28 AGO 2025
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Postsovietika - Intervista ad Anna Zafesova

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 07:42 Durata: 5 min 30 sec
A cura di Guido Mesiti
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La Russia vieta le chiamate su Whatsapp e Telegram.

Consentita solo la funzione di messaggistica.

Ufficialmente si tratta di impedire le truffe telefoniche, ma in realtà il divieto colpirà soprattutto coloro che comunicavano con parenti e amici che hanno lasciato la Russia e che finora erano al riparo dai controlli della polizia politica.

Contestualmente è iniziata una campagna per imporre l'uso del messenger nazionale Max: funzionari e dipendenti pubblici sono sollecitati ad adottare quello che a tutti gli effetti è un software-spia che monitora chi lo installa.

Sarà indispensabile averlo
anche per i servizi digitali dell'amministrazione pubblica.

Il famoso direttore del Bolshoj Valery Gergiev ha intanto sottoscritto un contratto di circa 230mila euro per installare sui computer dei dipendenti un software che monitora mail e messaggi.

E il Teatro d'Arte di Mosca pubblicizza in modo ironico la prima della pièce di Bulgakov 'La cabala dei bigotti', poco rappresentata, a lungo vietata e critica verso la censura: si sponsorizza l'acquisto di guanti che consentono di applaudire senza far rumore, evitando di rendere palese ai vicini il gradimento per una battuta che potrebbe esser sgradita alle autorità.

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