Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 24 minuti.
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14:45 - Palazzo Montecitorio, Camera dei Deputati, piazza
14:50 - Camera dei Deputati
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Grazie buongiorno ben trovati oggi, mercoledì 20 maggio 2026. Questa è Stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale con la regia di Piero Scaldaferri, con Roberta Jannuzzi, in studio, allora oggi ci sono diversi articoli che riguardano il decennale della scomparsa di Marco Pannella che vi che vi leggeremo e però questi vanno a sovrapporsi oggi a una rassegna stampa piuttosto corposa perché,
Mentre ieri non c'erano grandi notizie su almeno sui giornali italiani, oggi invece sono dei giornali piuttosto densi. Il tema dominante, apparentemente sulle prime pagine di oggi, è la flottiglia, la Marina israeliana, lo sapete abbordato tutte le 50 imbarcazioni della Global Subodh flottiglia in acque internazionali con spari di proiettili di gomma e speronamenti, tra i 429 attivisti fermati e trasferiti al porto di Ashdod ci sono 29 italiani, tra cui il deputato del Movimento 5 Stelle. Dario Carotenuto, che parla di rapimento di massa, il governo italiano chiede chiarimenti a Israele e le opposizioni chiedono al governo di fare qualcosa di più.
Però la questione centrale in realtà è la vicenda del riarmo. Questo è una vicenda parlamentare, è accaduta in Senato. La maggioranza ha presentato a Palazzo Madama una mozione per portare le spese per la Difesa al 5% del Pil in ambito NATO. Poi però nel giro di poche ore la ritirata ed è stata una giornata caotica che secondo i giornali,
Secondo le letture, secondo i notista, soprattutto fotografa le contraddizioni interne alla coalizione di governo su uno dei temi più divisivi, più importanti, anche nel nel momento sul fronte internazionale. Vladimir Putin è a Pechino per il vertice con si Jinping, la sua venticinquesima visita in Cina dall'inizio della guerra in Ucraina.
E firma una dichiarazione comune di 47 pagine con almeno 40 accordi. Allora, insomma, tutti pensiamo al vertice che si è appena tenuto con con Trump e quindi,
E questo Giano bifronte così Jinping che guarda a sia a occidente che verso la Russia arriva però in condizioni strategiche deteriorate sempre in particolare Putin a questo vertice sempre più bisognoso di Pechino e non viceversa,
Vengono ricordate le frasi pronunciate da da si Jinping, dal presidente cinese a proposito dell'opportunità della guerra in Ucraina per lo stesso per lo stesso Putin sul fronte interno. Oggi il caso Modena Amanda in Cir cortocircuito i giornali e in particolare i giornali della destra, perché da una parte c'è chi denuncia la strumentalizzazione politica della categoria della follia per non chiamare Terrorismo il terrorismo e sono in particolare Libero e il Tempo però
La verità e si accorge e ed evidenzia invece un altro particolare che il giudice per le indagini preliminari che viene richiamato
Proprio dai negli editoriali. Ecco, di prima pagina dei direttori del del Tempo e di Libero e anche, diciamo, al centro del del giornale, in realtà allo stesso giudice per le indagini preliminari. Ha escluso ogni nesso tra e escludendo ogni nesso tra il gesto,
E la patologia psichiatrica dell'accusato ha anche escluso la premeditazione e non ha contestato l'aggravante terroristica, quindi indignazione, naturalmente, da parte della verità, perché la giudice ecco ha escluso premeditazione. È aggravante, terroristica, sì, non ha collegato
Quello che è avvenuto alla alla follia. Per il momento, però, non ha nemmeno considerato il fatto, come per il momento CONS collegabile, a una premeditazione dalla Spagna. Arriva la notizia che l'ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero, è il primo ex capo di governo della democrazia spagnola a essere formalmente indagato per traffico di influenze con imprese cinesi e venezuelane. Naturalmente questa è una notizia che troviamo evidenziata dappertutto, ma in particolare sui sui giornali
Critici verso la sinistra e verso appunto quel leader, il primo ministro Sánchez della della sinistra europea in questa fase e infine dal Giro d'Italia c'è un'altra notizia, Filippo Ganna eguaglia, Eddie Merckx, nel numero di vittorie di tappa, la corsa rosa una notizia, diciamo sportive storica,
E poi c'è la rassegna stampa internazionale, che pure ricca di temi probabilmente lo troveremo sui giornali italiani e domani è un'esclusiva del New York Times, che troviamo ripresa
Un po'dappertutto sui giornali internazionali. Questa mattina ha rivelato un piano sviluppato da Israele
Al quale, secondo il quale questo quello che questo piano prevedeva un ruolo per l'ex per l'ex presidente iraniano Ahmadinejad, per diciamo rivestire quello che è stato il ruolo di Delfi Rodriguez in Venezuela per un cambio di regime con l'attacco all'Iran da parte di Israele e degli Stati Uniti, allo stesso Ahmadinejad era informato era stato Koons con consultato. Lo scopo era appunto quello di installare l'ex presidente iraniano alla guida dei Teheran dopo l'uccisione di Khamenei. Un attacco aereo israeliano alla sua abitazione avrebbe quindi ha avuto il fine Rigo. Forse ricorderete appunto che era stato era stata colpita alla sua abitazione, era stato anche ferito, ma avrebbe avuto lo scopo di liberarlo dagli arresti domiciliari, eliminando le guardie dei pasdaran all'operazione
Non riuscivo comunque riuscì parzialmente Ahmadinejad sopravvisse ma rimase ferito e da quel momento non è più apparso pubblicamente e gli americani lo vedevano come una figura dicevamo analoga a Delfi Rodrigues in Venezuela. Qualcuno in grado di gestire la transizione e il piano si inseriva in una strategia israeliana in più fasi. Attacchi aerei, uccisione dei vertici del regime, destabilizzazione attraverso campagne di influenza, una rivolta curda, poi il crollo del regime. L'insediamento di un governo alternativo scrive
Il quotidiano statunitense, al di là della campagna aerea dell'uccisione del leader supremo, quasi nulla andò come previsto. Il capo del Mossad ha tuttavia continuato a sostenere David Barnea ha continuato a sostenere, in conversazioni private, che il piano avrebbe avuto ottime possibilità di riuscire se avesse ricevuto l'approvazione completa e e questo appunto troviamo sul New York Times, il Times of Israel segnala, in parallelo che il Senato americano ha fatto avanzare una risoluzione per limitare i poteri di Trump nel condurre la guerra contro l'Iran. Questa è una notizia che va approfondita. C'è sempre sul.
Quotidiano on line israeliano spazio anche alla questione della del blitz israeliano alla flottiglia, Lamarina, appunto intercettato le 50 imbarcazioni. Si precisa che il ministro dei e il ministero degli Esteri israeliano ha definito l'operazione la fine di un'altra flottiglie al servizio di Hamas, precisando che non è stato usato fuoco
Vivo con ma solo proiettili di gomma diretti contro le imbarcazioni e non contro le persone. Dopo ripetuti avvertimenti
Hamas e la turchi hanno definito l'operazione un atto di pirateria. Ci sono anche molti turchi. Tra i fermati poi c'è la questione della Cisgiordania e della pena di morte. La richiama le Monde, con il corrispondente look Brunner da Gerusalemme il 17 maggio, è entrata in vigore in Cisgiordania attraverso un ordine militare del comandante dell'esercito israeliano generale ABI Blut,
La legge approvata dalla Knesset il 30 marzo, che introduce la pena di morte qua sì, quasi si scrive per i palestinesi accusati di atti terroristici e in realtà, come abbiamo spiegato più volte, come abbiamo cercato di capire anche con degli esperti, anche israeliani nelle scorse settimane. La norma è una norma generale che riguarda tutti, però l'applicazione in Cisgiordania,
Attrae che avviene infatti attraverso un ordine militare e quindi attraverso la giurisdizione militare, che si applica in particolare ai palestinesi. Rende per loro quella norma questa norma che è generale e in teoria, anche se, per come è scritta, naturalmente si applica più facilmente ai palestinesi che ai agli israeliani, ma comunque resta una norma generale.
Nel caso della Cisgiordania, a un'applicazione più dura di quella della norma sostanziale Aprea approvata in via parlamentare riduce, come scrive le Monde, ulteriormente i margini di apprezzamento dei giudici, limita le possibilità di difesa degli imputati davanti ai tribunali militari competenti per i palestinesi dei territori occupati, ma non per i coloni ebrei soggetti alla giustizia civile. La legge si applica ai reati terroristici commessi con l'obiettivo di negare l'esistenza dello Stato di Israele. È una formulazione scrive le Monde, che esclude esplicitamente gli atti commessi da ebrei. Questo, insomma, non è esattamente vero, anche se in pratica
Sia si applicherà raramente agli ebrei, però la norma rimane una norma generale, ma quello che più quello che rende più dura l'applicazione e la giurisdizione militare, che ha quindi un canale che prevede un canale diverso anche per i civili palestinesi, ma non per i coloni ebrei, così come scrive le Monde o insomma per i coi settler, se è ebrei che si trovano in Cisgiordania, un collettivo di ONG israeliane e palestinesi ha chiesto l'annullamento dell'ordine militare. Questa è una notizia. Poi ci sono altre notizie che arrivano dagli Stati Uniti, le primarie di Mitterrand con e un deputato repubblicano del can Taki Thomas, Masci il più il critico più ostinato di Trump, all'interno del partito repubblicano sconfitto nelle primarie, dal candidato dal candidato sostenuto dal presidente ed gare Rain, ex Navy Seals agricoltore, con un margine di 55 a 45%, la corsa è diventata la più costosa della storia recente per le primarie della Camera 33 milioni di dollari con un contributo
Decisivo dell'iPad di tre miliardari filoisraeliani. Questo è sempre il New York Times massi nel discorso di sconfitta, ha ironizzato di aver dovuto cercare il suo avversario a terra Viv per comunicargli la resa e ci sono poi contemporanee vittorie dei candidati tra i piani in Georgia, Alabama e Ken Taki, e quindi la si conferma la capacità del presidente di punire i dissidenti nel suo partito alla vigilia delle elezioni di mid term. Poi c'è il caso su El País, il caso
Zapatero, presidente del governo spagnolo, tra il 2004 al 2011 è diventato ieri il primo ex capo dell'esecutivo a essere formalmente indagato da un giudice. Il giudice della Audiencia Nacional José Luis Calama lo ha convocato a deporre il prossimo 2 giugno nell'ambito di un procedimento per presunti reati di traffico di influenze e riciclaggio di denaro. Secondo, la ricostruzione del giudice Zapatero sarebbe il leader di una struttura organizzata e stabile e di traffico di influenze attiva almeno tra il 2020 e il 2025, che si sarebbe servita della sua famiglia e del suo entourage per canalizzare presunte commissioni illegali. Il meccanismo ruota attorno a una società di consulenza usata come schermo attraverso cui sarebbero transitate le remunerazioni per le attività dell'ex premier a favore di imprese cinesi e venezuelane. L'intermedia, l'intermediario chiave identificato dagli investigatori sarebbe Julio Martinez,
Martines, amico di Zapatero, che avrebbe fatto da Canale tra l'ex presidente un intreccio di società e oggi se ne occupano diversi giornali italiani
La magistratura spagnola non è tradizionalmente di Cab etichettabile, ecco come di destra, perché ha colpito con efficacia anche il Partito popolare, ma la percezione di un accanimento selettivo verso sinistra e i nazionalisti, catalani e baschi, e una polemica ricorrente nel dibattito politico spagnolo in una dinamica non molto diversa con i segni però invertiti a quella italiana ecco, aggiungiamo anche questo.
Nel frattempo nel Regno Unito questa è una notizia che ci dà politico,
Si va avanti la legge che vieta permanentemente la vendita di tabacco a chiunque sia nato a partire dal 2009, con entrata in vigore dal 1 gennaio 2027. Quindi, a prescindere dall'età che raggiungerà, chi oggi ha meno di 17 anni non potrà mai acquistare sigarette legalmente unico precedente al mondo e le Maldive. Una misura proposta dall'ex primo ministro conservatore Sunak, portata avanti dal governo laburista Nigel Farage, ha già annunciato che s'è letto, abrogherà la legge palesemente idiota e naturalmente, l'Amministrazione Trump negli Stati Uniti va in senso inverso. Ha recentemente autorizzato le sigarette elettroniche aromatizzate dopo pressioni sul commissario della Food and Drug Administration, che si è poi dimesso e ha di fatto smantellato l'ufficio federale di contrasto al tabacco.
E poi ci sono le notizie che riguardano i visti, la politica a un mese dall'inizio dei Mondiali di calcio e Nord America, il presidente della Federcalcio tedesca esprime preoccupazione per la situazione politica che circonda il torneo visti negati ai tifosi di alcuni Paesi africani, asiatici e caraibici e il caso Iran dove almeno 10 membri della delegazione sono accusati di legami con i Pasdaran allora adesso veniamo a Marco Pannella. Oggi troviamo articoli anche sui maggiori quotidiani e dunque,
Partiamo da questi intanto dal Corriere della Sera che.
Ha un piccolo riquadro, per la verità, anche per le parole del Presidente della Repubblica sull'anniversario Mattarella, ricorda Pannella da lui riforme, innovazione, Marco Pannella. Ha impresso un segno nella storia della Repubblica irriconoscibile, il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione, riforma così Sergio Mattarella ieri ha ricordato il leader radicale a 10 anni dalla morte, nella storica sede del Partito Radicale, a Roma è stata affissa una provocatoria targa di cartone alla capitale, gli dedicherà una piazza davanti al carcere, di Rebibbia, a Milano, un giardino vicino a San Vittore. Ecco qua, vediamo una una foto, almeno ecco, nella al centro della pagina 19 di questa targa, Roma ricorda Marco Pannella, 1930 2016, fondatore del Partito radicale, promotore di campagne per i diritti civili, i diritti umani, la non violenza, Partito radicale, fondazione, Marco Pannella. E c'è
Un militante radicale, Antonio Cerrone, ecco un ritratto con la bandiera blu e il volto di Pannella, questo è il Corriere della Sera, andiamo sul Messaggero e un quotidiano romano che magari dedica maggiore spazio alla giornata di ieri, che è stata molto emozionante per chi l'ha potuta seguire ecco attraverso Radio Radicale o anche attraverso il sito di Radio Radicale che nel frattempo trasmetteva oltre naturalmente ai lavori parlamentari anche le diverse manifestazioni che ci sono state.
Ieri davvero non sono stati, insomma, dei momenti molto toccanti allora Bulleri, pagina 27, fondo pagina alla commemorazione Mattarella, ricorda il leader controcorrente, provocatorio, divisivo, appunto, controcorrente, precursore dei tempi e tenacemente fuori dal coro, sempre dalla parte dei diritti, a 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella. Su una cosa concordano le tante personalità della politica e delle istituzioni che ieri hanno ricordato lo storico leader radicale, potevi amarlo o odiarlo Pannella, ma di fronte alle sue lotte e al modo che aveva di imporla all'attenzione pubblica, non potevi restare indifferente, lascia un'eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie e il cuore del messaggio di Mattarella, è stato il primo e il Presidente della Repubblica a rendere omaggio al fondatore del Partito radicale nel decennale della sua scomparsa, una giornata, quella di ieri, in cui non si contano i momenti che ne hanno celebrato la memoria dalla protesta sotto la sede radicale
Parola protesta, lo accompagna anche, diciamo, da da morto dalla manifestazione, ecco, sotto la sede radicale di via di Torre Argentina, con tanto di targa di cartone, affissa al muro del palazzo al posto di quella in marmo che non si è ancora riusciti a dedicare all'evento a Montecitorio, alla presenza di molti di coloro che lo conobbero da vicino, da Pier Ferdinando Casini, a Luciana Castellina, da Gianni Letta Roberto Giachetti, ognuno con uno o più aneddoti da raccontare per testimoniarne la passione civile e tutti concordano con le parole del capo dello Stato, Marco Pannella è stata una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica.
Mattarella, lo ricorda come un leader controcorrente non convenzionale e tuttavia non inatteso, un uomo del dialogo nei cita le memorabili ma maratone oratorie volte a sottolineare l'urgenza dei problemi che non appartenevano all'agenda di quei tempi, e le campagne referendarie a cui legò il suo nome è rimasto nella storia del Paese anticipatrice di autentiche svolte nella vita sociale. Sia all'apparenza è difficile immaginare due approcci, anche valoriali più diversi, due modi più distanti di interpretare l'impegno politico di quelli di Pannella e Mattarella più d'uno ieri, in Transatlantico, ricordava come tra i due non mancassero in realtà i punti di contatto
L'europeismo, la centralità delle istituzioni democratiche e l'attenzione al rispetto dei diritti civili umani, un rapporto che si consolidò negli ultimi anni di vita del leader radicale durante uno sciopero della fame e della sete nell'agosto del 2015 fu proprio il presidente è preoccupato per le sue condizioni a fargli una telefonata cordiale e chiedergli di interromperlo esprimendo apprezzamento per le sue battaglie e Pannella disse sì, brindo a Sergio per costruire insieme uno Stato di diritti e legalità, telefonate che si fecero più frequenti nelle ultime settimane della malattia, riannodando quel filo che vedeva al centro per entrambi il bene dell'Italia. Ho avuto modo di parlare più volte negli ultimi tempi con lui, anche in questi giorni di sofferenza. Raccontò il Capo dello Stato dopo la sua morte, non ha mai smesso di pensare al domani un domani migliore per il nostro Paese, e forse sono proprio queste parole di Mattarella il miglior modo per
Ricordarlo così il Messaggero e andiamo sui andiamo su Avvenire adesso, e poi vedremo anche su Flavia Perina, che dedica un suo articolo sulla sulla Stampa, andiamo su però su Avvenire sempre.
A proposito delle parole che sono state espresse ieri e che ricordo, potete poi recuperare sì, se appunto non l'avete ascoltato, i diversi appuntamenti di Eco di cui si si si parla in questa rassegna stampa li troverete o li trovate già tutti sul sul sito di Radio Radicale, il ricordo di Pannella, a 10 anni dalla morte, la polemica sulla targa, una targa di cartone dopo il mancato via libera a quella ufficiale, presenti tra gli altri, Filippo Sensi del Partito Democratico, è Chiara, Colosimo di Fratelli d'Italia, in via della Panetteria. Questo è l'appuntamento di Torre Argentina che Radio Radicale ha trasmesso in diretta e poi in via della Panetteria, davanti a quella che fu la casa di Pannella, l'ONG. Nessuno tocchi Caino inaugurato la nuova sede. Ricordo anche alla Camera con Casini Rutelli Letta tra gli interventi, monsignor Vincenzo Paglia. Coltivava la SPES contra spem, non accettare che il mondo continua a essere così com'è poi ricordo degli ultimi giorni mi prese la croce che porto al collo e non volle più lasciarla così
Il ricordo che fa Avvenire di Pannella andiamo appunto sulla stampa vanno a vedere, insomma.
Il quotidiano tra i maggiori, che dedica maggiore spazio.
E si è richiamato già in prima pagina subito nella colonna in alto, nella colonna destra, a 10 anni dalla morte Pannella, quel nemico perfetto che tutti i partiti ora rimpiangono, il signor Hood e il galantuomo che a 10 anni dalla morte tutti vorrebbero ancora come amico o come nemico fa lo stesso lo rimpiange, monsignor Vincenzo Paglia, voce nobile della Chiesa, contro la quale Pannella ingaggiò formidabili Corpo a corpo sui diritti civili e poi prosegue nelle pagine interne ma non nella pagina dei commenti in una pagina intera, che la la pagina 18 ne hanno Ostalgia. Anzi
Ah beh, c'è anche un richiamo delle parole di monsignor Vincenzo Paglia abbiamo bisogno di uomini e di donne con idee universali come lui, che lei testimonino anche a costo di pagare né a nostalgia. Pier Ferdinando Casini, cresciuto in una Dc che per Pannella era fan fascismo e nemico principale, ha avuto il merito di obbligare al dialogo anche i più lontani dalla sua idea lo celebra Luciana Castellina, una vita nell'impegno comunista, che Pannella bulli, zo come rivoluzione, filo centrica e pugno centrica tra noi un ami, un'amicizia in cui si è litigato sempre, lo rievoca con affetto. Gianni Letta che, negli anni del divorzio fu direttore del tempo
E lo fronteggiò ogni giorno si poteva non condividere le sue idee, ma non si poteva non apprezzare il modo con cui le difendeva e le imponeva e a seguire tutti gli altri che ieri hanno parlato, hanno dichiarato manifestato ricordato promosso targhe e intitolazioni lo rivorrebbero tutti inclusi ovviamente i tre o quattro generazioni di radicali cresciuti alla sua scuola e nel suo mito benché dispersi quella,
Da un'infinità diaspora, ecco, questo insomma era particolarmente toccante ieri sera sentire attraverso il sito di Radio Radicale anche la manifestazione
Di Radicali Italiani dove c'erano tanti ragazzi, giovani o comunque persone che non hanno mai conosciuto Pannella e che però lo appunto lo ricordano lo rimpiange lo lo rimpiangevano e lo rivolevano, come come scrive giustamente Flavia Perina Marco Pannella come nemico amico perfetto di cui si avrebbe un gran bisogno anche oggi perché,
E nessuno lo ha detto meglio di Francesco De Gregori, il canestro di parole che la sua leadership indiscussa riversò sulla politica italiana, spiazzando ogni luogo comune, ha obbligato ognuno a salire di livello a industriarsi nel tenergli dietro Benedetto Della Vedova, ieri, alla Camera durante la presentazione del libro di Piero Ignazi, Marco Pannella. La passione della politica di quel canestro ha fatto un elenco per titoli e non sono neanche tutti divorzio, aborto, obiezione civile, fame nel mondo, Gandhi Enzo, Tortora, Leonardo, Sciascia Toni Negri, Stati Uniti d'Europa, Satyagraha, Yui Guri tibetani, pena di morte, amnistia maggioritario e in mezzo ci stanno pure la presidenza della circoscrizione di Ostia, la Rosa nel pugno il partito transnazionale alla depenalizzazione delle droghe, le carceri, l'amnistia Cicciolina il diritto alla conoscenza, ovviamente, Radio Radicale, Nessuno tocchi Caino la Luca Coscioni, eppure il dimenticato Mitte il Movimento identità trans che Francesco Rutelli ricorda con stupore retroattivo, perché nel 1982 ottenne con voto unanime, compresa la Dc,
Compreso l'MSI, la prima legge per regolamentare il cambio di sesso in Italia è stata una personalità che ha impresso un segno nella storia della Repubblica, ha detto il presidente Mattarella inaugurando idealmente questo Pannella dei è ancora le sue campagne politiche, sono state condotte quasi sempre da posizioni di minoranza, ma sono stati capaci di attivare percorsi di innovazione e di riforma, tanto che la sua eredità riserva valori a chi anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie, frasi verissime col senno di poi le condividono tutti, ma col senno di prima non erano poi così scontate. Marco Pannella. Risultò per decenni
Un supremo rompiscatole per ogni maggioranza, al punto che nell'83 il Parlamento a scrutinio segreto approvò le sue dimissioni presentate per una questione di Rai e censura, anziché respingerle, come era d'uso e come lui era certo che sarebbe successo. No Pannella non era uno che si muoveva nella notte hegeliana, dove tutti i gatti sono grigi ricorda, Claudio Martelli. Era divisivo urticante una mina vagante che periodicamente, che terrorizzava la politica con i suoi estremi scioperi della fame, almeno un paio di volte arrivati al limite della sopravvivenza e dell'allarme rosso.
Rischiamo di passare alla storia come quelli che hanno ammazzato Pannella rabbrividire pure Silvio Berlusconi,
Il decennale porta con sé l'intitolazione dei giardini davanti al carcere milanese di San Vittore della piazza davanti al carcere, romano di Rebibbia, una targa a Roma, a Palazzo Braschi, ma anche sulla facciata della storica sede radicale di via Torre Argentina e di cartone, omaggio dei militanti radicali che polemizzano con il Comune e la vogliono lì perché,
Casa sua era quella, devo dire che è di cartone, ma è bellissima, comunque la richiesta di più Europa per una seduta parlamentare straordinaria sulle carceri, una maratona oratoria a piazza Capranica, l'annuncio di Ignazio la Russa di una rievocazione anche al Senato martedì prossimo infine la voce roca di Emma Bonino che in chiusura dei discorsi alla Camera con il suo carissimo Pannella ci discute ancora dice di non aver mai capito.
Di non aver mai capito l'espressione spes contra spem, diventata il motto di Marco è citata nella lettera a Papa Francesco scritta poco prima di morire, magari me lo spiegherà quando ci incontreremo, dice dice così, Emma Emma Bonino e questo appunto il ricordo di Flavia Perina ieri a un giorno da pecora era ospite Roberto Giachetti che ha ricordato anche gli scioperi della sete di Pannella non solo quelli della fame,
Che, insomma, sono stati anche quelli un esperimento incredibile, al di là, diciamo anche del del significato politico e delle ragioni per cui questi scioperi che.
Oggi direi, diciamo di fronte a quello che è diventato, diciamo la forma, la forma con il sistema costituzionale e la e la forma e il rispetto della forma delle nostre istituzioni sono sempre più incomprensibili, così come quell'82 in cui l'MSI e la Dc si mettevano d'accordo per,
Approvare la, la legge che regolamentava il cambiamento di sesso ecco, sembra appunto retroattivamente inspiegabile, così oggi sembra, sembrano veramente ancora.
Ah, diciamo ancora incomprensibili le battaglie di ancora più incomprensibile di quanto fossero le battaglie di Pannella rispetto alle istituzioni, alla forma delle istituzioni c'è qualcuno che lo ricorda, credo, Bobo Craxi, e lo vedremo probabilmente negli articoli che leggeremo ancora.
Che dice è stato primo populista, sì, ma aveva un rispetto delle istituzioni che di solito i populisti non hanno, quindi diciamo
Difficile qualificarlo come come tale. Andiamo sull'Unità con Piero Sansonetti, che continua a dedicare a Pannella l'attenzione che ha dedicato già nei giorni scorsi, in particolare ieri, Mattarella, esalta, Pannella, ora indulto e amnistia e almeno 1.000 grazie. Beato chi ha fame e sete di giustizia, la foto qui a fianco che ritrae appunto Pannella seduto a terra con i capelli lunghi, con la coda che portava negli ultimi tempi e questo grande cartello beato chi ha fame e sete di giustizia. Partito radicale, la foto qui a fianco è stata scattata a Pasqua del 2012, da Riccardo Magi, la frase presa naturalmente dal Vangelo e Pannella, l'ha scritta con un pennarello grigio a caratteri grandi e poi ha appeso questo cartello al collo con un nastro e ha marciato fino a San Pietro per chiedere l'amnistia
Cioè per chiedere la la stessa giustizia invocata da Gesù a un certo punto stanco si è seduto per terra sul marciapiede, era lì, Marco Pannella, quel giorno aveva 82 anni, beh, lo vedete da soli a ottant'anni suonati e la stessa voglia e volontà di combattere di quando ne aveva 35 digiunava sia colorava nelle piazze per chiedere il divorzio e di quando invece ne aveva 50 e denunciava a squarciagola ma pochissimo ascoltato che la fame nel mondo era il principale problema dell'umanità. Mi dispiace perché chi non lo ha conosciuto, cioè per i più giovani Pannella, è stato il più straordinario combattente politico nell'Italia del dopoguerra e ha lasciato a noi una quantità di idee, di principi, di valori
Ma anche di mezzi che nessun altro mai ha lasciato. Eppure era il capo di un partito piccolissimo ed era coevo di grandi grandissimi politici e statisti. Penso a Moro, a Craxi, a Berlinguer, che credo sia stato siano stati tra i tre più grandi Moro, però non metteva al primo posto della politica, ha l'obbligo della battaglia Moro, era uno statista, per lui la politica era governo, moderazione e stabilità per Craxi. La politica era leadership e ricerca della via più probabile per ottenere le riforme. Nell'idea politica di Craxi il potere era obbligatorio per Berlinguer. La politica nasceva nella lotta di classe, che era la categoria più vicina al pannelli ismo, ma era una cosa diversa, non creavano un produceva valori, era un marxista, applicava il marxismo Pannella concepì va alla politica come battaglie come capacità di creare valori. Pensate e quando il Pci aveva ancora forti venature staliniste
In Pannella, invece, allargava il campo della lotta per l'uguaglianza, non per il proletariato, ma per chiunque avesse fame, sete e univa Cristianesimo, illuminismo, ribellismo e radicalità, era un ribelle, un vero ribelle, quel cartello che aveva appeso al collo lui laicissimo, direi quasi anticlericale lo aveva preso da da Gesù questo troviamo sull'Unità,
Con appunto Sansonetti, poi anche nelle pagine interne.
Ancora il tributo a Pannella nella nuova sede di di Nessuno tocchi Caino, che ha celebrato i 10 anni dalla morte inaugurando la sua nuova sede in via della Panetteria a due passi da Fontana di Trevi, è proprio di fronte al palazzo dove abitava Pannella. La celebrazione è consistita in un incontro che è durato 10 ore e durante il quale hanno parlato decine di persone per i dirigenti dell'associazione Bernardini d'Elia Zamparutti. La panetteria è stata il forno che ha sfornato sempre un pane buono che ha dato da mangiare agli affamati la fonte da cui è sgorgata, un'acqua cristallina da cui ha dato da bere agli assetati la fame di amore e conoscenza, la sete di giustizia e libertà. Proseguiremo insieme a lui ad affermare che non bisogna mai distogliere lo sguardo dal carcere
C'era anche il sindaco Roberto Gualtieri c'erano il presidente del Senato, la Russa e il viceministro, Paolo Francesco Paolo Sisto, il viceministro alla Giustizia, Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm, Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia antiterrorismo, i parlamentari calderone di Forza Italia, Cesa, Noi Moderati Stefania Craxi di Forza Italia e poi Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra.
Della Vedova di più Europa, Maria Chiara Gadda di Italia, Viva Giachetti, l'abbiamo già menzionato, Riccardo Magi, di più Europa, Simonetta Matone della Lega, Andrea Orsini, Emanuele Pozzolo, Matteo Renzi, Ivan Scalfarotto, Marco Scurria. C'erano anche Paolo Liguori, Piero Sansonetti, Davide vari Erri De Luca, scrittore traduttore del passo biblico da nessuno uccida, Caino a Nessuno tocchi Caino Luigi Manconi Barbara Palombelli,
Emma Bonino,
Claudio Martelli, Francesco Petrelli, presidente dell'Unione camere penali italiane, Andrea Pugiotto, Gian Domenico Caiazza, non so se il prosieguo cioè il punto ma insomma, non so se il prosieguo di questo elenco ma insomma, vi ho dato l'idea.
Della partecipazione e poi ancora dal Riformista, andiamo sul quotidiano arancione di
Per leggervi anche un racconto di chi lo ha sicuramente conosciuto molto bene, che Matteo Angioli, 10 anni senza Pannella della morte, Marco, diceva che avrebbe voluto conquistarsela con consapevolezza, facendosi trovare almeno impreparato possibile. Martedì 26 maggio dalle 15:30 nella Sala degli atti parlamentari del Senato si terrà il convegno Marco Pannella. Il diritto alla conoscenza. A 10 anni dalla morte del leader radicale, un gol un convegno aperto al pubblico in cui prenderanno la parola. Alcuni degli esponenti e amici di una vita del leader radicale erano le 16 circa di un giorno di inizio febbraio del 2016, quando Marco Pannella decise di uscire dalla sede del Partito radicale e andare a casa, disse che era un po'stanchino, quindi chiamai un taxi salutammo ai compagni presenti nel salone delle riunioni delle Conferenze, uscimmo in ascensore Pannella che lascia il partito per andare a casa alle 16, era cosa assai rara e infatti non ci avrebbe più fatto ritorno. Dormii per quasi due giorni cancellando tutti gli appuntamenti, inclusa la conversazione settimanale della domenica con Massimo Bordin. Senza saperlo era iniziata la quarantena, ma non serve molto tempo per comprendere lui in primis che il momento si stava avvicinando. Pochi giorni dopo, infatti, mentre organizzavamo alcune visite di amici, disse stiamo insieme finché non succede tutto quelle visite che aveva cominciato a ricevere quasi quotidianamente da esponenti istituzionali, avversari politici
Amici e compagni radicali che sarebbero proseguite fino al 17 maggio, furono la sua principale fonte di energia dei suoi ultimi 100 giorni, fedele al suo motto inermi ma non inerti, l'altra fonte era costituita naturalmente, dalle riunioni che continuano a fare in collegamento video con la sede di via di Torre Argentina furono le settimane, infatti, in cui tornò a porre la questione della situazione carceraria e della giustizia in Italia e dell'approdo in sede Onu al Consiglio sui diritti umani del tema del diritto alla conoscenza, due giorni prima di andarsene smise di fumare.
Fu un segnale inequivocabile, l'indomani lo portammo in clinica della morte, Marco diceva che avrebbe voluto conquistarsela con consapevolezza, facendosi trovare il meno impreparato possibile, facile a dirsi. Credo però che le tante persone che lo hanno salutato e quindi accompagnato nell'ultimo tratto della sua vita siano stati questo, negli ultimi mesi ha continuato con tutti i loro a parlare di politica di vita e di amicizia. Questo gli ha consentito di affrontare gli ultimi movimenti con serenità in un momento di forte emozione. Due giorni prima di mancare, mi disse piango anch'io con felicità. Questo è il ricordo, appunto,
Negli ultimi giorni di vita di Marco Pannella, che lo hanno accompagnato alla morte, così come oggi viene viene ricordato, ecco nello stesso modo c'è anche Repubblica, a pagina 20, un Conchita Sannino.
E andiamo a prendere anche anche lei.
E poi c'è Walter Vecellio sulla opinioni delle libertà, che credo intenda anche rispondere a quello che scrive sull'opinione, che s'intende anche rispondere a quello che scriveva l'opinione ieri preti nemici, i cittadini, 1.000 voci per Pannella a 10 anni dalla morte,
Non i big, che pure ci sono, di ogni cultura e stagione politica, ma la gente innanzitutto ragazzi mischiati ai costituzionalisti Erri De Luca con Giorgio, Mulè, ex detenuti o anziani, ispettori della penitenziaria, insieme ai pezzi grossi del Parlamento e della giustizia che poi fatta la tara col secolo scorso al suo carisma finanche dittatoriale di innovatore era esattamente quel mondo vasto, imprevedibile trasversale che Marco Pannella sapeva vedere conquistare per me è stato il nemico, ma mi disintossicata dalla mala politica viene a rendergli omaggio un mastino della Destra Francesco Storace,
Salito a Palazzo Anton Mo ro per la non stop messa in piedi da Rita Bernardini e Sergio d'Elia. Se va be'la mancanza che si fa presenza sbotta il radicalismo Bobo Giachetti, deputato di Italia, Viva facendo il verso al titolo dell'iniziativa per rifare le battaglie di Pannella alimentare, quell'idea di politica per un interesse più forte, più largo, ci vuole la sua capoccia e quella non c'è punto. Il giorno in cui Roma si ferma nel decennale della morte del gigante dei Radicali Italiani, ti chiedi se il Pannella de I sarebbe stato a pennello, visto che dagli amplificatori arrivano calde ancora urgenti. Le battaglie per i diritti, il fine vita a Gaza, le carceri che stanno esplodendo
Se il santino lo avrebbe strappato lui stesso, in fondo Pannella aveva scritto nell'autobiografia postuma non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompi Cogliani, 100 voci, 1.000, episodi, storie in tre eventi alla casa politica di via del Teatro Argentina, via di Torre Argentina, ecco 76 alla Camera con tutti i senior della politica e a ridosso della sua casa vera via della Panetteria dove appunto Nessuno tocchi Caino inaugura.
La sede e piazza in cortile, uno speaker Schörner arriva al sindaco Gualtieri, utilizzeremo Palazzo Braschi per la targa, gli intitoleremo l'aria davanti al carcere di Rebibbia, che sarà largo. Marco Pannella, Bobo, Craxi, ragiona sapeva essere urticante, è stato appunto il primo ad aprire al populismo, ha inventato la partitocrazia, però il call ha il coraggio, la determinazione sono di matrice socialista, un suo primo piano enorme, saluta, sconosciuti e autorità, come il vicepresidente del CSM Pinelli. Dobbiamo custodire la funzione rieducativa della pena. La sicurezza non si costruisce nelle carceri e lui lo sapeva. Il procuratore nazionale antimafia Melillo, con Francesca Scopelliti tornano sul caso Tortora che proprio Pannella volle in Europa impossibile archiviarlo, leader esagerato nella nota, né né nelle parole, nel fumo nelle cravatte. Il suo lascito nel metodo analizza il professor Andrea Pugiotto è il rifiuto della violenza che, grazie a lui, da postura morale si fa tecnica politica a Montecitorio scorrono i ricordi dei big Pier Ferdinando Casini, dice ha saputo tenere insieme radicalità e dialogo, conflitto e rispetto laicità e rapporto con il trascendente, poi monsignor Paglia in quella frase che abbiamo già letto volle la croce che indossavo gliel'ho lasciata finché non è morto
Poi mi schiacciò, chiedendomi se c'era un credente che prendesse la guida del partito
Senza fede è impossibile portare avanti certe battaglie, disse anche Gianni Letta, un ricordo intimo lui fu operato, mi chiamò in terapia intensiva, sono stato dentro per due ore mano nella mano.
Capovolge tutto. Claudio Martelli. Diciamolo, non era così amato, per niente era divisivo molto, ma ce n'era bisogno. Quella Prima Repubblica era bigotta e lui è un anticlericale. Emma Bonino, che con Pannella ha diviso 50 anni di amicizia e gli ultimi due di radicale distacco, come sempre è vera ruvida monsignore, non ho mai capito tu e Marco cosa volete dire. Con questa speranza abbiamo tutti i ricordi diversi, alcuni interessanti, altri più noiosi, ma sono contenta lo abbiate fatto lontano dai PAR terra, resta la testimonianza di un pensionato. Luigi Giannelli, ex ispettore della penitenziaria. Marco mi ha cambiato la vita, mi ha fatto guardare al mio lavoro, ai detenuti, al senso della politica e della legge. In altro modo, un padre spirituale per Pannella vale forse più del busto che ha iter avviato Presto realizzeranno alla Camera
Così appunto Conchita, Sannino sulla Repubblica, sull'opinione Valter Vecellio inevitabile pensare a Marco Pannella in queste ore credo che tanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, lo stiano facendo, lui diceva spesso se convinco i radicali ho convinto il mondo paradosso ma non tanto in tante occasioni quello che osservatori pigri e superficiali definiscono il padre padrone dei radicali ha dovuto faticare per superare le resistenze e i dubbi le perplessità con cui accoglievano le sue proposte.
E obiettivi che ci sembravano irrealistiche velleità da Don Chisciotte nei congressi e nelle assemblee di partito spesso ha dovuto far ricorso a tutte le sue astuzie e capacità seduttive. Oggi tutti sembrano dargli ragione, riconoscono meriti capacità lungimiranza, una costante quella di vedersi riconosciuta la ragione, ma a posteriori ho anni sufficienti per ricordare che molti lo contestano, quando, per un confronto con la destra Almirante plebe De Carolis oppure quando propose referendum, ma pioggia la raccolta di milioni di firme per 10 2030 referendum, contemporaneamente non mancarono i radicali che obiettarono per una esagerazione e negli anni 80 per primo ha intuito che bisognava dare risposte concrete politiche allo sterminio per fame di milioni di persone in Africa, se quella bomba fosse stata disinnescata per tempo. Molte delle tragedie legate all'immigrazione che si consumano oggi si sarebbero evitate, lo comprese il Vaticano di Papa Wojtyla, ma non pochi radicali allora parlarono di mistica irrealistica per eludere questioni concrete. È accaduto quando ci invitò a puntare sulla questione giustizia alle carceri e il loro degrado. La questione dei processi, che non finiscono mai
I giudici che non pagano per i loro errori la giustizia giusta e quotidiana, martellante campagna per l'amnistia freddi e scettici. Anche alcuni tra i più stretti sodali gli hanno rimproverato di non voler costruire un partito organizzato, il suo voler dar vita a un partito non violento nel metodo e nella strategia transnazionale e transpartito. A proposito, ieri lo ricordava anche Sandro Gozi che euro parlamentare eletto in Francia. Adesso ho letto anche al Consiglio comunale in Francia, che ha incarnato quell'idea transnazionale della politica secondo Pannella, che ha conosciuto, ovviamente, che supera i confini della nazione senza preconcette barriere ideologiche. Prosieguo Vecellio, per loro era una fuga dalla realtà, dicevano, e qualcuno dice ancora che, come il dio Crono divora i suoi figli politici, un luogo comune, in realtà è il contrario. Sono i suoi figli, i politici, che spesso si cibano di Pannella e quasi sempre dopo averlo contestato, raccolgono i frutti di quei loro dissensi in queste ore c'è chi si interroga
Su chi ha raccolto la sua eredità non hanno capito nulla Pannella non lascia eredità, non ha eredi, lascia un metodo, un modo per vedere capire sentire, non è un'eredità e un patrimonio di tutti e per tutti.
Poi c'è un pezzo così, sull'opinione, poi c'è un pezzo controcorrente, naturalmente, come il suo autore che sul Foglio Camillo Langone, nella pagina 2, il suo riquadro.
E anche questo lo segnaliamo, almeno dovrebbe essere a pagina 2, eccolo qua nella sua preghiera. Questa rubrica non contiene nemmeno un grammo di Marco Pannella, devo precisarlo, perché Moreno, visto su mo nel suo encomio a Giacinto per il decennale della morte, afferma di aver trovato tracce nelle posizioni fogli e tanti di quell'antico, nichilismo qui non poteva trovare nulla per me è l'unica cosa buona che ha fatto Pannella aver ispirato il signor Good di Francesco De Gregori. Solo un artista poteva cavare qualcosa di mirabile da un politico, con un canestro di parole, nuove, calpestare nuove aiuole, io, che amo la libertà, non meno dei radicali, sono come loro per la libertà di drogarsi, di prostituirsi e perfino di suicidarsi, a differenza di loro non me ne vanto, non ne faccio una bandiera, sono libertà variamente mortifere che mi mettono quale più quale meno tristezza. Non le ritengo un raggiungimento. Le ritengo un fallimento. Non conoscono i radicali di ieri di oggi di sempre analogo impegno per libertà meno tetre, libertà di alimentazione, libertà di caccia, libertà di contante e libertà di impresa.
Libertà di parola sono libertà che già ci sono, quindi forse per questo i radicali non si non si adoperano per queste, ma insomma, io ho lo stesso problema che a Emma Bonino con che con spes contra spem io c'ho con con le rubriche di di Langone comunque scioperi della fame qui non se ne faranno mai siatene certi così Langone conclude.
Immagino con ironia, allora.
Né l'Agi. L'ultima segnalazione che voglio farvi riprende invece il convegno, anche ampiamente anche il convegno di ieri, e vengono appunto riprese. Ecco più più frasi, anche se non è non lo trovate sulla stampa e però riprende anche un passaggio. Ecco, di Pierre Dinan, Pier Ferdinando Casini. Questo lo possiamo leggere, visto che questa parte qui è mancata nella nostra rassegna sia di ieri che di oggi. Se li ricorda bene gli scambi con Andreotti. Si dice a un certo punto nel lungo articolo dell'Agenzia Italia Pier Ferdinando Casini, che respinge subito l'idea di un pannello anticlericale. Ridurlo a laico contro il cattolicesimo sarebbe riduttivo, non è mai stato un anticlericale, né ha mai combattuto la fede, conosceva il catechismo cattolico e ha sempre riconosciuto nella Chiesa una forza Mara morale capace di parlare alle coscienze. Piuttosto, aggiunge Casini. La sua critica era rivolta al potere al confessionalismo. Non ha la fede in se
Ha sempre mostrato sincero rispetto per il ruolo del Papa, non si trattava di diplomazia opportunismo, ha sempre rivendicato di stare dalla parte degli ultimi e del vero Vangelo voglio essere con quelli che tutti scartano scriveva nella sua ultima al papà quella lettera che terminava con la scritta in stampatello, ti voglio bene poi una piccola post scena, lo sciopero della sete e della fame, per i seggi vacanti a Montecitorio, lo portarono a condizioni terribili, gli ultimi bollettini medici parlavano di punto di non ritorno. Berlusconi mi pressava al telefono perché risolvesse il problema, dicendomi che sarebbe
Saremmo diventati famosi Perucci per aver ucciso Pannella, fortunamente, fortunatamente non andò così per Casini, dunque Pannella cercava interlocutori non nemici e trovava ascolto proprio laddove ci si aspettava una chiusura, ecco, qui si ricorda questo sciopero della sede della fame per i seggi vacanti a Montecitorio un problema tecnico che però era, diciamo un problema di forma e di sostanza,
Delle nostre istituzioni per Pannella quindi diciamo molto lo se, se era un populista, è molto lontano, diciamo, dall'idea dei dei populisti.
Che abbiamo oggi dall'incarnazione. Ecco che abbiamo oggi, ammesso che fosse vero quello che sosteneva Bobo Craxi, anche Gianni Letta insiste su questa propensione al confronto tante volte ho polemizzato con lui, ma era un difensore della sua libertà, ma anche di quella degli altri, riusciva a confrontarsi anche chi, con chi era contro le sue idee e un uomo del dialogo, niente affatto ribatte Martelli restituire l'immagine di Pannella facendone uomo del dialogo indifferenziato non è un buon servizio a lui e non è un buon servizio alla verità era urticante e dobbiamo essergliene grati. Non era così amato, non era nato per niente e poi c'era il lato umano,
E diciamo, conoscendolo, era più facile Uma amarlo, però diciamo, è vero che non è non era amato per niente, tant'è che veniva raramente invitato in tv a parlare Luciana Castellina, che lo ha conosciuto all'università, sembra confermare almeno in parte, quando ricorda un'amicizia in cui si è litigato sempre se lo fai a lungo o ti sparo diventi amico. Ho sempre pensato che Marco fosse di sinistra come me, ma non era vero quando ho capito che non era comunista, ma liberale, mi sono calmata sul divorzio, abbiamo litigato perché noi al partito, volevamo che il divorzio passasse insieme alla riforma del diritto di famiglia, perché senza quella alle donne divorziate non sarebbero state padrone nemmeno dal letto in cui dormivano dell'essere liberali di Pannella Martelli ricorda che odiava l'uso dell'aggettivo privato, perché per lui era indicativo di qualcosa che manca personale, si non privato. A lui interessava un'economia in cui si potesse sprigionare la potenzialità delle persone, non un'economia del del privato, una visione che la portò lo portò alla rottura con il partito liberale. 2 è sempre stato liberale, nasce liberale, credo sia morto liberale
Per spiegarlo Martelli si rifà alla cronaca Macron ha ricordato che i liberali erano di sinistra in Italia, hanno tradito quell'ideale alleandosi con i fascisti, molti liberali dovrebbero interrogarsi su cosa significa oggi essere liberali, cosa Enea del cosa ne è del liberalismo americano nel momento in cui tributa omaggi,
Ai monopoli dell'intelligenza artificiale. Ben poco, tornando a Pannella, mi ricordo quando venne a Rimini, spiega l'esponente del Partito socialista la nostra conferenza programmatica, mi abbracciò dicendo che avevo fatto un discorso liberale, risposi che al massimo era liberal socialista, e lui va be'fa, lo stesso no, non era proprio lo stesso molto personale, o quasi il ricordo di Gianni Letta, che offre di una sua visita a Pannella, mentre nell'ospedale, dopo un intervento al cuore era in terapia intensiva, gli tenevo la mano mentre ci scambiavamo confidenze. La nostra amicizia era nata per la comune origine abruzzese, ma si era alimentata proprio dagli scontri. Io facevo il giornalista
E poi le parole di monsignor Paglia e le parole di Emma Bonino che abbiamo già visto. Allora ci fermiamo qui, con questi articoli su su il decennale della scomparsa di Marco Pannella, sperando di trovarne anche nei prossimi giorni e ricominciamo però dalla una delle delle sue battaglie, quella del del carcere, la rassegna stampa delle prime pagine sulla prima pagina di Avvenire e non a caso troviamo questo titolo Italia al carcere duro, il rapporto di Antigone sono 64.436. Le persone recluse a fronte di una capienza di 51.265 posti cresce l'affollamento, aumentano i suicidi e raddoppiano i bambini dietro le sbarre, più ricorsi per trattamenti inumani e degradanti, ostacolato l'ingresso delle associazioni, non parte nessuna flottiglia, diciamo per
Liberare, o comunque per ripristinare, eccola allo stato di diritto nel nelle carceri italiane, però Giuseppe Muolo, ne scrive sul quotidiano dei vescovi, la popolazione detenuta continua ad aumentare, denuncia il rapporto di Antigone e il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 139,1% in un anno e anche raddoppiato il numero dei bambini innocenti da 11 a 26 in carcere con le loro madri.
Purtroppo, devo constatare che spesso.
Non ci
Non si coglie nemmeno la l'assurdità, ecco di di di bambini, i fatti, nascere e crescere nei primi anni di vita in carcere, chiunque sia genitore può capire le preoccupazioni che si hanno per un bambino piccolo per l'ambiente è fondamentale anche nei primi anni di vita e in cui in cui nasce,
E invece qui si raddoppia il numero di bambini che passa i suoi primi anni all'interno di un istituto penitenziario dal 2022 è triplicato il numero delle persone sottoposte a regime di vita chiuso, tra il 2018 al 2024, sono quasi raddoppiati i ricorsi accolti dalla magistratura di sorveglianza per trattamenti inumani e degradanti i numeri dei suoi scene rimangono altissimi 82 nel 2025 e 24 solo dall'inizio del 2026.
Partiamo da qui e andiamo a vedere invece la questione parlamentare che pure, insomma, rispetto alla quale pure ci aiuta molto, aver ascoltato lunghe conversazioni di Marco Pannella con Massimo Bordin, non lunghi interventi di Pannella, allora il riarmo cominciamo dal Corriere della Sera che non mette diciamo questo titolo ecco in evidenza in prima pagina perché il titolo è flottiglia sparì arresti in mare però poi,
Se ne occupa,
Nella pagina 5, il 5% alla NATO è troppo gaffe sulle spese militari, poi la maggioranza si ferma in Senato. Tensione tra i Capigruppo, i sospetti su Lega e Forza Italia, quindi l'invito a riconsiderare l'impegno a incrementare la spesa per la difesa e poi una repentina retromarcia. Ieri, nell'aula del Senato, per un paio d'ore è psicodramma, dentro la maggioranza di centrodestra e i sospetti puntano tutti sulla Lega e le opposizioni colpiscono figuraccia colossale. Il governo riscrive i documenti ai gruppi parlamentari che succede tra la premier i suoi vice a Palazzo Madama, si discute di sicurezza energetica, argomento caldo al centro della delicata trattativa in ambito europeo. Dopo la lettera che Meloni ha inviato alla presidente dell'Unione Europea von der Leyen per chiedere che le risorse per far fronte alla crisi non siano calcolate nel Patto di stabilità, in Aula si vota la mozione delle opposizioni che unite la prima firma della senatrice Dolores Bevilacqua del Movimento 5 Stelle chiedono di riconsiderare l'impegno a innalzare la spesa militare al 5%.
Del Pil, un impegno sollecitato da Trump assunto da Meloni al vertice NATO dell'Aia un anno fa, all'ora di pranzo, la presidente di turno Mariolina, Castellone sempre Movimento 5 Stelle annuncia una mozione della maggioranza, quasi una risposta alle forze di minoranza sottoscritta dai capigruppo di Lega Romeo Forza Italia,
Craxi, Fratelli d'Italia, Malan, e Noi, Moderati Biancofiore, in un testo incentrato sulle misure per la sicurezza energetica compare l'articolo 8, che affronta proprio il nodo della spesa militare. I capigruppo chiedono al governo di mantenere un impegno realistico e credibile in ambito NATO, di rivedere gli obiettivi più ambiziosi come il 5%, alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali di rivedere insomma quel
Impegno solennemente assunto dal governo, il punto 8 non è concordato, filtra il Governo è irritato dall'iniziativa, così, dopo un confronto del ministro Crosetto con la presidente del Consiglio, viene cancellato e i riferimenti alla spesa militare spariscono, la mozione viene approvata con 75% sì, 58 no, nel frattempo il caso politico però è esploso.
Il governo Meloni è ormai allo sbando e parole di Elly Schlein, nemmeno un anno fa la premier in Parlamento ha spiegato quanto fosse necessario aumentare la spesa militare al 5%, un impegno irrealistico e pericoloso, come denunciamo da tempo ora se ne accorge la maggioranza ma il governo e che è appunto una maggioranza con i capigruppo che aveva scritto la risoluzione ricordiamo che la mozione, che è un atto di indirizzo politico che il Parlamento, e in particolare la maggioranza in questo caso,
Rivolge al governo, che poi sarà tenuto appunto a rispettare quell'impegno preso dalla, attraverso la maggioranza parlamentare, ora se ne accorge la maggioranza, ma il governo impone la retromarcia e quindi viene eliminato quel quell'elemento che era stato inserito per via parlamentare anche Conte.
Picchia duro del leader del Movimento 5 Stelle, il governo è a pezzi, ha perso la bussola Lumpur minima, credibilità così Peppe De Cristofaro, 2 AWS, che viene sentito anche oggi sugli altri giornali in Transatlantico tra i senatori di maggioranza c'è agitazione leghista Romeo sul quale punta il sospetto di avere assunto l'iniziativa di inserire le spese per la Difesa nella mozione getta acqua sul fuoco. Erano iniziativa di tutto il centrodestra, poi ci siamo accorti che non era il caso di discutere di un tema così delicato rispetto al quale le sensibilità sono indifferenti anche nel governo con Crosetto che per la difesa
Giorgetti, che invoca prudenza nei conti e Meloni, che sta giocando una partita importante in Europa e abbiamo rinviato ad altra sede. Il leghista ribalta i sospetti. La mozione è stata scritta da Forza Italia. La capogruppo degli azzurri Craxi invita a non fare un caso della retromarcia perché conferma semplicemente non era questa la sede per parlare di difesa e poi difende l'autonomia dei gruppi dalla ventilata ingerenza del governo. La valutazione è stata fatta in Parlamento. Intanto rimbalza la notizia che gli Stati Uniti ridurranno le forze a disposizione della NATO durante le crisi in serata. Un nuovo incidente, questa volta sulla mozione sull'agricoltura affida dai leghisti. Il governo, precisamente il ministero degli Esteri retto dal forzista Tajani, chiede la riformulazione del testo. Una ritorsione dicono in maggioranza per il tentato blitz del Carroccio sul riarmo ieri. Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR. Al Parlamento europeo ha incontrato von der Leyen per perorare
La richiesta di Meloni, di estendere le deroghe al patto di stabilità
Insomma, questa è la vicenda, se è difficile da comprendere e non è normale perché, insomma, noi siamo rimasti alla Lega che era aveva questa linea neo pacifista e che invece avrebbe inserito, secondo quello che racconta, Adriana al grossi no all'interno di questo retroscena sul Corriere della Sera avrebbe inserito,
Forse questa questo passaggio che mette in difficoltà il governo, chissà se, per convinzione o o appunto questo, a quest'ultimo scopo viene sentito il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, quindi il capogruppo di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, ma cosa avete combinato chiede Paola Di Caro con la mozione sull'energia presentata ritirata modificata?
C'è stato un problema che abbiamo immediatamente risolto o è un problema non da poco, è sembrata una marcia indietro, no, semplicemente era ovvio che quel passaggio sulle spese militari che non verrebbero aumentate non solo non ci vede d'accordo nella formulazione, nel metodo ma non aveva nulla a che fare con una mozione sull'energia la nostra mozione era per fare in modo che non ce ne fosse solo una delle opposizioni che non avremmo votato, ma non voleva assolutamente trattare il tema della difesa sì, ma chi l'ha scritta?
Com'è successo che sia uscito quel testo forse era una vecchia versione. In ogni caso, non io e non i miei colleghi di Fratelli d'Italia non avremmo firmato ormai un terzo del genere. È stata la Lega e il governo ha frenato, perché non ha senso mettere su un nero su bianco una minaccia proprio mentre si sta trattando, noi abbiamo scritto molte emozioni come Fratelli d'Italia a nome della maggioranza, ma questa no in ogni caso, lo ribadisco non esprimere la nostra opinione. Però anche la Premier, nella sua lettera von der Leyen ha detto che è difficile spiegare all'opinione pubblica che si può sforare il patto di stabilità per riarmarsi e non per sostenere i sovraccosti dell'energia. Ci mancherebbe che non sottoscrivesse, ma proprio su questo si sta lavorando
Però non ci presentiamo con i compiti a casa perfetti, abbiamo sforato il rapporto deficit Pil, scrive e domanda di caro per 1 0,07 è dovuto principalmente a costi superiori a ALS previsti per il Superbonus, quindi vi aspettate che ci sia un riconoscimento ai vostri sforzi, certo certo, ma non solo le economie europee sono interconnesse e va be'poi ho chiamato il prosieguo e sulla richiesta fatta dal nostro governo di esonerare queste queste spese dal computo per il rispetto del Patto di stabilità e andiamo avanti velocemente perché ci è rimasto davvero poco tempo
Sul riarmo però trovate anche altro, intanto
L'editoriale di prima pagina del Corriere della Sera, il riarmo e il dialogo, perché con quello di ieri sono quattro gli ultimati gli ultimatum imposti da Trump all'Iran e nel giro di due mesi e mezzo di guerra, e questa volta il Presidente ha dichiarato di averlo fatto perché sollecitato dai Paesi del Golfo esattamente che quei per quei Paesi che non ha consultato prima di scatenare l'attacco,
E poi vi è appunto viene citato anche nella trappola di la trappola di Tucidide che è stata evocata da sei Jinping nei giorni scorsi, il teorema, che postula lo scontro inevitabile tra la potenza dominante, è quella emergente all'epoca era Atene contro.
Sparta, in breve, la vicenda è questa, due generali ateniesi, Cleomede, Tisia, arrivano nell'isola di Melo, una comunità schierata con Sparta ma desiderosa di mantenere la propria autonomia, i due ateniesi usano un linguaggio diretto, vi risparmieremo tutte le belle parole sulla giustizia, parleremo invece di ciò che è possibile e di ciò che è necessario chi è più forte fa,
Chi è più forte fa quello che può e chi è più debole cede e da qui parte l'editoriale di prima pagina del Corriere, che poi prosegue a pagina 28 e
Basta un minimo di immaginazione per trasformare Cleomede, Tisia Esti Wittekop Jared Kushner, i negoziatori, tutta fare tutto fare dei Trump, li abbiamo visti all'opera in Ucraina, Gaza, in Venezuela, in Groenlandia, e poi in Iran gli ateniesi non ottennero la resa di Melo, che alla fine fu conquistata con le armi. Le cronache dei nostri giorni riferiscono che neanche Wittekop e Kushner hanno raggiunto alcun risultato. Il modello ateniese, fatto di arroganza e minacce, cioè il contrario di una sana diplomazia, si è rivelato fallimentare in Iran, e da qui appunto, poi,
Prosieguo il ragionamento di Sarcina sul sempre sul Corriere a pagina 6.
Massimo Franco, l'autogol sulla difesa di una destra in difficoltà invece proprio centrato sull'episodio parlamentare, il senso di confusione e di affanno della maggioranza è difficile da rimuovere sconfitta referendaria, crisi economiche, prospettive elettorali stanno diventando una miscela tossica ancora sul Corriere, invece la missione del ministro Giorgetti,
L'Europa tende la mano all'Italia all'esame, le richieste sul patto Dombrovskis apre sull'energia domani le previsioni europee su crescita, Frezzi e debito.
Andiamo avanti la flottiglia, allora qui il giornale di riferimento oggi il Fatto Quotidiano senz'altro e anche se, come detto,
Quasi tutti i giornali e forse eccetto la Repubblica che apre su Cuba nelle pagine immediatamente interne, a parte il titolo di prima pagina, tutti sono concentrati su su questo. Il fatto invece fa il contrario, perché nel titolo e nell'editoriale riarmo in disarmo e ricorda appunto questo o quello che è avvenuto al Senato gli si è ristretto, riarmo 5% irrealistico, Crosetto, blocca la mozione, Fratelli d'Italia Lega Forza Italia, governo bollito. La maggioranza chiede di revocare l'impegno NATO, poi si rimangia tutto un successo delle opposizioni unite. Questa è la lettura, ma poi pagina 2 e 3 sono dedicati alla flottiglia. Gli attivisti oggi ad Ashdod rischio di trattamenti speciali per i recidivi e i palestinesi Meloni rimane in silenzio in cambio del rilascio entro 24 ore senza carcere sui 29 italiani. Il governo più vicino a Bibi, scrive il Fatto Antonio Massari firma il pezzo di apertura alla flottiglia affermata con gli spari prese tutte le barche oltre 400,
Oltre ai 400 sequestrati c'è anche l'inviato del del fatto questo, appunto sulla flottiglia, sulla Repubblica viene sentito, e non solo sulla Repubblica anche il parlamentare.
Si trovava in missione noi, spinti dalle piazze da deputato a Bordeaux contro il genocidio, parla Dario Carotenuto, da con Alessia Candito si criminalizza un'iniziativa umanitaria pacifica. Non sono un uomo di mare, ma ascolto chi è convinto che le istituzioni non facciano abbastanza sulla stampa, pure dalla prima pagina tiro alla flottiglia e poi nelle pagine qui e là, l'art, l'intervista a Carotenuto e a tutta pagina 3, le ultime parole del deputato prima del fermo, una scorta italiana, avrebbe impedito la pirateria. Questo è un rapimento di massa. Il governo intervenga per tutelarci finché ci permettono di Chan Nicolò, Niccolò Carratelli. Di andare avanti, proseguiamo
Ma sappiamo che possono arrivare in ogni momento. Mancano pochi minuti alle 14 Carotenuto dei PUG, deputato del Movimento 5 Stelle, risponde al telefono dalla prua della Custer sa da Bat barca battente bandiera turca, una delle 10 della flottiglia ancora in navigazione. Per ora non vediamo nulla all'orizzonte, ma siamo in allerta la scorsa notte non abbiamo dormito, racconta l'unico parlamentare italiano partecipanti a questa missione. Solo un paio di ore dopo ci sarà l'abbordaggio da parte della Marina israeliana. È Carotenuto, verrà portato via insieme ai suoi compagni, una scena a cui
Aveva assistito a distanza un paio di giorni fa, avevamo visto in lontananza una nave militare all'inizio pensavamo che fosse turca, ma poi è caduta la connessione internet, abbiamo capito sospese, le comunicazioni israeliani hanno messo in acqua quei loro piccoli motoscafi velocissimi e si sono avvicinati alle altre navi della flottiglia eh,
E quindi avete visto quello che potrebbe capitare anche a voi vi sentite sostenuti e tutelati, diciamo che avere una fregata italiana ascoltarci qui in acque internazionali ci avrebbe reso più tranquilli. Avrebbe forse impedito questi atti di pirateria in generale, vorrei che alle parole seguissero fatti concreti. Il Governo, oltre a chiedere la liberazione di tutti gli attivisti, avrebbe potuto fare di più. Mi aspetto maggiore autorevolezza nel prendere una posizione politica, ad esempio allineandosi ai paesi che in Europa chiedono di adottare sanzioni nei confronti del governo israeliano. Questo appunto queste, le parole ultime parole del deputato del Movimento 5 Stelle prima di essere fermato dai da Israele
E invece sul Sole 24 ore segnala una piccola notizia che di Roberto buon giorni, in bici con una gamba sola, a portare aiuti e cibo a Gaza, la storia della squadra di parà ciclismo viene richiamata in prima pagina.
Veniamo invece a Modena, allora non è matto, ma non è nemmeno un terrorista, anzi non avrebbe nemmeno premeditato il reato, la vicenda si complica e manda, come hai detto in cortocircuito, i giornali e che, insomma, fanno propaganda su questo episodio tremendo terribile una strage assolutamente drammatica anche perché le immagini continuano a essere riprodotte sia in tv che,
Su attraverso la rete Libero titola così non è matto attentato a Modena, il Gip smonta la sinistra, ecco chi sono i veri pazzi in questa storia, scrive Mario Sechi e il tempo, ma quale matto ora lo dice anche il giudice aveva ragione il tempo panico a sinistra meglio non parlare più di Modena si mette male scrive Daniele Capezzone alla redazione unica non resta che buttarsi contro Salvini senonché,
Nel blocco dei giornali di destra c'è anche la verità che è un giornale, sempre diciamo originale e titola così, Maurizio Belpietro, se esci di casa per uccidere i cristiani. Per i pm non esiste la premeditazione a Salim non contestano neppure le aggravanti di terrorismo e odio razziale, quindi altro che giudice che gli dà ragione. L'inchiesta sull'autore del macello di Modena per parte morbida, con queste premesse finirà in clinica, sarà liberato dopo pochi anni, ma il Gip voleva uccidere più persone possibile e non pare, a causa del disturbo schizoide pericolo di fuga forti legami in Marocco. Questo
Questo, appunto è la ricostruzione dei dei dei giornali, adesso andiamo a vedere meglio eccone allora, aprendo il Corriere della Sera con Alfio Sciacca che mi pare che segua benissimo.
Da questa vicenda in questi giorni e andiamo a pagina 14 oggi ci sono anche le parole della della sorella che vengono raccolte di El Koudri, si dice femminista, non porta il velo e sconvolta come gli altri suoi familiari, dal gesto del giovane Salim ha una patologia psichiatrica scrive Sciacca Anna Modena ma non è incapace di intendere e di volere non lo era neanche sabato quando si è lanciato a folle velocità sulla gente.
Nella centralissima via Emilia queste le conclusioni della Gip Donatella Pianezze contenute nell'ordinanza con la quale ha convalidato il fermo in carcere del 31enne. Se è vero, si legge nell'ordinanza che dalla documentazione sanitaria sarebbe affetto da un disturbo schizoide o non vi sono allo stato elementi per ritenere che il gesto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere
Considerazioni apparentemente in contraddizione con la successiva prescrizione della stessa jeep, che ritiene che sia comunque opportuno disporre un periodo di osservazione psichiatrica. In effetti, il disturbo schizoide della personalità non comporta un totale vizio di mente e dunque Salim no. Era in sé quando ha falciato il ferito gravemente otto persone, lo era anche dopo che non con la sua auto si è schiantato contro la vetrina di un negozio. Subito dopo ha infatti tentato di rimettere in moto la Citroen C3, forse per travolgere altre persone, o magari solo per darsi alla fuga nonostante quel coltello lo avesse portato da casa. Non gli è stata comunque contestata l'aggravante della premeditazione, esclusi anche quella dell'odio razziale e della finalità terroristica, almeno allo stato degli atti
Questo appunto tra l'altro troviamo negli negli articoli di oggi e poi viene sentito l'avvocato, come hai detto viene sentito altrove, anzi sullo stesso giornale sul Corriere, la sorella io, femminista e senza meno non so se riuscirò a vederlo sotto shock per quel video. Chiedo scusa
Alle alle vittime, ieri, a proposito, diciamo dei suoi deliri, anche quelli nelle e-mail precedenti di molti anni prima che aveva scritto all'università qualcuno, purtroppo non ho il pezzo sotto mano su SABB stack, ecco ricordava che diciamo nei deliri delle persone affette dalla patologia da cui è affetto El Koudri cioè non si esclude la rielaborazione di elementi diciamo dal contesto diciamo dell'attualità dei né né dei dei dibattiti che che che vediamo in rete o nell'opinione pubblica quindi non è
Assurdo che lui abbia tentato di di di mettere in pratica un.
Un attentato che una strage di quella che normalmente si viene appunto attribuita matrici islamiche, perché nei suoi deliri, appunto i deliri comunque si basano su fatti di cronaca, su fatti reali, su fatti che avvengono
E insomma, era era sarebbe stato meglio leggere quello naturalmente che riassumerlo che altro Molinari su Trump e Putin questo questo vertice senz'altro da leggere su Repubblica richiamato, mi pare, già in prima pagina, ma poi l'articolo lo trovate Putin da si Cina a un bivio ed è a pagina 15 del del quotidiano eh,
Il cambio della guardia tra Trump e Putin, nella Grande Sala del Popolo di Piazza Tienanmen, assegna il rafforzamento diplomatico di si Jinping, porta però con sé il bivio della Cina sul ruolo da recitare nell'attuale fase di transizione dell'ordine internazionale alla guida di un blocco anti Stati Uniti o nelle vesti di grande mediatore la settimana che va dal 14 al 20 maggio entra di diritto nelle cronache del 21 secolo ventunesimo secolo perché sì, è il primo leader della Repubblica Popolare cinese ad accogliere uno dopo l'altro leader di Washington e Mosca. È un evento che descrive la centralità di Pechino nella sfida globale per la definizione dei nuovi equilibri tra potenze
Ed è frutto del fatto che tanto Trump che Putin hanno, per ragioni assai differenti, bisogno di Pechino, se il presidente ha cercato è stato uno degli Stati Uniti, ha cercato un'intesa sull'Iran, ha affrontato lo scenario di Taiwan e soprattutto ha dimostrato di aver bisogno di si tanto per affrontare la sfida dell'intelligenza artificiale che per ridisegnare una nuova architettura del commercio il leader del Cremlino arriva in condizioni ben peggiori. Questo a proposito del dei rovesci.
Di di fronte in in Ucraina e poi che altro segnalare per chiudere intanto ecco un proprio, un argomento diverso da quelli che abbiamo affrontato finora viene affrontato sul dubbio, giustamente con il ex presidente dell'Unione camere penali, Valerio Spigarelli a proposito della delibera del Csm sulla comunicazione giudiziaria che è un problema che riguarda sia i magistrati sia i giornalisti il titolo dell'intervista che vi segnalo è questa giornalisti, pm, avvocati, la mattanza della deontologia dice,
L'avvocato Spigarelli spesso anche gli stessi protagonisti, il stessi.
Giornalisti ignorano proprio lì nella deontologia quella delibera del CSM, altro che auto bavaglio è, diciamo, una ripetizione di quello che già dovrebbe essere nei codici deontologici dei professionisti dei giornalisti che spesso dimenticano di essere non dei lavoratori dipendenti, ma fondamentalmente dei liberi professionisti con un loro codice e una loro deontologia.
Proposito invece della destra, che cresce appartenenti episodi di cronaca che oggi troviamo sui giornali.
I ragazzini che si rifacevano niente di meno che a Hitler, e i crimini d'odio, come quello di San Diego, e anche la vicenda dei medici, dei medici sulla stampa, i medici con la M maiuscola che viene raccontata dai Igiaba Scego se anche i medici erano figli di schiavi non tutti ricorderanno che Alessandro dei Medici era figlio di una donna schiavizzata e del papa Clemente settimo, il papa del sacco di Roma è diventato duca di Firenze prima,
Persona afrodiscendenti in Europa ad avere una così alta carica politica fino all'assassinio per mano del cugino Lorenzo dei Medici, e questo è un altro episodio che vorrei velocemente raccontare su giustizia, immigrazione invece, il giornale da leggere e Avvenire con Nello Scavo inviato all'Aja sul processo alla Corte penale dell'Aia, l'udienza dei testimoni contro il collaboratore di Al Masri, arresti illegali, torture, stupri di migranti, gli schiavi di al Buti aprono nel processo al sistema Libia, all'Aja e poi l'estrema destra che cresce perché, Laura Ravetto, dalla Lega passa con Roberto Vannacci. Questo lo scrive proprio la verità in prima pagina, ma ne trovate traccia sui principali quotidiani e la verità di Belpietro dice attenzione, perché sono
Ci sono, cominciano a esserci molti passaggi e altri ce ne potranno essere occhio a Vannacci. Il suo partito cresce e in barca i delusi secondo Paolo Del Debbio. Questa è la notizia del giorno. Ricordiamo che la deputata della Lega, Unruh ha un lungo passato, anche in Forza Italia passa a futuro nazionale. È una degna, una notizia degna di rispetto, perché la parlamentare è conosciuta anche al pubblico televisivo da diversi anni c'è un'intervista a Rula Jebreal sulla stampa a pagina 15, Eppure vi siete segnalo la storia dell'incontro tra Calenda e Meloni sulla Repubblica
Notizie sull'iter parlamentare della legge sul fine vita, che potrebbe avere qualche speranza al momento non so quante però per coloro che, insomma, si troverebbero poi con questa enorme a dover affrontare il fine vita c'è l'omicidio dell'imprenditore di Mango che è avvenuto ormai diverso tempo fa ma solo oggi.
Si scopre che il patron della casa, insomma di moda al mango di fast fashion, è stato probabilmente ucciso da suo figlio. C'è un'altra storia che riguarda lei, Car a Pomigliano sulla prima pagina del Mattino, forse nel prossimo futuro prodotte da Stellantis e poi c'è la notizia di un libro Pompei, Eros e morte non siamo molto lontani da Pomigliano l'apocalisse secondo Zuchtriegel e infine segnalo in chiusura perché sono le 9, Alessandro De Nicola. Sulla stampa e sugli errori secondo Stuart Mill ci fermiamo qui con la rassegna stampa, ci risentiamo domani grazie per l'ascolto e a presto
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