Un uomo di 42 anni che lavora in un minimarket, accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato una tredicenne, era stato arrestato.
Dopo due notti in carcere la giudice per le indagini preliminari lo ha rimesso in libertà con l'obbligo di firma, respingendo la richiesta di carcere del pubblico ministero.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto che polizia e procura avevano fatto il loro dovere e che la decisione della … giudice aveva "spezzato" questa catena.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha mandato gli ispettori al tribunale.
Per il professore, un giudice che respinge una richiesta dell'accusa non spezza alcuna catena, perché non fa parte di una catena di comando.
La Costituzione, all'articolo 13, affida solo al giudice la decisione sulla libertà personale: è il nostro habeas corpus.
Il giudice deve valutare il caso concreto, anche quando questo significa dire no alla polizia, al pubblico ministero, al governo e alla piazza.
Se la decisione è sbagliata, a correggerla è un altro giudice, il tribunale del riesame e poi la Cassazione, non il ministro.
Il costituzionalista indica poi un problema più ampio.
Negli anni il legislatore ha introdotto sempre più automatismi, cioè norme che impongono una conseguenza obbligatoria e tolgono al giudice la possibilità di valutare.
Per Pugiotto la ragione è politica: impedire che il giudice ostacoli la politica penale.
La Corte costituzionale ha più volte dichiarato illegittime queste norme, perché altrimenti "ci sarebbe ancora un giudice, ma non giudicherebbe più".
Infine il confronto con gli Stati Uniti.
Nel marzo 2025 un giudice federale sospese le espulsioni di un gruppo di venezuelani e Donald Trump ne chiese la messa in stato d'accusa.
Il presidente della Corte suprema John Roberts rispose che per chi non è d'accordo con una sentenza esiste l'appello.
Nella seconda parte, il collegamento con David Carretta, corrispondente da Bruxelles.
A Berlino il segretario generale della Nato Mark Rutte ha espresso la solidarietà dell'Alleanza atlantica alla Germania per il tentato attacco con un drone all'aeroporto di Lipsia, attribuito ufficialmente alla Russia.
Per Rutte gli attacchi ibridi di Mosca in tutta Europa sono un segno di debolezza, e la risposta deve essere un maggiore sostegno all'Ucraina.
Il segretario generale non si è soffermato su Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra che ha vinto in Sassonia-Anhalt.
Ha invece minimizzato i rischi per la Nato di un'eventuale vittoria di Marine Le Pen, del Rassemblement national, destra radicale, alle presidenziali francesi del prossimo anno.
Le Pen ha però promesso di uscire dal comando integrato della Nato e di tagliare gli aiuti all'Ucraina.
Secondo diverse indiscrezioni, il governo del cancelliere Friedrich Merz studia strumenti giuridici per impedire che, se Alternative für Deutschland arrivasse al governo in Sassonia-Anhalt, i piani di difesa contro la Russia finiscano nelle sue mani.
Domenica si vota in Svezia.
Un mese fa il ritorno al potere della leader socialdemocratica Magdalena Andersson sembrava scontato.
Ora i sondaggi indicano un testa a testa con il centrodestra del primo ministro Ulf Kristersson, dei Moderati.
L'opposizione è però divisa, e in caso di vittoria Andersson guiderebbe con ogni probabilità un governo di minoranza.
Se vincesse il centrodestra, la novità sarebbe l'ingresso formale nel governo dei Democratici svedesi di Jimmie Åkesson, estrema destra anti-immigrazione, che nei sondaggi sono davanti ai Moderati.
A differenza di altri partiti di estrema destra europei, il leader dei Democratici svedesi non è filorusso, anche se in campagna elettorale sono emersi legami di alcuni esponenti del partito con Mosca.
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