Sono stati trattati i seguenti argomenti: Criminalita', Mafia.
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Il volte ci sono una decina di persone in questo Paese, il volte ci sono una decina di persone, in questo Paese, una si chiama Giuseppe Graviano, un altro Filippo Graviano, l'altro Leoluca Bagarella, un altro si chiama Salvatore Biondino e altri.
Che se domani potessero parlare e dire cosa è successo dietro le stragi del 92 93, questo Paese si ferma, il governo cade.
Perché quello che è successo dietro le stragi del 92 93 non è, come vogliono far credere loro, una storia del passato, della Prima Repubblica di appalti che coinvolgono politici ormai archiviata dalla storia, di cui nessuno si ricorda, la campagna stragista del 92 93 è stata la levatrice di quest'ordine politico che ha portato al potere queste forze politiche.
Che sono forze politiche che hanno come punti come padri fondatori come Animals spirits come punti di riferimento morali, personaggi che sono stati coinvolti nelle indagini sulle stragi Berlusconi dell'Utri, Paolo Bellini, esponente della destra eversiva, Stefano Delle Chiaie. Queste persone, questa maggioranza di governo vede come l'orticaria come fumo negli occhi, qualsiasi indagine conoscitiva che possa connettere le stragi del 92 93 alla loro ascesa del potere, e quindi questa maggioranza e governo ha approfittato degli attuali rapporti di forza per tentare di chiudere una saracinesca del passato. È stata militarizzata dalla commissione antimafia, la presidente Colosimo che questa maggioranza ha impedito qualsiasi indagine conoscitiva sui mandanti esterni, sui concorrenti esterni, sui depistaggi, sulle stragi del 93, quando abbiamo depositato a settembre una memoria di 57 pagine in cui abbiamo elencato minuziosamente tutti i buchi neri alle stragi di indagini da fare e il risultato è stato non uno di questi testi è stato sentito ed è iniziato una guerra perché la verità rivelata era quella dal generale Mori
Il quale generale Mori quando ha deposto dinanzi alla commissione Antimafia, è stato applaudito da questo centrodestra e, insieme al capitano De Donno, ha dichiarato pubblicamente la sua stima nei confronti di una ciclo dell'Utri pur dopo che era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi naturalmente si viene a creare una situazione in cui questa maggioranza di destra può chiudere una saracinesca sul passato.
Può strumentalizzare questi errori, che io ritengo della magistratura di Caltanissetta, per cercare di, è quello che farà la relazione di maggioranza già pronta dal 2023. Sarà una relazione di maggioranza in cui si scriverà che le stragi sono state fatte soltanto per gli appalti che noi magistrati di Palermo abbiamo depistato, le indagini è già scritta ma gli ha scritto dal 2023. Abbiamo perso tempo l'hanno già anticipata non ci sarà una parola sui depistaggi.
Non ci sarà una parola sui concorrenti esterni, non ci sarà una sto una parola sui mandanti.
Quello che è accaduto ieri non è una storia di diatriba tra magistrati, non è una storia che riguarda Scarpinato, non è una storia che riguarda De Luca, è una storia che riguarda tutti voi, se loro pensano di potermi tappare la bocca con questi metodi non sanno con chi hanno a che fare non mi sono fatto intimidire da Riina ad Andreotti e Berlusconi, non mi farò intimidire da questa sporca politica.
Beh, credo sia chiaro che Roberto Scarpinato ha una grave colpa.
Ha una grave colpa agli occhi.
Delle forze di destra che sono al governo.
è un magistrato che ricerca la verità da anni acquisito una competenza incredibile.
Per portare prove riscontri documenti, conoscenza di tutti i fascicoli processuali.
Con grande competenza, con grande dedizione ha offerto a chi vuole intendere tanti elementi per ricostruire quei livelli che sono rimaste ancora raccolti per le stragi del 92 93.
Parliamo di una ricerca della verità sulle stragi che, indubitabilmente rispetto agli elementi di cui emersi, sottolinea che c'erano livelli che svolgono servizi deviati.
L'eversione nera, apparati istituzionali dello Stato e quindi anche responsabilità politiche, una verità che scotta molto, per la verità molto indigesta coloro che oggi hanno la maggioranza del Paese vorrebbero pensando di aver avuto il voto degli italiani, anche di avere la legittimazione per riscrivere la storia.
E questa è la partita che stiamo giocando.
Roberto Scarpinato non si presta a farsi intimidire, come avete sentito, da un linciaggio mediatico.
Dove stanno cercando di tutto?
Di tarpare le ali, chiudere finalmente questi canali di indagine e di investigazione
E noi non ci prestiamo affatto.
Noi siamo con lui.
Passiamo con lui, non perché dobbiamo far polemica politica, siamo con lui perché riteniamo che la verità delle stragi lo si debba a coloro che sono e la lista è lunghissima, che sono morti,
Per queste stragi, a tutti coloro, ai familiari che ancora vivono a tutti coloro che si sono battuti sin qui nella direzione che porta complici e mandanti eccellenti,
Ci sono tutti gli elementi per poter.
Finalmente arrivare alla verità delle stragi.
E vedete, non lo diciamo solo noi, perché con Scarpinato lo ha detto anche il Gip Luparello.
Il magistrato che, per quanto riguarda la tesi sostenuta da questa destra al governo, cioè che tutto sia riconducibile sostanzialmente alla famosa tesi investigativa mafia e appalti e solo lì ed esclusivamente su questa tesi vada recuperata la ragione della morte di Borsellino, il Gip Lupo il Gip Luparello rispondendo al procuratore De Luca,
Che ancora esclusivamente Ensi vorrebbe insiste su questa tesi della mafia appalti ha detto che insistere in questa direzione e atto di severa miopia investigativa e un approccio mistico e dogmatico, e non si è limitato a questo.
È un magistrato con molto scrupolo, si è fatta carico di individuare 43 elementi.
43 filoni d'indagine, che non sono stati assolutamente approfonditi dalla procura di Caltanissetta,
Di fronte a questo, che cosa abbiamo, abbiamo invece un una Commissione antimafia.
Il sin dall'inizio da quando ha fatto entrare a San Macuto
Mi riferisco alla presidente Colosimo, il generale Mario Mori di fatto non l'ha fatto più uscire da questa Commissione, perché di fatto è l'anima di questa Commissione.
È colui che ha fornito, è indirizzato, la Commissione, ha dato indicazioni, è stato audito più volte.
È stato acclamato e osannato dai componenti di maggioranza di questa Commissione,
Antimafia, perché tutti sono evidentemente ben interessati, orientati a chiudere la ricerca della verità.
Nella prospettiva che è stata offerta appunto da questa tesi investigativa e a nulla sono valsi a nulla, è valso anche lo sforzo che i commissari del Movimento 5 Stelle hanno fornito doverosamente.
Insieme a Roberto Scarpinato, di fornire 57 pagine.
Offrendogli al presidente Colosimo e a tutti i magistrati della commissione 57 pagine con dovizia di riferimenti materiali, giudiziari, fascicoli processuali, per spingere la Commissione ad allargare il raggio di attenzione e indagare no, questa Commissione è nata con questa tesi.
E ormai siamo convinti, nonostante tutti gli sforzi, nonostante i commissari del Movimento 5 Stelle si siano battuti con grande coraggio insieme anche agli altri commissari di maggioranza, questa Commissione morirà con questa tesi.
E soffocherà qualsiasi altra prospettiva.
Vedete, ci sono poi delle anomalie.
Nel rispetto, ovviamente, del lavoro dei magistrati, ma ci sono delle anomalie che vanno segnalate.
Il procuratore De Luca.
Di Caltanissetta, evidentemente così concentrato su quest'unica tesi investigativa.
Ha dedicato ben 15 mesi a intercettare il senatore Scarpinato per 15 mesi, non so quante migliaia e migliaia di pagine sono state trascritte delle intercettazioni, Roberto Scarpinato non ha nulla da nascondere, non ha nulla da nascondere, anche perché queste intercettazioni sono di pubblico dominio, le potete leggere tutti, però c'è una particolarità.
Che quando si intercetta un parlamentare, normalmente ci sono delle guarentigie delle garanzie costituzionali.
E quindi uno dovrebbe segnalare, come di solito viene fatto alla Camera al ramo di appartenenza del Parlamento, la richiesta per poter proseguire se non sono occasionali, credo che 15 mesi e migliaia e migliaia di intercetta di trascrizioni di intercettazioni non sia un fatto occasionale, non è stato fatto ma ripeto, non c'è nulla da nascondere o i prendendo dei nostri cellulari son qui,
Abbiamo l'abitudine di far politica in modo trasparente, non siamo fidanzati a nessuno, non abbiamo collusioni, non abbiamo nulla da nascondere, non possiamo dire lo stesso di questa maggioranza che addirittura, di fronte a un caso limite che se uno lo raccontasse un domani a chi verrà dopo di noi sarebbe incredibile cioè un sottosegretario alla Giustizia che costituisce una società commerciale per fare affari.
Con una famiglia prestanome di un clan mafioso, ebbene addirittura questa maggioranza ha scudato.
Le sue, la sua chat e quindi questa maggioranza sta intralciando la Procura di Roma nell'indagine che riguarda un clan mafioso procura di Roma, che legittimamente e correttamente ha fatto tutte le richieste e non può procedere adesso ha sollevato conflitto di attribuzioni, mi risulta,
Perché non ha avuto accesso a questo materiale investigativo che capite, è fondamentale per cercare di proseguire nell'indagine sul campo mafioso, questa maggioranza Scuda e impedisce l'accesso alle chat di Del Mastro, il caso invece specifico che cosa è successo?
È successo che la procura di De Luca.
Si rende conto che sono intercettazioni che non sono inerenti molte almeno di queste non sono assolutamente inerenti alla all'investigazione che sta compiendo, eppure che cosa fa per chi è successo, poi un fatto De Luca è stato sentito in commissione antimafia?
E De Luca fa una, il procuratore De Luca, che noi rispettiamo come magistrato, il suo lavoro però fa una distinzione che francamente, quando ho letto a me mi ha fatto, come dire, dubitare veramente che fosse una tesi assolutamente plausibile.
Dice, ma il codice di procedura penale regolamenta quelle che sono le intercettazioni non attinenti alle indagini, sostanzialmente è garanzia addirittura Scarpinato e non indagato.
Attenzione non indagato a garanzia del non indagato e comunque anche dell'indagato, ciò che non irrilevante dovrebbe essere destinata al macero, addirittura non accessibile neppure alle parti processuali.
E che cosa fa invece il procuratore De Luca?
Tutte queste trascrizioni e migliaia di da di trascrizioni delle intercettazioni non inerenti le raccoglie.
E lei invia alla Commissione antimafia?
Allora scusate, lo dico ai non giuristi, non bisogna avere un'educazione giuridica.
Ma se addirittura il codice di procedura penale fissa dei paletti per l'utilizzo del materiale e vuole che sia inerente alle indagini è quello che non è inerente a tutela delle conversazioni private.
Dell'interessato deve essere destinato al macero, come puoi pensare tu che sei legittimato ha diritto a mandarlo al Parlamento, a commissioni parlamentari dove notoriamente ci sono polemiche politiche, dove ci sono scontri nella maggioranza Iolas da forze politiche e infatti cosa è successo appena questo materiale è arrivato alla Commissione parlamentare, mi risulta che la Colosimo, l'abbia tenuto per suo conto per alcuni mesi e poi l'abbia versato con vincolo di riservatezza, un vincolo così stringente che un attimo dopo era su tutti i giornali di destra. Tutti potevano leggere le intercettazioni, anche non rilevanti, di Scarpinato. Connettori
Su temi che riguardavano addirittura alle strategie che nel Movimento 5 Stelle aveva concepito per l'elezione del presidente della Commissione.
Riguardava altri colleghi conversazioni fatte tra due amici di decenni in piena libertà, ma, ripeto, non abbiamo nulla da nascondere.
Quindi praticamente ieri sono stato sconcertato, ossia dalla conduzione, perché ho cercato di seguire anch'io la il confronto che c'è stato in antimafia, sia dalle modalità con cui è avvenuto questo confronto e sia da questa tesi giuridica che mi sembra un'assoluta novità da parte di un magistrato penale, un procuratore della Repubblica,
Per cui, se il codice è retto, garanzie a tutela di indagati e imputati per tutto ciò che non attinenti all'investigazione. Queste garanzie, però, si può trovare il modo per renderle pubbliche per evidentemente mettere in difficoltà soggetti che invece le norme di diritto vorrebbero tutelare nella loro privacy. Per tutto ciò che non è irrilevante penalmente, concludo è emerso anche un altro fatto che è stato è emerso anche un altro fatto che è stato sottolineato, che ci ha lasciato allibiti, cioè nelle stesse carte è emerso che c'è stata una telefonata conversazione tra Natoli, Ingroia dove Natoli. Quello che successivamente è stato oggetto di scambio di conversazione tra il senatore Scarpinato e Natoli Natoli ha riferito prima l'ha, riferito prima a in gloria a Ingroia, ed è questa famosa riunione del 14 luglio 1992 senza ritornare nel merito delle questioni e quella questione da cui evidentemente De Luca e il Gip che ha seguito la sua indicazione hanno parlato di depistaggio ma, come è stato detto,
I magistrati che hanno parlato di quella riunione, Patronaggio, lo stesso Natoli, tutti quelli che hanno parlato nessuno ha messo in dubbio che durante quella riunione si è parlato anche dell'archiviazione parziale del filone mafia, appalti alla presenza di Borsellino nessuno.
E, ripeto, Natoli lo ha riferito ai mol na in epoca antecedente anche Ingroia, quindi, come si fa a dubitare di quel che dice Scarpinato quando giustifica questa conversazione con Natoli come sollecitata a ricordarli una verità che lui stesso gli aveva anticipato, come si fa a mettere in dubbio?
Il fatto che quella conversazione è quello scabbia era un incitamento a riferire tutti i fatti di cui Natoli è sempre stato a conoscenza.
Vuol dire che forse la buonafede non c'è o forse c'è una disattenzione rispetto alle carte processuali che si avevano davanti e che davano studiate con grande attenzione, detto questo e concludo, noi vedete, abbiamo chiesto più volte questa Commissione Antimafia, è una Commissione che diamo sia stata compromessa nella sua capacità di approfondire,
E di investigare sulle sulla verità della verità, delle stragi sin dall'inizio.
E purtroppo siamo costretti, siamo stati costretti, ma non l'abbiamo fatto, occorre leggero a chiedere sin da subito le dimissioni della presidente Colosimo.
Come parlamentare inadeguata, a rivestire l'incarico prestigioso altamente responsabile di presiedette la commissione antimafia.
Lo abbiamo fatto quando sono uscite, le foto sui suoi rapporti hanno testimoniato rapporti e addirittura affettuosi con Ciavardini, ricordo che Ciavardini, è stato condannato con sentenza passata in giudicato per la strage di Bologna dell'agosto 1990 come esecutore materiale sentenza passata in giudicato, quella foto non testimoniava una cordialità occasionale, ma nelle mani intrecciate un'amicizia e un legame comunque affettivo, evidentemente non così superficiale. Siamo ritornati a chiedere non ascoltati le dimissioni da presidente Colosimo quando è venuta fuori una notizia che le ha completamente taciuto.
E cioè che suo zio dal lato di Pat, fratello di suo padre era è stato condannato, adesso non c'è più, ma era stato condannato per aver per collusione.
Con una cosca della 'ndrangheta anche quella sentenza mi risulta passata in giudicato.
Di rete, le colpe, in questo caso della nipote del dello zio, non ricadono sulla nipote, verissimo però attenzione
Se io uno zio condannato per fatti di addirittura di 'ndrangheta.
Ho il dovere, nel momento in cui vengo designato a far parte della Commissione parlamentare, di ferire questo potenziale conflitto dite questo è il classico conflitto di interessi, di modo che quando si tratta di e si toccano questioni che riguardano la 'ndrangheta, io mi posso astenere e lasciare che possa essere un vicepresidente a sostituirmi per essere limpidamente è corretto, trasparente nella conduzione di commissione la commissione antimafia questo non è stato mai fatto, lo abbiamo scoperto la risposta. Ho letto dai giornali Colosseo semmai giustificata. Di questo la risposta è stata uno zio con cui noi ci vediamo a Natale qualcosa del genere
Ricordo a memoria una risposta inaccettabile, questi sono quelli che vogliono oggi fare il linciaggio.
Con una tifoseria con accanimento, con un entusiasmo soverchio, degno di miglior causa nei confronti di Roberto Scarpinato e addirittura hanno chiesto le dimissioni di Roberto Scarpinato.
Io dico, ma ce l'avete proprio la faccia di tolla, ma proprio non conoscere il senso minimo del pudore, ma non c'è ombra di resipiscenza e chi si può permettere di chiedere le dimissioni di Scarpinato dopo che si è tenuto per tre anni la Santanchè l'ha mandata a casa solo quando hanno perso il referendum sulla giustizia costituzionale di chi ha scudato Del Mastro di chi ha omesso queste cose è ancora lì, continua a rimanere imbullonato alla presidenza della Commissione antimafia e allora noi rispondiamo a loro.
Guardate Scarpinato, per nuovo, per noi è un vanto e non solo non si dimette.
Ma noi ci batteremo con maggior con maggiore lena, semmai possibile, con maggiore forza, coraggio, dedizione per accertare la verità sulle stragi.
Le vostre false piste non ci incantano, gli elementi sono già emersi, sono elementi già sufficientemente, non dico indicativi ma addirittura concordati circostanziati per dire che bisogna proseguire.
E se non ci permetterete.
Cari i componenti della maggioranza, di compiere questi accertamenti in questa legislatura che sta per scadere.
Quando saremo noi maggioranza, perché lo diventeremo poi avremo la possibilità, con competenza, responsabilità, di completarli, grazie.
Buongiorno a tutti e allora questa conferenza stampa facciamo per denunciare di fatto un atto di killeraggio politico.
Nei confronti in questo caso di di Roberto Scarpinato, ma anche di tutto il Movimento 5 Stelle, un killeraggio politico che è ormai un una modalità molto precisa, molto delineata, che si sta ripetendo uno schema ormai a cui assistiamo da mesi, che è quello di utilizzare le commissioni interparlamentari come clava nei confronti degli avversari politici perché mi sto chiaramente riferendo a chi sta in questo momento al Governo quindi ne faccio una questione prettamente,
Politica.
E l'utilizzo che fanno della Commissione parlamentare per attaccare delegittimare, diffamare gli avversari politici, in questo caso gli esponenti del Movimento 5 Stelle è molto chiaro, lo abbiamo visto in.
Commissione Covid, utilizzata esclusivamente per gettare fango sul presidente Conte, per delegittimarlo, per infangare allo con addirittura il principale accusatore che ha ricevuto 100 milioni di euro da questo governo, situazioni che forse andrebbe un po'chiarita lo abbiamo visto nella commissione di Vigilanza Rai, che di fatto è stata,
Immobilizzata per tre anni, fino a quando non ci siamo dovuti dimettere per denunciare il fatto che, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, la Commissione Vigilanza Rai, in un non poteva esercitare quelle che sono le proprie funzioni di controllo e lo vediamo in modo smaccato e grave nella Commissione parlamentare antimafia che servita nei mesi precedenti per diffamare Federico Cafiero De Raho e adesso viene fatto nei confronti di Roberto Scarpinato fanno questo perché evidentemente in quelle Commissioni hanno paura degli esponenti del Movimento 5 Stelle perché siamo scomodi in quelle Commissioni in cui si può anche indagare.
E portare alla luce determinati accadimenti legati anche alla storia del nostro Paese, e lo sta facendo chi, da una parte.
Nasconde le chat tra un prestanome della camorra e un ex sottosegretario alla Giustizia in una cassaforte, impedendo ad una procura di poterle acquisire per fare luce sul fatto di mafia e dall'altra parte, invece, utilizza delle intercettazioni private del tutto irrilevanti ai fini delle indagini del preside del senatore Scarpinato lo fanno per due motivi. Prima di tutto per delegittimare di infangare un eroe dell'antimafia come Roberto Scarpinato che noi siamo orgogliosi di avere all'interno del nostro gruppo, ma soprattutto per raggiungere il loro vero obiettivo, che è quello di descrivere a loro piacimento la storia delle stragi del 92 e del 93, io lascio la parola a Riccardo Ricciardi,
Grazie a tutte e a tutti.
Grazie Luca, noi siamo veramente in un paradosso nel quale?
Chi vuole far luce su questo periodo, chi ha lavorato una vita contro la mafia e non solo, perché poi, come sicuramente ci dirà il senatore Scarpinato, i legami che la mafia ha avuto?
Con corpi deviati dello Stato, con neofascisti e con tutto quel mondo che si muoveva intorno a quelle stragi, chi, come lui ha voluto far luce, come molti, come lui hanno voluto far luce, vengono delegittimati.
Vengono messi loro alla berlina e questo è inaccettabile, perché nella relazione che il Movimento 5 Stelle, grazie ai suoi componenti in Commissione antimafia, ha portato proprio in quella Commissione in 57 pagine, mi sembra, ci sono le domande che tutti noi dobbiamo Assad, a cui tutti noi dobbiamo avere delle risposte è proprio la Commissione antimafia,
Sarebbe lo strumento per
Creare, per scrivere quella che è una verità storica e politica, non solo giudiziaria, perché poi la?
Competenze, la capacità di una commissione politica è quella di partire, si dalle sentenze giudiziarie, ma poi di creare quel filo che le lega, e questo sta alla politica fare.
Ma la politica di Fratelli d'Italia e del centrodestra non vuole permettere tutto questo, e quindi siamo veramente in un paradosso leggendo quella relazione, la cosa che più almeno a me personalmente preme è che la nostra generazione è cresciuta, purtroppo con quelle drammatiche immagini io ero un bambino, però nella mente abbiamo frequentato le scuole medie e liceo sempre con,
Questo clima e quindi siamo cresciuti con la consapevolezza di quegli attimi per le nuove generazioni, chiaramente sono distanti nel tempo queste questi fatti.
E quindi sta a chi ha una responsabilità politica, non fare cadere nell'oblio e, ancora peggio, dell'oblio, dare una versione differente da quella che è la realtà di ciò che è accaduto nel nostro Paese, se pensiamo che sia semplicemente un esercizio storico e di memoria.
Fare questo tipo di operazione stiamo sbagliando, perché questa cosa riguarda il presente e riguarda il futuro e riguarda soprattutto.
Quei giovani, magistrati e quelle giovani magistrate che devono sapere che possono indagare il potere
Che possono mettere le mani.
In punti scomodi e in punti delicati e che la politica è dalla loro parte e non contro di loro, perché se non facciamo questo oggi noi stiamo dando un esempio devastante a chi vuole intraprendere questo tipo di carriera, gli stiamo dicendo, si indaga, fai tutto quello che vuoi nella ordinaria amministrazione ma ci sono dei punti che non devi toccare e questo noi non ce lo possiamo permettere quindi
Questo è quello a cui stiamo assistendo e io ribadisco quello che ho già detto il mio collega Luca Pirondini, l'orgoglio infinito che abbiamo come gruppo del Movimento 5 Stelle, avere persone come Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho nel nostro gruppo e nella Commissione antimafia e fa sorridere che Gasparri dica loro che devono andare via dalla Commissione grazie,
Quello che è accaduto ieri.
Alla Commissione antimafia.
Non può essere raccontato.
Con l'ottica della cronaca, al contingente nella diatriba tra magistrati, il procuratore della Repubblica, che impiega metà del tempo, attaccarli frontalmente, io che io che gli rispondo.
È una storia molto più grande, che trascende me crescente di Lucca, trascende tutti noi.
La chiave di lettura è molto più complessa.
Ieri è andata in scena l'ultimo capitolo in ordine di tempo di un conflitto profondo che si è aperto nella società italiana subito dopo le stragi del 92 93.
Il che da allora non si è mai interrotto e che arriva sino ai nostri giorni.
La posta in gioco di questo conflitto e ma cosa è successo veramente le stragi del 92 93 ed è un conflitto che attraversa la politica, le istituzioni, il giornalismo e la magistratura?
Una parte della magistratura, sin da subito dopo le stragi, ha ritenuto che quelle stragi siano state opera soltanto di mafiosi come Riina e per interessi interni alla mafia, l'ultima versione se gli appalti un'altra parte della magistratura ha ritenuto che questa storia è falsa.
Che questa storia non sta in piedi.
Perché è contraddetta da alcuni fatti incontrovertibili, che dimostrano che quelle stragi non sono state soltanto stragi di mafia, quali sono questi fatti e depistaggi?
I depistaggi hanno caratterizzato tutte le indagini sulle stragi del 92 del 93, gli ha, non ha il tempo di esporre, faccio un elenco telegrafico strage di Capaci, la procura di Caltanissetta sequestra la stanza di Falcone al ministro della Giustizia la sigilla.
Ignoti, si introducono in quella stanza sigillata, accendono il computer di Falcone e, come risulta dalle consulenze che abbiamo fatto, tra le migliaia di file che c'erano dentro col computer.
Nei consultano soltanto alcuni quella delle indagini di Falcone su Gladio e su delitti politici come Mattarella ed altri
è stata accertata con la consulente che gli apparati dello Stato che dovevano visionare le agende elettroniche di Falcone hanno distrutto alcune file di quel agenda.
E poi la strage di via d'Amelio esplode l'autobomba e apparati dello Stato uomini di apparati statali si proiettano sulla scena con l'unico scopo di fare sparire l'agenda rossa di Paolo Borsellino.
E poi la creazione di un falso collaboratori di giustizia Scarantino ad opera di apparati delle forze di polizia e poi, quando si scopre che Scarantino, era un falso collaboratore, entra in campo un altro falso collaboratore nel 2020 e potrei continuare che non si sia trattato soltanto di stragi di mafia ha dimostrato un altro fatto la partecipazione a quelle stragi di soggetti esterni.
Gaspare Spatuzza ci ha spiegato che, nel momento in cui stavano caricando di esplosivo alla FIAT 126 esplosa in via d'Amelio, era presente un soggetto esterno.
Dalle indagini è risultato che, alla strage di via Palestro a Milano ha partecipato una donna portatrice di interessi che non erano certamente a quelle delle mafie ho usato la parola conflitto anche all'interno della magistratura, perché non si è trattato soltanto di una fisiologica divergenza di vedute.
I magistrati che non hanno aderito alle narrazioni, alla ricostruzione, secondo cui l'assaggio del 91 93 sarebbero soltanto stragi di mafia.
E che hanno continuato a fare indagini per dare un volto ai mandanti e complici esterni. Sono infatti tutti entrati nel mirino e hanno condiviso lo stesso destino, sono stati emarginati all'interno dei loro uffici, sono stati esclusi dalle indagini, sono stati sottoposti a procedimenti disciplinari, sono stati penalizzati nella carriera, sono stati oggetto sistematico di linciaggio mediatico da parte dei media, espressione del sistema di potere, vi faccio alcuni nomi, alcuni sono conosciuti, altri no Nino Di Matteo, il pm, alla trattativa ormai esploso da tempo da qualsiasi indagine sui mandanti esterna, il dottore Gianfranco Donadio sostituto procuratore nazionale antimafia, il primo che tirò fuori la pista nera, è individuo, un uomo dei servizi che si chiamava Julian Giovanni Aiello, che era un killer dei servizi che lavorava con la mafia. Risultato procedimento disciplinare è durato anni. Soltanto dopo anni è stato assolto il dottor Sebastiano Ardita. Il procuratore aggiunto di Catania, che ha dato un contributo importantissimo per le indagini, è risultato ogni volta che presentano la domanda viene sistematicamente bocciato per tutti gli incarichi direttivi
Il dottor Book attestano Pescaroli, procuratore aggiunto presso la Procura, tu la procura di Firenze, che ha condotto le indagini sui mandanti esterni delle stragi del 93.
Quando ha lasciato l'ufficio per trasferirsi a Prato ha scritto il mio ufficio ha subito un livello d'intimidazione istituzionali senza precedenti che ci ha impedito di accertare la verità.
E, se mi consentite, tra questi magistrati ci sono stato anche io.
Chi conosce la mia storia sa che, sin dall'inizio, io ho sempre sostenuto che le indagini dell'che, le stragi del 92 93 non sono state soltanto stragi di mafia e per questo motivo anche io ho pagato i miei prezzi per tre anni sono stato escluso dal pool antimafia.
È stato proposto il mio trasferimento da Palermo per incompatibilità ambientale.
Ho dovuto fare 53 querele, ma non perché mi piace fare querela, ma perché sono stato subissato da una serie di diffamazione incredibili mi hanno accusato anche di riciclaggio di avere dato i documenti ai mafiosi.
Di avere imbeccato falsi collaboratori,
Come ha detto all'inizio, il conflitto sulle cause delle stragi ha visto contrapporre due componenti della magistratura e in particolare la procura di Palermo e la procura di Caltanissetta.
La Procura della Repubblica di Caltanissetta.
Sulla strage di via d'Amelio ha preso una cantonata che è passata alla storia, il procuratore della Repubblica di Caltanissetta Tinebra ha seguito le piste e le indicazioni di due esponenti dei servizi segreti.
Il dottor Bruno Contrada numero 3 del Sisde e a cui ha affidato la prima indagine sulla strage di via d'Amelio il giorno dopo la strage.
E l'altro era il dottor Arnaldo, la Barbera, che ufficialmente, e il capo della squadra mobile di Palermo.
Ma in realtà, come abbiamo scoperto a Palermo, era un uomo dei servizi con il nome in codice futili US e la borsa, la sentenza Borsellino quater ha accertato che è stato proprio lui.
A costruire su indicazioni dei vertici della polizia il falso collaboratore Scarantino, ecco, quando è scoppiato il primo conflitto tra la procura di Caltanissetta, alla Procura di Palermo, è scoppiato subito dopo
Che la procura di Caltanissetta ha affidato le indagini su quella strada a Bruno Contrada numero tre dei servizi segreti, perché scoppiato perché noi abbiamo arrestato, Bruno Contrada.
Nel dicembre del 1992.
Questo ha determinato, in relazione fortissima della Procura della Repubblica di Caltanissetta contro la Procura di Palermo, una reazione fortissima di tutti i vertici della polizia contro di noi del sistema di potere, l'avvocato di Bruno Contrada ha presentato un esposto nei miei confronti accusandomi di persecuzione nei confronti del suo cliente perché aveva disposto una nuova perquisizione, ebbene oggi l'avvocato di Bruno Contrada, che ha presentato con l'esposto è stato nominato in questi mesi consulente di questa Commissione parlamentare antimafia.
Il conflitto con la procura di Caltanissetta e di Palermo a scoppio anche sul collaboratore Scarantino, perché le forze di polizia, dopo averlo somministrato alla Procura di Palermo, volevano somministrando anche noi che lo portarono, guardate che questo collaboratore sa cosa importantissima, abbiamo sentito per quattro volte Scarantino e diceva cose rilevantissime dopodiché ci siamo chiusi in una stanza abbiamo detto questo è una polpetta avvelenata e l'abbiamo buttato nel cestino.
Abbiamo parlato con i colleghi di Caltanissetta e gli abbiamo detto, guardate che è una polpetta avvelenata, poi state prendendo una cantonata bestiale, la procura di Caltanissetta non ci ha voluto sentire, io volevo sollevare un caso nazionale e mi ci disse che non lo potevo fare perché sarei stato accusato di delegittimare la magistratura di Caltanissetta e così mi sono stato zitto.
Poi, anni dopo, quando sono diventato procuratore generale di Caltanissetta, insieme col procuratore a Repubblica e altri sette, Sergio Lari che avevano parlato con me a Palermo, abbiamo aggiustato la barca, abbiamo stracciato quella indagine, abbiamo fatto la revisione di quel processo che grazie alle dichiarazioni di Scarantino aveva condannato degli innocenti ecco a distanza di anni,
Il destino vuole che ne ritrovi nuovamente in conflitto con la Procura della Repubblica di Caltanissetta,
Da tre anni a questa parte la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha sposato come verità rivelata.
La narrazione sulle stragi del generale Mario Mori un soggetto particolare.
Perché il generale Mario Mori ha iniziato la sua carriera nei servizi segreti e l'ha conclusa nei servizi segreti?
Ed è un soggetto particolare perché il generale Mario Mori e attualmente indagato dalla Procura della Repubblica di Firenze per concorso nelle stragi del 1993 è guardato un po'che straordinario, cortocircuito, che si verifica all'interno della magistratura.
Una procura della Repubblica di Firenze che indaga morì per le stragi del 93 e una procura della Repubblica di Caltanissetta, che ritiene la narrazione timori sulle stragi, come la verità rivelata e su quella narrazione, costruisce un'intera indagine, un soggetto particolare, Mario Mori, perché in una pubblica trasmissione con Gaia Tortora ha dichiarato che lui si tiene in forma perché si deve vendicare dei magistrati di Palermo che l'hanno processato tra cui ci sono io l'ha dichiarato in una pubblica trasmissione come ha rivelato la trasmissione Report.
La Procura della Repubblica di Firenze, indagando su di lui per le stragi del 93, ha scoperto che orientava dietro le quinte i lavori di questa Commissione parlamentare antimafia, indicando i consulenti che dovevano essere nominati, alcuni dei quali sono stati nominati, e sia stato accertato che, parlando con questi soggetti diceva che lui era un mio acerrimo nemico.
Quindi, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha sposato in modo calligrafico la ricostruzione nelle causate dalle stragi del generale Mario Mori una ricostruzione che la Procura della Repubblica di Caltanissetta, che la Gip presso il Tribunale di Caltanissetta Luparello, ha bocciato come affetta virgolette da severa miopia e da un approccio mistico e dogmatico.
Se avesse usato io queste parole, mi avrebbero accusato di delegittimare la magistratura, lo scrive un giudice dopo avere esaminato questa pista dopo averla bocciata e dopo avere ordinato la procura di Caltanissetta, dedicarsi a cosa più seria e cioè sulle piste sui mandanti esterni, ordinando ben 43 nuove investigazioni.
Nonostante questa bocciatura, come se nulla fosse il procuratore De Luca,
Ha ritenuto, pur sapendo che questa indagine destinata all'archiviazione a esporre in una seduta in seduta pubblica fluviale per quattro volte tutta questa indagine.
Che è pervenuta ad uno zero spaccato e siccome non voglio essere accusato di utilizzare espressioni improprie veleggiando, delegittimando la magistratura, questa espressione è stata usata dall'articolo del Foglio pubblicato oggi che, dopo avere analizzato questa indagine, l'ha definita come l'ASP e zero spaccato ed essendo il foglio mi pare degno di particolare menzione zero spaccato perché si è concluso in una totale archiviazione nei confronti di ignoti dopo avere sostenuto che le stragi del 92 93 sarebbero state fatte.
Per favorire un imprenditore mafioso che si chiamava Buscemi Antonio, il quale era collegato al Book, al gruppo Ferruzzi, per evitare che la magistratura potesse scoprire questi matrimoni di interesse tra questo imprenditore, Buscemi e col gruppo Ferruzzi,
Non sono riusciti neanche scrivere questo Buscemi nel registro degli indagati, ma se tu per 400 pagine sostiene che questa è la causale, quantomeno com'è che concludi contro ignoti 1, ciò devi mettere neanche quello non l'hanno potuto iscrivere perché non hanno raggiunto neanche gli elementi sufficienti per esprimere questo soggetto.
Zero spaccato perché non sono riusciti a spiegare in base a quale prove non sono riuscito a spiegarmi perché non esistono Riina, avrebbe anticipato la strage di via d'Amelio per impedire che si svolgessero queste indagini, come sapete, nel corso di questa indagine il procuratore della Repubblica di Caltanissetta ha messo sotto intercettazione tu tanti magistrati della Procura della Repubblica di Palermo tra cui anche io sono stato intercettato dal febbraio del 2023 a luglio del 2024 per 15 mesi.
Con 33 conversazioni intercettate e trascritte.
Sono state trascritte anche le mie conversazioni, in cui non parlava affatto di mafia, appalti in cui parlavo, ad esempio, del caso Cospito.
Esprimendo mie valutazioni personali su alcuni parlamentari del Pd.
Io il il collega Gubitosa ieri ha chiesto al procuratore De Luca ma mi spiega qual è il rapporto tra il caso Cospito e mafia appalti, ma non si è trattata di una svista, perché hanno trascritto anche le conversazioni in cui io parlavo con alcuni esponenti del Pd per la nomina del nuovo presidente della Corte della Commissione antimafia hanno trascritto le conversazioni in cui io parlavo dei benefici indebiti penitenziari che sono stati concessi estremisti fascisti come Cavallini come Ciavardini come il capomafia,
Di Enna Bevilacqua.
Ci dovrebbero spiegare perché hanno trascritto queste conversazioni hanno trascritto le conversazioni in cui io parlavo, del generale Maletti, in cui parlavo di Pino Rauti, di estremisti fascisti. Esiste una norma del codice che vieta la trascrizione anche in forma sintetica di tutte le parti delle conversazioni che non hanno nessuna connessione con le indagini, ma sono state trascritte, sono state trascritte, sono state mandate alla Commissione parlamentare antimafia, alla lettura di tutti i 50 parlamentari, alcuni dei quali giustamente si sono incassati per quello che io dicevo parlando riservatamente con un mio vecchio amico e collega, crea anche dei problemi politici. Ecco, dicevo, hanno intercettato questi magistrati, ci hanno intercettato e che cosa hanno sentito? In queste conversazioni? Voi dovreste leggere, ci sono questi magistrati che sono indignati
Per il fatto che si possa sospettare che loro abbiano fatto delle irregolarità in un'indagine che si chiamava mia appalti, che hanno capito, avevamo capito tutto benissimo che dietro la Colosimo e questa maggioranza di centrodestra che gestisce la Commissione parlamentare antimafia in modo parlo vanta in modo padronale si muoveva Mori e il suo gruppo,
E ci dicevamo tra di noi, ma come possiamo fare per smontare questa costruzione che viene portata avanti, qual è il modo in cui possiamo dimostrare come sono andati i fatti e di che cosa possono parlare dei magistrati per disabilità, produciamo tanti documenti, sentiamo come testimoni quei magistrati che hanno fatto queste indagini ma si ricorderanno non si ricorderanno, parlavamo di queste cose ebbene,
Il procuratore di Caltanissetta ha definito questa attività come un'attività di depistaggio, cioè il depistaggio. Se mica uno sviamento della verità, si cerca persone che si mettono d'accordo per tacere il vero o per dire il falso, ma se delle persone parlano tra di loro per dimostrare i fatti, in che senso sarebbe un'attività di depistaggio? Ha censurato il fatto, lo dicevamo, seppelliamo la commissione Antimafia sotto una valanga di documenti, ebbe e visto che non ci facevano fare le indagini sui mandanti esterni e sui suoi complici, che cosa potevamo fare se non depositare tanti documenti? Ebbene,
E questa attività è stata definita come una un, un'interferenza indebita, io Lo Forte Natoli caselle, noi entravamo per interferire sui lavori della Commissione antimafia e naturalmente avrebbe dovuto dire perché è stato accertato che volevano dimostrare questa cosa, che era falsa, ma non è stato indicato niente che non fosse conforme alla verità.
L'unica cosa a cui si era appuntato si era appuntato il procuratore De Luca era una intercettazione di una conversazione, avvenuta il 18, il 18 gennaio 2024 tra me e Natoli, al quale sono legato da un'amicizia e di più di 30 anni perché ha fatto parte insieme a me del pool Falcone Borsellino e abbiamo fatto il processo Andreotti abbiamo fatto il processo Lima, quello che era successo.
E che Natoli
Aveva sentito un'audizione alla Commissione antimafia il 29 novembre 2023 di un altro magistrato, questo magistrato è l'attuale procuratore generale di Cagliari, si chiama Luigi Patronaggio e, parlando alla commissione Antimafia, su domanda della presidente Colosimo, ne aveva parlato di un'importante riunione.
Della procura di Palermo del 14 luglio 1992, in cui era stata esposta tutta l'indagine mafia, appalti e il dottor. Lo Forte aveva detto che alcuni li avevamo arrestate, rinviate a giudizio per altri, perché non c'erano sufficienti elementi. Era stata fatta una richiesta di archiviazione parziale dinanzi a tutto l'ufficio dinanzi a 40 magistrati. Ebbene, il giorno stesso, il giorno dopo Natale, mi chiama e mi dice anche io ero presente, Luigi ha detto esattamente le cose come stavano perché io mi ricordo effettivamente Guido Lo Forte ha parlato di questa richiesta di archiviazione, ora io dico
Ma questa è una cosa importante, giochino quando sarei sentita la Commissione parlamentare antimafia, racconta chi la cosa come racconta da me passano due mesi a gennaio, Natoli, mi dice che sarà sentito dalla commissione antimafia, allora gli dico ricordati di parlare alla commissione antimafia di quella riunione del 14 luglio ed è la richiesta di archiviazione e il procuratore De Luca sostiene che io e Antonio ci saremmo messi d'accordo.
Per inventare una circostanza falsa, e cioè che in quella riunione si sarebbe parlato di questa richiesta d'archiviazione, una follia ha tenuto conto che la stessa cosa dice Patronaggio, lo dicono altri magistrati, non c'è nessuno che la Lega.
Ma se tu devi affermare che Jannattoni ci siamo detti in quella conversazione, una cosa che ritiene non vera, per prima cosa, quando tu mi hai sentito nel giugno del 2024 a Caltanissetta, mi hai chiesto spiegazione sulle conversazioni intercettate di Natoli con un altro magistrato e non mi hai chiesto nessuna spiegazione sulle mie conversazioni con autori.
Non mi chiede niente, io mi alzo dalla sedia subito dopo tu prendi quelle trascrizioni di accettazione e li mandi alla Commissione antimafia, sostenendo che io e Antonio ci siamo messi d'accordo perché non mi ha sentito perché non è raccolto la mia spiegazione io ti avrei portato il mio telefonino e gli ho detto controllano le mie conversazioni con autori del 29 e 30 novembre del 1 dicembre vai a ve,
Vedere se tu hai queste conversazioni intercettate, interroga Natoli, chiedergli se è vero, ma che ha fatto neanche una domanda.
Ma a parte questo, la cosa che veramente ci ha lasciato stupiti e scoprire che la procura di Caltanissetta aveva la prova che Natoli aveva detto la verità e l'abbiamo scoperto.
Grazie al Fatto Quotidiano che sia andato a leggere tutte le carte, quando finalmente sono state leggibile e ha scoperto una bellissima trascrizione intercettazione del 25 ottobre 2023 Natoli parla con un altro magistrato, Antonio Ingroia parlano di tante cose, a un certo punto incidentalmente Natoli parla sì di quella riunione del 14 luglio al 92 quando guida Roberto cioè Lo Forte Scarpinato hanno parlato della richiesta d'archiviazione.
Ne parla così incidentalmente, con Ingroia due mesi prima che ne aveva parlato con me, allora,
Se ne parla con Ingroia il nell'ottobre del 2023, senza sapere di essere intercettato senza nessuno scopo è evidente che ha raccontato a Ingroia un fatto vero e quindi, quando lo dice a me, mi sta raccontando un fatto vero all'inizio io ho pensato non se ne sono accorti sono stati distratti, no, se ne sono accorti,
Perché nella pagina 559 della richiesta di archiviazione è citata questa intercettazione, ma hanno tagliato la parte in cui c'era questo dialogo tra Natoli Ingroia non l'hanno riportata, non riportato un altro pezzo di conversazione che riguardava un altro argomento, questo è un fatto molto grave.
Perché il pubblico ministero deve obbligatoriamente, senza il codice penale, produrre tutte le prove a vantaggio della difesa e dei terzi non indagati, non può non produrli, li deve produrre argomenta che ritiene che non siano rilevanti la difesa contro argomenta il giudice, le conosce, non le hanno prodotte,
Non solo, ma il Gip ha poi scritto che ha depistato and io avrei depistato le indagini sulla base della richiesta di scaltrezza, senza conoscere queste intercettazione, quindi non si è letto le carte.
Questo fatto è stato contestato ieri al dottore De Luca, il quale, per tutta risposta per metà della sua relazione ha ritenuto di dovermi attaccare dicendo che se io faccio critiche, delegittima la magistratura, io non delegittima la magistratura.
Quando io mi sono accorto di essere stato intercettato, ho fatto ricorso alla Giunta del Senato.
Ho fatto ricorso alla Corte costituzionale, ho seguito le vie istituzionali quando è stato archiviato questo caso, io non avevano strumento, non esiste un appello su un decreto d'archiviazione e quando io mi rendo conto di questo e cioè che tu scrivi che aveva depistato avrei depistato avendo le prove che non è così cos'altro posso dire se che se tu che hai scritto una cosa che non corrisponde alla realtà e che depistante,
Naturalmente qui concludo questo che, come vedete, è una storia che viene da lontano parte da Tinebra, arriva ad oggi, parta da Contrada dalla Barbera e arriva amori, è una storia che si trascina, perché l'ho detto l'ho ripetuto 1.000 volte,
Ci sono una decina di persone,
Il volte ci sono una decina di persone in questo Paese, il volte ci sono una decina di persone, in questo Paese, una si chiama Giuseppe Graviano, un altro Filippo Graviano, l'altro Leoluca Bagarella, un altro si chiama Salvatore Biondino e altri.
Che se domani potessero parlare e dire cosa è successo dietro le stragi del 92 93, questo Paese si ferma, il governo cade.
Perché quello che è successo dietro le stragi del 92 93 non è, come vogliono far credere loro, una storia del passato, della Prima Repubblica di appalti che coinvolgono politici ormai archiviata dalla storia, di cui nessuno si ricorda, la campagna stragista del 92 93 è stata la levatrice di quest'ordine politico che ha portato al potere queste forze politiche.
Che sono forze politiche che hanno come punti come padri fondatori come Animals spirits come punti di riferimento morali, personaggi che sono stati coinvolti nelle indagini sulle stragi Berlusconi dell'Utri, Paolo Bellini, esponente della destra eversiva, Stefano Delle Chiaie. Queste persone, questa maggioranza di governo vede come l'orticaria come fumo negli occhi, qualsiasi indagine conoscitiva che possa connettere le stragi del 92 93 alla loro ascesa del potere, e quindi questa maggioranza e governo ha approfittato degli attuali rapporti di forza per tentare di chiudere una saracinesca del passato. È stata militarizzata dalla commissione antimafia, la presidente Colosimo che questa maggioranza ha impedito qualsiasi indagine conoscitiva sui mandanti esterni, sui concorrenti esterni, sui depistaggi, sulle stragi del 93, quando abbiamo depositato a settembre una memoria di 57 pagine in cui abbiamo elencato minuziosamente tutti i buchi neri alle stragi di indagini da fare e il risultato è stato non uno di questi testi è stato sentito ed è iniziato una guerra perché la verità rivelata era quella dal generale Mori
Il quale generale Mori quando ha deposto dinanzi alla commissione Antimafia, è stato applaudito da questo centrodestra e, insieme al capitano De Donno, ha dichiarato pubblicamente la sua stima nei confronti di una ciclo dell'Utri pur dopo che era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi naturalmente si viene a creare una situazione in cui questa maggioranza di destra può chiudere una saracinesca sul passato.
Può strumentalizzare questi errori, che io ritengo della magistratura di Caltanissetta, per cercare di, è quello che farà la relazione di maggioranza già pronta dal 2023. Sarà una relazione di maggioranza in cui si scriverà che le stragi sono state fatte soltanto per gli appalti che noi magistrati di Palermo abbiamo depistato, le indagini è già scritta ma gli ha scritto dal 2023. Abbiamo perso tempo l'hanno già anticipata non ci sarà una parola sui depistaggi.
Non ci sarà una parola sui concorrenti esterni, non ci sarà una sto una parola sui mandanti.
Quello che è accaduto ieri non è una storia di diatriba tra magistrati, non è una storia che riguarda Scarpinato, non è una storia che riguarda De Luca, è una storia che riguarda tutti voi, se loro pensano di potermi tappare la bocca con questi metodi non sanno con chi hanno a che fare non mi sono fatto intimidire da Riina ad Andreotti e Berlusconi, non mi farò intimidire da questa sporca politica.
Beh, credo sia chiaro che Roberto Scarpinato ha una grave colpa.
Ha una grave colpa agli occhi.
Delle forze di destra che sono al governo.
è un magistrato che ricerca la verità da anni acquisito una competenza incredibile.
Per portare prove riscontri documenti, conoscenza di tutti i fascicoli processuali
Con grande competenza, con grande dedizione ha offerto a chi vuole intendere tanti elementi per ricostruire quei livelli che sono rimaste ancora raccolti per le stragi del 92 93.
Parliamo di una ricerca della verità sulle stragi che, indubitabilmente rispetto agli elementi di cui emersi, sottolinea che c'erano livelli che svolgono servizi deviati.
L'eversione nera, apparati istituzionali dello Stato e quindi anche responsabilità politiche, una verità che scotta molto, per la verità molto indigesta coloro che oggi hanno la maggioranza del Paese vorrebbero pensando di aver avuto il voto degli italiani, anche di avere la legittimazione per riscrivere la storia.
E questa è la partita che stiamo giocando.
Roberto Scarpinato non si presta a farsi intimidire, come avete sentito, da un linciaggio mediatico.
Dove stanno cercando di tutto?
Di tarpare le ali, chiudere finalmente questi canali di indagine e di investigazione.
E noi non ci prestiamo affatto.
Noi siamo con lui.
Passiamo con lui, non perché dobbiamo far polemica politica, siamo con lui perché riteniamo che la verità delle stragi lo si debba a coloro che sono e la lista è lunghissima, che sono morti.
Per queste stragi, a tutti coloro, ai familiari che ancora vivono, a tutti coloro che si sono battuti sin qui nella direzione che porta complici e mandanti eccellenti.
Ci sono tutti gli elementi per poter.
Finalmente arrivare alla verità delle stragi.
E vedete, non lo diciamo solo noi, perché con Scarpinato lo ha detto anche il Gip Luparello.
Il magistrato che, per quanto riguarda la tesi sostenuta da questa destra al governo, cioè che tutto sia riconducibile sostanzialmente alla famosa tesi investigativa mafia e appalti e solo lì ed esclusivamente su questa tesi vada recuperata la ragione della morte di Borsellino, il Gip Lupo il Gip Luparello rispondendo al procuratore De Luca,
Che ancora esclusivamente Ensi vorrebbe insiste su questa tesi della mafia appalti ha detto che insistere in questa direzione e atto di severa miopia investigativa e un approccio mistico e dogmatico, e non si è limitato a questo.
È un magistrato con molto scrupolo, si è fatta carico di individuare 43 elementi.
43 filoni d'indagine, che non sono stati assolutamente approfonditi dalla procura di Caltanissetta,
Di fronte a questo, che cosa abbiamo, abbiamo invece un una Commissione antimafia.
Il sin dall'inizio da quando ha fatto entrare a San Macuto
Mi riferisco alla presidente Colosimo, il generale Mario Mori di fatto non l'ha fatto più uscire da questa Commissione, perché di fatto è l'anima di questa Commissione.
È colui che ha fornito, è indirizzato, la Commissione, ha dato indicazioni, è stato audito più volte.
È stato acclamato e osannato dai componenti di maggioranza di questa Commissione,
Antimafia, perché tutti sono evidentemente ben interessati, orientati a chiudere la ricerca della verità.
Nella prospettiva che è stata offerta appunto da questa tesi investigativa e a nulla sono valsi a nulla, è valso anche lo sforzo che i commissari del Movimento 5 Stelle hanno fornito doverosamente.
Insieme a Roberto Scarpinato, di fornire 57 pagine.
Offrendogli al presidente Colosimo e a tutti i magistrati della commissione 57 pagine con dovizia di riferimenti materiali, giudiziari, fascicoli processuali, per spingere la Commissione ad allargare il raggio di attenzione e indagare no, questa Commissione è nata con questa tesi.
E ormai siamo convinti, nonostante tutti gli sforzi, nonostante i commissari del Movimento 5 Stelle si siano battuti con grande coraggio insieme anche agli altri commissari di maggioranza, questa Commissione morirà con questa tesi.
E soffocherà qualsiasi altra prospettiva.
Vedete, ci sono poi delle anomalie.
Nel rispetto, ovviamente del lavoro dei magistrati, ma ci sono delle anomalie che vanno segnalate,
Il procuratore De Luca.
Di Caltanissetta, evidentemente così concentrato su quest'unica tesi investigativa.
Ha dedicato ben 15 mesi a intercettare il senatore Scarpinato per 15 mesi, non so quante migliaia e migliaia di pagine sono state trascritte delle intercettazioni, Roberto Scarpinato non ha nulla da nascondere, non ha nulla da nascondere, anche perché queste intercettazioni sono di pubblico dominio, le potete leggere tutti, però c'è una particolarità.
Che quando si intercetta un parlamentare, normalmente ci sono delle guarentigie delle garanzie costituzionali.
E quindi uno dovrebbe segnalare, come di solito viene fatto alla Camera al ramo di appartenenza del Parlamento, la richiesta per poter proseguire se non sono occasionali, credo che 15 mesi e migliaia e migliaia di intercetta di trascrizioni di intercettazioni non sia un fatto occasionale, non è stato fatto ma ripeto, non c'è nulla da nascondere o i prendendo dei nostri cellulari son qui,
Abbiamo l'abitudine di far politica in modo trasparente, non siamo fidanzati a nessuno, non abbiamo collusioni, non abbiamo nulla da nascondere, non possiamo dire lo stesso di questa maggioranza che addirittura, di fronte a un caso limite che se uno lo raccontasse un domani a chi verrà dopo di noi, sarebbe incredibile, cioè un sottosegretario alla Giustizia che costituisce una società commerciale per fare affari
Con una famiglia prestanome di un clan mafioso, ebbene, addirittura questa maggioranza ha scudato
Le sue, la sua chat e quindi questa maggioranza sta intralciando la Procura di Roma nell'indagine che riguarda un clan mafioso procura di Roma, che legittimamente e correttamente ha fatto tutte le richieste e non può procedere adesso ha sollevato conflitto di attribuzioni, mi risulta,
Perché non ha avuto accesso a questo materiale investigativo che capite, è fondamentale per cercare di proseguire nell'indagine sul campo mafioso, questa maggioranza Scuda e impedisce l'accesso alle chat di Del Mastro, il caso invece specifico che cosa è successo
è successo che la procura di De Luca.
Si rende conto che sono intercettazioni che non sono inerenti molte almeno di queste non sono assolutamente inerenti alla all'investigazione che sta compiendo, eppure che cosa fa per chi è successo, poi un fatto De Luca è stato sentito in commissione antimafia?
E De Luca fa una, il procuratore De Luca, che noi rispettiamo come magistrato, il suo lavoro però fa una distinzione che francamente, quando ho letto a me mi ha fatto, come dire, dubitare veramente che fosse una tesi assolutamente plausibile.
Dice, ma il codice di procedura penale regolamenta quelle che sono le intercettazioni non attinenti alle indagini, sostanzialmente è garanzia addirittura Scarpinato e non indagato.
Attenzione non indagato a garanzia del non indagato e comunque anche dell'indagato, ciò che non irrilevante dovrebbe essere destinata al macero, addirittura non accessibile, neppure alle parti processuali,
E che cosa fa invece il procuratore De Luca?
Tutte queste trascrizioni e migliaia di da di trascrizioni delle intercettazioni non inerenti le raccoglie.
E lei invia alla Commissione antimafia?
Allora scusate, lo dico ai non giuristi, non bisogna avere un'educazione giuridica.
Ma se addirittura il codice di procedura penale fissa dei paletti per l'utilizzo del materiale e vuole che sia inerente alle indagini è quello che non è inerente a tutela delle conversazioni private.
Dell'interessato deve essere destinato al macero, come puoi pensare tu che sei legittimato ha diritto a mandarlo al Parlamento, a commissioni parlamentari dove notoriamente ci sono polemiche politiche, dove ci sono scontri nella maggioranza Iolas da forze politiche e infatti cosa è successo appena questo materiale è arrivato alla Commissione parlamentare, mi risulta che la Colosimo, l'abbia tenuto per suo conto per alcuni mesi e poi l'abbia versato con vincolo di riservatezza, un vincolo così stringente che un attimo dopo era su tutti i giornali di destra. Tutti potevano leggere le intercettazioni, anche non rilevanti, di Scarpinato. Connettori
Su temi che riguardavano addirittura alle strategie che nel Movimento 5 Stelle aveva concepito per l'elezione del presidente della Commissione.
Riguardava altri colleghi conversazioni fatte tra due amici di decenni in piena libertà, ma, ripeto, non abbiamo nulla da nascondere.
Quindi praticamente ieri sono stato sconcertato, ossia dalla conduzione, perché ho cercato di seguire anch'io la il confronto che c'è stato in antimafia, sia dalle modalità con cui è avvenuto questo confronto e sia da questa tesi giuridica che mi sembra un'assoluta novità da parte di un magistrato penale, un procuratore della Repubblica,
Per cui, se il codice è retto, garanzie a tutela di indagati e imputati per tutto ciò che non attinenti all'investigazione. Queste garanzie, però, si può trovare il modo per renderle pubbliche per evidentemente mettere in difficoltà soggetti che invece le norme di diritto vorrebbero tutelare nella loro privacy. Per tutto ciò che non è irrilevante penalmente, concludo è emerso anche un altro fatto che è stato è emerso anche un altro fatto che è stato sottolineato, che ci ha lasciato allibiti, cioè nelle stesse carte è emerso che c'è stata una telefonata conversazione tra Natoli, Ingroia dove Natoli. Quello che successivamente è stato oggetto di scambio di conversazione tra il senatore Scarpinato e Natoli Natoli ha riferito prima l'ha, riferito prima a in gloria a Ingroia, ed è questa famosa riunione del 14 luglio 1992 senza ritornare nel merito delle questioni e quella questione da cui evidentemente De Luca e il Gip che ha seguito la sua indicazione hanno parlato di depistaggio ma, come è stato detto,
I magistrati che hanno parlato di quella riunione, Patronaggio, lo stesso Natoli, tutti quelli che hanno parlato nessuno ha messo in dubbio che durante quella riunione si è parlato anche dell'archiviazione parziale del filone mafia, appalti alla presenza di Borsellino nessuno.
E, ripeto, Natoli lo ha riferito ai mol na in epoca antecedente anche Ingroia, quindi, come si fa a dubitare di quel che dice Scarpinato quando giustifica questa conversazione con Natoli come sollecitata a ricordarli una verità che lui stesso gli aveva anticipato, come si fa a mettere in dubbio?
Il fatto che quella conversazione è quello scabbia era un incitamento a riferire tutti i fatti di cui Natoli è sempre stato a conoscenza.
Vuol dire che forse la buonafede non c'è o forse c'è una disattenzione rispetto alle carte processuali che si avevano davanti e che davano studiate con grande attenzione, detto questo e concludo, noi vedete, abbiamo chiesto più volte questa Commissione Antimafia, è una Commissione che diamo sia stata compromessa nella sua capacità di approfondire,
E di investigare sulle sulla verità della verità, delle stragi sin dall'inizio.
E purtroppo siamo costretti, siamo stati costretti, ma non l'abbiamo fatto, occorre leggero a chiedere sin da subito le dimissioni della presidente Colosimo.
Come parlamentare inadeguata, a rivestire l'incarico prestigioso altamente responsabile di presiedette la commissione antimafia.
Lo abbiamo fatto quando sono uscite, le foto sui suoi rapporti hanno testimoniato rapporti e addirittura affettuosi con Ciavardini, ricordo che Ciavardini, è stato condannato con sentenza passata in giudicato per la strage di Bologna dell'agosto 1990 come esecutore materiale sentenza passata in giudicato, quella foto non testimoniava una cordialità occasionale, ma nelle mani intrecciate un'amicizia e un legame comunque affettivo, evidentemente non così superficiale. Siamo ritornati a chiedere non ascoltati le dimissioni da presidente Colosimo quando è venuta fuori una notizia che le ha completamente taciuto.
E cioè che suo zio dal lato di Pat, fratello di suo padre era è stato condannato, adesso non c'è più, ma era stato condannato per aver per collusione.
Con una cosca della 'ndrangheta anche quella sentenza mi risulta passata in giudicato.
Di rete, le colpe, in questo caso della nipote del dello zio, non ricadono sulla nipote, verissimo però attenzione.
Se io uno zio condannato per fatti di addirittura di 'ndrangheta.
Ho il dovere, nel momento in cui vengo designato a far parte della Commissione parlamentare, di ferire questo potenziale conflitto dite questo è il classico conflitto di interessi, di modo che quando si tratta di e si toccano questioni che riguardano la 'ndrangheta, io mi posso astenere e lasciare che possa essere un vicepresidente a sostituirmi per essere limpidamente è corretto, trasparente nella conduzione di commissione la commissione antimafia questo non è stato mai fatto, lo abbiamo scoperto la risposta. Ho letto dai giornali Colosseo semmai giustificata. Di questo la risposta è stata uno zio con cui noi ci vediamo a Natale qualcosa del genere
Ricordo a memoria una risposta inaccettabile. Questi sono quelli che vogliono oggi fare il linciaggio,
Con una tifoseria con accanimento, con un entusiasmo soverchio, degno di miglior causa nei confronti di Roberto Scarpinato e addirittura hanno chiesto le dimissioni di Roberto Scarpinato.
Io dico, ma ce l'avete proprio la faccia di tolla, ma proprio non conoscere il senso minimo del pudore, ma non c'è ombra di resipiscenza e chi si può permettere di chiedere le dimissioni di Scarpinato dopo che si è tenuto per tre anni la Santanchè l'ha mandata a casa solo quando hanno perso il referendum sulla giustizia costituzionale di chi ha scudato Del Mastro di chi ha omesso queste cose è ancora lì, continua a rimanere imbullonato alla presidenza della Commissione antimafia e allora noi rispondiamo a loro.
Guardate Scarpinato, per nuovo, per noi è un vanto e non solo non si dimette.
Ma noi ci batteremo con maggior con maggiore lena, semmai possibile, con maggiore forza, coraggio, dedizione per accertare la verità sulle stragi.
Le vostre false piste non ci incantano, gli elementi sono già emersi, sono elementi già sufficientemente, non dico indicativi ma addirittura concordati circostanziati per dire che bisogna proseguire.
E se non ci permetterete
Cari i componenti della maggioranza, di compiere questi accertamenti in questa legislatura che sta per scadere.
Quando saremo noi maggioranza, perché lo diventeremo poi avremo la possibilità, con competenza, responsabilità, di completarli, grazie.
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