Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Grazie buongiorno a chi ci ascolta questa stampa del regime, la rassegna stampa dire di Radio Radicale e quotidiani di oggi e domenica 18 ottobre le aperture delle prime pagine sono prevalentemente dedicate con foto a corredo, agli scontri, agli incidenti di piazza. Vediamo intanto una una eccezione, è quella del quotidiano Avvenire, il ritorno a casa alle ore quattordicesimo dimesso dal Gemelli. Ieri pomeriggio è rientrato in Vaticano oggi l'Angelus, questa l'apertura di Avvenire, ma appunto le piazze e le piazze italiane e quelle francesi e altre in giro per il mondo, gli scarafaggi indiani, il cosiddetto movimento degli scarafaggi e su questo troviamo anche alcune riflessioni su
L'incapacità del
In particolare delle democrazie, di rispondere tempestivamente a esigenze che nascono nella società e che quindi poi esplodono dopo non non avere trovato le risposte necessarie, il rischio è sempre.
Di perdersi in qualche sociologismo di troppo, cercheremo di individuare, trovare gli elementi più direttamente collegati alla politica.
L'altro tema è quello è il completamento, perché non ci si può certo Sor sorprendere il completamento del dell'avvicinamento di Trump a Putin o della sponda offerta da Trump a Putin, Stampa di Torino prima pagina Trump ferma le sanzioni a Putin, congelate le nuove misure per l'interesse nazionale,
L'ira di Zelenskij è un premio all'aggressore.
Ci sarà da approfondire anche la questione dell'Europa, perché questa mossa di Putin arriva pochi giorni dopo le sanzioni alla Corte penale internazionale e, una settimana dopo le sanzioni della Corte penale internazionale ha soprattutto il silenzio e l'incapacità.
Dei leader europei di opporsi con lo strumento che sarebbe a disposizione dell'Unione europea stessa lo Statuto di blocco qualcosina si è parlato per un giorno, ma poi questo meccanismo legale, che impedirebbe alle aziende sul suolo europeo di conformarsi alle sanzioni americane contro la Corte penale internazionale non è stato arriva non è stato attivato e un Trump che si vede accordare di fatto il campo lì e il campo libero per la sua.
Azione contro il diritto internazionale decide di dilagare in previsione, cercando di raccattare qualche consenso nel contenere nel contenere il prezzo del carburante in vista delle elezioni di mid term di inizio novembre, le elezioni di metà mandato, lo scenario della politica internazionale appunto chiama in causa anche il ruolo dell'Italia del Governo ma anche dell'opposizione opposizione invece che si trova apparentemente più compatta e unita sull'altro fronte che dicevamo quello delle piazze con,
Una.
Con una notizia che è quella da parte della Cgil, della convocazione dello sciopero generale e le questioni ovviamente sì si saldano assieme.
Repubblica prova a dividere, diciamo così, le 2 piazze quella convocata e dell'apertura di prima pagina sfida al governo, 100.000 in corteo a Roma con la Cgil, i leader del campo largo Landini, sciopero generale 20 novembre, Confindustria delusa.
Dall'accordo sull'energia
Però è appunto il titolo è sulla sfida che la Cgil e con l'adesione del campo largo lancia al governo con lo sciopero generale, e poi però è più piccolo il titolo a Milano, Torino e Bologna, alla violenza degli autoconvocati, quindi,
La convocazione è una sfida politica matura e invece.
Il auto convocazione sfocia nella violenza, una lettura che non è condivisa, diciamo da una parte.
Dal lato sinistro dello spettro politico editoriale dal Manifesto che titola la bella stagione è una piazza francese, ma Parigi chiama altre piazze d'Europa rispondono in Francia, 800.000 persone contro il carovita per la scuola pubblica, guidano gli studenti, poi i sindacati, partiti gilet gialli, cariche della polizia, scontri come a Milano, Bologna, in Portogallo e in Albania.
È la bella stagione
Per il Manifesto per il domani il quotidiano Domani manovra sfida di Landini a Meloni, fa schifo ora sciopero generale e naturalmente dall'altra parte troviamo questi titoli menano la polizia, devastano la sinistra, vanno ascoltati.
Follia programmata nelle piazze contro il carovita studenti tra virgolette scatenano la guerriglia contro le forze dell'ordine in piazza Duomo, 50 Femi diversi per i feriti, ma Pd e soci, farfugliando ragioni comprensibili questa è l'apertura della verità.
Il Giornale apre così guerriglia Rossa a Milano, dove, ovviamente.
Il ed è rossa il il termine che connota politicamente.
Ma poi cosa Consigliere consiste questo essere rosso nel tacere perché Meloni condanna i teppisti, seminano il caos, le opposizioni non siano ambigue, la sinistra tace?
Razzista, tace e con tutto questo tacere e far diventare Lassini la, la guerriglia guerriglia Rossa libero invece si occupa dello sciopero generale ed apre con questo titolo scemenza generale Landini lancia lo sciopero generale per il 20 novembre insieme agli studenti, a Bologna e Milano guerriglia con gli agenti e piazza Duomo evacuata ma la maggioranza dei ragazzi è stufo dei violenti che Meloni che chiede basta ambiguità e quindi le piazze.
La.
Diciamo il completamento del percorso putiniano di Trump, la manovra economica e poi le vicende interne dei partiti, il Fatto Quotidiano registra un il primo calo di consensi di Vannacci approfondiamo anche questo, così come il tema delle elezioni negli Stati Uniti, cosa sta facendo Trump oltre che,
Gli affari con Putin.
Cerchiamo di approfondire perché è un tema che ci porta, tra l'altro, dall'aborto alla alla pena di morte e poi Intervista a.
Vedremo.
Per l'approfondimento dei temi domenicali su Robinson, Linda, Laura Sabbadini e, in particolare, con la connessione tra numeri statistiche e democrazia e poi Alvin Roth sul rapporto tra diritti e interessi.
Economici, i diritti civili e interessi economici, ma partiamo con quelle parti del mondo, delle quali il nostro, nessuno parla e lo facciamo come spesso capita grazie a Avvenire Repubblica democratica del Congo in fuga dall'orrore tra Ebola e guerre senza.
Tregua al confine tra il Sud Sudan, nella Repubblica democratica del Congo, le milizie massacrano i civili, mentre dilaga l'epidemia, il ritorno sulla scena di Joseph Kabila acuisce la tensione, si combatte anche per le materie prime, la denuncia dell'attivista per i diritti umani Ka Zeref, la Kamathi, le nostre risorse saccheggiate per la transizione verde possiamo immense ricchezze ma sono soprattutto i paesi stranieri a beneficiarne, non raccontateci solo come vittime questi fronti,
Di un'Africa dimenticata, che però è al centro degli interessi anche.
Anche di fronte, appunto, alla transizione energetica, la necessità di materie rare.
In una situazione dove partiamo dalla?
Dalla mossa di Trump, che appunto arriva dopo dopo una una settimana, 10 giorni di coerente strategia, di rottura di ciò che rimane dell'Occidente democratico, gli attacchi al Nobel per la Pace Pillai, le sanzioni contro la Corte penale internazionale, le minacce all'Unione europea,
Di nuove tariffe, se l'Unione europea non avesse
Rilasciato parte del delle riserve.
Petrolifere, cosa che gli europei hanno prontamente garantito di fare.
Non hanno nel Consiglio europeo attivato le misure di difesa della Corte penale internazionale, è Donald Trump, a questo punto libero da vincoli europei.
Non si ferma, non si ferma,
Non si ferma qui, la casa Bianca sospende le sanzioni contro la Russia, la soddisfazione del Cremlino, l'ira del presidente ucraino Zelenskij, così si premia l'aggressore, ma lascia aperta la porta a nuovi negoziati e chiede anche all'Europa di trovare canali con Mosca, intanto continuano gli attacchi in Ucraina,
La Verità, il quotidiano, la Verità è, tutto sommato.
Compiaciuto Trump, leva sanzioni a Putin Zelenskij cede, ma manca solo un.
Un finalmente.
Mosca esulta momento storico, il leader ucraino pronti a negoziare in qualsiasi forma e quindi.
Trump che può accedere Zelenskij, il Fatto Quotidiano ha uno strano titoli di apertura, Meloni tifa, Kiev purché non chiede a 70 miliardi.
La premier definisce un regalo a Putin, la rimozione delle sanzioni, però il DL armi non è ancora al Copasir, insomma, secondo.
Il Fatto Quotidiano.
Meloni si Ski si schiera formalmente dalla parte di Kiev, però senza metterci i soldi e
Nell'editoriale travaglio.
Prende una dichiarazione di Crosetto nell'intervista di ieri al Corriere, prepariamoci altre follie da parte di fu di Putin che non si fermerà perché la maggior parte del bilancio russo è ormai investite in armi e spese militari.
Cosa se la guerra finisse domani, cosa farebbe Putin con 1000000 e mezzo di soldati?
è l'obiezione di Travaglio è è significativa perché scrive peccato che, come.
Ex presidente dei costruttori di armi e superconsulente di Leonardo, Crosetto, abbia passato la vita a ripetere che le armi non servono solo a scatenare guerre, ma anche a difendersi da guerre scatenate da altri.
Vale solo per le nostre o anche per quelle russe, e qui e là.
La tesi di Travaglio è che siamo stati noi, gli Stati Uniti d'America in particolare, non questi, per carità, quelli precedenti di Biden a scatenare la guerra in in Ucraina.
Prendiamo anche.
Sulla Stampa di Torino, A pagina.
15.
Lì c'è l'articolo sul Def di Filippo Femia.
Su Trump, che congela le sanzioni alla Russia, e poi una conversazione con Bill Browder, un finanziere perseguitato dal Cremlino secondo il quale in realtà lo Zar è ormai alle corde deve chiedere soldi a De no The Donald scolpiti civili come in Cecenia, l'accordo sul gasolio, il più grande tradimento dei valori americani mai visto in politica estera e allora quanto è Putin che ha bisogno di Trump o quanto Trump abbia bisogno di Putin
A questo punto.
Saranno per entrambe le cose, hanno bisogno l'1 dell'altro e infatti l'accordo.
L'accordo c'è, bisogna.
Tenere presente naturalmente il contesto russo, la repressione di Putin tocca tutti il volto sconosciuto delle vittime Maurizio Carta ne scrive sul quotidiano Domani, a pagina 3.
Mi insegnanti, impiegati, pensionati, avvocati in Russia alla lista di persone spedite in carcere è lunga ad aiutare. L'apparato è stata l'implementazione relativa allo status di agente straniero usato indiscriminatamente dal regime e a fine 2025 per Lazio l'associazione Memoria erano 4.823 i perseguitati dal Cremlino per la fine del 2026 si stimano altri 2.745 casi e quindi va sempre tenuta presente il contesto anche non solo di politica internazionale ma di repressione interna al
Dal regime di Putin e qui possiamo aprire riflessioni su come
Ci si comporta, diciamo così, le reazioni.
Della politica Gad Lerner sul manifesto va comunque all'attacco di Meloni.
Criticando chi, come Ernesto Galli della Loggia, vede in realtà e Meloni il baluardo di una chiamiamola destra, atlantista e Lerner, scrive sul Manifesto per quanto negli ultimi mesi lei abbia cercato di tenersi alla larga dalle smargiassate di Trump, la politica estera insegue Giorgia Meloni e non le dà tregua sotto forma di questione energetica e di governance europea la sola tattica non le basta più a barcamenarsi in mezzo nel mezzo di un Occidente spaccato in due con gli USA, ormai dichiaratamente affiancati alla Russia, nella volontà di frantumare l'Unione europea di domare l'Ucraina intanto che l'inquilino della casa Bianca cerca invano di rimediare il disastro combinato attaccando l'Iran
C'è tutto l'aspetto della gestione domestica, dell'emergenza petrolio e gas, sul quale pareva bastasse il vigente governo informale, Meloni, Descalzi.
Scalzi che viene definito da Lerner, ovvero plenipotenziario della nostra politica estera,
Poche ore prima che Meloni mercoledì scorso e lo ribadisse in Parlamento, De Scalzi aveva definito la tassa europea sulle emissioni di biossido di carbonio una Camel, una gabella troppo cara per la nostra industria, che va sospesa fino a che non si trovi una quadra nella guerra russo ucraina e nella guerra del Golfo.
Il tandem Meloni, scalzi De Scalzi, del resto, aveva ben funzionato anche sul Venezuela, grazie a Meloni che definì illegittimo resta statunitense, con sequestro del presidente Maduro l'Eni a settembre ha ottenuto un contratto di sfruttamento del giacimento petrolifero super gigante Kubin 5 meno politica, più affari sulla pelle del diritto internazionale, scrive Gad Lerner, peccato che per salvare la faccia nei giorni scorsi d'Italia con altri sette paesi abbia dovuto condannare le sanzioni imposte dagli USA alla Corte penale internazionale. È qui in realtà le le condanne declaratorie. Ci sono state
Non solo da parte dei sette Paesi, ma anche da parte del Consiglio europeo, quello che i governi europei non hanno fatto. Scusate l'insistenza su questo punto, che ritengo fondamentale e ineludibile.
È attivare il meccanismo formale che può, essendo la Corte penale internazionale sul suolo europeo, impedire l'applicazione delle sanzioni americane sul suolo europeo. Questo invece ne Giorgia Meloni, né il Consiglio europeo l'hanno chiesto, ho voluto o si sono battuti per ottenerlo. Secondo Gad, Lerner, Meloni vuole barcamenarsi,
Concentrata sugli interessi spiccioli della nazione bada ad assecondare alla difesa del fossile sollecitata dai settori più retrivi della nostra economia. La crociata della destra contro il Green Deal
Volta a ripudiare l'impegno di completare la riconversione ecologica entro il 2050, che suscita il plauso miope della Confindustria con la trita formuletta del suo presidente Emanuele Orsini, non può esserci l'ideologia sull'energia, in effetti.
Step di per sé la rotta di navigazione del governo Meloni De Scalzi in politica estera sarebbe tutt'altro che ambiziosa approvvigionamento energetico scansare impegni diretti nelle guerre scatenate dagli alleati, per quanto se ne condivida l'ideologia euro, scetticismo mitigato purché le leve del comando restino saldamente nelle mani dei governi nazionali dotati per giunta di potere di veto il mondo però è in subbuglio.
E qui poi si allarga sul contesto internazionale Lerner, e poi veniamo alla diciamo alla al dibattito con altre firme.
Le i giornali italiani con un'ingenuità che non gli si attaglia, scrive Gad Lerner, i soliti liberali all'italiana, da Giuliano Ferrara, Ernesto Galli della Loggia, traggono felici presagi sull'emergere di due destre contrapposte nel Vecchio Continente, Meloni versus Le Pen, laddove la nostra post missina, che oggi festeggia l'abolizione di fatto del diritto di asilo,
Ad ora la caccia ai Maranza e promette di impedire che i bambini italiani vengano messi all'angolo dall'invasione dei coetanei stranieri. Proprio a lei spetterebbe niente meno che la parte della leader neo europeista, il pio desiderio di Ferrara e della Loggia,
Di una Meloni moderata contrapposta all'etno nazionalismo del Rassemblement National e di Alternative für Deutschland è perfino e perfino dei sei cari amici spagnoli di Vox solo perché lei è già seduta da quattro anni in un palazzo di governo fa a pugni con la realtà, come se la priorità nazionale,
Dei francesi tedeschi, l'area immigrazione non avessero la stessa de dei francesi di d r n e l'area immigrazione dell'Afd non avessero la stessa matrice della nostra destra. In Europa si divideranno tra frugali e flessibili, ma, pur rassegnato ormai alla moneta comune, si metteranno di traverso integrazione politica, fiscale di welfare altro che europeismo, Giorgia Meloni in Barilla, Opel Alis Weiden, sono le 3 sorelle della disunione, non solo tra i popoli europei, ma anche all'interno dei loro stessi popoli. Così Lerner ha
Invita a guardarsi da una chiave di interpretazione di una sostanziale differenza e distanza tra Meloni e altre destre europee.
E qui possiamo sviluppare il ragionamento sulla sinistra e anche il ragionamento sull'Europa, magari iniziamo subito dall'Europa come sempre.
Come spesso.
Capita la domenica attraverso.
L'editoriale di Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore.
Perché parte dal tradimento?
Di Trump Putin non è riuscito ad arrivare a Kiev, ma in compenso controlla Washington è l'avvio dell'editoriale di Fabbrini e ma veniamo al punto dell'Europa.
In Francia, Marine Le Pen, ha precisato che, una volta divenuta presidente, taglierà i finanziamenti francesi al budget europeo, oltre che a tutti i programmi intergovernativi, tra cui quelli per sostenere l'Ucraina in Germania Alternative für Deutschland ha promesso che quando sarà il governo bloccherà tutti gli aiuti all'Ucraina normalizzando i rapporti con la Russia in Italia la Lega che già il governo propone di riaprire i rapporti commerciali con la Russia così da riprendere l'acquisto di energia a basso costo.
Un trionfo dell'irresponsabilità secondo Fabbrini. Certamente le nostre economie sono in sofferenza per via dei costi dell'energia, ma la soluzione è andare avanti spingendo per l'istituzione di una Comunità europea dell'energia non già ritornare alle dipendenze della Russia, una Russia che, se emergerà vittoriosa dalla guerra in Ucraina, è destinata a destabilizzare l'Europa integrata e con essa il suo mercato unico, producendo conseguenze economiche esattamente opposte a quelle promesse dai sovranisti, senza contare le conseguenze di un eventuale collasso dell'Ucraina con più di 20 milioni di suoi cittadini che fungerebbero verso l'Europa come ha ricordato Zelenskij, come se non bastasse, in Italia,
Vi è una sinistra che condivide la giustificazione russa della guerra di aggressione all'Ucraina, nella quale in gioco non vi è la libertà degli ucraini, ma la sicurezza russa. Il principio di libertà non è costitutivo delle leadership di questa sinistra, così come non lo era dei leader comunisti italiani che sostennero l'invasione russa dell'Ungheria del 56 e non ruppero con i sovietici dopo quella della Cecoslovacchia, del 68 scelte che crearono una macchia indelebile, una vergogna permanente in quel partito scrive Fabbrini del Sud sul Sole 24 ore. Parlando del Partito comunista italiano, una simile vergogna è all'orizzonte del campo largo e dei suoi maggiori. Un partito, il Pd. Allora la vergogna fu dovuta all'ideologismo comunista, oggi a quello pacifista. Il sostegno o meno alla libertà dell'Ucraina definisce l'identità di una forza politica. L'unità del campo largo è cronaca. La libertà dell'Ucraina è storia. In questo contesto, l'intervento della nostra premier in Senato la settimana scorsa, ha portato una boccata d'aria fresca, l'affermazione del sostegno all'Ucraina, la critica del diesel deal come un accordo rischioso che non avrai nessuna implicazione materiale, il riconoscimento dei problemi energetici delle nostre economie.
Che i problemi energetici provengono dalla scellerata guerra all'Iran costituiscono punti fermi del governo italiano, cui dovrebbero seguire cosa che Giorgia Meloni non fa proposte per creare una politica europea unica e non solo coordinata sia nella difesa che nell'energia. E qui
Fabbrini, al contrario di Lerner che descrive.
La politica di Meloni, schiacciandola.
Su quella di Marine Le Pen o del dell'Afd tedesca di Vox, Fabbrini la distanza e la differenza non è abbastanza, dovrebbero seguire cosa che Meloni non fa proposte per una politica europea, però
Però le parole più dure per Fabbrini sono quelle rivolte alla sinistra, con i precedenti poco gloriosi dell'Ungheria 56 e della Cecoslovacchia.
68,
E restiamo un attimo sul tema europeo, perché poi anche Ezio Mauro le le parole su Repubblica, le parole più significative le riserva
Alla sinistra
Ma
Segnalo una.
Un'osservazione.
Semplice perché, ma molto importante, su un'altra questione che non ho, mi sono dimenticato di elencare tra le performance tra un piano e degli ultimi 10 giorni e in questo caso, della coop della ritrovata accoppiata Trump Musk nella spegnere disattivare, rallentare, spegnere poi riaccendere i satelliti di Starlink,
In Ucraina per l'Ucraina è qui la riflessione di Flavia Perina sul Giorno Nazione Resto del Carlino.
Forse porrebbe una delle questioni più politicamente rilevanti all'Unione europea.
Perché lagnarsi per come si comporta Trump?
è semplice, costa poco sviluppare delle politiche alternative, è una cosa un po'più complessa e allora Sophia avendo Ventura quotidiano nazionale, pagina 13, cioè il Giorno Nazione Carlino.
Una lezione satellitare, l'America, è inaffidabile, la Unione europea crei il suo Starlink, le comunicazioni sicure sono essenziali per la difesa ucraina ed europea, l'Europa dispone di risorse economiche, industriali e tecnologiche per ridurre la dipendenza che di fronte alla minaccia russa è all'inaffidabilità americana, rappresentano la condizione di subordinazione ormai insostenibile. Certo, oggi non è ancora in grado di sostituire Starlink e il dibattito. Il Diw, il divario industriale tecnologico, gli Stati Uniti resta enorme, ma dispone già di alcune
Capacità e, insomma, l'Unione deve ridurre al più presto la dipendenza tecnologica dagli USA a partire.
Dalla questione star Lake, ma anche altre, anche altre, per esempio sul tema sul quale.
L'Unione europea è in enorme ritardo tecnologico, non solo nei confronti degli Stati Uniti, ma anche della Cina, il tema della rivoluzione digitale e dell'intelligenza.
Ed dell'intelligenza artificiale e prendiamo anche il tema.
Europeo la riflessione di luccio Martino sul giornale pagina 13, sull'Europa pesa una cecità volontaria, ogni mossa di Washington sembra accoglie la di sorpresa e l'ultima la sospensione delle sanzioni alla Russia ha prodotto più shock che riflessione, eppure era del tutto prevedibile, la legge è sospesa a porta i nomi del repubblicano Graham e del democratico Blumenthal
Trump stesso la firmò a settembre è un mese dopo, pochi giorni prima che entrasse in vigore l'ha messa da parte in nome dell'interesse nazionale e le altre sanzioni restano, e l'impatto concreto sarà forse limitato, ma il messaggio politico va oltre se perfino un impegno sancito da un voto a larga maggioranza del Congresso è derogabile nel suo impegno lo è davvero Lucio Martino sui giornali ricorda i segnali che erano occhiali da tempo,
Quando già i Livenza Monaco nel 25 spiegò gli europei che il pericolo non veniva dalla Russia, ma dall'interno censura, migrazione, smarrimento del lavoro, dei valori e poi ancora Rubio.
Che uso parole simili con la richiesta di cambiare strada, e non lo fa Lucio Martino lo aggiungo io la promessa di rubò a luglio di smantellare la Corte penale internazionale mattone dopo mattone.
Secondo Martino, nulla di tutto questo è illegittimo Trump si muove da un interesse nazionale che la stessa strategia di sicurezza colloca nell'emisfero occidentale.
Secondo Martino, alle convergenze esistono ancora, ma sono minori su delle divergenze, queste riguardano la visione stessa dell'Occidente che con chi continuerà a non vederlo rischia di scoprirlo nel momento peggiore.
Giusto, ma se lo si scopre?
Per fare che cosa che cosa può fare l'Unione europea e questo è il punto ed è il punto sul quale?
Si possono e si devono andare a verificare le ambiguità.
Ormai tra.
Le 2 linee, quella del rapporto con.
Gli Stati Uniti d'America di Trump è quella del rafforzamento della liberaldemocrazia, che non sono forse non sono mai state, ma sono sempre di meno linee, come dire, compatibili, ma Mauro ci riporta Ezio Mauro, su Repubblica.
Alla alla politica interna, partendo però da da questo tema, la faglia.
Per ora sottile, che però attraversa tutto l'Occidente, dividendolo e passa sul nostro Paese e che, a sorpresa, si rivela più fragile.
E per me permeabile, instabile di quanto si poteva pensare soltanto.
Qualche anno fa.
Prima parla di del primo successo di Mosca, che è quello della rottura del fronte occidentale.
All'inizio della guerra d'invasione in Ucraina, Putin denunciava l'Occidente collettivo oggi Putin ha cancellato quel termine dal suo vocabolario per l'ottima ragione dal suo punto di vista che di collettivo tra Europa e Stati Uniti non è rimasto nulla, fortunatamente l'Italia mantiene la sua posizione sul conflitto tra Russia e Ucraina appoggiando Kiev.
E quindi anche Mauro come Fabbrini apprezza e di fondo la scelta meloniano, pur con tutti i limiti per Fabbrini e sono il limite, è quello di non fare corrispondere a questa scelta un progetto di dimensione europea, per Ezio Mauro i limiti sono che la linea di Meloni la tenuta sul tema di Kiev,
è dovuta alla leadership di Meloni.
Sulla destra
Ed ecco perché gestisce improprio la politica estera insidiata dal filo putinismo di antica data di Salvini.
La faglia, la faglia.
Evocata.
Inizialmente che attraversa tutto l'Occidente sulla nuova tentazione di riallacciare con Putin lavora a destra, costringendo la leader del Governo a tenerla costantemente Sokol sotto controllo, ma nessuno la controlla a sinistra, quindi Mauro e sintonia con il giudizio di Fabbrini, che è più preoccupato sul versante sinistro che su quello di, diciamo così, di Meloni a sinistra, dove si allarga giorno dopo giorno perché nel rimpallo procedurale sulle primarie manca intanto un'autorità legittima che eserciti la leadership in quella metà del campo, nessuno può parlare per tutti, nessuno sa mettere a tacere gli altri, non c'è chi impersona una linea egemone sulla guerra pretendendo e ottenendo che quella linea, una volta discussa approvata,
Sia rispettata dall'intera coalizione con Liberi e differenze tra i diversi partiti, ma compatibili con una politica comune, è inconcepibile e 105 anni dopo la scissione di Livorno, la sinistra si divide ancora tra riformisti e massimalisti, come se la lezione della storia fosse totalmente inascoltata ma è ancora più incomprensibile che davanti all'impronta neo autoritaria che la destra estrema sta lasciando sul mondo non ci siano comportamenti conseguenti nello schieramento opposto subordinando gli interessi elettorali di parte all'interesse generale che è oggi la difesa dei principi e degli istituti di democrazia liberale e dello stato di diritto e quindi se Fabbrini evocava
L'Ungheria e la Cecoslovacchia come precedenti storici.
Di chiamiamola più semplicemente di una sinistra illiberale.
O filocomunista.
Mauro va ancora più indietro alla scissione di Livorno.
Persi per strada ai suoi idoli demoni, preso atto che il tabernacolo, infine, è vuoto la sinistra, l'occasione storica di farsi forza garante della libertà per tutti in quanto avversarie, di ogni totalitarismo e di tutte le dittature, di qualsiasi imperialismo vecchio e nuovo è la lezione del 900, ma è anche il patto morale, è scritto nelle Costituzioni del dopoguerra in seguito alla resistenza armata al fascismo e al nazismo, poi ci sono stati i conti per troppo tempo irrisolti con il comunismo finché la caduta del muro ha presentato il saldo finale, anticipando materialmente il crollo del regime sovietico e di un'ideologia fatta Stato Impero
Non si può essere figli, due storie scrive Ezio Mauro, vivere nel secolo erede della sconfitta dei totalitarismi e tenere ancora un piede una parte del cuore nel vecchio mondo, rifiutando la piena accettazione della democrazia, perché questo è il vero nodo centrale da sciogliere, ci si allontana dal sostegno al più debole all'aggredito, prima di tutto perché non si crede compiutamente nei valori della democrazia e perché non si riconosce nella cultura dell'Occidente. Non ci si riconosce nella cultura dell'Occidente. Qui su questo punto della vicenda contemporanea si saldano insieme gli obiettivi distinti e separati ma convergenti del Trump, Pismo, del putinismo, del sovranismo della destra estrema di casa nostra e del progressismo populista dei 5 Stelle, e qui l'attacco di Ezio Mauro diventa esplicito a Conte e ai 5 Stelle tutti diversi tra loro. Questi
Queste questi filoni, Trump, Pismo, populismo, eccetera, ma anche progressismo populista dei 5 Stelle, tutti diversi tra loro, ma tutti uniti, contro il sistema liberaldemocratico, attaccando frontalmente da Putin, denunciato da Trump che opera quotidianamente per superarlo smontato, è corretto dalle politiche di Salvini e Vannacci svillaneggiato dalla predicazione grillina che lo presenta come un grande inganno su scala italiana ed europea.
E la trarre traendo conseguenze del ragionamento di Mauro, non si potrebbe che arrivare a la conclusione che vada spaccato il cosiddetto campo largo.
La parola pace, conclude Mauro, che appartiene a tutti gli uomini, di buona volontà, non è esclusiva di qualcuno, non assolve dalla mancanza di responsabilità democratica quale pace e a quali condizioni si può chiamare pace un nuovo ordine fondato sulla capitolazione, sulla consacrazione dell'abuso,
Il negoziato è indispensabile, dovrà costruire le condizioni per un sistema di sicurezza europeo che garantisca anche la Russia, ma bisogna portare l'Ucraina viva al tavolo di trattativa, mentre invece la si disarma anche psicologicamente, e bisogna sapere il nome di quali principi, di quali valori in negoziamo perché se si smarrisce il canone democratico si entra nella terra di nessuno dove i mezzi giustificano qualsiasi file.
Ezio Mauro su Repubblica, in una giornata dove invece.
Dove invece?
Il campo largo o comunque diciamo
Essenzialmente Schlein Conte un anche Bonelli, Fratoianni trovano.
Un un tema d'intesa, un punto d'intesa, e quindi, nel momento in cui potrebbero trovare la maggiore divaricazione, guardando alla politica internazionale e alle scelte di Trump pro Putin.
E la maggiore divaricazione è possibile, è quella.
Del ragionamento svolto da Mauro e che, appunto, avrebbe come conseguenza l'impossibilità di alleanza tra movimenti e partiti, diciamo così, usando uno schema binario di Mauro Pro e, di fatto, contro indifferenti alla liberaldemocrazia, se invece il tema diventa
La politica interna e quella che Repubblica chiama la sullo stesso quotidiano.
Dove troviamo, l'articolo di Mauro chiama sfida al governo.
Eh beh, sulla sfida il governo.
È più facile, l'intesa Landini, attacca la manovra, lancia lo sciopero generale in piazza con gli.
Studenti, e qui l'impressione è che.
È che la piazza convocata da Landini sia un po'sulla scia delle piazze.
Come la stessa Repubblica li chiama auto convocate e allora.
Forse da questo punto di vista?
La connessione più che alla solita un po'trita rimprovero alla sinistra di non prendere adeguatamente le distanze nei confronti dei manifestanti violenti, forse in realtà la connessione.
Più politica tra.
Diciamo così, le piazze ufficiali, quelli di Landini e quelle autoconvocati è proprio nel nella scelta di di Landini di andare un po'in scia alle piazze studentesche, il 100.000 con la Cgil sfilano per le strade di Roma e il segretario annuncia mobilitazione nazionale il 20 novembre bocciata la Finanziaria fa schifo unica certezza, i 14 miliardi per le armi e Serena riformato dedica un articolo proprio a quello,
Di cui?
Dicevamo prima.
Il manifestante guarda Giuseppe Conte, dritto negli occhi, il leader 5 Stelle, un selfie a ogni piè sospinto si è fermato ad ascoltarlo, lo fa con molti, mentre si concede un lungo bagno di folla, dovete stare uniti, trovare un compromesso, dice l'uomo.
Meglio una maggioranza frastagliata che perdere le elezioni, l'ex premier, non ne va della questione, ma la prospettiva messa così non gli aggrada, non bisogna solo vincere, si deve anche governare insieme per cinque anni rimarca la posta in gioco e se non si dura andrà eletto il Presidente della Repubblica e poi,
Con partendo da questo, da questa.
Dialogo tra Conte e un manifestante, l'articolo bassa a
Alla cronaca della manifestazione, con quello che ha detto, anche Schlein è il titolo è il campo largo per l'unità.
Con lo spirito del referendum costruiamo l'alternativa a questo Schlein a dirlo, la mobilitazione delle forze civiche fa la differenza.
E quindi dalle piazze.
Arriva un segnale.
Diciamo così, di unità.
Naturalmente.
Abbiamo abbiamo accennato.
Le ho riportato le e i titoli di apertura di libro, giornale verità, prendiamo Tommaso Cerno sui giornali e Milano, non è un incidente, né un caso, è solo l'inizio di quello che ci aspetta in questo autunno che la sinistra vuole violento.
Ecco il programma di chi non ha un'idea di futuro, mettere il Paese a ferro e fuoco prima delle elezioni Bach, la chiave di lettura è semplice.
E senza alcuna sfumatura possibile, non troppo diverso.
Sallusti, Alessandro Sallusti, che invece di attaccare, diciamo così, le piazze violente degli studenti, attacca direttamente.
La Cgil, l'economia fatica.
Cosa che certo non aiuta a far crescere i salari e spingere l'occupazione, bisogna fare di più e per dare una mano, e il segretario della Cgil Landini ha deciso di programmare una bella giornata di sciopero generale contro la manovra finanziaria che farà perdere alla nostra economia un altro 0 5 di PIL e andrà a rimpolpare a proposito di sprechi circa 5 miliardi bruciati ogni anno sull'altare delle agitazioni sindacali.
Sciopero generale a me pare più l'idiozia generale, allora questo la la sinistra ha scelto, la piazza intende incendiarla, com'è accaduto ieri a Milano, a Bologna è la mossa della disperazione sulla pelle di studenti e lavoratori a cui queste strategie violente interessano men che meno,
Poi ci sono.
L'analisi che però.
Temo non non aggiungano molto.
Che sono, prendiamo sul Corriere.
Verdelli, Rampini, Federico Rampini, la guerriglia nel centro di Milano è solo l'ultimo caso, è il più inquietante per i livelli di violenza, anche perché si scatena nel giorno in cui la Francia in fiamme ed è il sintomo di una protesta che rischia di allargarsi velocemente a molte altre del nostro Paese una farebbe contagiosa che allarma gli apparati di sicurezza conviene allora allargare lo sguardo al mondo intero.
Si sta verificando una singolare sintonia globale in un mondo così diviso, caotico, conflittuale in preda spinte centrifughe, i giovani invece, sembrano avere qualcosa in comune sotto tutte le latitudini, dalle piazze francesi e agli scarafaggi indiani dai socialisti americani ai disillusi cinesi, una nuova questione generazionale attraverso il pianeta non ha un'ideologia comune, rivela le contraddizioni di modelli economici e politici molto diversi e poi analizza Rampini,
Le diverse motivazioni che sono.
Alla base di queste, di queste piazze, delle proteste di queste piazze.
Alcune di queste manifestazioni, per esempio negli Stati Uniti, ha imboccato la variante distopica e denuncia l'Apocalisse è dietro l'angolo, lo sterminio della razza umana acquista uno dei fili rossi che uniscono le giovani generazioni americane europee asiatiche, una narrazione catastrofista.
È un'ideologia potentissima, irresistibile, totalizzante, certe profezie hanno il potere di auto avverarsi.
Dalle ideologie catastrofiste alle catastrofi che quindi di conseguenza si realizzano, questa è l'analisi di Rampini, ci si potrebbe.
Quindi, però, anche posso fermare su.
Le motivazioni per le quali le i disagi che sono presenti nella società, la percezione delle ingiustizie o le rivendicazioni sociali non riescano nemmeno il contesto, i democratici, a trasformarsi in proposta politica.
E Carlo Verdelli sul Corriere, diciamo così, affronta l'argomento partendo dall'astensionismo,
Una democrazia si misura anche in numeri, per esempio i numeri di chi va a votare i nostri sono in caduta libera, ma non sembra che questa evidenza scuote a partiti e coalizioni impegnati in una precoce convulsa campagna.
Elettorale e quindi Verdelli rimprovera ai partiti di occuparsene
Dal fronte, dall'altro ci si divide su tutto e su molto altro, all'interno dello stesso fronte dal rapporto con l'Europa al sostegno in armi all'Ucraina, su una cosa soltanto si registra una perfetta unità di intenti, governa o comanda, a seconda della denominazione preferita chi ha preso
Un voto in più, anche se le percentuali degli astenuti già rappresentano più di un terzo del Paese, il loro valore è zero, non voti non conti e invece sarebbe il caso di fermarsi su questa onda montante di disaffezione.
Civile.
E poi i numeri di quest'ondata di astensionismo, ecco quello che che mi pare manchi completamente anche in questa analisi di Verdelli è un un elemento.
Un minimo propositivo, che cosa vuol dire bisogna?
Bisogna
Ascoltare gli astenuti e qui tratto Verdelli scrive al di là dell'esito, la partecipazione al referendum sulla giustizia di marzo ha portato in cabina 27 milioni di aventi diritto con avvisi, con un'affluenza vicina al 60%, 10 punti più del quorum, si può dunque smuovere la barriera che separa i possessori di voto da chi quel voto dovrebbe dipendere qui ci ma l'euforia da coinvolgimento popolare è durata poco.
E qui ci sono due riflessioni che si possono fare dalla parte, si capisce bene quindi le vocazioni di Schlein.
Dello spirito del referendum, che è quello che sulla quale il campo largo poco e che è riuscito a capitalizzare in questi mesi, al di là del tema del del contenuto di quel referendum, e quindi ecco perché viene evocato ora però Verdelli scrive affluenza vicino al 60%, 10 punti più del quorum e con un piccolo particolare che il quorum per il referendum costituzionale non c'era e,
Ed era anche per questo che.
Lo strumento referendario.
Non è stato facilmente sabotato con l'arma dell'astensione.
Non è quindi forse così un caso che l'unica diciamo l'eccezione in controtendenza che Verdelli può registrare come chiunque sull'astensionismo in questi ultimi anni sia stato proprio in occasione di un referendum, ma non di un referendum con quorum?
Come quelli su immigrazione, lavoro, ma un referendum senza quorum e, ma la proposta di legge di iniziativa popolare basta quorum promossa da Mario Staderini è rimasta,
In quest'anno completamente disattesa, non discussa non l'ha voluta, discutere la maggioranza, ma non mi pare che neanche dalle parti dell'opposizione si sia ritenuto o su quella proposta o Engine più in generale sugli strumenti di partecipazione democratica diretta.
Ci sia stata una volontà di rilancio di quegli strumenti concludiamo con Verdelli la desolazione che comunica l'immagine dei banchi deserti di Montecitorio.
Di fronte alla all'intervento del ministro dell'Economia Giorgetti è lo stesso sentimento, la radice comune di chi desolatamente si iscrive al partito del non voto, proprio il partito che altro che Vannacci si candida a vincere le prossime elezioni inutilmente, aggravando il male oscuro di una democrazia rappresentativa fiaccata dall'esserlo sempre meno.
Come si fa a non menzionare nemmeno il fatto che la democrazia non è solo democrazia rappresentativa e forse è quello che manca, è proprio un investimento sulla partecipazione democratica, e non lo dico ovviamente.
Lo dico ovviamente solo io, ma è un'analisi e inserisco ora questo riferimento che mi ero segnato in realtà sugli approfondimenti culturali della domenica, perché.
È il
E il premio Nobel Daron Ace Mokulu che ne parla nel suo ultimo libro recensito sul Sole 24 ore da Sebastiano Maffettone, il liberalismo di Aceh modulo è un liberalismo di sinistra nel suo ambito, il rapporto tra economia e politica è centrale, la riduzione delle disuguaglianze, la shared Prosperity si potranno quindi ottenere se e solo se la redistribuzione di ricchezza e reddito sarà collegata a una partecipazione politica dal basso.
Questo è il punto, mi pare completamente l'uso del dibattito politico italiano anche da chi si applica, come fa Verdelli oggi.
Deprecare i limiti della democrazia rappresentativa e l'astensionismo oppure come fa Rampini, a descrivere la pressione sociale nelle piazze di tutto il mondo.
E tutta la luce di un senso profondo della comunità che consentirà la condivisione della conoscenza a tutti i cittadini, tra tutti i cittadini e, al tempo stesso, la politica dal basso, cioè la partecipazione democratica aiuta a creare vuol.
Per i condivisi attraverso processi deliberativi deve sostituire, e così quella sorta di tecnologia calata dall'alto che vediamo all'opera, questa è la premessa indispensabile per quel liberalismo delle classi lavoratrici, su cui si basa la parte più propositiva di questo libro di Dayron, Ace Mokulu, è così,
Sebastiano Maffettone, che lo recensisce questo libro, che cosa è successo alla democrazia liberale e
Ne evidenzia anche alcuni limiti, non affrontiamo che ora va per
L'ho accettato ora nel tentativo, così di connettere cronaca.
E riflessione sulla politica, le forme e gli strumenti della della democrazia non c'è solo questo contributo, ce ne sono altri a partire dalle piazze francesi, per esempio due contributi, purché intervistato su Repubblica e anch'io sul Corriere, partiamo da.
Purché perché c'è un aspetto interessante, Sharon fuorché un tra i più attenti osservatori delle trasformazioni della società.
Francese
E questa violenza può cambiare egli anche gli equilibri politici chiede Anais Ginori, da una parte c'è mai lasciò, risponde fuorché che insiste sulla legittimità della rabbia e tende a giustificare o almeno comprendere certe violenze dall'altra c'è quello che possiamo chiamare il partito dell'ordine durante le proteste contro il contratto di primo impiego nel 2006 quel ruolo era incarnato da Sarkozy,
Oggi non credo che saranno le la destra tradizionale o Edouard Philippe a raccogliere il consenso di chi chiede di fermare il caos, il principale beneficiario sarà probabilmente il Rassemblement National e nel maggio, dopo il maggio francese su De Gaulle.
Oggi Protagonisti e storie sono molto, molto diverse, secondo fuorché sarà Barilla Penn a beneficiare politicamente della richiesta di ordine anche in Italia la protesta studentesca si sta allargando, è il segnale di una rivolta generazionale che attraversa l'Europa risponde.
Purché credo che esista un fenomeno comune, siamo davanti a una rottura del patto tra generazioni come l'Italia e altre democrazie occidentali, e anche la Francia invecchia e delle elezioni a contare sono soprattutto i più numerosi, i giovani tra i 18 e 24 anni rappresentano appena il 10% degli iscritti alle liste elettorali mentre i pensionati superano il 35%, inoltre, i giovani votano meno così consapevolmente o meno, abbiamo privilegiato la spesa per le pensioni rispetto ad altre politiche pubbliche, come l'istruzione,
Le nostre società si sono progressivamente adattate agli interessi dei baby boomer, che sono anche quelli con maggiore disponibilità economica, è e qui c'è un punto importante la connessione tra.
La il diciamo, il funzionamento della democrazia rappresentativa e la questione generazionale nella democrazia rappresentativa ormai.
La capacità di tenere conto degli interessi dei giovani e delle future generazioni è sempre inferiore, è.
Indovinati invece, qual è la faccia la fascia sociale di maggiore partecipazione attraverso la sottoscrizione, con la piattaforma digitale?
Delle proposte di referendum e di legge d'iniziativa popolare in Italia sono esattamente i giovani, ma incredibilmente nessuno va a guardare questi numeri, quindi la potenzialità della democrazia, della partecipazione di compensare almeno in parte, di integrare i limiti della democrazia rappresentativa con,
Il problema dell'antenna dell'astensionismo, che aggrava quei limiti, prendiamo anche.
Dal Corriere della Sera.
Un'altra intervista che che?
Punta i fari su un'altra questione, il premio Nobel Philip anch'io, che è un economista.
Francese
E che?
Spiega che il tema economico che attraversa la rabbia sociale, ex dei fondi in Europa e Spagna in Italia.
Tutti hanno il problema della diminuzione del potere d'acquisto legata al contesto geopolitico, fa notare.
Anch'io.
La protesta poteva avrebbero potuto essere fermata prima domanda, Montefiori, certamente il governo ha sottovalutato le rivendicazioni dei ragazzi, le ha trattate solo come una provocazione della France, Insoumise, cioè Blanchot,
E ha mandato subito la polizia, che è dotata di armi, che nessun altro Paese europeo utilizza come se fosse solo una questione di ordine pubblico, non è così.
Che cosa avrebbe potuto fare Macron in generale, ha lasciato che l'istruzione pubblica si deteriorasse e in questo, in questi giorni avrebbe potuto andare a incontrare i ragazzi, ma né lui né il premier neocon si sono mai visti nei licei, penso sia stato un,
Errore
C'è poi un differimento.
Al al?
Alla piattaforma parkour Soup, la piattaforma digitale che assegna i posti nelle università e che viene vista dagli studenti come un oracolo imperscrutabili, hanno ragione assolutamente sia un sistema macchinoso che non funziona, ma purtroppo i ministri sono carrieristi che pensano solo all'effetto, annuncio invece l'istruzione richiede tempi lunghi, i cittadini hanno bisogno di misura, è semplice ed efficace, basterebbe ispirarsi a quel che sta funzionando all'estero.
Ma certe volte i francesi si credono più intelligenti degli altri
Dice, tra l'altro.
Anch'io.
Eh.
C'è chi?
Poche in realtà le interviste che chiamano i diciamo così i politici e ad esprimersi.
Sul tema il Corriere lo fa con l'esponente, Filini di Fratelli d'Italia ed esponente di Fratelli d'Italia, che definisce i manifestanti.
Sfascisti e senza proposte, la loro unica soluzione organizza la protesta e invece noi noi nel governo, lavoriamo per alleggerire il ceto medio, si parla di patrimoniale, ma prima che si siano messi d'accordo, chi è nel mirino se ne sarà andato.
Che nel periodo della patrimoniale se ne sarà andato.
E poi l'articolo sull'abbraccio con The Schlein, ci sentiamo otto volte al giorno e forse anche un po'troppo vago.
A proposito delle questioni.
Cruciali Zagrebelsky, Gustavo Zagrebelsky, intervistato sulla stampa, troppa ricchezza uccide la democrazia, ma la patrimoniale e cita l'odio sociale.
Per il tecnico capitalisti, la libertà e potere assoluto su emarginate poveri, c'è una condanna morale e vede bene Zagrebelsky la proposta di Carofiglio di un fondo statale per chi è in condizioni eccezionali di bisogno è contrario il presidente emerito della Corte costituzionale a misure straordinarie.
Come la patrimoniale meglio a seguire la Costituzione se con il criterio della progressività in tempi difficili l'emulazione diventa invidia e degenera in modo distruttivo e il rischio è affidarsi all'uomo forte.
Questo, tra l'altro, nell'intervista a tutta pagina 11 a Gustavo Zagrebelsky sulla stampa per quanto riguarda le vicende.
Della della sinistra.
Prendiamo anche l'editoriale.
Di Marco Damilano sul domani, la crisi della democrazia, il Pd, punti sull'identità.
L'identità e l'identità democratica, secondo Damilano, nel momento più alto della crisi democratica in Europa, in Italia tocca al partito che di democratico porta il nome ed erede delle culture che hanno scritto la Costituzione, riportare la sfida alla sua dimensione reale, l'identità e il progetto mai così necessari quindi anche da Milano come,
Come Fabbrini e
E Mauro
Si collega alla storia del nostro Paese affrontando in modo più critico Fabbrini e Mauro, diciamo così, le le, l'eredità o la continuità a sinistra rispetto, diciamo, alla alla sinistra comunista.
E illiberale per dame da Milano, invece, vede la parte positiva e delle
Le culture che hanno scritto la Costituzione, forse il problema di una parte del problema guardando alla storia.
Al passato, oltre che alla cronaca.
Magari approfondire come?
La componente liberale azionista, prima liberale, poi radicale, sia stata.
O meno marginalizzata, espulsa,
Dalla storia politica della sinistra o di una certa sinistra è una un'analisi e una riflessione che aiuterebbe meglio a capire l'oggi e a capire di più logici, magari parlando parla di identità, scrive di un'identità da Milano, il Pd punti sull'identità, ecco ci è balzato all'occhio.
Una riflessione sul sul supplemento, la Lettura.
Del Corriere delle Sera, l'identità forse non esiste, ecco
E se fosse o meno della stessa consistenza delle nuvole o delle onde che continuamente si formano, si ritraggono in blu, in un movimento che non ha mai fine, non c'è convinzione più radicata dell'io, cioè che esista qualcosa, un io appunto responsabile per quello che faccio, penso dico ecco però questa convinzione potrebbe essere fallace, naturalmente questo approfondimento di Mauro, Bonazzi sulla lettura parla dell'identità individuale,
Nell'espressione più radicale, più estrema li ho non esiste, ma esistono.
Il flusso delle vicende del in cui siamo immersi, e quindi anche della nostra coscienza, ecco un po'potrebbe forse valere anche.
Per i partiti il rischio di puntare sulle identità, quando poi però c'è da costruire.
Le proposte e il modo per portarle avanti.
Il discorso porterebbe lontano, possiamo soltanto citare intanto, a proposito di il Partito democratico oggi Schlein dovrebbe ottenere dalla dall'assemblea del partito la proroga al suo mandato, la questione è affrontata criticamente da al giornale Schlein, incassa la proroga dal Pd e si candida a fare l'anti George Giuseppe Alberto Falci che ne scrive.
L'assemblea oggi modifica allo Statuto per rimandare il congresso e sostenere la segretaria alle primarie zittita, la minoranza che ha tentato di Lower,
Parla l'ex portavoce di Prodi, che dice sembra una caserma a proposito di Prodi, Intervista Arturo Parisi su Repubblica a pagina 7, Parisi si è rassegnato alle primarie in ritardo enorme e fare subito le primarie, poi meglio dimenticarli, quindi questi le, la doppia indicazione, quello che ma anche e soprattutto un progetto,
Senza valori e progetto comune, la coalizione non è altro che una mera alleanza elettorale contro.
E abbiamo abbiamo letto di della, nella cronaca della manifestazione di ieri di questo, di come Conte abbia risposto al militante che, insomma, non basta vincere le elezioni, bisogna anche governare è la stessa risposta, ma con il senso politico opposto che Parisi da alla domanda di Francesco BEI sull'esempio di mandare a New York è ormai è passata l'idea che non si vinca più al centro meglio un candidato radicale. Qui si intende di sinistra radicale, evidentemente, e la risposta di Parisi e forse per vincere, peccato che poi tocchi governare. E questo questo piccolo dettaglio. Ovviamente lo si può usare da una parte e dall'altra, a seconda del problema che si vuole porre, sulla necessità di alleanze, al centro, cioè con lui
Matteo Renzi, intervistato sul Giorno Nazione, redazione del Carlino, Renzi agli alleati, basta con i veti senza centro, vince la destra, se ci dividiamo il popolo di centrosinistra, ci rincorrere con i forconi l'appello al Pd, AWS Movimento 5 Stelle, stipendi sicurezza Europa, costruiamo un programma comune su questi temi mentre sul Fatto quotidiano e si dà notizia,
Di un Vannacci.
Che non tira più, secondo i sondaggisti, il generale rincaro, per la pre calo per la prima volta Fratelli d'Italia e Lega hanno capito come limitarlo a pochi argomenti parla solo ai nostalgici questo.
Vedremo, ma l'articolo di Tommaso Rodano a questo punto riesco solo per titoli sulle elezioni negli Stati Uniti posso consigliare la lettura del Sole 24 ore guerra, inflazione, Trump rischia tutto nelle elezioni di metà mandato.
Dentro c'è il tema della pena di morte e domani, a pagina 4 dell'aborto.
Completamente proibito nel Texas, nel Texas, manifesto pagina 6, il tema dei rischi se.
Trump perderà le elezioni, l'ultima minaccia Maga pronta la legge marziale, sempre se perdiamo il nemmeno interna, insomma.
Crescerà naturalmente l'importanza del tema
Col passare dei giorni verso le elezioni di mid term Linda, Laura Sabbadini, la carriera all'Istat, l'intervista su Robinson del Sole 20 del di Repubblica.
Che cosa sarebbe una democrazia che non rendesse pubblico ciò che il potere tende a nascondere i numeri per realizzare il diritto alla?
Il diritto alla conoscenza, infine, ultima citazione, economie in cerca di morale, Alvin Roth, esistono mercati controversi alcol, gioco d'azzardo utero in affitto su cui i vari paesi hanno posizioni diverse, il Nobel Alvin Roth.
Dice non sempre se arriverà il consenso collettivo, ma è lecito esplorare compromessi e interverrà al Festival dell'Economia di Torino, con questa segnalazione chiudiamo qui l'appuntamento di oggi con stampa e regime.
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