Puntata di "Notiziario del mattino" di mercoledì 21 ottobre 2026 condotta da Federico Punzi e Roberta Jannuzzi .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 27 minuti.
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9 8 minuti. Io ringrazio la regia di Davide Corvino e con Federico Punzi che mi ha raggiunto in studio, apriamo il notiziario di questo 21 ottobre, 2026 Federico Grossi, Roberta, vediamo il sommario, innanzitutto l'appello del Partito radicale per la calendarizzazione e l'approvazione della proposta di legge zucchetto, poi la mancata nomina del Garante dei detenuti della Regione Lazio, il decreto del governo sull'ordine pubblico, l'impiego dei militari dopo le violenze di piazza del fine settimana, i risvolti politici di quanto accaduto a Milano in vista delle elezioni del sindaco la prossima primavera, ma anche le proteste degli autotrasportatori nelle regioni del Sud e il possibile e poi invece, per quanto riguarda
L'estero, il possibile schieramento di truppe turche
Contro gli attacchi dei ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran. Questi gli argomenti di questa edizione del notiziario, in cui vi proporremo anche la nota settimanale di Valter Vecellio e la pillola di Adapt. Allora sono già migliaia le firme raccolte dall'appello del Partito radicale al Parlamento perché calendarizzi approvi. La proposta di legge Zuncheddu ed altri prevede una provvisionale economica per le vittime di errori giudiziari e ingiusta, detenzione quindi un sostegno immediato, in attesa del risarcimento definitivo che arriva dopo molti anni. Beniamino Zuncheddu e il pastore sardo, assolto dopo oltre 30 anni di carcere per la strage di Sinnai, e noi rileggiamo l'appello per sostenere la proposta di legge che porta il suo nome. Ci sono anni di vita che nessuno potrà restituire. Ci sono innocenti che hanno conosciuto il carcere, famiglie distrutte, esistenze spezzate e dignità calpestate ci sono ferite che nessuna soluzione potrà cancellare la storia di Enzo Tortora quella di Beniamino Zuncheddu e di tanti altri cittadini vittime della mala giustizia ci ricordano che quando lo Stato sbaglia non può voltarsi dall'altra parte. Non può chiedere fiducia ai cittadini se non è capace di riconoscere fino in fondo le proprie responsabilità. Non può proclamare la sacralità della libertà individuale e puoi lasciare soli coloro ai quali quella libertà è stata ingiustamente sottratta
Per questo rivolgiamo un appello pubblico a chi ai presidenti delle Camere, ai gruppi parlamentari, alle forze politiche di maggioranza e di opposizione affinché siano finalmente calendarizzate e discusse le proposte di legge sul risarcimento delle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione a partire dalla proposta Zuncheddu e altri e dall'iniziativa promossa dal Partito Radicale prime firmatarie, Irene Testa e Gaia Tortora, sostenuta da una mobilitazione di oltre 50.000 firme. È una battaglia di civiltà giuridica, di libertà di dignità umana, è una battaglia che appartiene alla storia radicale, ma che deve appartenere a tutti coloro che credono nella Costituzione, nelle garanzie individuali e nello stato di diritto, perché la giustizia non si misura soltanto dalla capacità di punire i colpevoli, ma anche dal coraggio di riconoscere il proprio errore di rispondere delle ingiustizie commesse contro gli innocenti. Chiediamo che il Parlamento non continui a rinviare una questione che riguarda la libertà, la dignità delle persone. Ogni giorno di silenzio istituzionale rischia di aggiungere un'altra ingiustizia quella già subita. La responsabilità di uno Stato democratico non finisce con un riconoscimento dell'innocenza, comincia anche da lì, dal dovere di riparare, per quanto umanamente possibile, l'ingiustizia all'ingiustizia subita. Ci rivolgiamo dunque a tutte le forze parlamentari, senza distinzione di appartenenza politica, affinché questa battaglia diventi un impegno comune, il Parlamento dia voce a chi per troppo tempo non ne ha avuta ieri una risposta a chi ha pagato con la propria libertà gli errori dello Stato, perché non può esserci vera giustizia senza responsabilità, perché è uno Stato di diritto, si riconosce soprattutto da come risponde quando è lo Stato stesso ad aver violato i diritti di un innocente. Calendarizzare questa proposta di legge è un atto dovuto di attenzione democratica. Continuare a ignorarli significherebbe lasciare senza risposta una domanda di giustizia che riguarda l'intero Paese, e questo è il testo completo dell'appello. Hanno aderito, tra gli altri, Roberto Saviano, Michele Riondino. Protagonista del film giustizia che è dedicato alla vicenda di Zuncheddu la proposta tra le prime firmatarie. Dicevamo Irene Testa che anche garante dei detenuti della Sardegna e Gaia, Tortora, giornalista e depositata in Parlamento, ed è già sostenuta da oltre 50.000
Cittadini ha aderito, tra gli altri, la senatrice Mariastella Gelmini di Noi Moderati e la ascoltiamo con Sonia Martina, diciamo che in genere le battaglie del partito radicale sui temi della giustizia sono battaglie garantiste e quindi hanno sempre visto il mio sostegno e anche questa proposta di legge, che peraltro è abbastanza trasversale, nel senso che non so chi non possa non rendersi conto che i 30 anni di galera onestamente sono un fatto inaccettabile se si tratta di una detenzione ingiusta e pensare che, dopo una tragedia come questa, il malcapitato debba aspettare anni per potersi vedere risarcito un qualcosa che non è risarcibile perché noi siamo tutti, come dire umani e quindi con una vita limitata nel tempo
Rubare 30 anni sono veramente un furto che secondo me non ha prezzo, no, non c'è un risarcimento adeguato, però a maggior ragione io credo che il minimo che si possa fare, che lo Stato possa fare e risarcire subito laddove risarcimento sappiamo che è legato ad un processo piuttosto lungo da subito deve almeno esserci una a un sostentamento economico, quindi la proposta che aveva fatto il collega Pittalis mi sembra di assoluto buon senso.
E sull'iniziativa del Partito Radicale sentiamo il giudizio di Mario Perantoni, deputato del Movimento 5 Stelle, che nel corso della passata legislatura è stato presidente della commissione commissione Giustizia della Camera al microfono di Lanfranco, Palazzolo con Berlinguer, lo spirito di questa iniziativa perché effettivamente quando lo Stato sbaglia quando lo Stato crea un grossissimo danno alle persone è giusto che intervenga.
E che le supporti. L'iniziativa prevede una provvisionale a favore delle persone che sono stata riconosciuta a essere condannati innocenti che hanno trascorso un periodo in carcere, anche in Cus, non solo per condanne definitive, ma anche in custodia cautelare e, come sappiamo, questo comporta spesso una disfacimento di quelli che sono i legami che questa persona avevano prima economici familiari, insomma non lo stravolgimento della vita. Purtroppo gli organi giudiziari e i casi diciamo
Più conosciuti a livello nazionale, ci hanno insegnato questi ci hanno evidenziato questo. Sono pochi quelli che hanno avuto la forza di ripartire da zero. Io, fra tutto ricordo Enzo Tortora con quel suo famoso, dove eravamo rimasti e come tutti sono in condizioni di farlo. È per aiutarli a farlo. È assolutamente giusto che lo Stato dia un un supporto e una provvisionale, così come è previsto
Così all'intervista di Lanfranco Palazzolo, adesso ascoltiamo anche Paolo Emilio Russo, deputato di Forza Italia, sempre con Lanfranco Palazzolo, è una legge che non si può non condividere perché, diciamo, sancisce un principio.
Ovvio, ma diciamo giusto e importante, cioè che quando lo Stato riconosce di aver sbagliato e quindi ha incarcerato giustamente un nuovo per molti anni, diciamo questa ammissione di aver commesso un errore non è di per sé è sufficiente. Bisogna evitare che quest'uomo, che già ho questa donna, ovviamente che già ha subito il carcere, che è una violenza, perché soprattutto perché innocente non subisca un'altra violenze che è quello di essere ributtato
In mezzo alla società senza avere gli strumenti addirittura per sopravvivere, senza avere una casa, senza avere di che vivere per comprarsi il cibo senza avere ovviamente un lavoro e quindi diciamo, questa legge interviene per dare un'assistenza immediata e per consentire a chi è già stato vittima di malagiustizia e di non subire un'altra, appunto un'altra violenza che è quella di essere buttato impreparato a ritrovare la sua vita. Il caso più clamoroso è proprio quello di Beniamino Zuncheddu, cui è dedicata negi sin dal titolo la legge ed è un inizio di un risarcimento che si deve a chi diventa vittima. Sono 1.000 persone all'anno, almeno
Gli della malagiustizia
E ricordiamo che è possibile firmare l'appello del Partito radicale per la calendarizzazione e approvazione delle proposte di legge sul risarcimento delle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione sul sito www punto Partito radicale punto it vi ricordiamo anche che sul sito del partito radicale è possibile filmare l'appello rivolto al Parlamento europeo al Consiglio europeo, alla Commissione europea per l'istituzione di una Organizzazione mondiale delle democrazie ma restiamo,
Sul tema Carcere la Regione Lazio e senza garante dei detenuti. La proroga del mandato di Stefano Anastasia, decisa dal Consiglio regionale, è scaduta senza che sia stato nominato un successore, nonostante le multi candidature autorevoli presentata, l'ufficio del garante dei detenuti del Lazio e dunque impossibilitato a proseguire la sua attività. Sentiamo proprio Stefano Anastasia, intervistato da Andrea Billau, con anticipo anche rispetto alla scadenza del mio mandato. È stato fatto il bando per le candidature per la nomina del nuovo Garante per i prossimi cinque anni e questo è stato fatto nel mese di giugno. Poi il mio incarico è formalmente scaduto il 1 settembre e ha avuto una proroga di 45 giorni, che appunto finiscono ora, per cui il risultato è che
L'ufficio del Garante dei detenuti del Lazio dopo 10 anni di attività ininterrotta costante, poi altri saranno a dire se è fatta bene o fatta male, sostanzialmente chiude sottendere attività, perché in assenza di garante l'ufficio nulla può fare e quindi gli operatori non potranno andare in carcere e nessuno potrà rispondere alle domande del delle persone detenute, dei familiari e degli avvocati di chi normalmente si rivolge. Si rivolge al Garante e questa è la situazione attuale. Io avevo chiesto per tempo che
Fosse consentito una proroga fino all'insediamento del successore, come è stato per il Garante nazionale tra il 2022 2023 in attesa che venisse nominato il nuovo collegio, come è previsto dalle leggi regionali del Piemonte, della Puglia e viceversa. Si è scelta la strada di un rinvio breve di tipo amministrativo. Sostanzialmente
E secondo me senza comprendere la rilevanza di e di un ufficio come quello del garante di un'autorità di garanzia di persone private della libertà, che è appunto un'attività che non può essere interrotta. E ora, ovviamente, amici e
Riuscire assicura che tutto potrà accadere nel giro di qualche settimana, al massimo un mese, un mese e mezzo eh però, insomma, sappiamo quando le cose della politica si mettono per traverso quanto possono durare invece questi messi questi mesi e mettere diciamo quindi per candidature sono tutte lì, quindi basta decidere, volerlo discutere
Mettersi in una stanza affinché, appunto e non si trova una soluzione, oppure come siccome la la procedura prevede il voto segreto in Consiglio e convocare ad oltranza il Consiglio e votare a ripetizione finché non si trova una soluzione così. Stefano Anastasia. Adesso veniamo sulla alla notizia di prima pagina, il decreto sull'ordine pubblico e i militari a Milano, dopo i fatti di domenica di sabato e di domenica scorsa c'è una notizia che arriva dal Financial Times. Le autorità europee stanno verificando se campagne di disinformazione porti partite da fuori dall'Unione, abbiano contribuito ad aggravare le proteste violente dei giorni scorsi in Francia. Episodi simili in altri Paesi europei
Secondo queste fonti account sui social filorussi e di estrema destra, già collegati in passato a operazioni di disinformazione, avrebbero diffuso video delle violenze per amplificare il caos, tra i Paesi sospettati ci sono l'Iran e l'Algeria, le proteste sono nate in Francia contro il carovita, sono degenerate il 17 ottobre in saccheggi e scontri fino all'incendio del municipio di Limoges, e le fonti del Financial Times non parlano di una regia straniera delle proteste. Parlano invece attenzione. Ecco, a questo passaggio di un'azione successiva di amplificazione on line che potrebbe averle alimentate un'ipotesi ancora sotto esame. Non ci sono conferme ufficiali, né ci sono risposta dei governi chiamati in causa in Francia, o comunque il tema è entrato nello scontro politico. L'Assemblea nazionale ha avviato un'inchiesta sulle violenze in Italia, invece, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge di otto articoli dopo le violenze del fine settimana in varie città, ma soprattutto a Milano, si introduce un nuovo reato di partecipazione violenta manifestazioni il fermo preventivo anche per i minori di 16 anni e multe da 500 a 1.000 euro per i genitori dei minori coinvolti e l'invio di 500 militari in più a Milano fa discutere in particolare l'impiego dei militari. Sentiamo, Stefano Maullu, deputato di Fratelli d'Italia, con Lanfranco Palazzolo.
Mi trovo a Bruxelles, ormai sono una costante.
I punti critici. Dopo l'attentato di Molenbeek li trova tranquillamente in Spagna. Io credo che lo sia questo il problema, il problema è ed è giustamente lo sta facendo il Governo dei danni, delle regole d'ingaggio che non siano quelle che esistono. Adesso, quindi i dati delle regole d'ingaggio che consentono ai militari di intervenire in maniera puntuale questo va fatto. Poi vi raggiungo la cosa. Il tema vero non è semplicemente aumentare la forza di deterrenza, che è importante, è assolutamente importante, ma fare in modo che ci sia una puntuale integrazione. I 3.000 agenti di polizia locale che ero e sono presenti a Milano hanno cambiato le regole di ingaggio. Nel momento in cui la giunta Albertini e poi quella Moratti
Sono state, come dire, sostituite dalla giunta Pisapia e poi dalla giunta Sala, perché avevano un approccio totalmente diverso, molto più dinamico. È molto più di supporto alle forze di polizia tradizionali e questa è una
Responsabilità che la sinistra ancora una volta, si deve prendere.
Sulla decisione del governo di dispiegare i militari in funzione di ordine pubblico sentiamo ora Matteo Mauri, deputato del Partito democratico, già viceministro dell'Interno nel secondo governo Conte, lo ha interpellato, Lanfranco, Palazzolo, stanno facendo una cosa, è pericolosa e cioè il fatto di,
Impiegare ulteriori contingenti dell'esercito per svolgere funzioni. In realtà sono canzoni debbono svolgere solo le forze dell'ordine, cioè vuol dire Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, perché è molto pericoloso mischiare le competenze, perché i militari sono addestrati per fare i militari erano quelle competenze, mentre chi fa le forze dell'ordine altre competenze a un'altra formazione, mischiare le 2 cose è molto pericoloso. Io credo sia pericolosamente dare un segnale ai cittadini. Chi deve arrivare all'esercito? Il governo aveva promesso anni fa a Milano che sarebbero arrivati i 500 poliziotti non sono mai arrivati, adesso mando ai militari. Non abbiamo bisogno di gente convinta che abbiamo bisogno di gente o coi blindati, abbiamo bisogno di gente e sa fare quel mestiere
Di Matteo Mauri e buttata nel Partito democratico, ma le violenze è di Milano, anche hanno hanno anche un risvolto politico rilevante, perché la prossima primavera la città elegge il nuovo sindaco, lunedì il centrodestra organizzato un presidio vicino al Duomo con il presidente del Senato, Ignazio la Russa, l'ex sindaca, Letizia Moratti e i due aspiranti candidati che sono oggi Silvia Sardone della Lega e Matteo Perego di Forza Italia, i aspiranti candidati del centrodestra secondo Andrea Dusio, giornalista e saggista, i fatti hanno spostato sulla sicurezza a un dibattito che a Milano, finora era concentrato sul caro-casa, nel centrodestra. A guadagnarne è soprattutto la Lega. Sentiamo la sua analisi
Io credo che.
Nel senso che il dibattito politico a Milano era fino a poche settimane fa su tutt'altre questioni il.
Lì il rincaro degli immobili, la poca possibilità per i milanesi di vivere in città, le tematiche erano insomma.
È tutt'altro, era atlantiche ora la forte spinta ascensionale, economica e finanziaria della città e la fatica dei milanesi di starci dietro questo era il tema politico, era un tema quasi interno alla sinistra, che governa la città dal 2011.
Sardone e la candidata in pectore della Lega è la candidata del, che ha fatto suo il tema dei temi dell'area immigrazione, per cui le posizioni più
è certamente a destra
Il candidato invece Matteo Perego di Forza Italia che, relativamente poco conosciuto, aveva fino a pochi giorni fa una fisionomia più moderata, e certamente da questi fatti è stato costretto a esporsi direttamente e con dichiarazioni relative agli scontri ad Asti e a schiacciarsi un pochino sul sulle posizioni di Sardone della Lega che,
Non è che non è che avessero che fossero minoritarie elettorato del centrodestra a Milano, però è che l'elettorato del centrodestra una cosa un po'impalpabile fino a poche generazioni, a un paio di generazioni fa era incarnato dalle da dal ceto che si riconosceva poi in Letizia Moratti la Milano delle grandi famiglie,
Che però, per motivi anagrafici, anche economici, un pochino incito di sé di scena quelle famiglie lì non contano più a Milano quanto contavano vent'anni fa, perché hanno una ridotta capacità di incidenza sulla sulla vita economica e finanziaria della città, dove oggi ci sono alti agli altri player molto più importanti, dunque,
All'interno dei Giochi del centrodestra, con finora una certa latitanza
D, i Fratelli d'Italia, che non si è mai esposto direttamente con con un proprio candidato, è certamente la posizione della Lega, che in questo momento diventa più rilevante nel nella capacità di raccogliere questo questo allarme sociale e che che è stato suscitato da questi eventi.
Sulle violenze di piazza nel fine settimana.
State trattate dagli organi di informazione, sentiamo una nota di Walter De Ceglie, direttore di proposta radicale
Buongiorno, dal solo giorno sul Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ha pubblicato un editoriale a proposito degli incidenti che hanno devastato Bologna, Milano e Torino, vandali, sono vandali, inutile aggiungere delle attenuanti e de Bortoli, è molto duro nei confronti dei responsabili di questi incidenti, sostiene che si tratta di atti appunto vandalici da trattare esclusivamente come tali.
Rispetto rigoroso delle leggi e delle responsabilità individuali e familiari e che sarebbe inutile dispersivo aggiungere la ricerca di qualsivoglia attenuante o giustificazione
E qui non interessa discutere, siete botto che abbia ragione, quanta ragione abbia molta poca o nessuna, qui interessa un passaggio dell'editoriale che chiede una riflessione di tutti e di ciascuno, cioè quando osserva che i violenti, i teppisti sono premiati mediaticamente perché di loro si parla e si scrive pagine e pagine ore e ore di trasmissioni e al tempo stesso sono puniti oscurati cancellati i tanti che hanno liberamente e pacificamente manifestato nelle piazze dei quali non parla più nessuno ridotti persino a paglia su quel social network che dovrebbero teoricamente essere casa loro questa storia della violenza che fa notizia e dei pacifici dico pacifici, non pacifisti.
Non violenti che non la fanno e antica storia, che i Radicali conoscono bene, l'hanno pagata e la pagano sulla loro pelle da anni e anche oggi, e ha ragione De Bortoli, Pannella e i radicali prima di fare notizia e prima che le questioni che l'uomo agitavano, le loro proposte e soluzioni dovevano sottoporsi a estenuanti e lunghi scioperi della fame e della sete ricorrere ad ogni espediente che paltò IVA la loro fantasia per guadagnare qualche spazio su televisioni e giornali,
Indifferenza per il non violento massima attenzione al violento, spaccargli la vetrina. Avevi un titolo, facevi un digiuno, tutti ignoravano
Chiunque lavora nel campo dell'informazione dovrebbe sentire il dovere di riflettere su questo nesso che ha contribuito a creare e riflettere se l'auspicato isolamento dei teppisti non passi anche una puntuale esaustivo informazione su cui su chi pratica metodi di lotta non violenta e un altrettanto puntuale mortificazione dei comportamenti violenti che non vanno ignorati, ma vanno i feriti, ma senza enfasi lo stretto necessario come una semplice notizia. Se si rovesciasse questo paradigma, se ne ricaverebbe sicuramente qualche risultato positivo per tutti. Questa è la situazione, questi fatti a risentirci,
Era la nota di Valter Vecellio al prosieguo le proteste degli autotrasportatori delle regioni del Sud che chiedono al Governo misure urgenti contro il caro carburanti, l'agitazione sta creando difficoltà nelle forniture di merci e di generi di prima necessità, ascoltiamo le valutazioni di Laura Castelli, presidente di Sud chiama Nord,
Vi siete vicesindaca di Messina, già viceministro dell'Economia nei governi Conte e Draghi con Lanfranco, Palazzolo, io vedo che il governo se ne sta occupando perché, per esempio, sta raccogliendo risorse che, come sapete, in questo momento dell'anno sono anche poche perché si sta scrivendo la manovra di Bilancio, un tema, ovviamente, che è più complesso perché oggi sappiamo questo problema enorme e carburanti non è certamente creato da questo governo, ma da quello che negli anni è successo, quindi l'idea che si potesse fare a meno del petrolio, abdicando anche a quello che era una volta la nostra produzione, la nostra, il nostro autoconsumo di quello che si estrae. Quindi ho trovato molto positivo anche nei mesi scorsi. Cambiare linea
Ma questo è un percorso che purtroppo negli ultimi 15 anni si è fatto sbagliando, con pensando che da un giorno all'altro si sostituissero tutte le auto sull'elettrico, cosa che non accade per 1.000 motivi.
E dall'altro, quindi, mi sembra che si stiano raccogliendo le risorse per fare degli interventi mirati. Devo dire che dobbiamo rendere atto che queste manifestazioni al Sud sono molto pacifiche, lo stanno facendo raccontando le loro storie molto diverso da quello dei forconi esatto esatto e sono soprattutto concentrati su una paura che è quella di non poter continuare la propria attività lavorativa con le famiglie che per anni investono su queste attività. Quindi parliamo dei problemi concreti. Spero anche che le regioni coinvolte per prima la Regione Sicilia, leggo erano Schifani, faccia la sua parte, perché anche la Regione lo può fare noi, in Regione siciliana, abbiamo fatto anche questo appello,
E al presidente Schifani e non è un problema che si risolve dall'oggi al domani, ma io questa attenzione francamente lo sto vedendo
Radio Radicale 9 e 33 minuti. Tra poco ci collegheremo in diretta con la Camera dei deputati. Intanto vediamo se riusciamo a fare un punto sulla Turchia. Sul i ribelli yemeniti Huthi ce ne parla, Mariano Giustino, Mariano ieri il patto di difesa della Mecca con Arabia Saudita e Pakistan est è stato presentato nella Grande assemblea nazionale turca. L'accordo passerà prima della Commissione esteri e poi dall'assemblea, dove la maggioranza di Erdogan dovrebbe garantirne l'approvazione. Non è ancora stata fissata la data del dibattito in aula. Il passaggio arriva, mentre gli attacchi di aiuti sostenuti dall'Iran intensificano la pressione sul Regno saudita, firmato il 7 agosto. Il Trattato considerano un attacco esterno contro uno dei membri come un attacco contro tutti. Prevede un'assistenza immediata, ma natura e portata del sostegno saranno stabilite valutando la necessità, le risorse disponibili non individua un nemico specifico. Sono 16 articoli, comprendono cooperazione industriale, addestramento, forniture militari e condivisione dell'Hotel licenze. L'intesa non ha scadenza se acconsente processo soltanto dopo 10 anni con un preavviso scritto di almeno tre mesi. La ratifica aprirebbe la strada. Uno dei dispiegamenti turchi in Arabia Saudita dopo l'impiego, io oso assunto dai tre paesi 5 ottobre a Riad. Ankara dovrebbe però limitarsi ad addestramento, consulenza e sostegno logistico, fidando ha ribadito la natura difensiva dell'accordo, escludendo l'invio di truppe in Yemen per le code per condurre
Attacchi. La sfida è rendere credibile la solidarietà a Riad senza trascinare la Turchia in una guerra più ampia. Per il momento è tutto la linea a Roma. Grazie davvero a Mariano Giustino sono alle 9:35 minuti è in corso la lettura nel verbale alla Camera dei deputati. Noi ci trasferiamo dunque nell'aula di Montecitorio per seguire l'esame di una serie di provvedimenti a partire dalla ratifica ed esecuzione dei trattati di estradizione
E che riguardano la Repubblica italiana, la Repubblica socialista del Vietnam. Questo è il primo punto all'ordine del giorno
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