mediazione di cui si diceva a proposito degli errori si intende che il più disastroso sarebbe fare, sarebbe quello di fare ricorso al voto di fiducia alla Camera o al Senato
È un'ipotesi che è stata affacciata, ma renderebbe evidente la spaccatura della maggioranza nella maggioranza e non basterebbe un cerotto per occultarla.
Una riforma elettorale approvata con la finire con la fiducia sul finire della Magis legislatura, difficile immaginare uno scenario peggiore, ma dicevo.
Dello qui parla dell'opposizione.
E
Cioè sul Messaggero.
Sulla legge elettorale, il Pd sceglie l'Aventino Sláine, un premio di maggioranza sproporzionato, proposta del centrodestra, irricevibile.
I dem puntano su altre priorità battaglia alle Camere per introdurre il compenso minimo.
I viola i mazzi maliziosi nel centrodestra parlano in sbronza referendaria quella per cui dicono il campo progressista in questo momento sembra arroccato in una sorta di Aventino elettorale, scrive Valentina, Billy, utile, in non lo stop Millu stabili cum, è chiaramente la madre di tutte le battaglie ma non è l'unica su cui il Pd intende insistere in questa fase senza cedere a compromessi al ribasso.
In cima alla lista rimangono quelle che sono le priorità identitaria, salario minimo e fine vita.
E quindi praticamente sulla legge elettorale.
Non si pronunciano, ma si pronunciano invece il K.
Quindi capta.
Vedi capta, Minzolini.
Eccolo qua.
Pagina 9.
I dubbi degli azzurri sullo stabili cum, se poi si perde, rischiamo di sparire.
Forza Italia prende tempo e probabilmente l'egemonia di Fratelli d'Italia.
Casellati ironica, Più facile approvare il premiato.
E qui parlo delle varie scene.
Prima scena del dietro le quinte di Porta a Porta.
Letizia Moratti, un nome e una storia dentro Forza, Italia, ragiona sulla legge elettorale, ne parla senza infingimenti.
Deve restare confida il sistema attuale, la ragione, eccetera, è semplice certo, con la nuova legge élite legge, se vincessero i sì vincessero le elezioni, non ci sarebbero problemi solo che la vittoria non è più sicura, anzi, se si perde noi avremmo più della Meloni.
E se si perde, noi avremmo più dure della Meloni.
Seconda scena buvette di Montecitorio, settimana scorsa, Andrea Orsini, principe di sangue blu, deputato.
Per anni il vostro writer di Silvio Berlusconi si arrovella sul tema.
Non stabili cum sospira per noi rischia di essere esiziale.
Perché se si perde Forza, Italia, Fratelli d'Italia.
Ci lascerà al massimo lo spazio che concede oggi all'UPI, saremmo i nuovi noi moderati.
Per cui ci tappiamo le ali per l'oggi e per il domani.
In molti dentro Forza Italia mi danno ragione.
Bisogna vedere che patto c'è, tra Tajani, alla Meloni, ho mandato un memoriale su un memoriale a Milano, ma non so se hanno capito la posta in gioco.
E poi proseguono altri deportati della.
Di Forza Italia, anche perché un nuovo sistema per lo meno non gli sarebbe un win win qualche azzurro, la spiega così se vinciamo, insiste insinua, Fabrizio Sala Sala, deputato della furbizia luciferina, commenta Minzolini.
Facciamo tutti festa se si perde il premio di consolazione, lo prende solo la Meloni.
Continuerebbe a guidare il partito di gran lunga più forte della coalizione, si arrogherebbe il diritto di riprovarci dopo cinque anni noi rischiamo di sparire.
Eh eh.
In sintesi, il problema di Forza Italia con la nuova legge elettorale è la possibile sconfitta, ecco perché prendo tempo, ecco perché le voci raccontano di una Marina Berlusconi.
Che suggerirebbe di attendere il prossimo settembre prima di approvare definitivamente la legge, con un occhio ai sondaggi, se sono buoni, si va avanti, altrimenti si riflette.
Per cui dritti alla meta, per dirla alla Salvini, ma con tanti dubbi, terreni azzurri.
Come Venere che che si spiaggia una battuta di Cattaneo, se lì e se ne riportano al largo continuano spiaggiarsi, aspiriamo al suicidio.
Tra i leghisti con la nuova legge elettorale, se si perda commenta Candiani resta solo Fratelli d'Italia, il rischio c'è se il viceministro Rixi boccia ogni alleanza con Vannacci, non può stare una correzione, è un problema strutturale.
Per cui non deve sorprendere se la ministra delle Riforme Casellati la settimana scorsa, uscendo da Montecitorio, abbia parlato così della sua fatica.
Era più semplice il premierato, già la riforma accantonata osserva Enzo.
E sulla legge elettorale.
No, c'era un'altra cosa e qualche.
Ah sì, che mi Osvaldo De Paolini che fa un commento.
La cronaca di guerra, Borselli e Felice Manti Nordio querela Berlinguer, falsità contro di me.
Il ministro fa causa a Mediaset Ranucci sia scusato, lei non l'ha fatta e darò i soldi.
In beneficenza, nel caso è sempre la solita storia che, da.
Va bene la trasmissione di Berlinguer Ranucci, ha detto che risultava una sua fonte, gli stabili, aveva detto che Nordio era andato nel ranch.
Uruguaiano di della Minetti, del compagno gabinetti e non era vero.
Ma torniamo sulla legge elettorale.
Mi hanno chiamato più volte in causa Marina Berlusconi c'è la fotografia di Marina Berlusconi sulla stampa nei retroscena.
Di Ilario Lombardo, fattore Marina centrodestra spaccato.
Distanze su nomine e leggi elettorali.
è difficile credere che a un vertice politico di maggioranza si sia parlato per due in più, per più di un'ora e mezza solo di energie, e infatti così non è, nonostante i presenti abbiano cercato di mascherare pubblicamente gran parte dei contenuti del confronto che hanno riguardato anche altro le nomine che non si riescono a chiudere.
E la legge elettorale che Giorgia Meloni punta a ottenere entro fine autunno.
E qui il punto dice la leader, limitando al massimo le dichiarazioni, come auspicato da Meloni solo Matteo Salvini.
Dice procediamo diritti sul tema tace invece l'altro vicepremier, il partito sta frenando la riforma del voto, come da volontà di Marina Berlusconi, la primogenita del fondatore di fatto padrona dei delitti finanziari di Frau, Forza Italia, ha dato mandato agli azzurri di non favorire l'accelerazione parlamentare chiesta dalla presidente del Consiglio.
Non piace il modello proposto da Fratelli d'Italia, con un premio di maggioranza spropositato a tutto vantaggio del primo partito dalla corruzione, e il fattore Marina sta pesando non poco sull'equilibrio e sulla fiducia tra gli alleati, rapporti che potrebbero ulteriormente incrinarsi dopo la richiesta di risarcimenti danni a Mediaset e alla conduttrice di Repubblica Rete4 Bianca Berlinguer da parte del ministro della Giustizia Nordio.
Un canale aperto tra la cerchia di mattina Berlusconi e il centrosinistra esiste il sospetto sempre più diffuso tra i meloniani e che si stia saldando un asse con il Pd, ma anche con l'italianità di Matteo Renzi.
In vista della prossima legislatura, per una maggioranza di nuovo tipo trasversale, capace di strappare la pelle mia, le possibilità di decidere nel 2029, il prossimo presidente della Repubblica, in questo disegno la legge elettorale diventa un passaggio fondamentale.
E questo lo abbiamo visto anche dalle dichiarazioni di raccolte da Minzolini.
Si propongono delle emendamenti.
è quello è quello attualmente in vigore, il cosiddetto Rosatellum permette di immaginare una sorta di pareggio.
Con la conseguente necessità di verificare in Parlamento alle alleanze, un risultato crederebbe quasi certamente si otterrebbe con una formula puramente proporzionale, preferita da Marina e dagli azzurri, perché darebbe al Capo dello Stato, dopo le dovute consultazioni, il potere di decidere come procedere qui si parla delle solite modifiche in senso prima maggioranza di dimensionato per evitare inciampi incostituzionalità.
E che sia adattabile al vincolo dei lezioni su base regionale in Senato, come prevede la Carta.
E dice questi negoziati, dice, per l'occasione, è tornato in gran spolvero Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, ex cognato di Meloni, uomo delle mediazioni, quando c'è da parlare con le opposizioni.
L'accordo, in teoria, sarebbe di ottenere il primo via libera alla Camera entro l'estate, provando in tutti i modi e coinvolgerli, continua a ribadire Meloni di fronte al muro del Pd, che invece desidera considera il testo irricevibile.
Uno è facile per i leader del governo ammettere che si sta negoziando sulla legge elettorale e che ancora non c'è un'intesa sulle nomine.
E di questo avrebbero parlato il sottosegretario leghista.
Il ministro dell'Economia Federico Freni resta la prima scelta per la presenza di Consob, ma Forza Italia chiede un cambio, un posto Khan chiede in cambio un posto di sottogoverno da sottosegretario nel governo e la guida all'Antitrust per Saverio Valentino.
Meloni aveva assicurato che sarebbe chiuso le nomine entro questa settimana, ma invece lo stallo prosegue.
E quando gli dicono parliamo delle nomine, in un'altra volta avevano scusa perfetta, l'attendevano in Friuli, attendevano in Friuli Venezia Giulia, assieme al Presidente della Repubblica.
Per la cerimonia, i cinquant'anni del terremoto e poi vediamo una cosa singolare sui cinquant'anni del terremoto in Friuli.
Ma sul foglio
Sul foglio
Luca Roberto scrive.
Meloni, oltre ai record, vuole subito Berlusconi, ma anche dare un segnale prima del voto, i ministri sotto esame.
Superare il record di governo più longevo della storia di Repubblica, ma non rinunciando a dare il segnale forte nelle costitutivo e dentro al partito per cercare di vincere.
Le prossime elezioni e per fare questo Giorgia Meloni in questa settimana avrebbe accarezzato l'idea di sostituire altri ministri dopo aver messo alla porta da Daniela Santanchè, ma anche il sottosegretario Andrea, Delmastro Giusi Bartolozzi.
Magari non subito, aspettando la fine dell'estate, vi dando sempre più l'agenda di governo sull'economia, come è emerso ieri e secondo Luca Roberto i ministri.
In il rischio.
Dunque, una rinnovata centralità a quella riservata all'agenda economica spe che però, secondo esponenti dello stesso centrodestra, si scontra pure con alcuni ministri, in particolare finiti da tempo sotto la lente di ingrandimento.
Stando ad alcuni sondaggi fatti girare i vari dicasteri, i ministri col più basso indice di gradimento sarebbero quelli tecnici.
Da Orazio Schillaci, il ministro della Salute a Marina Elvira, Calderone, e il ministro del Lavoro.
Con il primo dei due, i rapporti con Palazzo Chigi, peraltro, non sono mai stati idilliaci, visto che in più occasioni è stata la stessa premier a prendere le distanze da alcune scelte del ministro, per esempio sulla gestione nella gestione delle nomine di alcuni comitati legati al dicastero ma anche sul fronte giustizia con un Carlo Nordio è uscito sconfitto dal referendum e segnato dalle dimissioni della sua fedelissima Bartolozzi non sia più quella sicumera di qualche tempo fa,
Per quanto riguarda invece il ministro delle imprese del Made in Italy, Adolfo Urso.
Le valutazioni risentono anche delle turbolenze che, soprattutto negli ultimi giorni giorni, l'esponente veneto di Fratelli d'Italia sta avendo con il Veneto.
Urso Veneto.
L'esponente di Fratelli d'Italia sta avendo con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Anche per questo c'è chi spinge a credere che un cambio di guardia al MIMIT dopo l'estate non sia uno scenario così peregrino.
Ma se anche usando la fantascienza tu sostituissimo Urso con una specie di Marchionne, quello che arriva avrebbe bisogno dei suoi tempi per prendere certe contezza di come funziona la macchina ministeriale.
E quindi dicono degli osservatori contattati da Luca, Roberto e infatti si tengono un po'con le molle il tutto però sul fatto segnalano.
Le debolezze del governo.
Eccolo qua.
S'è incartato il Governo, un vertice Meloni Tajani, Salvini divisi su tutto il resto della valuta, il Governo si incastra tu tutto Giacomo Salvini e dice Blair sulle riforme bluff, sceneggiata, melon è illum scomparsi dai radar al premier del premierato, le l'autonomia,
Sull'economia e i conti pubblici nei guai, ma Bruxelles non concede deroghe sui continui sui vincoli di stabilità, sulla cultura, vigilanza, Rai, sempre in ostaggio il rischio, sanzioni dall'Europa giustizia era il fedele, l'effetto referendum, il Gip collegiale slitta,
Chiudo sia internazionali imbarazzo su una flottiglia.
Nomine banche, vedi Fratelli d'Italia, su presidente di Consob testacoda su Montepaschi, il fisico è sfuggito di mano.
E a proposito di nomine.
Prendiamo.
Repubblica.
Eccolo qua.
Ieri l'assemblea dell'Eni ha dato il via libera al ticket De Scalzi di Foggia, dopo che l'attuale preside a Nuoro non residente di dell'Eni, aveva avuto qualche, diciamo così, il problema di sganciarsi da Terna.
E invece c'è Francesco Manacorda che fra un titolo fuori, per eccesso di europeismo, l'addio di Cingolani a Leonardo.
Ceo lasciano una buona trimestrale orgine a 9 miliardi.
E racconta che praticamente sarebbe stato questo qui.
Motivo per il quale è stato avvicendato con Lorenzo Mariani e oggi c'è l'assemblea di Leonardo.
Ma rimango sugli argomenti economici, appare economici, perché?
Pagina 8, qui.
A proposito sempre del MIMIT Eden in difficoltà, un po'di dialogo che esistono dentro il governo, incentivi riforma rinviata alla manovra MIMIT contro la Ragioneria.
Carmine fotina, la riforma degli incentivi alle imprese diventa un caso di governo.
Da un lato, il Ministero delle imprese e del made in Italy, che ha proposto il decreto legislativo dall'altra, la Ragioneria dello Stato che lo ha bollinato a parlare di un provvedimento provvedimento svuotato rispetto allo schema iniziale è direttamente alla direzione generale per gli incentivi delle imprese del MIMIT con una memoria depositata né in Commissione Industria del Senato e attività produttive della Camera che stanno svolgendo una serie di audizioni in vista della formulazione del parere la direzione del ministero guidato da Adolfo Urso sottolinea che c'è una differenza sostanziale è lo schema del decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 27 marzo
Il testo, poi, bollinata dalla Ragioneria dello Stato il 31 marzo.
In primo luogo, scrive ne scrive la direzione del MIMIT nella lettera inviata in Commissione, in primo luogo, sotto il profilo dei contenuti del decreto risulta totalmente svuotato e privato dalla sua parte centrale e pregnante, con l'attuale versione viene fatto disposto uno stralcio completo delle precise disposizioni che avrebbero regolato razionalizzato il riordino dell'offerta di incentivi del MIMIT.
Insomma, e la Ragioneria, però la bloccato rimango per comodità sul Sole.
Che l'ha soltanto il sole.
Che offre un'intervista.
Ah, già in banca, al presidente del gruppo Banca mondiale dare un lavoro Mingardo e due di giovani, così battiamo la povertà.
Ma Maximiana Maximilian Cellino scrive debito globale a 353 trilioni di dollari, ma il record non spaventa.
Il mondo non è stato mai così indebitato.
Eppure i mercati sembrano non curarsene troppo.
Il debito globale ha infatti raggiunto un nuovo livello record del primo trimestre del 2026, arrivando a fine marzo, la cifra astronomica di 353 migliaia di miliardi di dollari.
Ha certificato a certificarlo rublo e l'ultimo Global dai monitor elaborato dall'Institute for International Finance, che mette insieme i bilanci di governi, imprese e famiglie banche in tutto il mondo ed è pronto a evidenziare un'ulteriore accelerazione dei 4.400 miliardi da inizio anno è di 25.000 miliardi negli ultimi 12 mesi una marcia senza sosta quindi che procede ormai da oltre tre anni e che ha portato i quattro continenti.
Ad aggiornare ripetutamente i primati raggiunti con la sbandata post punk post pandemia, senza però evitare di far scattare l'allarme non ancora almeno lo studio sottolinea come l'aumento della massa debitoria non sia distribuito in modo uniforme in termini assoluti la crescita è stata trainata principalmente dalle 2 superpotenze Cina e Stati Uniti.
Anche se con dinamiche in parte differenti a Washington e il governo a fare la parte del leone con un passivo che supera ormai i 38.000 miliardi, il 124% del PIL, mentre Pechino si osservano piuttosto un'accelerazione decisa tra le società non finanziarie, è in gran parte anche queste imprese statali.
Che hanno superato di gran lunga il ritmo dell'indebitamento sovrano.
Poi segnala sempre il Sole 24 ore, la digestione scivoli verso le pensioni con il contributivo.
Ciuri di accompagnamento alla pensione, quasi del tutto inaccessibile ai lavoratori che avranno la pensione calcolata col sistema contributivo, cioè, vale a dire tutti quelli assunti dopo il 1995.
L'Inps ha infatti rigettando le richieste relative alle persone che, dopo il periodo di esodo dall'azienda, ci daranno la pensione anticipata o a quelle di vecchiaia contributiva.
E arriviamo.
A Venezia
Arriviamo a Venezia perché qui.
Biennale il giorno delle proteste, Buttafuoco avanti con audacia.
La folla del padiglione russo scrive Fabrizio Roncone, anche per bere vodka, la vendetta del Sarracino.
E qui c'è Fabrizio Roncone, che fa un pezzo solido di cronaca, dice che praticamente.
Tanta gente va.
Non disdegna il padiglione russo è l'effetto dei vodka tonic, spiega un fotografo scusa in che senso.
Quei furbi dei russi al primo piano nel loro padiglione hanno aperto un bar, ma non è nemmeno mezzogiorno, si però non hanno dammi da bere gratis e poi prosegue.
La platea affollata i primi interventi sono molto tecnici, qualcuno visionare un po'falloso, poi però prende la parola Buttafuoco, è subito sfotte Julie, grazie al ministro che sostiene le nostre iniziative, un modo elegante per ricordare che su ordine di Giambattista Fazzolari, furibondo Giuri gli addirittura spirito degli ispettori non partiti su notizie irregolarità ma piuttosto venuti a cercarla tipo pesca a strascico.
Quindi, un pensiero della presidente del Consiglio e ai suoi dubbi legati alla partecipazione della Russia ha detto non sono d'accordo, ma ed è proprio quel, ma questa è sempre Buttafuoco che parla.
Che da par suo la ringrazio.
Ha confermato.
Ha confermato sgargiante e definitiva la libertà e l'autonomia.
Che sono relatrice dello ius, della civiltà, del diritto, della dottrina, di cui Sergio Mattarella e al capo di governo è maestro.
E però a proposito di questo ius?
Vediamo.
Qui poi.
Qua eccolo qui su Repubblica.
Giampaolo Visetti, anche lui dice.
Parla anche Franco, Bernabè, predecessore.
Dog diventano Giulini.
Apprezzo e ringrazio dice virgolettato, apprezzo il ringraziamento di Buttafuoco, dice ai suoi, non ho ascoltato il resto, ma vediamo l'ora di voltare la pagina, lasciarci alle spalle quello che Fazzolari descrive come un pastrocchio inutile, andrò a visitare il Padiglione Italia entro maggio, poi il cedimento al colpo basso,
Non posso però perdonare l'ablativo iure al posto del nominativo ius usato da Buttafuoco, parlando del diritto.
Invece, poi ritorniamo a Buttafuoco, mi meraviglia, dice Buttafuoco, che il mondo che deriva dalla Rivoluzione francese ecumenismo, e il laicismo, dal voler trovare la formula perfetta della democrazia, si sia capovolta o nel suo esatto contrario, in un laboratorio di intolleranza e di richieste di censura, di chiusura ed esclusione.
Scontro senza precedenti, la Biennale contro l'Unione europea, non imbracciano armi, il commiato di Buttafuoco, si vis pacem, para B Pacha, para pacem, un ramoscello d'ulivo, dopo una coltellata.
Nel padiglione russo da due giorni si blinda, ballando musica techno, difficile che Bruxelles dimentichi il tradimento di Venezia.
Eh.
Però divertente e anche.
Il pezzo sulla stampa.
Risorge.
Eccolo.
Uno sfottò al governo e all'Unione europea.
Si susseguono analisi biografiche, politiche e culturali su Pietrangelo Buttafuoco, il presidente fascista, dichiarato, presidente fascista, ha dichiarato, non si sa se si estremamente o no dalla Biennale.
Chi scrive su Buttafuoco?
Dice appunto nominato dal suo ex collega del foglio oggi verso la cultura ti scrive su Buttafuoco, lo ha conosciuto bene, ha lavorato con lui e gli è stato amico come Ferrara fondatore del foglio o è chi cerca di una risposta alla domanda sul perché Buttafuoco abbia voluto mettersi nei guai fino al punto da rischiare il posto e per nessuna ragione abbia accettato di fare marcia indietro. Eppure c'è una spiegazione che nessuno finora ha esplorato, pur spingendosi a lambire l'arcano della sicilianità di fu Buttafuoco e ciò che lo stesso abbia fatto, quel che ha fatto solo per sfottere il governo, il ministro burocrazia europea che gli si sono rivoltati contro e anche un po'se stesso
Dal momento che il personaggio è noto, per non prendere tutto.
E non prendersi troppo sul serio a questo proposito c'è un episodio che segna un precedente quando ancora lavorava al foglio Buttafuoco, era titolare di una rubrica intitolata No vax colonne e dedicata a prendere in giro gli accessi e il narcisismo dei giornalisti più famosi.
Tra gli altri, all'allora direttore della Stampa, Sorgi e condirettori Liotta selezionano autocitazione.
In sintesi, nei brevi ironici Frattarelli iscritti da Buttafuoco Riotta si metteva nei guai a causa della competizione spietata con altri colleghi.
E veniva salvato in modo rocambolesco da un certo Marcelo.
Nome di sorge Marcello.
Riconoscibile, appunto, in che scrive e con un tocco di fantasia o, per esempio, sul correndo in un naufragio grazie riconosciuto. 12 marinai era tutto inventato e scherzoso, ovviamente, anche se dopo la prima seconda e terza e quarta volta per Riotta, come per chiunque altro, si fosse trovato in quella situazione che poteva risultare fastidioso consultato dalla vittima, il sottoscritto siciliana mente suggerì di non far nulla per non sono leciti solleticare il divertimento di Buttafuoco Liotta invece, a un certo punto decise lo stesso di intervenire. Difficile ricordare come
Così il tormento continuo e si spense dopo un po', quando Buttafuoco trovò un altro bersaglio, preso in sfoltimento, Sorgi, Buttafuoco, Riotta, sono tutti siciliani e, come è stato citato da Sorgi Ferrara.
Oggi.
Fa un pezzo, l'ircocervo di Venezia, Ezio Matteo Vannacci, la strana creatura che gioca con le big la libertà dell'arte, di simulando un pasticcio, Ezio Matteo Vannacci e il nome di un nuovo ircocervo rosso-bruno.
Buttafuoco ha difeso l'autonomia della sua scelta su della SCE, sulla scelta sua e della Fondazione Biennale, con le parole di seduttive presa a prestito dal Presidente Mattarella, gli artisti si erano liberi e audaci.
Audaci, Billy libri anche nel commettere un errore, se stai restano nell'ambito del diritto delle norme stabilite, il che questione abile visto che il punto di vista europeo è opposto.
Le norme contro un Paese che aggredisco e dice porta d'istruzione è morta, Venezia sono state aggirate e qui.
Ma è un errore pasticciato, con tutto il glamour e il caos provocato sempre quello resta quel che è un errore, per quanto compiuto in autonomia e non commissari abile a un governo etico, va be'come diretto, i mass media ci hanno pensato le Pussy Riot con i fumogeni eccetera eccetera.
E poi prosegue.
E poi, prosieguo dell'ultima pagina Vannacci, Salvini Renzi ha insomma allo strano i compagni di letto.
Qui non fa, ovvero la vecchia consuetudine foglianti con Giulia e Buttafuoco, per una volta noi li abbiamo sempre deciso la bolsa retorica dell'oggettività e neutralità del giornalismo siamo stati perfettamente ai quali viene rinunciare forti e deboli, che siano giuste o sbagliate opinioni chiare per quanto imbarazzati su tutta la faccenda ora bisogna capire perché si siano imbarcati sulla stessa condanna un superficie ceffo estremista che si istintivamente USA contro l'Ucraina Vannacci,
Un vicepremier ammiratore della Corea del Nord e passeggiate in T-shirt sulla Piazza Rossa Blu con immagina l'Anpci nei militarizzata di booking, ma contrario alle armi se usate per difendersi da Putin.
E due retorico dell'occidentalismo, della difesa europea, delle autocrazie come il leader di Italia Viva e l'editorialista di Repubblica, per non citare altre faziosità andanti.
E poi prosegue la creazione di un idolo negativo collocato al posto difficile, ambiguo del ministro della cultura, uno che adotta senza complessi la disciplina di governo procuratogli pro Ucraina e poi per gente che si considera di opposizione, per giunta in nome della libertà audace, una lusinga, una tentazione da sballo.
Ma c'è qualcosa in più e di diverso, pur essendo l'egemonia culturale il nucleo intorno al quale si avviluppa la corazza della forza.
Secondo Gramsci e una revisione scienza ridicola di un mito novecentesco, secondo Minutes il tic para egemonico e vivono nella gauche è uno chef e un nervo irritabile e idolatrare un buono per colpire un cattivo fa parte di quel tic, avendo avuto tutte e due come redattore.
E poi avevo detto del giornale.
Di del del Friuli, perché il giornale a un'iniziativa lodevole, vale a dire?
Ripropone.
La cronaca di Egisto Corradi.
E grandissimo inviato del giornale dell'epoca.
Che pubblichiamo l'articolo Egisto Corradi l'inviato di giornale diretto allora dentro Montanelli, uscito l'8 maggio del 76.
È uno scenario da Hiroshima, paesi sbriciolati per chi chilometri da Gemonio, Colloredo il viaggio del giornale dopo il terremoto.
È un pezzo da leggere e.
È un pezzo da leggere perché, onestamente?
Non è un vecchio giornalismo, è Giornalismo, questo registro Goran.
Nella cronaca, invece, ieri a Udine erano Mattarella e la Meloni da tragedia, modello di costruzione o l'omaggio al Friuli, le Mattarella e Meloni.
Presidente, viene da pensare che il concetto di residenza, se è nata qui da premier, ci dal Commissario Zamberletti, fu tra i servitori dello Stato più capaci, ma gli ricordo che Zambeletti
Per la cosa della Valtellina va be'comunque.
E arriviamo alla Uno bianca.
Perché ancora oggi?
Anzi no, prima dell'Uno Bianca facciamo un salto a Siena, caso Montepaschi, la maggioranza, le chat decidono i vertici di Camera e Senato, il centrodestra frena sulle obiezioni, in giunta dopo le richieste della procura di Milano.
Ricorderete che Zuccoli, né nemmeno la procura di Milano ha chiesto ai presidenti di Camera e Senato di poter aprire un telefonino di Marcello Sala.
All'epoca direttore generale del Tesoro, che è
Sì e lui ha confessato di avere in quel telefono contatti e telefonate con Giorgetti Salvini Fazzolari
L'euro e allora, per poterla civile, i magistrati hanno chiesto
La Camera però nel centrodestra finito sull'AIDS, in Giunta se tutto bloccato e adesso devono scegliere i presidenti di Camera e Senato.
E però andiamo alla Uno bianca.
Savi Londrina, Baccaro, Savi, la procura vuole interrogarlo i pm, la pista degli altri complici.
Uno bianca, nuove verifiche dopo l'intervista Bellmer.
È un uomo giunto ormai alla soglia, di ormai alla fine dei suoi anni, devastato dal carcere, che tenta di ottenere qualche beneficio, oppure ancora quel terribile criminale che, nonostante vestisse la difesa della pulizia con i fratelli Fabio e Alberto uccise, 23 persone innocenti, ferendone altre 100 e la domanda che in queste ore si stanno facendo molti dopo l'intervista a Roberto Savi, capo d'una bianca è andato in onda martedì al belve.
E qui dice.
La Procura, secondo quanto dov'era in mano diversa, evidenzi di complici che vestivano una divisa non solo dell'Arma che partecipano alla crisi della banda, ai crimini della banda.
Probabilmente garantendo neanche l'impunità,
A questi possibili complici, rimasti nell'ombra, è mai identificati Savi, avrebbe voluto mandare un messaggio, dicendo e non dicendo andavo ogni settimana a Roma afferma, a un certo momento ha incontrato i servizi, richiede Fagnani, ma sì, quelli che ci hanno aiutato e non ci hanno fatto prendere poi ci hanno fatto prendere che è quella di via Volturno sia stata un'esecuzione anche una pista battuta dai pm bolognesi in via Volturno è quella sede dell'armeria dove è stato ammazzato il carabiniere Capolungo
Su ordine dice Savy dei servizi, ma sulla stampa c'è una.
Cosa singolare?
Eccola qua.
Ci sono i magistrati, i depistaggi non sono mancati, le nostre indagini furono ostacolate, confidiamo nel lavoro dei magistrati.
E qui scrivono Lucia Musti e Giovanni Spinosa.
Gentile direttore, i sottoscritti Lucia Musti al procuratore generale presso la Corte d'Appello di Torino.
E Giovanni Spinosa, magistrato in quiescenza, già presidente del tribunale di Teramo e di Ancona desidero sottoporre all'attenzione sua e dei lettori alcuni ricordi alcune riflessioni suscitate dall'intervista ad Alberto Savi, Roberto Savi, firmata da Francesca Fagnani nel 1994 eravamo entrambi i procuratori della Repubblica a Bologna impegnati nelle indagini sui delitti da uno bianco,
Quando furono arrestati i fratelli Savi Savi, che dimenticavano la responsabilità esclusiva delle azioni criminali, nutrivamo molti dubbi.
Nei loro racconti emergevano non poche incongruenze ed a volte sembravano ispirati dagli costruzioni artefatte.
Parlano.
La sentenza evocava inoltre i rapporti dei Savi con la camorra e adombrava la presenza di apparati alle loro spalle.
Per noi fu una Sen conferma, eppure da quel momento le nostre strade si divisero.
Giovanni Spinosa, do dovette rimettere le regole, le deleghe Lucia, Musti, pure isolata, tentò di dare un senso al ruolo d'esami nella vicenda fu inserita in un pool di magistrati.
Il 21 giugno 1995 davanti ai tribunali pesano.
Roberto Savi, vedi se ne dichiarazione oggi riportate dalla dottoressa Fava Fagnani.
Mutuo alla versione iniziale e parlò di reinserimento dopo i delinquenti comuni di cui avevamo fino allora affittato ha affittato.
Le proprie armi di una linea investigativa che faceva delle rapine simulate, tra virgolette,
Nei mesi successivi siano Bortot care, Roberto che robe Fabio Fabbi, ribadire un e ampliare una ricostruzione.
Intanto, alla fine di maggio anche il terzo fratello Alberto ha iniziato a parlare con i compagni di cella, un fiume di rivelazioni poi transitate attraverso le loro parole di nei verbali dei pubblici ministeri.
Vi comparivano camorristi mafiosi, catanesi, agenti dei servizi segreti, faccendieri, ordini trafficanti di armi, i militanti di Ordine Nuovo.
È un'affermazione sconcertante, Alberto Savi, avrebbe riferito ai compagnie di tensioni, che ci sarebbe stato un interesse suo e dei fratelli a far assolvere dei cadaveri che si condannati in prima battuta in una serie di Latina nonché nell'umida.
Gli imputati nel processo decidui il pilastro
E poi, insomma, chiudono l'intervista di Fagnani.
Li porta alla luce, un argomento che sembrava sepolto le parole di Roberto Savi sono parziali e reticenti e talvolta canzoniere.
Nel 1995 chiamarono in causa figure verosimilmente secondaria nella loro storia, oggi come allora possono essere un messaggio all'esterno.
La Uno Bianca restano delle vicende più oscure e dolorose della nostra storia recente, i depistaggi non sono mancati, ma il più insidioso potrebbe essere quello che è indotto a credere che il mitomane hai detto dei Savi bastasse a spiegare l'enigma dei delitti commessi con le loro armi.
Confidiamo nel lavoro della Procura della Repubblica di Bologna.
E poi chiudo con questa.
Con?
Sì.
Allora sulla giustizia, perché c'è il Riformista?
Adesso trovo, eccolo qui.
Aldo Turchiaro, no al golpe, diciamo no al golpe quale golpe, quello a cui sembrano pensare, all'ombra di qualche Procura, quelli che vorrebbero tornare al clima di veleni nel 1993, l'euforia della vittoria del sì ha spinto questi giù in questi giorni alcuni magistrati e prospettare addirittura un documento scritto la formalizzazione di comitati civici permanente delle toghe già impegnati sicuri del referendum un'evoluzione dell'ANM che ne costituisca braccio operativo.
E diciamo di no a tutte le fughe in avanti di qualche Procura.
A partire dall'estensione delle intercettazioni.
Anche perché la stagione dei Emergency permanenti è finita da tempo, l'antimafia non si difende trasformando l'eccezione in regola, né alimentando la nostalgia tossica del giustizialismo mediatico.
Uno Stato maturo non misura la propria forza dal numero delle intercettazioni, ma dalla qualità delle prove, dell'equilibrio dei poteri, della capacità di garantire libertà e sicurezza, insieme,
Se la macchina della giustizia servissero poteri speciali, leggi speciali e come precipitato, e come principio dall'invasione totale indiscriminata alla sacrosanta privacy dei cittadini, saremmo di fronte a un assetto diversamente democratica.
Fermatevi in nome della civiltà del diritto,
Ma anche sul domani.
Sul domani.
Sì.
Sì, c'è questo qui della Bartolozzi, però sull'argomento giustizia, ovviamente c'è.
E così come lamenta.
Tor chiaro dei comitati civici.
Chelsea costituirebbero e Forza Italia e dicono iscrive Forza Italia ruota arruola i comitati del sì in vista delle politiche, oggi l'incontro alla Camera, gli azzurri, punto leggi, demonizzare la base civica garantisca dall'interroga centrodestra.
Gli organismi che si sono battuti per il referendum vedranno Tajani, insisto, costa il Moulin, ora diventiamo un presidio permanente della giustizia giusta e leader di questa iniziativa è Francesca Scopelliti.
Ma sul domani chiudo?
C'è l'indiscrezione che Bartolozzi punto a Londra e spera che Tajani la spalleggia,
L'ex zarina torna in toga e vuole diventare ai magistrati di coordinamento con il Regno Unito, ma indicata per il caso Haas mastri la richiesta al Csm potrebbe arrivare dalla Farnesina,
E con questa notizia si completa la rassegna stampa di oggi, grazie per l'attenzione e ci sentiamo domani.
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