Puntata di "Notiziario del mattino" di lunedì 19 ottobre 2026 , condotta da Roberta Jannuzzi e Sonia Martina .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 46 minuti.
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Lunedì 19 ottobre 2026 apriamo adesso il notiziario del mattino con me in studio Sonia Martina, che saluto buongiorno, Sonia buongiorno, allora apriamo appunto notiziario, parleremo in apertura degli appelli promossi dal Partito radicale per la calendarizzazione e approvazione delle proposte di legge sul risarcimento delle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione e per l'istituzione di un'Organizzazione mondiale delle democrazie.
Passeremo poi alla Guerra del Golfo, parleremo anche della repressione in Turchia contro l'opposizione al presidente Erdogan, parleremo dei principali eventi politici della settimana in Asia.
Torneremo sull'emergenza abitativa in Italia e poi in chiusura, come sempre, la nota antiproibizionista di Roberto Spagnoli e la brulica cellule del futuro del professor Enrico Giovannini, grazie anche alla regia di Piero Scaldaferri, partiamo dagli appelli del Partito radicale. Sono già migliaia le firme raccolte dall'appello promosso dal partito per chiedere al Parlamento di calendarizzare e approvare la proposta di legge Zuncheddu e altri. Prevede una provvisionale economica, quindi un sostegno mensile immediato per le vittime di errori giudiziari e ingiusta, detenzione che spesso attendono, insomma, molti anni prima del risarcimento definitivo. Il nome è quello di Beniamino Zuncheddu, condannato all'ergastolo per la strage di Sinnai in Sardegna nel 91 assolto dopo quasi 33 anni di carcere, all'appello hanno aderito, tra gli altri, Roberto Saviano, Michele Riondino,
E protagonista del film giustizia ha dedicato alla vicenda di Zuncheddu la proposta che vede tra le prime firmatarie naturalmente, Irene Testa, Gaia Tortora è già stata sostenuta da oltre 50.000 cittadini è stata già depositata in Parlamento. Con questa nuova mobilitazione, il Partito Radicale torna a chiedere alle istituzioni un impegno concreto perché la proposta venga discussa e approvata, dando una risposta a chi, dopo aver subito un errore giudiziario e si ritrova a ricostruire la propria vita senza praticamente a The adeguate risorse economiche, o
Senza nulla e noi ci colleghiamo con la tesoriera del Partito radicale, Irene Testa per parlarne buongiorno Irene buongiorno e saluto agli ascoltatori. Allora né dopo che avete raccolto migliaia di firme sulla proposta di legge Zuncheddu, non ci sono stati nessun non c'è stato. Nessun tipo di seguito di quella dal punto di vista dell'iter
Allora noi abbiamo raccolto più di 50.000 firme.
E tra l'altro la proposta di legge è stata poi depositata alla Camera e al Senato dal gruppo di Forza Italia e naturalmente siamo siamo contenti se questa proposta diciamo sia in Parlamento ma hanno tuttavia non è sufficiente, naturalmente perché c'è una proposta rimane nei cassetti diciamo delle commissioni,
E non serve a niente, naturalmente questa è una proposta
Di buonsenso e una proposta di legge giusta che serve
Senta un'eco, un rimbombo.
Proviamo a system, dicevo, questa proposta naturalmente prevede un, come dicevi, tu, una provvisionale economica, in attesa di un risarcimento danni per le persone che sono state assolte, operatore giudiziario ingiusta, detenzione.
Lo abbiamo fatto perché, avendo seguito la pro la la vicenda di Beniamino Zuncheddu, ci siamo resi conto che una volta uscito dal carcere quest'uomo doveva provvedere anche a accamparsi. Doveva provvedere a sopravvivere, quindi una sopravvivenza durata 33 anni in carcere. Ma un'altra sfida è un'altra ingiustizia, direi, una volta uscito dal carcere, perché se una persona non ha
Qualcuno che può provvedere a lui, che può aiutarlo, può sostenerlo, si ritrova ad affrontare, è un mondo in cui, nel caso di, Beniamino poi un altro mondo, no, perché è passato più di da di metà della sua vita all'interno di un istituto carcerario e quindi noi riteniamo che questo sia profondamente ingiusto che c'è un vuoto normativo che nel nostro Paese deve essere sanato perché le vittime del malfunzionamento della giustizia sono vittime e a tutti gli effetti non è che sono meno vittime perché sono stata in carcere perché a volte sia anche un po'quest'impressione, no, cioè e quindi l'appello è quello di chiedere al Parlamento,
Non solo di Galan, calendarizzarla, ma di approvarla siamo, diciamo ormai, a fine legislatura, in un certo qual modo e il tempo, se si vuole, lo si trova, basterebbe anche prevedere adesso
In finanziaria, ad esempio, un emendamento come fondo da destinare alle vittime di errori giudiziari e approvare questa proposta di legge. Quindi
Diciamo, il film su Beniamino Zuncheddu ci aiuta in questo senso, perché EAV ha il merito di portare come dire all'attenzione pubblica, ma anche istituzionale, una vicenda che non può essere, come dire, archiviata dentro un cassetto, ci sono vite umane, quella di Beniamino ma quella di tanti altri perché noi sappiamo,
Che
E le vittime di un sistema giustizia che talvolta funziona male e non
No so sono tante e mi pare il minimo che si possa fare
Diciamo iniziare a come dire a sanare almeno un tassello, perché poi la questione del risarcimento danni per le vittime degli errori giudiziari e come dire
è complessa, ma
Da qualche parte si deve iniziare perché noi sappiamo anche e anche lì andrebbe fatto un lavoro per migliorare, diciamo la normativa attuale perché solo il 45% delle richieste di risarcimento danni vanno a buon fine, perché esistono tanti, troppi paletti per riconoscere, diciamo questo risarcimento e quindi anche lì occorrerebbe, diciamo, da parte del legislatore occorrerebbero degli interventi affinché uno non si trova,
Ecco bastonato due volte, perché qui non stiamo parlando di un di un inciampo nella vita che non ha poi dei costi, noi parliamo di vere e proprie tragedie, parliamo di persone che si vedono distrutta l'esistenza insieme a loro le famiglie da un punto di vista emotivo, economico, lavorativo, parliamo davvero di un qualcosa,
Di bibite che stravolge la vita umana e quindi non si può far finta o far finta di niente, noi abbiamo naturalmente rilanciato,
La proposta di legge di iniziativa popolare e lo abbiamo fatto promuovendo un appello, un un appello proprio per chiedere che il Parlamento si adoperi per per approvarla. Devo dire che nel giro di pochi giorni sono già migliaia le firme che sono arrivate e di sottoscrizione. A questo appello è stato mandato anche i presidenti di Camera e Senato ai capigruppo e quindi insomma, ci auguriamo che questa richiesta non cada nel nel vuoto ma che possa essere raccolta il prima possibile, bene, Irene, allora lo ricordiamo ancora una volta questo appello promosso dal Partito Radicale per chiedere
La calendarizzazione, l'approvazione possibilmente nella proposta di legge Zuncheddu e altri, e speriamo appunto il successo del possibile Roberta, è possibile poterla sottoscrivere sul sito del partito radicale è partito radicale punto it, quindi chiunque
Voglia sottoscrivere questo appello, lo può fare tranquillamente o nei nostri, lo trova, o nei nostri canali social o appunto andando sul sito Partito radicale punto it perfetto Partito radicale punto it grazie aerei nei test. Grazie grazie a voi e sempre su Partito radicale punto it potete firmare un altro appello del partito radicale per l'istituzione di un'Organizzazione mondiale delle democrazie. Di fronte alla grave pericolosa è sempre più frequente violazione del diritto internazionale, della legalità e della giustizia internazionale. Preso atto dell'attuale impossibilità di riformare il sistema delle Nazioni Unite e dell'abbandono del multilateralismo come metodo di confronto tra Stati, viste le divisioni tra le democrazie occidentali e la loro mancanza di unità di azione, invocando un'iniziativa che rilanci il ruolo della democrazia, la sua forza, la sua capacità di attrazione
I firmatari si rivolgono al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio dell'Unione europea, alla Commissione europea, perché l'Unione europea promuova l'istituzione di un'Organizzazione mondiale delle democrazie per assicurare il futuro dei valori fondanti della stessa Unione e la difesa della pace e della libertà nel mondo ne ha parlato il segretario del Partito radicale, Maurizio Turco, nel corso della consueta intervista settimanale della domenica e condotta ieri da Michele Lembo c'è il nuovo sito del Partito Radicale nuovo istituto del Partito Radicale chiocciola Q, diciamo il corteo dei lavori test che
Tra le cose nuove, i due appelli Ugo sulla proposta di legge Zucker, due per il risarcimento alle vittime.
Della giustizia e l'altro è un appello per l'Organizzazione mondiale delle democrazie, già lavorato ci ha lavorato Niccolò Rinaldi.
Ha raccolto 10 firme autorevoli, secondo me ce n'è una tra tutte queste, 10 film emblematica ed è quella di Daniel Cohn Bendit che cioè, voglio dire, gli abbiamo sottoposto il nostro appello e lo ha condiviso, cioè io gli dico questo anche questo diceva una cosa molto importante perché,
Perché questo è un appello che, dal momento in cui dice che la democrazia in crisi lo diciamo tutti, diamo anche una risposta, perché la democrazia in crisi e quindi, eh beh, assistiamo alla crisi, no, noi diamo la risposta della necessità di una organizzazione può dare delle democrazie definendo però alcuni principi cioè,
Primo segmento di giurisdizione internazionale, la Corte penale internazionale,
Deve essere una adesione automatica da parte di una democrazia, l'abolizione dell'abolizione della pena di morte deve essere una questione centrale, il UE diremmo quasi scontata, ma non deve essere scontata perché ci sono dietro dei principi che qualificano un paese, una democrazia, un sistema e quindi attraverso questo appello noi lavoreremo e continueremo a lavorare e cosa facciamo in quest'appello? Pur conoscendo le carenze dell'Unione europea, ci ci rivolgiamo all'Unione europea perché riteniamo che in questo momento è l'unico soggetto
Lo voglio dire istituzionale, internet intergovernativo è l'unico soggetto intergovernativo che si può far carico di dare vita, no di proporre agli altri Paesi democratici un'organizzazione di questo tipo,
E lo può fare perché voglio dire ancora questo, lo sappiamo ancora, per quanto però al momento l'Unione europea è ancora in grado, potrebbe riservare sorprese non l'ha fatto per 80 di e che, anzi ha riservato alle sorprese opposto a quello che doveva essere,
Il cammino indicato dai padri costituenti, ma lasciamo perdere
Oggi questo è il contesto, ecco questo contesto, dobbiamo, dobbiamo fare i conti, li facciamo pure Pd, pur criticando l'Unione europea, resta il fatto che è l'unico soggetto che oggi può farsi carico di questa di questa di questa iniziativa e quindi anche a definire dei paletti che contraddistinguono le democrazie e Dodd limitarsi semplicemente alle autocertificazioni no, siamo un Paese democratico, andiamo a vedere alcune robetta e poi vediamo che sono democrazie molto, molto vacilla, tanto vacillante, guarda impressione, fai tu, se storico potresti
Farci una lezione è impressionante, come se la storia si stia ripetendolo, cioè noi siamo arrivati al fascismo e al nazismo, cioè alla presa del potere assoluto da parte di Mussolini e di Hitler, attraverso la mediazione di elezioni democratiche secondo i criteri del modello liberale del tempo, cioè
Il modello liberale di 100 anni fa, 120 anni fa, non aveva gli anticorpi e i loro effetti. Tutto quello che è successo ancora non li ha, non ha pensato Baia degli anticorpi. Da una parte diciamo, rispetto alla possibilità di una degenerazione e quindi di una risposta autoritaria alla degenerazione della democrazia dall'altra ha sempre, come dire, chiuso, non ne ha voluto sapere niente di quello che potrebbe essere l'influsso religioso del potere religioso del momento che diventa potere mondano lo l'influsso di tutto questo sulla democrazia che noi non dobbiamo mai dimenticare che la libertà religiosa, Rodeo, principio religioso o delle religioni è un principio laico della laicità delle nostre regole. Siamo noi che voglia
Gol la libertà religiosa.
Così il segretario del Partito radicale, Maurizio Turco, adesso veniamo alla Turchia, ne abbiamo parlato anche nei giorni scorsi nelle settimane scorse, dopo il commissariamento dei maggiori organi di informazione, si è svolta del suono importante udienza del processo a Ekrem Imamoglu, l'ex sindaco di Istanbul principale rivale politico del presidente Erdogan Imamoglu è detenuto nel carcere di Silivri.
Dal marzo 2025, con l'accusa di corruzione e terrorismo e nel processo per corruzione, i pubblici ministeri chiedono pene di centinaia e centinaia di anni di carcere, naturalmente, Mamolo, respinge le accuse e le definisce politiche, sentiamo in diretta Mariano Giustino buongiorno Marian un giorno a voi per quel che riguarda la Turchia,
Posizione al governo di Erdogan in Turchia dopo il commissariamento di maggiori media di informazione del Paese, si è appena conclusa l'importante udienza del processo Ekrem Imamoglu, l'ex sindaco di Istanbul ha arrestato per corruzione e terrorismo. È durata quattro giorni l'arringa di difesa di Mamolo nell'udienza del suo processo presso la trentatreesima Corte penale di Istanbul nel carcere di Silivri e, credo, Imamoglu, trasforma la propria difesa in una denuncia detenuto US libri. Il sindaco di Istanbul sostiene che il processo colpisca soprattutto milioni di cittadini che lo hanno eletto e la possibilità di scegliere il futuro del Paese contesta la concretezza delle prove. Accusa la magistratura di essere utilizzata come un'arma rivolgendosi a Erdogan, lo invita a proteggersi dal sistema di imboscate che denuncia, avvertendo che potrebbe rivolgersi anche contro di lui. I Mammolo richiama il caso del distretto Ds Yurt per denunciare disparità di trattamento tra amministratori eletti e funzionari nominati dopo il commissariamento. Rivendica però una lotta per la giustizia, non per la vendetta, non vuole per sé leggi speciali e non auspica che gli abusi denunciati siano ripetuti contro altri. Sostiene che anche i responsabili del procedimento dovranno rispondere davanti allo Stato di diritto. La conclusione è una sfida al potere. La repressione non fermerà la volontà popolare e, richiamandosi andate a turca la Repubblica alla democrazia, afferma che l'ultima parola spetterà alla nazione. Ricordiamo che di Imamoglu si è interessato molto il Parlamento europeo che, appunto, a chi ha chiesto con risoluzione la scarcerazione ha denunciato chiaramente Los lo lo scopo politico della sua incarcerazione e ne ha chiesto la scarcerazione
E infine, per quanto riguarda la guerra tra Stati Uniti e Iran, continua a estendersi ben oltre il confronto diretto tra Washington e Teheran, coinvolgendo alleanze regionali, organizzazioni armate, infrastrutture strategiche e rotte commerciali, attacchi nei pressi dell'aeroporto di Aden nello Yemen e la rivendicazione aiuti di aver colpito obiettivi militari esaudite confermano il rischio di una nuova escalation secondo le autorità yemenite, due missili sono caduti vicino a un aereo in procinto di decollare, esponendo,
Ancora una volta, alle infrastrutture civili, ai rischi del conflitto. Le autorità locali segnalano ordigni caduti a 500 metri da un aereo in partenza. Aiuti parlano di obiettivi militari, restano esposte alle infrastrutture vicino alla rotta strategica di Bab el Mandeb. Il sostegno iraniano aiuti non implica che ogni decisione si ordinata da Teheran in movimento. Conserva priorità autonomi che complicano il contenimento dagli attacchi americani ai tre israeliani del 28 febbraio. Tregua e negoziati non hanno prodotto, come sappiamo alcun accordo. La pressione investe anche la sicurezza marittima, gli approvvigionamenti energetici e le infrastrutture digitali regionali evocate da Teheran tra i possibili obiettivi di ritorsione e il ministro degli Esteri iraniano Abbas halakhici ribadisce che resta sul tavolo la proposta per riaprire Hormuz nell'arco di 7 giorni. Le condizioni comprendono la revoca del blocco americano, si porti la rimozione delle sanzioni alle esportazioni petrolifere e la cessazione delle ostilità sui fronti regionali Washington insiste invece perché il nucleare sia affrontato subito. Matera non ha alcuna intenzione di rinunciare a una leva di te pensa così efficace come quella del nucleare. Il vicepresidente Banz chiede una riduzione significativa della capacità,
Iraniana di arricchimento terranno vuole partire dalla navigazione, dalla sicurezza di una rotta che, prima della guerra, sosteneva circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e di gas naturale liquefatto. Vuole affermare la sua sovranità su passaggio attraverso lo stretto di Hormuz sul nucleare. Rimane una distinzione decisiva. La negazione iraniana di finalità militari non basta a garantire la trasparenza del programma, servono verifiche indipendenti, accesso agli impianti e controllo delle scorte, bombardare senza un successivo sistema di monitoraggio rischia di aumentare l'opacità e rafforzare chi a Teheran sostiene la necessità di una deterrenza nucleare. Trump, dopo avere escluso attacchi prima delle elezioni di novembre, torna a minacciare il sito di PICAXE Mutai giudica l'aiuto russo e sostiene limitato e sostiene Netanyahu. Intanto qui, in questo scenario, Ankara cerca di sostenere l'Arabia Saudita senza farsi trascinare nella guerra Erdő hanno espresso solidarietà a Mohammed bin Salman per gli attacchi degli Houthi, mentre il ministro degli Esteri turco Hakan Fidal ha discusso con Arac C delle possibilità di fermare i combattimenti. Ankara ritiene Teheran indispensabile per contenere Juti Fidal e insiste sul dialogo con il sostegno saudita alla diplomazia si affiancano gli impegni militari. Gli attacchi del 10 ottobre all'aeroporto di Riad, con 13 morti e oltre
E 300 feriti hanno rimesso alla prova il patto della Mecca sottoscritte in agosto da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. L'intesa considera un attacco contro un firmatario come un attacco contro tutti. Il dispiegamento concordato il 5 ottobre attende però il passaggio parlamentare turco lo ha annunciato Erdogan, il presidente turco. Anche dopo la ratifica, il contributo turco dovrebbe riguardare soprattutto equipaggiamenti, consulenza per la necessità, le necessità tecnico militare saudita. L'obiettivo è evitare operazioni offensive contro aiuti e limitare le esportazioni, le esposizioni di uomini e mezzi. Questa è la visione di Ankara. La Turchia cerca di congelare la crisi. Persino un dispiegamento difensivo potrebbe subire attacchi. Allargare il coinvolgimento della Turchia. Da qui la richiesta a Teheran di utilizzare la propria influenza Ankara e Teheran competono, come sappiamo, ma mantengono rapporti economici e diplomatici. La Turchia ha condannato gli attacchi iraniani contro gli Stati Uniti del Golfo, gli Stati del Golfo, criticando anche quelli americani israeliani contro l'Iran ha evitato una rottura persino dopo l'ingresso dei missili iraniani nel suo spazio aereo aereo, che sono stati, come sappiamo, intercettati dalla NATO
Terranno vuole mantenere i rapporti con la Turchia con Ankara, ma potrebbe non avere interesse a una rapida escalation. Lasciare aiuti il tempo di dimostrare quanto possano danneggiare Riad potrebbe rafforzare la posizione negoziale iraniana. Inoltre, essere il principale sostenitore del movimento non significa controllarne ogni scelta. Aiuti perseguono anche priorità proprie. Il Pakistan e dialogo con Teheran e Cairo ko a condannando gli attacchi contro Riina, e poi infine alle pressioni militari si aggiunge l'assedio economico X, tanto vi ricordiamo che si sono esauriti i carichi di greggio iraniani, già disponibili fuori dal blocco navale americano,
Gli ultimi i volumi sono stati scaricati in Cina. Non si tratta dell'esaurimento di risorse petrolifere del Paese, ma della scomparsa di una riserva commerciale che consentiva ancora di incassare. Valuta valuta in case se importante, che mette il contribuisce a mettere in ginocchio la mancanza di valuta. Ancora di più. L'economia iraniana
Una crisi prolungata pro debba infatti produrre più deficit, più inflazione, Pce, valutazione, difficoltà nell'importazione, il governo aumenti può aumentare tasse o del debito o ricorrere appunto, ah, ah, ah ad altre ad altre misure la, le scorte Let le.
Che stanno diminuendo per il il Paese rischia di mettere ancora di più in ginocchio la
Le condizioni economiche già fragilissime e distrutti di questo di questo di questo Paese e a risentirne, ovviamente, è maggiormente la popolazione che continua in qualche modo a resistere e alcuni
Settori della laboratori di Verdi al Daily alcune imprese continuano a manifestare la loro insofferenza e continuo anche a scioperare e a protestare con manifestazioni in alcune regioni del Paese, contro il regime iraniano. Per il momento è tutto la linea a Roma. Grazie grazie. A Mariano Giustino, andiamo avanti con il notiziario, sì, allora adesso apriamo il nostro corrispondente dall'Asia. Francesco Radicioni. Allora ci parlerà intanto dell'economia cinese, perché nel terzo trimestre di quest'anno il Pil, il prodotto interno lordo della Cina, è cresciuto del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Secondo i dati che sono stati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica cinese,
Francesco buongiorno.
Buongiorno notte Sonia buongiorno a chi ci ascolta, quindi non c'è alcun dubbio. Gli ultimi dati economici diffusi questa mattina da Pechino continuano in qualche modo a fotografare una economia del cinese, una seconda economia del mondo che corre letteralmente a due velocità. Per un verso ci sono i numeri, quelli che davi tu un attimo fa, e cioè che, come tra giugno e settembre, l'economia cinese ha segnato un più 4,5%, un lieve miglioramento anche rispetto al trimestre precedente al secondo trimestre di quest'anno. Peraltro, verso però continua a essere quella cinese, un'economia
Fortemente squilibrata e perché, perché lo sappiamo cioè da un lato il boom dell'intelligenza artificiale e delle industrie tecnologiche che spingono verso l'alto, soprattutto le esportazioni, a settembre Sonia il dato dell'export della res publica popolare, è stato impressionante una crescita del 36% rispetto allo scorso anno con le stime che ormai si dicono abbastanza chiaramente che quest'anno e nel 2026 il surplus commerciale della Cina supererà i 1.200 miliardi di dollari che c'erano stati l'anno scorso e che avevano creato forti tensioni tra la fine i diversi partner commerciali internazionali a partire uno per tutti proprio dall'Unione.
Europea, quindi le esportazioni tirano su l'economia, peraltro verso, però tutti gli altri indicatori vanno male dell'economia cinese vanno vanno male.
Per il quinto anno consecutivo rimane infatti estremamente table il mercato immobiliare, cioè il settore che letteralmente per trent'anni è stato il motore della crescita cinese, oltre che un'importante fonte di finanziamento per i governi locali, tant'è che calano anche gli investimenti in
E infrastrutture. E un crollo, quello dell'immobiliare, che ha prosciugato i risparmi della classe media cinese e rendendoli così decisamente meno propensi a spendere tanto che sempre a settembre le vendite al dettaglio sono cresciute Sonia solo dell'1,1% rispetto a un anno fa e questo è anche in questo caso solamente un modesto miglioramento rispetto alle alla crescita degli e degli scorsi mesi. Una crescita modesta, dicevamo, nonostante le autorità della Repubblica Popolare continuino a spingere da un punto di vista almeno retorico proprio sull'importanza dei consumi interni, sembra però, almeno per il momento, finito quella spinta ai consumi, soprattutto in alcuni settori penso all'automotive, penso agli elettrodomestici, che erano stati sussidiati con una serie di misure a cavallo tra il 2024 e il
2025, non c'è alcun dubbio. I dati diffusi oggi in qualche modo più positivi rispetto alle previsioni della vigilia degli analisti rendono più facile per la Repubblica Popolare e raggiungere l'obiettivo di crescita che era stato fissato lo scorso marzo tra il 4 e mezzo e il 5%. Tuttavia, come dicevamo, questi squilibri dell'economia cinese sono ben visibili qui, nelle città della Repubblica popolare, e questo ti fa al momento ti parlo proprio da Pechino, dalla dalla, dalla capitale, dove
E molti shopping mall che erano stati molti film sui shopping, mole, insomma, centri commerciali che erano stati costruiti negli scorsi anni sono deserti molti.
Hanno sono pochissime le persone, appunto che li visitano, che fanno o che stanno acquisti, questo spinge verso l'alto, soprattutto la disoccupazione, in modo particolare la disoccupazione giovanile, quella fascia fino a 24 anni che oggi e si attesta una una inoccupazione una disoccupazione intorno al 20% tutto questo mentre il governo della Repubblica Popolare continua, almeno da un punto di vista retorico a parlare di incentivi sulle nuove forze produttive di qualità, quindi Pechino vuole insistere sempre di più, soprattutto sui sui sostegni al lato della dell'offerta.
Per quanto riguarda questa particolare tipologia di industria, e quindi per l'industria tecnologica dell'Hindu dell'intelligenza artificiale, mentre non sono in vista, almeno al momento, incentivi incentivi veri per quanto riguarda la promozione dei consumi.
Ah, mentre tutto questo rischia ancora una volta di inasprire nei prossimi mesi le tensioni con le altre economie del mondo, soprattutto di fronte a questo tsunami di prodotti cinesi, prodotti della della Repubblica popolare, soprattutto di alta qualità e tecnologia.
Per il momento da Pechino è tutto se non è domande alla linea, può tornare a Roma,
Grazie grazie a Francesco Radicioni, siamo quasi in chiusura del notiziario, parliamo dell'emergenza abitativa anche nel nostro Paese e le case ci sono e pure la situazione si aggrava tra le cause principali, la stagnazione dei salari, il proliferare degli affitti brevi e turistici, la carenza di edilizia pubblica, la precarietà lavorativa e il professor Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all'Università di Roma, Tor Vergata analizza il problema e le ragioni all'origine di questo fenomeno. L'intervista di Antonello De Fortuna,
Proprietari lo usiamo però il paradosso clamoroso perché non abbiamo.
Di case vuote, script, diciamo magari alcune sono opere completate, alcune sono da ristrutturare, però.
è un numero enorme e dall'altra parte abbiamo un problema di ricerca, di abitazioni, ma di una molto più piccolo, perché diciamo, prendiamo il caso più grave, che è quello dei, senza fissa dimora e parliamo.
Di qualche migliaio di persone no, e dall'altra parte abbiamo anche, diciamo, i giovani che fanno fatica a trovare una casa a prezzi ragionevoli. Abbiamo il problema della gentrificazione, quindi centri storici dove delle case diventano B&B e vengono espulsi, e i cittadini di quella di quella di Firenze, per esempio un viso e un caso, diciamo proprio da scuola di scuola. Ecco esatto, esatto, esatto, soprattutto nelle grandi città d'arte, dove c'è molto turismo e quindi ecco la la la diciamo che c'è la call, ci sono le condizioni, come diciamo noi dell'economia civile per un gioco a somma positiva, cioè ci deve essere un modo per far incontrare il proprietario di casa vuota, che è come avere un'attività finanziaria che hanno sempre niente e dall'altra parte le persone che cercano abitazione. Ecco come si può sconfiggere la diffidenza, di solito di multiproprietari che dicono piuttosto che affittare. Poi mi trovo problemi, ci sono
Diffidenze antiche, no, allora sì, esatto, se c'è proprio, diciamo la, la condizione per avere un intermediario, un intermediario che dovrebbe fare proprio questo lavoro, cioè ridurre la la simmetria informativa tra chi vuole affittare chi vuole prendere in affitto, fornendo anche delle garanzie, quindi riducendo il rischio di disdetta.
Eh, eh eh diciamo creando quindi una un contatto migliore che potrebbe convincere almeno una parte, diciamo, di di di questi proprietari di case, sfitte, ammettere queste case sul mercato degli affitti.
Sono le 9:45 minuti, adesso è il momento.
E ci avviamo alla chiusura del notiziario di radio radicale. Andiamo ad ascoltare la nota antiproibizionista a cura di Roberto Spagnoli. Buongiorno, chi all'ascolto di radio radicale le conseguenze delle leggi proibizioniste si distribuiscono in modo diseguale e per le donne la repressione può diventare un ostacolo alla salute e alla protezione, alla possibilità stessa di chiedere aiuto. The War on Drugs is War on Women la guerra alla droga è una guerra alle donne. Lo scrive il British Medical Journal, una delle big four, le 4 riviste mediche generaliste, più autorevoli influenti e prestigiose a livello mondiale. L'articolo è firmato da cinque donne docenti ricercatrici, attivista in Indonesia, Kenya, Malesia, Messico e Senegal per le autrici le disuguaglianze di genere devono entrare nelle scelte fondamentali sulle droghe. La revisione delle politiche internazionali avviata dalla cominciano a Narcotic Drugs delle Nazioni Unite è l'occasione per cambiare le politiche a livello globale. Depenalizzazione del possesso di sostanze, superamento delle piene obbligatori per reati minori alternative alla detenzione e servizi volontari sono indicati come interventi capaci di incidere sulla salute e sui diritti delle donne
Le autrici dell'articolo chiedono inoltre finanziamenti a servizi costruiti con le donne che integrino riduzione del danno, salute sessuale e riproduttiva, protezione sociale e sostegno contro la violenza. L'articolo del British Medical Journal richiama i dati contenuti nell'ultima edizione del World drag riporta dell'Onu. Nel 2024 331 milioni di persone hanno fatto uso di sostanza un aumento del 34% in 10 anni e nel 2023 quasi 500.000 persone sono morte per cause legate al consumo di sostanze a livello globale, le donne rappresentano un quarto delle persone che fanno uso di sostanze come eroina, cocaina e cannabis, ma sono quelle che subiscono il peso maggiore dei danni correlati. Tuttavia, sottolinea l'articolo
Ciò non è dovuto al consumo in sé, ma a leggi e politiche concepite per punirle. Nessun gruppo ne risente in modo più acuto delle donne. Le conseguenze delle politiche delle droghe sui diritti delle donne sono al centro anche del nuovo rapporto dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, presentato alla sessantatreesima sessione del Consiglio dei diritti umani. Il documento descrive un sistema nel quale repressione, disuguaglianze di genere e marginalità si rafforzano reciprocamente e indica una direzione politica. Ridurre il ricorso alla punizione, garantire servizi volontari accessibili, considerare la depenalizzazione del possesso di sostanze vietate per uso personale e una regolazione legale responsabile. Nel marzo 2025, nel corso della sua sessantottesima sessione, con l'adozione di una risoluzione proposta dalla Colombia, che non è eccessivo definire storica, la commissione delle Nazioni Unite sulle droghe, la cominciano Narcotic Drugs, ha istituito formalmente un comitato multidisciplinare di esperti indipendenti con il compito di esaminare le politiche globali in materia di droghe, il comitato deve elaborare raccomandazioni chiare, specifiche e fattibili sull'attuazione delle tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e degli altri strumenti internazionali.
Questo comitato di esperti indipendenti presenterà il proprio rapporto l'anno prossimo per le autrici dell'articolo pubblicato dal British Medical Journal la revisione degli impegni internazionali in materia di droghe che la commissione dell'Onu effettuerà nel 2029 rappresenta un'opportunità unica per passare dal fallimento del proibizionismo a politiche basate sulle evidenze scientifiche, per promuovere un approccio all'uso di sostanze fondato non sulla punizione e la repressione ma sui diritti umani e attenti alle specificità di genere. Quante volte ho ripetuto no, non io, da solo che che la guerra alla droga è una guerra alle persone viene
Qui andiamo oltre la guerra alla droga e anche violenza di genere, e anche una guerra ai diritti delle donne e delle persone trans e non binarie che usano droghe la sicurezza non è una questione solo di ordine pubblico, è prima di tutto una questione di tutela dei diritti delle persone e della loro salute fisica e mentale di rispetto della loro dignità e delle loro scelte di vita.
La criminalizzazione, lo stigma, la discriminazione non sono effetti collaterali del proibizionismo, ne costituiscono la logica strutturale, il problema non sono le sostanze in sé, il nodo è politico, è sempre quello della proibizione, il nodo sono le leggi e le politiche sulle droghe le droghe possono fare male, ma le leggi e le politiche repressive e punitive producono effetti e conseguenze ben peggiori. Un saluto da Roberto Spagnoli,
Questa era la nota antiproibizionista di Roberto Spagnoli, adesso recuperiamo la rubrica del professor Enrico Giovannini, scegliere il futuro che di solito va in onda il venerdì, che non siamo riusciti a trasmettere in quello spazio finale del notiziario, lo ascoltiamo adesso.
Buongiorno e benvenuti alla rubrica, scegliere il futuro, le spese pubbliche si distinguono tra spese correnti, quelle che vengono utilizzate per i servizi generali, per i servizi particolari, pensiamo alla scuola, la sanità, il pagamento delle pensioni e così via, e le spese per investimento queste ultime sono spese che possono essere di natura infrastrutturale o di altra natura cercherò di migliorare la qualità delle infrastrutture,
Energetiche, di trasporto idriche e che tipicamente hanno effetti positivi sulla crescita economica nel lungo termine.
Il documento di bilancio che il governo ha inviato a Bruxelles prima della presentazione della vera e propria legge di Bilancio.
Contiene un'informazione interessante che non mi sembra essere stata sottolineata nei commenti dei media,
E cioè che la spesa per investimenti rispetto al prodotto interno lordo resterebbe intorno al 4%, anche l'anno prossimo, dopo aver avuto valore di questo tipo grazie al cosiddetto PNRR e al Piano nazionale di ripresa e resilienza negli ultimi anni, cioè grazie ai finanziamenti europei.
Il documento di bilancio inviato alla Commissione europea mostra che, in assenza di azioni, la quota degli investimenti sul prodotto interno lordo tenderebbe a scendere nel 2027, ma grazie ai nuovi finanziamenti europei per l'energia per la difesa questa quota resterà superiore al 4%, un dato importante, un dato significativo.
Anche se bisogna ancora capire questi investimenti, che cosa concretamente copriranno in termini di allocazione della spesa, ai vari settori, ancora una volta, dunque, grazie alla cosiddetta flessibilità europea, in realtà è maggiore debito, semplicemente è un debito che l'Italia può fare senza incorrere nelle sanzioni delle regole macroeconomiche e fiscali europee.
Dicevo, ebbene, che questo Invest che questo maggiore debito si faccia per investimenti e non per spesa corrente,
La scelta di investire risorse aggiuntive ha poi un gioco semantico dietro il governo nel documento inviato alla Commissione chiama la cosiddetta flessibilità per l'energia investimenti sulla sicurezza energetica, in realtà l'Europa ci consente di fare questo debito aggiuntivo per un processo di decarbonizzazione.
Cioè una riduzione non solo della dipendenza da dall'estero, del nostro sistema energetico, un miglioramento dell'efficienza energetica, ma anche un passaggio più veloce verso le rinnovabili, tema su cui l'Italia è decisamente indietro. Dunque non basta avere soldi, bisogna anche cambiare le procedure, perché altrimenti assisteremo a quello a cui già assistiamo, e cioè che tantissime domande di installazione di rinnovabili, che vengono anche dal mercato che quindi non gravano sulla finanza pubblica sono bloccate.
Dalla mancanza di autorizzazioni a livello nazionale o a livello regionale, trasformare dunque questi investimenti nella decarbonizzazione, anche se il governo preferisce chiamarla sicurezza energetica, non è soltanto una questione di fondi, ma anche di procedure,
Leggeremo più avanti quello che il governo conta di fare in questo campo, ma è comunque significativo che l'Italia continui a fare magari un pochino più di debito per investimenti e non per bonus di breve termine. Proprio ieri è uscito il nuovo futures brief dedicato alle tecniche di
Valutazione dei rischi e delle opportunità future di analisi delle così dei cosiddetti mega trend, elaborati nell'ambito del progetto eco. Sistema futuro lanciato dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile è un modo per mostrare il documento è disponibile sul sito eco sistema futuro punto it, che è possibile anticipare le future tendenze, i rischi futuri, ma ovviamente bisogna attrezzarsi anche da un punto di vista analitico. Per fare tutto questo,
Spero che la scelta del Governo di investire di più sul futuro sia coerente con queste valutazioni, su cui però l'Italia è decisamente indietro rispetto ad altri Paesi. Scegliere il futuro vuol dire non solo spendere soldi, ma decidere dove investire quei soldi con quali procedure, perché purtroppo le crisi si multipli.
Io no, e noi rischiamo di essere molto esposti grazie buona giornata a tutte e a tutti era il professore Enrico Giovannini con scegliere il futuro che torna nella alla fine del notiziario di venerdì e non di lunedì, e adesso siamo in chiusura invece di questo notiziario del 19 ottobre vediamo soltanto gli aggiornamenti su quello che succede in Spagna con la fase più critica del maltempo provocato dalla Dana Adam la nana cioè la depressione.
Di meteorologica attesa. Per oggi la Comunità Valenciana sarà la zona più colpita, con allerta rossa e ad Alicante alla Rossa, ad Alicante Valencia fino alle 10 del mattino per piogge torrenziali e la delegata del governo ha avvertito che una mezza dozzina di comuni della fascia costiera tra il sud di Gandia Oliva sono isolati e impraticabili per le inondazioni. Chiudiamo qui questo notiziario ringraziando, Piero Scaldaferri regia, un saluto da Sonia Martina da Roberta Jannuzzi. Andiamo a riascoltare una parte di stampa regime con Alessandro Barbano alle 11, invece alla diretta dalla Camera,
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