14 APR 2026
intervista

In Ungheria è caduto un regime, Magyar ora può smantellarlo. Intervista al professor Stefano Bottoni

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - Radio - 10:01 Durata: 24 min 2 sec
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Stefano Bottoni, storico dell'Europa centrale e orientale all'Università di Firenze, commenta da Budapest i risultati delle elezioni ungheresi del 12 aprile 2026, che hanno sancito la sconfitta di Viktor Orbán dopo sedici anni di potere.

Bottoni spiega perché questo sia un evento di portata storica non solo per l'Ungheria ma per l'intera "internazionale illiberale"; analizza il paradosso per cui il sistema elettorale costruito da Orbán per perpetuarsi ora consegna a Magyar una maggioranza dei due terzi - gli stessi strumenti costituzionali usati per deformare la democrazia possono ora
ripristinarla; illustra le prime mosse concrete annunciate da Magyar in conferenza stampa: adesione alla procura europea anticorruzione, riforma dei media pubblici, sblocco dei fondi europei congelati, azione giudiziaria contro gli oligarchi del sistema.

Affronta poi la questione della sopravvivenza politica di Orbán - e la prospettiva, inedita per l'Ungheria, di un processo per corruzione - e risponde infine all'obiezione della destra italiana sull'entusiasmo per la vittoria di un conservatore, rilevando che i nuovi quadranti ideologici non corrono più sull'asse destra-sinistra ma su quello integrazione europea versus esposizione alle sirene di Mosca o di Washington.

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