Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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giornalista
Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale, oggi la nostra prima pagina è.
Ovviamente molto concentrata sulla missione italiana del segretario di Stato americano, ieri ha visto il papà, oggi vedrà la Meloni, poi c'è un sondaggio che dice più o meno alla stabilità dell'equilibrio dei partiti e anche se c'è un leggero calo della Lega e di Fratelli d'Italia ma c'è l'incognita Vannacci chiamiamola così.
Poi parleremo ovviamente dell'Iran e del e di quello che succede anche a Gaza e che lo riporta bene il manifesto, dunque oggi è un anno che Prevost è diventato papà e poi lo vedremo con le parole che ha pronunciato dal balcone a San Pietro, ma iniziamo dal dall'incontro che c'è stato in Vaticano tra il segretario di Stato e il,
E il pontefice Iacopo Scaramuzzi sul Repubblica, la visita di Rubio al Papa dissenso dietro i sorrisi tensioni su Cuba e Golfo.
E qui scrive infatti l'incontro è stato cordiale nei modi le cose in comune non mancano entrambi statunitensi, entrambi con la merita dalla Latina nel cuore Ruby e di origine cubana Prevost ha trascorso vent'anni in Perù.
Eppure sono due mondi diversi che si sforzano di parlarsi, ma faticano a capirsi.
Perché se incontrarsi è stato già un passo avanti e nessuno si attendeva che scoppiasse l'idillio sulla guerra in Iran, sui bombardamenti israeliani in Libano e sui destini di Kumba, le posizioni erano e restano distanti, per non parlare dell'ottica diversa.
Con cui Washington Roma guardano alla Cina o all'intelligenza artificiale, tema quest'ultimo, che rientrerà nella prima enciclica di Leone di prossima pubblicazione, che sta così a cuore agli Stati Uniti che l'ambasciatore presso la Santa Sede Brian Barci ha annunciato che inviterà Leone a visitare la Silicon Valley nel 2027,
E poi ci sono le dichiarazioni.
Da entrambe le parti c'era voglia di mettere in valore la buona volontà di confrontarsi.
Nessuno poteva nascondere il divario.
Il Dipartimento di Stato americano ha sottolineato virgolette la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti, la Santa Sede.
Nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana.
E succinta, ma a Vergato nei minimi dettagli manovra del Vaticano nel corso dei colloqui dei cordiali colloqui si legge è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede, gli Stati Uniti d'America.
E qui finiscono le convergenze, scrive Scaramuzzi.
Poi c'è stato uno scambio di vedute nel prosieguo dell'anno sulla situazione regionale e internazionale.
Eh.
Con particolare attenzione ai paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche da difficile situazione umanitaria, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente a favore della pace.
In particolare, il Vaticano ha fatto sapere che la discussione è caduto su due punti cruciali del mappamondo, l'Africa dove Leone è stato denuncia appena stato, denunciando la corruzione dei regimi locali e la capacità dell'estrazione di minerali e terre rare, e Cuba, con un particolare riferimento ha riferito la sala stampa vaticana alla popolazione dell'isola e la necessità di aiuti umanitari.
E proprio su Cuba c'è un pezzo parte.
Di Anna Lombardi la missione impossibile di conquistare i cattolici senza cedere sulla mano, questo è la filosofia di Rubio.
Marco Rubio torna a casa con la penna in legno d'olivo, donatogli da leone quattordicesimo come simbolo di pace e con il rischio di dividere, anziché compattare, la base elettorale che si riconosce nella sua duplice identità di cattolico e latino di origine cubana, la stessa cioè che, se dovesse dar seguito alle aspirazioni presidenziali da lui già esternate nel 2016 gli sarà essenziale per coronare nel 2028,
Finora l'essere cubano e cattolico tradizionalista ha contribuito a farne lo stimato politico repubblicano, tutto d'un pezzo noto per la sua intransigenza anticomunista, nemico giurato di Cina, Venezuela, Nicaragua e, naturalmente, di Cuba, l'isola, dove non ha mai messo piede terra natia dei suoi genitori Mario Euryalus il cameriere, la barista che, a differenza di quanto da lui narrato negli anni in cui si faceva strada nel partito in quella Miami dove è nato nel 71 non sono mai stati esuli anticastristi.
Lo svela un'inchiesta del Washington Post qualche anno fa arrivarono in Florida nel 56, due anni prima dell'avvento del di Fidel Hinault, Fini che Rubbio fu costretta a cambiare house, job, biografia ufficiale sul sito del Senato.
E poi il punto dice che hanno parlato fittamente di Cuba.
Durante l'incontro il Vaticano ha un canale aperto con all'Avana e spinge per un allentamento dell'embargo, dicendosi disponibile a far arrivare aiuti, medicinali e cibo riuscendo oltre 10 marzo a far scarcerare 51 detenuti politici nello spirito di buona volontà di stretta e fluida in relazione tra lo Stato cubano e la Santa Sede aveva scritto lavano,
E poi chiude il pezzo la Lombardi, dicendo di sicuro la posta di questo viaggio si è alzata appunto anche a livello personale, a Marco Rubio, il pacificatore, non sono, tocca tornare in patria con la relazione.
Per con la relazione tra Stati Uniti e 67, poco più che rattoppata, ma deve trovare anche il modo di accontentare il suo elettorato cubano anticastrista, che da oltre mezzo secolo il sogno di riappropriarsi dell'isola, senza tuttavia scontentare con il 55% dei cattolici americani che alle elezioni del 2004 24 hanno votato Trump,
E ora sbigottito dalle critiche del presidente al papà e da una deriva bellicista abbracciata dagli Stati Uniti.
Poi, sull'argomento c'è anche il commento di Maurizio Molinari.
E dice?
Stati Uniti e Vaticano ricucire non è facile.
Due ore e mezza di incontri, Gianmarco Ruby ai vertici della Chiesa non allontanano tutte le nubi dei rapporti Stati Uniti Vaticano, ma fanno affacciare un possibile reset.
Abbiamo discusso sui conflitti in Medio Oriente e sui tempi in comune, l'interesse e l'emisfero occidentale è la frase che accomuna al Dipartimento di Stato e le fonti vaticane a descrivere la visita di dubbio a papa Leone quattordicesimo.
Per questo Joe Donna Lee, ex ambasciatore americano presso la Santa Sede con Joe Biden.
Adopera la parola reset, riavviò il freddo, resta nelle modalità con cui i protagonisti affrontano e gestiscono uno degli incontri più difficili delle relazioni bilaterali.
Mentre lei contesta tale cornice, il Reset si affaccia nei modi e negli argomenti che hanno segnato la conversazione del Segretario di Stato con il pontefice, anzitutto i modi perché Rubio ha mostrato attenzione e rispetto nei confronti del capo della Chiesa cattolica, distinguendosi così, di fatto dalle aspre critiche che presidente da un'altra le ha rivolto sull'Iran.
Parlano appunto quanti ne parla, appunto, di Cuba, e c'è dell'altro perché il Papa, che viene da Chicago un forte legame personale con l'isola.
Prima dell'elezione al soglio pontificio Robert Francis Prevost visitò più volte Cuba come superiore dell'ordine degli Agostiniani e fu presente sull'isola almeno nel 2008 e nel 2011, incontrando le comunità cattoliche di Halloween, la stunts e Chambas, uno degli aspetti più importanti del rapporto del Papa con Cuba riguarda proprio il ritorno dell'Ordine di Sant'Agostino sull'isola dopo l'espulsione nel 61 seguita alla rivoluzione castrista da Priore Generale degli Agostiniani Prevost a contribuire ai contatti con la Chiesa cubana che portarono al rientro dell'ordine in un periodo di graduale riapertura religiosa sotto Fidel Castro.
E acque bisogna ricordare qui che Giovanni Paolo secondo andò a Cuba e a questo bisogna aggiungere che, secondo ricerche genealogiche fatte nel 2025 a Miami, sulla Florida, nella Florida di dubbio
Leone quattordicesimo avrebbe antenati cubani materni risalenti al diciottesimo secolo che emigrarono a New Orleans.
Tali e tanti legami spiegano il perché perché il regime dell'Avana reagire positivamente alle elezioni di una quattordicesimo con messaggi di Miguel Díaz-Canel e Raul Castro, in cui sottolineano la volontà di mantenere relazioni stabili con la Santa Sede più importante, canale diplomatico con l'Occidente,
Da qui il fatto che il Papa americana, il segretario di Stato che viene dalla Florida, hanno in comune non solo l'eredità Cumana, ma anche l'interesse di parlare delle sofferenze umanitarie dell'isola, forse ponendo le basi di una collaborazione che può guardare una svolta nell'isola ormai dipendente dalle importazioni di greggio russo flagellate da una crisi economica che genera proteste e qui siamo a 1 3 7 diplomatico rispetto agli attuali conflitti in Medio Oriente.
Perché l'Amministrazione Trump non mette il papà di fronte a iniziative già prese, ma in via al Segretario di Stato a riflettere sulle scelte da fare sotto questo punto di vista.
La coincidenza con le notizie che arrivano dal Golfo suggerisce che la casa Bianca stia per cambiare agenda, chiudere alla guerra in Iran per preparare la transizione a Cuba.
Eh eh vediamo.
Che il Corriere.
Corriere.
Corriere Pannella, ovviamente conto dell'incontro.
Gian Guido, vecchi sottolinea.
Ma in Vaticano è prudente, ribadisce il metodo, bisogna bisogna spingere sulla via diplomatica.
E qui appunto sottolinea come, nonostante tutte le difficoltà, le distanze tra Santa Sede e le distanze, la Santa Sede sa che il rapporto con gli Stati Uniti e imprescindibile, come ha detto il cardinale Parolin, non si può pensare a una soluzione a qualsiasi sviluppo, soluzioni diplomatiche senza di loro.
E la frase che chiude la nota ufficiale della Santa Sede, la necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace e anche l'indicazione di un metodo sul quale il Papa ha insistito con il segretario di Stato americano.
L'unica soluzione attraverso il dialogo, eccetera, però.
Qui ci avviciniamo all'Iran.
Giuseppe Sarcina.
Dice la furia epica che ha cambiato il mondo.
Scrivono, Guido Olimpio e Giuseppe Sarcina e poi Giuseppe Sarcina, alcuni dei concetti di dipende anche in un commento più avanti, la furia epiche di Donald Trump non ha portato al cambio di regime in Iran, ma ha sconvolto gli equilibri strategici ed economici, nessun comparto è passato indenne attraverso la tempesta.
Il modo in cui Trump ha iniziato e poi condotto la guerra ha acuito le tensioni tra le 2 sponde dell'Atlantico, i Paesi europei si lamentano per non essere stati consultati, il presidente americano ha replicato minacciando di ritirare migliaia di soldati da Germania, Italia e Spagna è uno strappo che si potrà riparare.
La verifica più immediata è prevista nel prossimo vertice della NATO il 7 8 luglio in Turchia, ma è largamente condivisa l'idea che il conflitto abbia accelerato il piano per dare un ruolo politico più autonoma, l'Europa intesa in senso più largo rispetto alla UE.
E qui appunto?
Dice che la catena di comando in Iran ha continuato a funzionare, nonostante la perdita di figure chiave, il ricorso al binomio droni missili e consentito agli iraniani di mantenere sottotiro basi americane, infrastrutture energetiche, i vicini del Golfo.
Non dovevano vincere loro, bastava, resistere lo hanno fatto probabilmente nascondendo anche fratture interne.
E poi spiega.
Eh.
E poi spiega.
Che
Per il dopoguerra si porranno due questioni, la prima riguarda naturalmente il ripristino delle forniture circolano molte previsioni, le più quotate stimano che bisognava attendere fino a settembre per tornare più o meno alla normalità, bisognerà prevedere, bisognerà però vedere a quali condizioni i pasdaran saranno davvero in grado di imporre un pedaggio su ogni petroliera in ogni caso e questo è il secondo tema,
Da ora in avanti, ma Gilera un altro principio fondamentale del diritto alla libertà di navigazione nelle acque internazionali.
Nella sostanza, la guerra all'Iraq non ha dato la spallata al regime e ci sono ora da ricostruire.
Le relazioni.
Anche perché due anni fa su Repubblica.
Repubblica.
Intanto vediamo un po'sul Corriere USA e Iran.
Cessate il fuoco riz cessate il fuoco e a rischio tornano i missili.
Eccolo qui dolce, non accenna Frattini.
Qua sul Corriere.
Almeno 3 4 mesi e quanto ne danno potrebbe resistere al blocco navale dello stretto di Hormuz, secondo un'analisi della scia di livello della Washington Post Président The Donald Trump ha molta più fretta pretende che la crisi si risolve in pochi giorni, lo dichiara oggi ogni poche ore.
La della marcia dell'Arabia Saudita e del Kuwait sembra quindi cambiare poco la situazione rispetto agli obiettivi della prestazione project finance, che dovrebbe ripartire.
La pressione della Marina statunitense per permettere la navigazione attraverso le vie d'acqua può forse riaprire in parti traffici mercantili globali, ma non porterebbe al crollo economico del regime islamico.
Trump, ha fretta e iraniani, stanno prendono tempo, stiamo ancora studiando l'ultima proposta, ha commentato la televisione di Stato, il portavoce del ministro degli Esteri.
Sono i punti contenuti in una sola pagina messa insieme dai mediatori americani per poter chiudere la guerra, quello che è in corso, ancora un cessate il fuoco a darsi 30 giorni per negoziare un'intesa definitiva.
E poi prosegue, ma le motivazioni che ne spiega Viviana Mazza.
Saudita e Kuwait lo stop alla base e poi la retromarcia, il golf in agitazione, gli alleati degli americani vadano avanti, servono però garanzie
Gli alleati del Golfo hanno bisogno che Trump resti coinvolto nella regione fino alla riapertura dello stretto di Hormuz, non vogliono che esca dal conflitto prima di farlo, ma vogliono anche garanzie di sicurezza, ovvero con gli Stati Uniti discendono in caso di cappesante iraniana.
Scusate.
Quando Trump martedì ha sospeso, dopo appena 36 ore, le missioni per aiutare le navi intrappolate ad uscire dallo stretto di Hormuz.
Ha detto che quella pausa gli era stata chiesta dal Pakistan e da altri Paesi, visto che i negoziati di pace stavano registrando i grandi prudenza Prudent progressi.
L'emittente americana Nbc News ha rilevato ha rivelato che la decisione è arrivata dopo che l'Arabia Saudita aveva sospeso l'autorizzazione agli Stati Uniti di usare le sue basi e il suo spazio aereo per quelle operazioni, lo stesso aveva fatto il Kuwait, secondo il Wall Street Journal.
Poi ieri entrambi i Paesi hanno nuovamente dato il via libera a project finance, presumibilmente dopo aver ricevuto le garanzie da Trump, è Trump sta valutando se a riattivare la missione.
Poi osserva anche Viviana Mazza l'Iran tenta di dividere il Consiglio della Cooperazione del Golfo, così viene letto di fatto il fatto che abbia colpito gli Emirati, il paese che tra loro coopera di più con Israele, ma secondo Walter Russell Mead, opinionista conservatore Wall Street Journal i Paesi sunniti del Golfo sono diventati più anti-Iran man mano che la guerra continua.
Perché la possibilità di attaccare impianti di desalinizzazione e chiudere lo stretto di Hormuz significa in Iran può controllare le capacità della rabbioso dubita di pompare petrolio e di fornire acqua potabile alla popolazione, significa che egemonia regionale.
Mid ci ha detto in una recente intervista di crede che le forze che spingono Trump a restare coinvolto nel goffo e ottenere quella che i suoi alleati ritengono risposta alla loro favole restano più forti di quelli che credono e sono più forti di quello che molti opinionisti,
Eh.
I.
Però su Repubblica.
Ecco appunto.
Su Repubblica, Gabriella Colarusso, Hormuz, tregua a rischio, gli USA ha bombardato i due porti della risponde al fuoco, ma c'è appunto questa analisi della Cia.
Ce lo racconta Paolo Mastrolilli lascia boccia la guerra di Rampon resistere messi allo sbarramento navale.
E poi dice l'Iran è in grado di resistere al blocco navale degli Stati Uniti per almeno tre o quattro mesi, è conservato circa il 70% del suo arsenale missilistico, per non parlare dei droni, che sono molto più facili da assemblare ed efficaci per paralizzare dello stretto di Hormuz se queste Scream stime scritto dalla Cia in un rapporto liberato dal Washington Post sono vere, si dice che Trump rischia di trovarsi ancora impelagato nella guerra alla vigilia delle elezioni di midterm di novembre, così si spiegherebbe anche la sua ansia di arrivare al più presto a un accordo che metta davvero fino al conflitto con l'alternanza ormai quotidiana di continue minacce e apertura del negoziato.
E qui dice.
La nell'estrazione di petrolio iraniano.
è stata rallentata, ma non bloccata.
Inve greggio viene caricato sulle navi, oltre che sull'abilità abituali depositi.
E poi il resto gli dicono distribuiscono sull'autocisterna e sui treni.
E quindi dice che questo blocco, la Cia, dice che questo blocco navale potrebbe durare almeno altri 3 4 mesi, un altro problema.
Che in Iran e sta conservando capacità militari, in grado di mettere in dubbio il successo della guerra anche su questo piano.
Prima dell'operazione Epic Juve-Inter.
Aveva circa 2.500 missili balistici e diversi Mili.
Migliaia di droni, secondo la Cia, ha conservato il 70% dell'inventario dei vettori e il 75% dobbiamo parecchia duri utilizzati per lanciarle.
E poi?
I danni fatti dagli ayatollah sono superiori a quanto ammesso con 228 strutture americane colpite, mentre i 400 chili di uranio arricchito sono ancora nelle loro mani.
Ovviamente la Anna Kelly, che è la portavoce della casa Bianca, la vede in maniera diversa rispetto a quello che dice la CIA durante le repliche Fiori, l'Iran è stato schiacciato militarmente, ora viene strangolato economicamente, perché perde 500 milioni di dollari al giorno a causa del blocco blocco uso dei porti il regime sa che la situazione è insostenibile e il presidente Trump ha in mano tutte le carte, mentre i negoziatori lavorano per un accordo.
Ma il blocco?
Navale la sospensione del blocco navale.
Era, dice Francesca Caferri, da Gerusalemme.
E perché la Mohammed Bin Salman avrebbe negato le basi per l'azione americana di scorta dei mercantili?
E in questo nuovo episodio spiega così la decisione di Mohammed Bin Salman di negare agli aerei USA il decollo dalla base militare Prince Sultan, nei pressi di Riad e l'utilizzo dello spazio del suo Paese sarebbe questa presa di posizione a spiegare l'interruzione di a 36 ore dal lancio di project Freedom il pieno di scorta delle navi,
Attraverso lo stretto di Hormuz.
Annunciato da Donald Trump lunedì.
Non c'è molto da stupirsi se la guerra ha lasciato i soldi di più scoperte di quanto temessero un accordo in questa fase non sarebbe non farebbe che complicare la situazione, l'Iran è il punto di vista di Riad, uscirebbe rafforzato dal solo fatto di aver resistito in sostanziale ai militari salvo sorprese non verrebbe toccato e l'Arabia Saudita si troverebbe a fare.
Troverebbe a fare i conti con un vicino, è ancora più complicato da gestire di quanto non fosse qualche mese fa.
E appunto, dice Stati del Golfo vivono un momento di frustrazione nei confronti dell'Iran, però.
Che c'è l'acqua gelo.
L'Iran.
Poi c'è questo Filippi, non c'è Filippo Fasulo, chi fa un'analisi, il filo rosso che unisce Pechino e Teheran?
Ma la Cina punta alla stabilità nel Golfo.
La visita del ministro degli Esteri iraniano, la Caci.
A Pechino, per incontrare l'omologo One I si intreccia con il vertice in Cina tra Donald Trump Gisin Pin del 14 e 15 maggio.
Il viaggio del presidente statunitense, infatti, era stato rinviato di oltre un mese per la complicazione della guerra, per questo la settimana prossima Trump avrà la necessità di presentarsi davanti al loro impudica, all'opinione pubblica americana e allo stesso Jinping, con almeno un'apparenza di stabilità nel Golfo un fattore che potrebbe portare a un'accelerazione di una soluzione almeno temporanea.
Per averci capire cosa ci metterà sul tavolo con Trump e scongiurare un isolamento diplomatico e alberi, è stato il vero oggetto della visita.
L'incontro ha prodotto due segnali irrilevanti, il primo e il rinnovo del rapporto di fiducia che ci ricambiato ha definito la Cina un amico stretto e ha dichiarato che la cooperazione bilaterale diventerà ancora più soldi nelle attuali circostanze il secondo forse più significativo, è che gli iraniani hanno fatto propri ma i quattro punti presentati da sci al principe ereditario di Abu Dhabi il 14 aprile.
Coesistenza pacifica rispetto alla sovranità, primato dal diritto internazionale, coordinamento dello sviluppo e sicurezza, riconoscendoli come cornice di riferimento a qualsiasi accordo.
Ricordo che dallo Stretto di Hormuz passa al 60% del fabbisogno.
Energetico cinese e arriviamo proprio all'energia perché?
Allora gli annunci e le speculazioni in Borsa ora indaga il Dipartimento di Giustizia Sandra Riccio, l'oscillazione degli ultimi giorni delle quotazioni del petrolio, raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale tutte le fragilità dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Mercoledì
Il prezzo dell'oro nero è crollato, continuano andò poi a perdere terreno anche nella prima parte della giornata di ieri, l'ottimismo per avvicinarsi in un'intesa ha portato anche Wall Street ad aprile di slancio con il NASDAQ e Sandra beh era Standard and Poor's, che ieri ha toccato i nuovi massimi ce lo dice il Sole 24 ore anzi la sua apertura e Dow Jones tocca i 50.000 punti.
Ma è passato il riemergere dei dubbi sulla rapidità della reale tenuta di un accordo tra USA, USA e Iran, perché il mercato invertisse nuovamente la rotta con il petrolio in un uomo in risalita.
Nel pomeriggio e le borse in rosso.
Allora, secondo i, con i dati Dow Jones Mark è data circa 17.300 contratti futures sul West Texas, Intermediate il petrolio quotato a Wall Street e sono passati di mano nell'ora precedente alla diffusione della notizia, la concentrazione degli orti, che sarebbe avvenuta soprattutto prima delle 4 e 10 del mattino sulla costa est americana.
Una fascia oraria in cui normalmente i volumi restano molto contenuti poi attorno alle 4:50, alla pubblicazione dell'articolo di Axios su un possibile accordo tra UE e Stati Uniti e Iran ha accelerato il Salov.
Boom di vendite in silicio rivenduti ai con consegna più vicini hanno chiuso la seduta in calo del 7%.
Già il 7 aprile, poco prima dell'annuncio di Donald Trump su una tregua temporanea con Teheran, erano emerso massicce scommesse ribassiste sul petrolio per circa 950 milioni di dollari, pochi giorni dopo altri 760 milioni di operazioni considerate anomale sono state registrate prima dell'annuncio iraniano sulle riaperture dello stretto di Hormuz l'attenzione è alta.
Nel frattempo, il petrolio continua a comportarsi come un termometro geopolitico estremamente reattivo e non potrebbe essere diversamente, è Nathalie Tocci.
Commenta da Hormuz libero a regime a regime change il fallimento epocale di Trump.
Gli oppositori escano delegittimati dalla guerra e Pechino guadagna spazio nel golf quello che abbiamo visto, ma oggi oggi.
Rubio sempre alle 11 e mezza andrà verrà ricevuto a Palazzo Chigi.
Il Messaggero con Francesco Bechis scrive Meloni, la tregua Corrubbio navi ad Hormuz con i partner UE.
E qui dice.
Il messaggio a Trump alleati, ma alla pari l'idea di un nuovo viaggio a Washington.
Per ora è solo una un'idea, una prima andiamo dalla cronaca allora.
Nelle ore in cui Trump continua a randellare L Europa, fissare nuovi ultimatum sui dazi, Meloni, prendere ago e filo e Corrubbio il moderator moderato volto presentabile l'Amministrazione americana.
La premier parla schietto senza nascondere la sorpresa e l'irritazione per gli attacchi partiti in queste settimane da Pennsylvania Avenue, ma andrà anche al sodo.
A cominciare dalla questione che più preme al governo italiano, un vero, una trattativa per chiudere la guerra in Iran e fermare la crisi energetica che nasce Hormuz e si trasforma in una zona zavorra sulle bollette, sul consenso.
E poi?
Dice
E poi i due messaggero.
Esalta il ruolo diplomatico della presidenza del Consiglio, che ieri ha ricevuto il premier libico, il premier e il presidente polacco e il presidente ungherese.
Ma?
I.
Eh dice poi che prima.
C'è un retroscena, sempre di Francesco Bechis, che dice per ora è solo un'idea abbozzata a matita, a Palazzo Chigi un nuovo viaggio a Washington, Giorgia Meloni per incontrare Donald Trump alla casa Bianca, un ultimo faccia a faccia nello Studio Ovale prima che in Italia la campagna per le politiche prende il sopravvento.
Gli agenti vanno incrociate, si possono incrociare, c'è una finestra a fine luglio, un'altra alternativa a settembre, magari a ridosso dell'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Molto dipende da quale esito avranno le prove tecniche di disgelo fra Italia e Stati Uniti, dopo settimane di attacchi persino personali del presidente americano alla timoniera del governo italiano.
E 15 alleati, ma in due.
Allora altro conto il prezzo politico, quello alleanze, l'amicizia ha mostrato a Trump in questo anno, sta presentando alla Presidenza del Consiglio diktat sull'aumento delle spese militari, dazi che massacrano il Made in Italy, una guerra non concordata agli ayatollah iraniani che ha fatto schizzare alle stelle le bollette italiano strappi che erodono il consenso referendum sulla giustizia è stato un elemento campanello d'allarme di una leader europeo, un tempo best friend dell'erratico leader americano.
Fin qui i messaggi politici, poi ci sono i dossier che squaderna, un must che scuote torneranno stamane Ruth Rubio e il suo omologo, Antonio Tajani, prima che Meloni apre la porta del suo ufficio al primo piano di Palazzo Chigi.
Dagli anni di riferire le preoccupazioni italiane, se resta blocco di Hormuz, le scorte energetiche possono finire e anche per questo prosegue la caccia al rifornimento alternativi.
Tajani ricorderà Rubio che ha sentito l'omologo iraniano raga ci chiedendo flessibilità nei richiesto il tavolo offrendo, se necessario, alla serie di Roma per un nuovo colloquio di alto livello fra meridionali e iraniani.
E un altro, però, il dossier che preme di più a Roma e alla delegazione americana parliamo del Libano e dei futuri assetti della sicurezza nella regione, Netanyahu è quasi riuscito a convincere Trump dell'inutilità della missione Onu Unifil da smontano in fretta e furia Meloni oggi cercherà di portare Ruby a più miti consigli unici che vede in campo più di 1.000 caschi blu italiani scadrà a fine anno, non verrà rinnovata, ma dovrà essere sostituita da una nuova missione nel sud del Libano gestita da attori terzi che evitino
Di lasciare un vuoto di sicurezza che minerebbe la tregua.
Roma si candida fin d'ora ad addestrare le forze armate libanesi che dovranno soppiantare una volta per tutto Hezbollah.
Come le forze armate libanesi, che devono soppianta Desmond.
Meno ricco Rubio ha in mano anche il dossier sudamericano, questo parla del Venezuela.
E poi dice che se tutti questi tasselli andranno in porto, il ritorno di Meloni all'Oval Office non sarà più un miraggio.
Ma?
Vediamo.
Il Canettieri sul Corriere un po'più diretto.
Navi, Hormuz tregua in Libano o meno, un'e-mail del segretario di Stato americano oggi la visita di cortesia.
E dice che l'incontro?
Numero uno fa, una premessa, dice di cerimoniale.
Perché la Meloni non sarà nel cortile di Palazzo Chigi raccogliere?
Rubio.
Ma ci sarà il suo consigliere diplomatico.
La visita di cortesia, in quanto l'ospite della padrona di casa, non solo di pari livello, dovrebbe durare al massimo mezz'ora.
L'incontro avverrà in formato ristretto, non parleremo di battuta, ha preannunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che parlerà Corrubbio alle 9:30 a Villa Madama, cercando di schiacciare anche lui l'elefante nella stanza da un'altra.
Il protagonista dell'ultimo mese in una serie di attacchi.
Personali e politici a Meloni, la Presidente del Consiglio si prepari a un incontro all'insegna del pragmatismo, visto almeno un ricchissimo.
La prima è notizia che potrebbe dare Meloni a Rubio, riguarda l'accelerazione dell'Italia, non la partecipa a partecipare a una missione di pace solo come cessate il fuoco in Iran per lo stretto di Hormuz.
Mercoledì i ministri Tajani e Crosetto saranno in Parlamento per un'informativa alle commissioni di Camera e Senato, un passo propedeutico politicamente alla disponibilità a partecipare con due navi, cacciamine a una missione internazionale, uno stretto.
In un'ottica più globale, era presidente del Consiglio, è anche pronta ad annunciare che si doterà di una strategia di sicurezza nazionale, come in molti Paesi G 7, per perimetrare gli interessi fondamentali a salvaguardare, in caso di crisi e minacce ibride,
Nel documento di queste ore con code, nei documenti di queste ore concordati tra Palazzo Chigi e la Farnesina e visionati dal Corriere si contano in vista degli incontri di dubbio con Tajani e la premier ben otto macro argomenti.
Sono stati limati durante le riunioni va be'entrambi, Guariglia, segretario della Farnesina e capo di stato maggiore alla difesa Bortolan.
C'è di tutto.
Compresi i rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti, che passeranno dal business forum di Miami fino alla candidatura di Maurizio Martina, il direttore generale della Fao, senza lasciare senza tralasciare le relazioni commerciali con il tema dei dazi, ma anche i rapporti con il nuovo corso del Venezuela.
Che venerdì, che mercoledì ha firmato un accordo con Eni per aumentare l'estrazione del petrolio, il Paese e il destino di Cuba.
L'Italia è pronta a sostenere le riforme istituzionali necessarie.
E questo lo spartito dell'incontro mattutino tra Meloni e Rubio, con vista sulle minacce di ritirare le truppe americane ad Alitalia.
Tutto avverrà quando a Washington saranno le 5:30 e Trump, non si sarà ancora svegliato, forse?
Sulla storia delle navi, però, c'è, mi sembra, Repubblica adesso la prendiamo.
Più dettagliata.
Eccolo qua.
Secondo Repubblica, invece.
Ciriaco e del circo.
Scrivono che?
E nell'entourage della Premier dentro il vertice, nemmeno l'inviato di Trump focus su Libia e Libano.
Nell'entourage della Meloni sostengono che Joe sostengono e Giorgia Meloni dopo le frecciate al curaro del tycoon, sentenziò a sorvolare sulle bizze personali.
Badando alla concretezza, cioè ai problemi dall'Iran al Libano, alla Libano, dalla Libia.
Ma cosa può mettere davvero Roma sul piatto che può interessare a Trump?
Di certo il governo può aumentare il proprio impegno sui dossier lib lib, ovvero Libano e Libia.
E 15 appunti di mantenere in piedi questa missione multilaterale.
La versione lì la partita libica è, se possibile, ancora più intricato, ieri la premier ha ricevuto il primo ministro di Tripoli, ma qualcosa si muove soprattutto sott'acqua, sottotraccia, la casa Bianca intende occuparsi di quell'area dove Roma mantiene un presidio economico e di intelligenze importanti.
L'unico capitale occidentale a farlo i francesi si limitò alla importante, ma ci Scrooge scritta azioni del colosso Total, ma questo due giorni fa, per questo due giorni fa, il generale americano, che sovrintende a tutte le operazioni americane in Africa, ha varcato il portone di Palazzo Chigi,
Ma Tommaso Ciriaco, mentre Ciriaco nel retroscena, scrive pressing degli alleati sul ruolo mandava in partenza per lo stretto.
Parigi e Londra chiedono di avvicinarsi Olmütz, mercoledì l'annuncio alle Camere poi servirà un altro voto del Parlamento.
C'è una ragione riservata e politicamente scivolosa dietro alla decisione del governo di presentarsi all'inizio della prossima settimana in commissione Esteri e Difesa alle Camere.
Affidando ad Antonio Tajani e Guido Crosetto un'informativa sulla crisi di Olmütz è legata alla richiesta informale ma stringente arrivata negli ultimi giorni ai comandi militari di l'uomo dagli alleati, ma discusso ovviamente anche dai vertici politici. Gli stati maggiori di Parigi e Londra, che guidano la coalizione dei volenterosi con l'obiettivo di organizzare una spedizione navale per mettere in sicurezza lo stretto di Hormuz, hanno sollecitato i colleghi delle principali capitali continentali, tra cui l'Italia, a mettere in moto la macchina, o meglio in navigazione alle imbarcazioni, le fregate cacciamine
E qui dice.
Perché ci vuole almeno un po'di settimane prima che arrivino in loco?
Non è ancora un momento di posizionarsi nel teatro scomodo si scusa dello Stretto in suggerimento anglo francese, però quello di attuare una sorta di preposizionamento delle imbarcazioni in acqua limitrofe a quelle di Hormuz.
E così, quando Palazzo Chigi è stata considerata l'Expo l'hanno chiesta la risposta di Giorgia Meloni è stato che è stato in un primo momento cautela, serve prima un passaggio parlamentare, non solo per autorizzare la partecipazione attiva alla missione, ma anche per dare comunicazione ai gruppi parlamentari e al paese che i nostri marinai sono salpati alla volta di un quadrante in crisi.
E qui ricorda chi, appunto, la portaerei francese Charles de Gaulle, già attraversato Suez, diversa verso Hormuz e ha inviato a Gibuti i propri cacciamine.
In modo di trovarsi di fronte alle coste dello Yemen e dunque, i pochi giorni di navigazione al teatro del conflitto, l'Italia dunque metterebbe a disposizione due navi di scorta, potrebbero essere già coinvolta una già impegnata con Aspide Hess nel mar Rosso, una con Atalanta nell'operazione Giano indiano,
Possono raggiunge, in tempi relativi, rapidi, relativamente rapidi lo stretto, il problema è che i due cacciamine fiore all'occhiello della Marina e asset richiestissimo per bonificare Hormuz.
Al momento sono ancora in Italia uno alla Spezia e servono quattro settimane per raggiungere il golfo, ecco perché a Palazzo Chigi come la Farnesina è scattato l'allarme, non c'è tempo da perdere, bisogna riferire.
In fretta al Parlamento per avvicinare le navi.
Lecis è necessario distinguere per autorizzare la partecipazione diretta alle operazioni difensive nello stretto, il governo si prepara a un vero e proprio voto in aula su una risoluzione.
Gli obiettivi, organizzarlo presto, appena la diplomazia dirà che il primo atto tra Washington e Teheran è stato siglato.
Nel frattempo, la Farnesina si muove per assicurare che l'impegno italiano sia chiaramente percepito come il volto alla pace diari Tajani ha lanciato da oltre 40 Paesi.
Una coalizione di Roma, ma per provare ad assicurare il flusso dei fertilizzanti, fermi per il blocco dello Stretto, senza il quale rischia di finire in ginocchio l'Africa.
Sulle vicende della Meloni.
Interviene.
Forse un po'di fantasia?
Il dubbio.
Eh.
Mauro Mazzucchi, scrive e se fosse Marina Berlusconi la vera antagonista di Giorgia Meloni, mentre Conte sulla massa Salis si contendono la leadership a sinistra, sembra essere arrivano, genera il Cavaliere, è la vera spina, nel fianco, però precisa che non è che scenderebbe in campo lei come fece il padre ma sosterrebbe.
Una chiara linea.
Più vicini, Forza Italia, più vicina alla sua.
E poi c'è anche una foto di Francesca Scopelliti insieme ah ah, ah Tajani, sull'orgoglio garantista di Forza Italia.
Il caso più evidente è quello del fine vita.
Mentre il governo continua a muoversi con estrema cautela, dentro Forza Italia, cresce la pressione per una legge d'impronta laica e liberale, non è soltanto una questione etica e il tentativo di ridefinire il ruolo il profilo politico del partito, riportandolo verso l'area moderata, garantista ed europeista che guarda con fastidio alle pulsioni sovraniste dall'estero meloniano in questo quadro Marina Berlusconi diventa inevitabilmente un punto di riferimento anche senza spendere direttamente il proprio nome.
E poi dice appunto che anche sulla legge elettorale atteggiamento.
Di Forza Italia è quello più.
E lo prendiamo la legge elettorale.
Lo prendiamo dalla stampa.
Leggi elettorali in salita il centrosinistra fa muro per spuntano dubbi in Fratelli d'Italia.
Federico Capurso.
Mercoledì scorso i leader del centrodestra non l'hanno fatto grandi passi avanti sulla nuova legge elettorale, lo stabilì cum.
Nell'opposizione hanno intenzione di raccogliere l'invito a un confronto e aiutare così la maggioranza su un tema che, specie di questi tempi, solo parlarne fa perdere voti.
Si tratta di un nuovo Porcellum critica della proposta è l'unico consiglio, è arrivato ieri della sinistra Giorgia Meloni doveva fare da sé, il problema è che in Parlamento, tra le truppe, Israele, Italia più passa il tempo, almeno questa legge elettorale piace.
In modo particolare.
C'è una condivisione complessiva, dice Tajani, è nei dettagli che la condivisione non c'è, infatti il testo non è blindato, mette in chiaro Nazariana Pagani.
Presidente della commissione Affari costituzionali, dove la legge sta muovendo i primi passi ridurre.
Premio di seggi alla Camera e in Senato poi è un'ipotesi su cui la maggioranza potrebbe confrontarsi, sostiene, pagano il forzista, propone, poiché le modalità di premium si possano modificare in modo proporzionale dopo il voto.
E sulle preferenze tout-court sono contrario.
Poi la pagina accanto, Niccolò Carratelli, Sláine Yasui can, la leader del PD, vota a Toronto per un summit con i progressisti dove incontrerà anche Barack Obama.
Il colloquio con l'ex presidente americano è un altro passo nella costruzione di una rete internazionale.
Ma ce lo dice meglio il Messaggero.
Su questo viaggio della.
Questo viaggio della Sláine.
Che ha fatto un incontro con pochi giornali, tra cui il Messaggero con Valentino e Billy utile, Petrò carne Obama nona rete mondiale per fermare le destre.
A questo ricorda un po'l'Internazionale socialista si riunirà a New York, Clinton, Prodi d'Alema.
E altri?
Eh stanno nuovo tassello per la costruzione di una rete internazionale di forze progressiste e democratiche in un momento in cui, se c'è chi cerca di smantellare l'ordine mondiale, delegittimando le sedi multilaterali nel tentativo di far prendere le armi sulla cooperazione e il dialogo, è questo soprattutto spiega Elly Schlein al Messaggero,
L'obiettivo del Global progress action summit al via oggi a Toronto.
E poi dice che ci saranno Pedro Sanchez, Barack Obama.
Incontrerà carne.
E poi dice che ha fatto la campagna.
La Làbas, la volontaria per le sue campagne elettorali nel 2008 2000 giudici in quei giorni, in quei casi l'ho visto da vicino senza un dialogo diretto, questa volta faremo questa bella sto parlando di Obama.
Questa volta faremo un bilaterale.
Per questo qui.
È però vediamo.
La politica.
E c'è il sondaggio di Ilvo Diamanti.
Eccolo qua.
Testa a testa fra le equazioni effetto Vannacci sulla destra.
E qui dice che Fratelli d'Italia e al 28 il 6
Contro il 29 otto dal settembre 2025, il partito democratico al 21 e 5, l'incontro il 21 e 7, sempre nel settembre.
25 Forza Italia all'8% contro l'8:04, la Lega al 7 8% contro l'8:06 Alleanza Verdi-Sinistra 5 8 contro il 6 1 futuro nazionale, cioè il partito di Vernaccia 4%.
Azione dal 3 2 è arrivata al 3 5 Italia, Viva dal 2 3 è scesa al 2 Più Europa dal 2 al 2 1 agli altri.
Il 4 e 7, altre sette nella sostanza qua dice.
Anas, Ilvo Diamanti, la sconfitta referendaria, dunque, incise o meno di 10 anni fa sugli orientamenti di voto degli italiani.
È ciò che emerge dal sondaggio, le stime infatti mostrano una sostanziale stabilità e continuità rispetto agli ultimi mesi, ma il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, pur confermandosi davanti agli altri e il lieve calo, si attesta infatti al 28,6%.
Mi sembra il partito che governa ormai da anni conserva ancora alto sta percentuale, la seconda forza politica resta del Partito democratico, che si ferma al 21 e 5, mentre negli altri partiti non ve ne abbiamo visto, il Movimento 5 Stelle si attesta al 13 Forza Italia scivola al lotto.
Ulisse e poi dice appunto di è interessante osservare come il futuro nazionale è partito fondato di recente da Roberto Vannacci, faccia al suo esordio sulla scena politica con il 4%, un leasing risultato significativo, non solo perché si pone davanti altre formazioni con una storia più lunga e consolidata come azione Italia Viva e più Europa.
Ma soprattutto vorrebbe soprattutto perché sottrae consensi ad altri partiti.
Nonostante la flessione dei partiti della maggioranza, il consenso nei confronti del governo rimane elevato e anzi, negli ultimi mesi è risalito di nuovo oltre il 40%.
Violentemente gli italiani, però, sono sicuramente influenzata nelle immagini del leader, quel che da tempo ormai la politica è personalizzata per effetto soprattutto dei media, che hanno riassunto e concentrato all'immagine dei partiti, nella figura dei leader è la democrazia del capo, come l'ha definita Bordignon ma,
Eh.
A proposito, sempre della maggioranza dei movimenti che ci stanno dietro.
Qui, su Repubblica, Lorenzo Di Cicco svela che.
Zhalia, incontro segreto con Marina Berlusconi intesa sui temi liberali che ci faceva Luca Zaia, campione del leghismo nel Nord a casa di Marina Berlusconi, custode dell'eredità politica del papà.
E dunque sempre più interventista sulla linea di Forza Italia.
È il rovello che si accende, ma che accento che che accende maggioranza e governo da un paio di giorni.
Praticamente l'incontro c'è stato il 22 aprile, non nella sede del Biscione a Cologno Monzese, com'era toccato Antonio Tajani, in occasione dell'ultima visti, visita, summit, né Berlusconi, né nella sede di Mondadori.
Zaia è stato ricevuto a casa della prima genera l'ex Cavaliere.
In corso Venezia come vuole la prassi, quando, ebbene che rende V. Non venga reclamizzato a domanda, la spiegazione sulla sulla ragione formale dell'incontro è che Zaia volesse discutere con la figlia del fondatore di Fratelli d'Italia.
Di un paio di progetti editoriali che in testa forse un libro, forse pure un podcast.
Nell'incontro non si è discusso solo di libri, però più fonti raccontano che la discussione è scivolata sull'attualità politica.
E qui dice veemente.
Sui danni nell'azienda, liberare?
Maniera, beh, io Berlusconi è che Zaia
In buona parte condivide imprese, diritti Finemiro, argomenti scelti non a caso nel nuovo capogruppo azzurro della Camera.
E poi in tratteggia un po'di fastidi di Zaia nei confronti del partito perché non hanno nominato.
Vice segretario.
E comunque spiega che Tajani non sembra impensierito da quest'attivismo.
Appunto.
Meno male.
Eh eh.
Però tra governo e Mediaset volano gli stracci.
Perché?
Mediaset interviene sul caso Nordio dispiaciuti, ma non censuriamo.
E qui stiamo parlando del fatto che Ranucci ha.
La trasmissione da Berlinguer aveva detto che il Nordio è stato nella casa dei Minetti, invece questo non era vero, lui ha smentito.
La mancata querela Ranucci e il colpo Mediaset ha insospettito.
Perché?
Nordio avrebbe gradito che smentisce anche.
Mentisse anche Mediaset, la mancata querela Ranucci, il colpo a Mediaset ha insospettito che succede nei rapporti fra Fratelli d'Italia, della famiglia Berlusconi.
Perché questo attacco di fatto se lo chiedono in una nota da Cologno Monzese anche i vertici dell'azienda?
Che intervengono con nettezza trapelano infatti il dispiacere della per la relazione del ministro.
Nessuna indulgenza verso le parole di Ranucci, le parole non verificate non sono le notizie non verificate, non sono notizie punto, ma in diretta tutto può accadere e il ministro ha potuto smentire immediatamente le autonome affermazioni dell'ospite in studio.
Da editori pluralisti non censuriamo, ma diamo a tutti la possibilità di ribattere come è accaduto.
C'è quindi uno scontro politico in atto, sia Fratelli d'Italia sia Mediaset ridimensionano nel partito fanno sapere che non c'è nulla contro Mediaset, che i rapporti tra Meloni e Marina sono ottimi e che quella di Berlinguer, la trasmissione alla quale loro non vanno esattamente come non vanno a quella di Formigli perché in quei libri in quelle sedi vengono solo presi di mira per il resto Nordio non ha avuto alcuna indicazione di partito ma si sarebbe mosso per conto suo.
Da Mediaset vengo anche respinta al mittente le ricostruzioni giornalistiche che parlano di incrinature del Governo e irritazioni.
E poi appunto.
Nei confronti di azione nei confronti della conduttrice, l'alienazione di Bianca Berlinguer è stata condivisa con l'azienda, ma, visto che il casus belli è la vicenda Minetti.
Qui, nella pagina accanto i magistrati sono Grazia Minetti nei primi controlli, nessuna Animalia alla procura generale, ai rilievi dell'Interpol si attendono altri accertamenti, invece il fatto che è quello che ha tirato fuori.
Perplessità.
Sulla.
Sulla procedura di adozione.
E rivela che Cipriani il compagno della Minetti ci chiede 250 milioni.
E dice che però pagò per accuse di molestie.
Sostanze affatto oggi i cibi ora Cipriani diffida del fatto vuole 250 milioni di dollari.
La citazione uno studio legale di Wall Street ci accusa di aver pubblicato e diffuso dichiarazioni false e altamente lesive.
E però?
C'è anche.
Eccolo qua, ma José I.
Che dice la manovra fallita contro Colle Governo, il caso Minniti è sempre più interessante, è partito a razzo come uno scandalo che puntava a sgridare Palazzo Chigi e Quirinale o la striscia nel sottobosco dei media, in attesa di essere Sepolcro.
Le smentite si accumulano le prove di quanto ho scritto al Fatto quotidiano e da altri non ci sono chi ha fatto megafono.
Ora schiva l'argomento e passa ad altro intrepidi Report.
Sigfrido Carlucci si sono dovuti cospargere il capo di cenere dopo aver dato notizie non verificate, quindi non notizie che dovevano essere divulgata, addirittura falsa, come nel caso ne incontro in Uruguay il ministro della Giustizia Nordio, il marito della Minetti.
Per ora ha precisato ieri la procura generale di Milano dalle indagini dell'Interpol non sono emersi ostacoli alla concessione della grazia.
Attendiamo sulla riva del fiume e completamento delle indagini aperti, come sempre al dubbio e, soprattutto, la prova dei fatti, ma se tutto è falso, sul tavolo restano almeno due punti da chiarire uno.
Chi ha fornito le informazioni per costruire un racconto che non sta in piedi, la prima verifica dei documenti, dei fatti, delle testimonianze, qual era lo scopo di queste operazioni?
Perché nel sistema dei media italiani, tranne qualche cessioni e peraltro il colpevole Ismo e ora nell'imbarazzo i predicatori del giornalismo con la schiena dritta fanno film, non fanno finta di niente e todos, caballeros e finisce qui.
I bersagli sono noti Sergio Mattarella, Giorgio Meloni Carlo Nordio, centrare un solo colpo, il Quirinale Palazzo Chigi e il Guardasigilli, o è un'operazione che richiede alta precisione.
Elemento che fin qui finora è mancato completamente in questo mestiere, tutti siamo esposti ogni giorno al potenziale errore, ma il caso Minetti dall'idea che ci sia qualcosa e qualcuno che sta all'esterno del territorio dei giornali e lavora per destabilizzare le istituzioni siamo entrati in un anno elettorale scrive Mario Sechi mi aspetto altri boatos,
E a proposito di casi che tengono spazio, prendono spazio sui giornali.
C'è questo caso di Garlasco, il futuro scrive la ciliegia, quindi Cerasa.
Sul.
Foglio
Il futuro estati di Stasi esempio incerto.
Il diritto in Italia è ancora ben più Garlasco è l'immagine perfetta dei guai della giustizia italiana.
Un un garantista che proprio a osservare con distacco la triste evoluzione, anche un romanzo di Garlasco, non può non riconoscere che comunque andrà a finire l'ultimo capitolo della saga giudiziaria, vi è un'unica certezza in questa storia, oltre alla morte di Chiara Poggi.
No, venuta la bellezza di 19 anni fa.
Lo sfregio ripetuto sistematico, il reato di uno Stato di diritto incapace di liberarsi dalle catene del processo mediatico.
E qui è il punto ricostruisce la storia codificata fino al.
Sono state chiuse le indagini su Garlasco.
La procura.
Di Pavia,
Sempio ha ucciso Chiara melodico e crudeltà e ci sono tutti gli altri riferimenti nei giornali pruriginosi.
Che che rivelano queste attenzioni di.
Di Sempio.
E poi chiude il pezzo.
Cerasa.
Se le nuove indagini avranno un senso, significherà che le indagini di primo grado sono state fatte male.
E se le indagini nel primo processo dimostrano di essere state valide, significa che le nuove immagini sono state fatte male.
In entrambi i casi, però, ci sarà qualche pubblico ministero che ha sbagliato
E a prescindere da quale sia il pubblico ministero che aveva sbagliato qualcosa, la certezza è che chiunque avrà sbagliato non pagherà per i suoi errori.
Nel futuro di stadio esempio incerto lo stato di diritto in Italia lo è ancora di più.
E sull'argomento giustizia c'è il Riformista.
Che a pagina 3 il cita un caso rieducato, ma ha punito i ritardi della giustizia rovinano, Cavallini, ex Nar con condotta esemplare, si laurea.
E ottiene la semilibertà, poi lo Stato si accorge di una sanzione penale vecchie 35 anni.
Simona Bonfante, la vicenda di cui parliamo riguarda un detenuto esemplare, incarnazione della mitologica, funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione, un detenuto che non ha mai chiesto sconti, che ha reciso ogni legame con la vita criminale in un tempo che ha seguito un suo percorso di riscatto e rinascita.
E quel detenuto?
E Gilberto Cavallini ultrasettantenne in galera dal 90 dall'83 ex Nar dissociato dalla lotta armata, si laurea con 110 e lode alla Cattolica di Milano.
E ottenuto nel 2017, dopo lungo operativo, condotto.
Esemplare il beneficio della semilibertà.
A fine 2025 il beneficio viene revocato dal tribunale di sorveglianza, il sistema penitenziario si è accorto che Cavallini deve espiare una pena accessoria a tre anni e mezzo di isolamento diurno.
Una sanzione penale mai eseguita in precedenza la sezione risale a una condanna all'ergastolo inflitta a Cavallini nel 91, ma solo 34 anni dopo ero stato si presenta di esigere l'esazione di un vecchio conto.
Così, nel 2025 da semilibero che era cavalli ritorna, chiuso, sigillato in una gabbia di vetro, solo la subcultura forcaiola di destra e di sinistra ha infestato il terreno costituzionale che dà senso alla giustizia, questo nei confronti degli USA Cavallini è un'atrocità in muta,
Eh.
E a proposito di giustizia?
Pseudo.
E Piero Sansonetti, sull'Unità.
Marco Pannella è una delle persone che ha lasciato un segno profondissimo nella storia della politica italiana del dopoguerra.
L'Italia è un Paese nel quale i leader politici maggiori spesso non sono mai passati sui banchi del governo verso Berlinguer a Togliatti, allo stesso Almirante oppure Nilde Iotti a Foa, l'amant Dossetti, se vogliamo scusate, se vogliamo andare indietro, ci sono durati Matteotti, finanziamento,
Pradella sicuramente e in questo Governo, in merito alla segnalazione speciale.
Perché solo lui o quasi solo lui, possedeva alcune doti che hanno finito per condizionare in modo serio anche concreto le scelte.
Politiche del Paese
Una grande dove puoi parla delle doti di Pannella, non si trova affatto, sì, ve l'assicuro alla sconfitta e si batterà fino alla morte per vincere la sua biografia, è piena di Pistorio a partire da quella sul divorzio, che fu uno spartiacque nella storia dello spirito.
Pubblico del nostro Paese, Pannella era combattere quando non era ancora in Parlamento e guidava partito dalla lite legale, piccole ancora poco prestigioso.
E poi dice.
Altre doti di Pannella e chiude metto solo alla fine questo elenco, una dote che lo ha sempre caratterizzato, il coraggio fisico che non è comune ai grandi leader e Timpanella risiedeva sia nelle profondissime convinzioni non violenti di scuola, strettamente gandhiana si regge sulle capacità di usare il digiuno e dunque una messa alla prova del proprio corpo come strumento formidabile.
Di forza politica.
E ricorda appunto un'iniziativa di Enrico Costa, che ha proposto un posto alla Camera.
E poi dice Pansa Sansonetti, io credo che la sua sia un'ottima idea che pannelli euro meriti certo un busto e poco più di una cerimonia, quel che manca alla Camera dei deputati, credo io è qualcuno che prende il posto di Pannella e sia in grado di proseguire le sue battaglie con la sua forza, il suo incredibile carisma, ma questo purtroppo è impossibile però almeno un busto, un'immagine, un oggetto che si dica ci dica sì, va bene, forse tra un po'entrerà alla Camera il generale Vannacci che volete sono le regole, la democrazia, però non vi dimenticate che una volta invece dai banchi di Montecitorio sedeva o più spesso stavano in piedi un certo. Marco Pannella,
E poi Sicily, un'unità ricorda che è morto Gianni Cervetti, l'ultimo della leva di Togliatti, ma sempre sulle questioni personali, e poi andiamo in un'intervista.
Al Corriere di Julie.
Sempre su questioni personali, il foglio insiste sulla.
Il ruolo di Urso c'è posto per Urso.
C'è posto per Adolfo Urso nel governo, a quanto pare sempre meno e altrove si studino dossier contropartite e caselle vuote dalle parti di Giorgia Meloni è una questione che ricordo che da mesi solo che negli ultimi giorni, anche all'interno di Fratelli d'Italia, tra chi vuol copre ruoli apicali,
Sono tornati a bussare alla porta della Premier per lamentarsi del ministro del made in Italy.
Specialista in francobolli, ma un po'meno nel rilanciare l'industria italiana e ne chiedono l'avvicendamento.
Eh eh.
È l'altra grande da Palazzo Chigi dove ieri Meloni avrebbe incontrato Ungheria e tutti quanti però.
La Nicolò.
Eccolo qua.
Il governo centrale, una difficile exit strategy per orsono ipotesi.
Allora?
Dicono Leonardo.
A quanto risulta al foglio dirigenti di primo livello di Fratelli d'Italia hanno chiesto alla Meloni di cercare una soluzione.
La premier ha perplessità sull'operato di Urso, ma trovare una soluzione non è facile, servirebbe quantomeno un salvacondotto per chiedere un passo indietro, a cui comunque il ministro del made in Italy non pare intenzionato, mesi fa si è revocata la sua candidatura a presidente del Veneto poi si era pensato a spostare Urso al turismo ma Palazzo Chigi hanno preferito altre strade, niente di in parsi e forse inseguire il record di vincita è stato di longevità è stato un errore.
Così si sondano altre strade strettissime governatore in Sicilia, Urso è nato in Veneto ma ha radici forte sull'isola, ha sostenuto vari progetti, ma il consenso e un'altra cosa.
Prenotare oggi il lobo Schifani, inoltre, potrebbe voler dire aprire un nuovo fronte del centrodestra, senza dimenticare i guai di Fratelli d'Italia e degli alleati in Sicilia, nella stretta cerchia stretta premier tocca insomma ingegnarsi ancora.
C'è un report pubblicato dal servizio per il controllo parlamentare della Camera entro il 30 settembre, vanno rinnovate un centinaio di posizioni in 35 enti pubblici di vario livello.
Per citare i più importanti, si va dall'ANAC, allinea il filo all'agenzia del Garante.
La concorrenza.
Per quest'ultima nomina del vertice spetta ai presidenti di Camera e Senato è chiaro che immaginare Urso in queste nuove vesti e un esercizio complesso anche per chi ne chiede la testa e difficoltà su Consob e Antitrust, vedi controverità, un nostro chissà.
E ci sarebbe da convincere Mattarella, il sentiero strettissimo a Palazzo Chigi, intanto si lavora da domani, tornerà a pensarci anche Meloni, oggi invece il giorno di Marco Rubio, il pezzo è di Ruggero Montenegro.
E veniamo a.
Venezia.
All'intervista.
Ad Alessandro Giuli.
Per sul intervista Fabrizio caccia per me più di un amico ma Buttafuoco ha sbagliato a Venezia ha vinto Putin a Pietrangelo, ho mandato un messaggio in qualche giorno fa, ma lui non mi ha ancora risposto.
Nella sostanza del Collegio Romano al secondo piano, il ministro della cultura, Sandro GiuliaVia, il telefonino, exploit del display, sono le 3 del pomeriggio di giovedì 7 maggio Buttafuoco non ha risposto, possiamo sapere che cosa diceva il suo messaggio, ministro preferiti nei preferirei di no posso riassumere il senso nel caso specifico della partecipazione russa alla Biennale, dissento completamente,
Ma comunque vada a finire, non esisterà, esisterà mai in questo morbo assurdo, una persona che avrò ammirato, come ammiro lui.
Altro che nemici.
Osserva Fabrizio caccia.
Pietrangelo è stato più che un amico, abbiamo trascorso vacanze insieme mio figlio, Ascanio, che oggi ha sei anni, è pazzo di lui.
Gli ha dedicato anche il ritratto in forma di drago l'anno scorso, che Pietrangelo tiene sulla scrivania a Venezia.
Non vi vedete da tempo, non vi parlate da tempo, i due dice che l'ha ringraziato pubblicamente, guardi, risponde Julie, intanto mi auguro di lasciare finalmente alle spalle ogni polemica di questa settimana, il 20 maggio andrò a Venezia a visitare il Padiglione Italia, curato da Cecilia Canziani con le opere di Chiara Camoni,
E a rendere omaggio a tutta la Biennale dell'arte mondiale, perché l'istituzione biennale merita sempre in spezzo.
E la gestione di questa Biennale Arte che riteniamo sbagliata, non so comunque se Buttafuoco, l'azienda avrà altri impegni e vi sarà pure il padiglione russo sarà chiuso, per fortuna.
Comunque, non vado a far l'ispettore.
E praticamente al?
I due hanno lavorato insieme.
E dice secondo Guerri in osserva, fa caccia lei nei panni di Buttafuoco, avrebbe fatto la stessa cosa, dando il massimo spazio alla libertà d'espressione.
Boh Buttafuoco, se fosse stato al mio posto, avrebbe fatto ciò che ho fatto io, rispettando tutte le regole e le procedure per difendere la reputazione dell'Italia di fronte all'Europa e al mondo.
Io però non avrebbe mai fatto al posto di Di Pietrangelo quello che ha fatto lui, cioè lui ha avvertito il governo italiano che avrebbe aperto il padiglione russo soltanto a febbraio scorso.
Soltanto a cose fatte io invece, al suo posto avrei chiesto un'udienza corale alla premier e ministro degli Esteri, al ministro della cultura per dire la Russa chiede che di partecipare noi che facciamo così, forse avremmo potuto pretendere prenderli prudente in accordo con gli alleati internazionali uno contropartita magari un cessate il fuoco in Ucraina.
E va be'.
Ma?
Andiamo su.
Buone notizie almeno sembrano, eccolo qua.
La notizia che ha soltanto la stampa conti Brussel apre all'Italia.
Continua a assist di Bruxelles, scrive Marco Bresolin.
C'è ancora uno spiraglio per l'uscita anticipata della procedura dei disavanzi eccessivi, già quest'anno il Governo italiano si crede il ministro Giancarlo Giorgetti ne ha parlato lunedì con Valdis Dombrovskis, come rivela lo stesso commissario alla stampa.
L'esecutivo spera in una revisione dei dati definitivi del 2025, in particolare di quelli sul superbonus, chi potrebbero far scendere il deficit reale al di sotto del 3% la Commissione non chiude.
Alla la porta e si dice pronta a rivalutare la situazione in autunno, anche se, come avverte Dombrovskis per l'uscita dalla procedura, non basterà a far scendere il deficit del 2025 2 e 9 dovrà rimanere.
Sotto.
Pure quest'anno, eppure il prossimo
Motivo per il quale?
Motivo per cui Brussa resta contraria.
Scusate all'ipotesi di concedere ulteriore flessibilità per affrontare la crisi energetica.
In base alla traiettoria di bilancio corrente, spera Dombrovskis l'Italia dovrebbe portare il deficit sotto il 3% del Pil, quest'anno in modo da uscire dalla procedura di deficit eccessivo il prossimo anno.
Il governo puntava a farlo con un anno.
Il cibo, ma secondo i dati pubblicati da Eurostat, il deficit del 2025 si è assestata 3 1, quindi al di sopra della soglia, sin qui tutto loro.
Ma il commissario lascia intendere che la partita potrebbe non essere ancora chiusa del tutto.
Nella conversazione che ho avuto con Giorgetti rivela mi ha detto che potrebbero esserci alcune rivalutazione di questi Latini autunno, alla luce dei numeri definitivi del super bonus, e quindi potrebbero esserci degli sviluppi questo vuol dire che, qualora Eurostat certificasse una reale revisione del deficit 2025 dal 3,1% nel 2 e 9 nel mese di ottobre,
La commissione potrebbe decidere immediatamente di chiudere la procedura, tecnicamente è possibile ammette Dombrovskis.
Confermando che la decisione verrebbe presa in autunno, sulla base di eventuali rivalutazioni di Eurostat, e qui ovviamente ricorda che deve stare sotto il 2 2 9 anche.
Il pro anche quest'anche nel 2026 e nel 2027.
E
Ma questa forzatura points d'Italia scendesse dal 2 al 9%, potrebbe a questo punto attivare i fondi.
Safe,
Che consentirebbero di attingere a 14 miliardi di investimenti per la sicurezza e difesa.
E vediamo.
Rimaniamo sulla stampa.
Perché pagina mantenere perché, ma Veronica De Romanis spiega perché il PNRR non ha funzionato Piano Nazionale di Ripresa e resilienza non sta contribuendo a rafforzare il potenziale sviluppo del Paese, è questo, in estrema sintesi, l'impatto atteso al governo nel quadriennio 25 29 tradotto i 200 miliardi messi in campo dall'Europa non sono serviti a incrementare la crescita potenziale del Paese che peraltro è già molto contenuta nello specifico.
Il pieno sottrarrà circa due decimi di punto percentuale alla nostra crescita potenziale.
Simili questo tipo sorprende, visto che il PNR nasceva con l'obiettivo opposto, rafforzare l'economia, renderla più efficiente, più attrattivo, e invece il risultato appare rovesciato, ma cosa non ha funzionato?
L'analisi è approfondita, l'80% degli interventi ha dimensioni inferiori al miliardo di euro e molte riguardano progetti già esistenti piuttosto alle nuove iniziative capaci.
Di cambiare il potenziale di crescita del Paese,
In definitiva, il PNRR appare come un'occasione persa con effetti sul debito che si vedranno nei prossimi anni.
E Mou, eppure i monti, sia dalle file della maggioranza sia dell'opposizione, ne chiedono una replica.
E questa era la.
La.
La De Romanis.
Però.
Andiamo sul.
La verità.
Soltanto nulla, notizie un po'.
Socio, arriviamo, eccolo qua.
Eccolo qua.
Nella se ti scrive Martino Cervo nella settimana tra il 20 e il 25 aprile scorso, una delegazione di Bank of America Merrill Lynch, una delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali, ha avuto alcuni incontri con personalità politiche italiane, tra cui il segretario del Partito Democratico Elly Schlein e l'ex premier ed ex commissario UE.
Gentiloni.
Colosso americano, rappresentato da Chiara Geloni Sinio, io mi sto andarono a Eton Bank of America ha fatto scelte diverse, il 20 aprile ha infatti incontrato a Roma Elly Schlein, che ha aderito alla richiesta di colloquio in nessuna delle parti, ha voluto commentare con la verità e il contenuto di tale dialogo confermato dall'entourage dell'italo svizzero secondo informazioni in nostro possesso non smentite dal diretto interessato si è tenuto in contatto analogo con Paolo Gentiloni,
Non è un grande mistero che il suo nome circola come possibile candidato al Quirinale per la successione a Sergio Mattarella, ovviamente in attesa di sapere come finiranno le azioni politiche.
Le scelte di Bank of America secondo la nostra ricostruzione nello stesso periodo non ha visto membri del governo italiano, vanno lette in chiave di preparazione di possibili cam possibili cambi ed equilibri in Italia o in un futuro prossimo, ovviamente nella fase attuale ci si può solo limitare a speculazioni appare in ogni caso scrive Martino servono,
Più che ragionevole Cattadori internazionali di questo calibro abbiano interesse a mantenere canali di dialogo aperto con chiunque venga ritenuto un importante interlocutore nel presente o nel futuro
Da questo punto di vista, la lunghezza per la Schlein dunque già buona, considerato che la fase apertasi dopo la bocciatura.
Del referendum sulla giustizia ha sicuramente indebolito le istanze degli dentro e fuori, il partito democratico meditava una sua sostituzione prima delle prossime elezioni, in modo da affidare ad altri la composizione delle liste.
E questi sono gli insider della verità.
Eh.
Eh.
Eh.
Domani la cosa.
No, anzi sempre Elena.
Smania che, parlando anche col Pd, con domani il Pd sarà sempre alleato gli Stati Uniti, ma non di Trump e chiudo perché sembra che ce lo usiamo un computer direzione, siamo dimenticati.
Ah, Gazzano, insensata Telecom di sangue, scrive il manifesto con Michele Giorgio, anche ieri, raid israeliani e morti civili in Cisgiordania il governo Netanyahu accelera l'espansione, pronti due nuovi in sede di insediamenti.
Azam e L'Aia e il quarto figlio del leader internet di Hamas ad essere ucciso, e
E questo parla addirittura.
Strage della fame e malnutrizione nella Striscia, una scelta calcolata e sistematica di Israele, i dati spaventosa raccolti da Medici Senza Frontiere vittime insieme ai bambini, le donne.
E chiudo.
La rassegna stampa di oggi con le prime frasi pronunciate.
Nel pomeriggio di oggi di un anno fa, dalle une quattordicesimo riporta l'Osservatore Romano lei ricorda l'Osservatore Romano.
E che oggi il Papa andrà in visita a Pompei, no, domani.
No no.
Non oggi.
La pace sia con tutti voi, questa è la pace del Cristo, risolto una pa risorto, una pace disarmata, una base di disarmante umile e perseverante proviene da Dio, Dio, che ci ama tutti incondizionatamente.
Così si presentò al mondo la sera dell'8 maggio 2025 Leone quattordicesimo.
E finisce qui la rassegna stampa per oggi, grazie per l'attenzione a presto.
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