La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 3 minuti.
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9:00 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
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Buongiorno, dal solo giorno sul Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ha pubblicato un editoriale a proposito degli incidenti che hanno devastato Bologna, Milano e Torino, vandali, sono vandali, inutile aggiungere delle attenuanti e de Bortoli, è molto duro nei confronti dei responsabili di questi incidenti, sostiene che si tratta di atti appunto vandalici da trattare esclusivamente come tali nel rispetto rigoroso delle leggi e delle responsabilità individuali e familiari e che sarebbe inutile e dispersivo aggiungere la ricerca di qualsivoglia attenuante o giustificazione.
E qui non interessa discutere se de Bortoli abbia ragione, quanta ragione abbia molta poca o nessuna. Qui interessa un passaggio dell'editoriale che chiede una riflessione di tutti e di ciascuno, cioè quando osserva che i violenti, i teppisti sono premiati mediaticamente, perché di loro si parla e si scrive pagine e pagine ore e ore di trasmissioni e al tempo stesso sono puniti, oscurati cancellati i tanti che hanno liberamente e pacificamente manifestato nelle piazze dei quali non parla più nessuno ridotti persino a paglia su quei social network che dovrebbero teoricamente essere casa loro, questa storia della violenza, che fa notizia ed è pacifici, dico pacifici, non pacifisti, non violenti che non la fanno e antica storia, che i Radicali conoscono bene, l'hanno pagata e la pagano sulla loro pelle da anni e anche oggi e ha ragione De Bortoli, Pannella e i radicali prima di fare notizia e prima che le questioni che loro agitavano, le loro proposte e soluzioni dovevano sottoporsi a estenuanti e lunghi scioperi della fame e della sete, ricorrere ad ogni espediente che paltò IVA la loro fantasia per guadagnare qualche spazio su televisioni e giornali,
Indifferenza per il non violento massima attenzione al violento spaccargli la vetrina vedi un titolo facevi un digiuno, tutti ignoravano
Chiunque lavori nel campo dell'informazione dovrebbe sentire il dovere di riflettere su questo nesso che ha contribuito a creare e riflettere se l'auspicato isolamento dei teppisti non passi anche una puntuale esaustivo informazione su cui, su chi pratica metodi di lotta non violenta e un altrettanto puntuale mortificazione dei comportamenti violenti che non vanno ignorati ma vanno i feriti ma senza enfasi lo stretto necessario come una semplice notizia, se si rovesciasse questo paradigma, se ne ricaverebbe sicuramente qualche risultato positivo per tutti. Questa è la situazione, questi fatti a risentirci.
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