11 GIU 2024
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Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 11:22 Durata: 20 min 12 sec
A cura di Valentina Pietrosanti
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L'avanzata delle destre in Europa in una consultazione che si è incentrata soprattutto su temi nazionali in ognuno dei 27 Paesi Ue: un voto di protesta contro i governi in carica.

La paura un fattore comune, in un'Europa la cui economia stenta a ripartire.

I fattori alle origini di questi risultati elettorali favorevoli a forze orientate a destra o anti-europee la crescita media dell'1 per cento non ha coinvolto gli strati sociali più deboli; malgrado la discesa, l'inflazione ha continuato a pesare sui prezzi dei beni; le guerre e il tema immigrazione; la contestazione delle politiche Ue
mirate al risanamento ambientale.

Il Ppe resiste, ma si sono indebolite le forze liberali.

Cosa farà Ursula Von Der Leyen? Si rivolgerà a forze come l'Ecr di Giorgia Meloni? Chiederà il sostegno dei Verdi per proseguire il percorso avviato con il Green Deal tanto contestato dai 'negazionisti' emergenti? E' urgente riprendere il cammino della transizione ecologica, spurgato di eccessi ideologici che lo hanno esposto a contestazioni.

Sarà il Consiglio dell'Ue, dove sono i governi a decidere, a dare l'indirizzo su questo versante.

La ridefinizione della strada della transizione ambientale va ridefinita, accompaganata in modo che ne vengano sostenuti i costi e richiede investimenti comuni, in modo che non siano i singoli Paesi a subirne l'impatto.

Ma forze diffidenti verso le politiche comuni Ue come quelle che sono emerse vincitrici dalle elezioni europee, saranno disposte a condividere risorse a questo fine?.

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