Registrazione audio di "La nota di politica estera", registrato mercoledì 12 giugno 1996 alle 00:00.
Sono intervenuti: Marco Ventura (giornalista).
Tra gli argomenti discussi: Bosnia Erzegovina, Croazia, Esteri, Jugoslavia, Pace, Politica, Serbia.
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giornalista
C'eravamo ormai dimenticati della Bosnia visto che non c'è più la guerra ma questa pace difficile una pace che somiglia molto a un day after ci ricorderemo nuovamente della Bosnia tra oggi e domani perché a Firenze quindi a casa nostra si riuniscono i rappresentanti di quarantacinque Paesi e di una decina di organizzazioni tutti per fare il punto sull'applicazione degli accordi di Dayton
Tutti ora dicono che ci troviamo in una fase di stanca che la pace rischia di incrinare
La verità è un'altra gli accordi ripeto non sono stati applicati per quello che erano cioè un elenco di condizioni minime necessarie per consentire da un lato la fine delle ostilità e del massacro di civili
Dall'altro la restaurazione di una parvenza di legalità sufficiente perché si potesse cominciare dopo aver tanto distrutto anche a ricostruire
Qualche ricetta è una scommessa ma stando ad alcuni non si spenderanno meno di otto miliardi di dollari un bel business gli accordi che detto non sono stati applicati anche nel senso che è stata rispettata Sempre e di fatto l'ambiguità della loro formulazione riguardo all'assetto istituzionale delle varie repubbliche identità in pratica la Repubblica Serbia serba di Bosnia formalmente non riconosciuta come uno Stato sovrano e tuttavia trattata come tale sia nelle carceri dei torna sia nelle relazioni diplomatiche effettive
E ancora guidata da Radovan Karadzic e criminale di guerra più volte ospite anche negli ultimi tempi del presidente serbo Slobodan Milosevic a Belgrado che pure si era impegnato a collaborare col Tribunale internazionale sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia
Beccare AGCI dicevo che è pure portato immune Attraverso illeso attraverso una serie di posti di blocco della forza multinazionale NATO Dellai forati avrebbe dovuto arrestarlo ieri alla vigilia della conferenza di Firenze i diplomatici della organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa hanno dovuto registrare un fallimento cioè il rinvio della firma degli accordi sul disarmo tra le cinque parti in conflitto
Le tre repubbliche di Croazia Serbia e Bosnia Erzegovina più l'entità della R. che Bosnia croata ed il per la Bosnia Ciad cioè la Bosnia serba
Il governo di Sarajevo ha preferito non sottoscrivere l'intesa per una questione di principio che è importante
Le due entità croata e serba di Bosnia non si possono considerare in un trattato internazionale alla stregua di Stati sovrani come la Croazia e alla Serbia e la stessa Bosnia Erzegovina
La posizione formalmente sacrosanta visto che l'unità della Bosnia Erzegovina ecco dovrebbe essere tale soprattutto in politica estera
Ma questa ambiguità deriva proprio da Dayton non è un'infrazione rispetto allo spirito di Dayton abbellita ma è a Parigi che ha inoltre stabilito che le elezioni in Bosnia Erzegovina non do non avranno non potranno aver luogo oltre il quattordici settembre di quest'anno
La data evidentemente slitterà aiuta chiariti premono perché quel termine venga sostanzialmente rispettato l'Europa invece frena
E questo è più pragmatica che ricordano no queste elezioni sanciranno i muri
Che separano le varie in pista sanciranno la creazione avallata dalla riprovazione cimentare distacchi etnici fondati sul sangue versato per la bonifica etnica
Proprio ieri il Comitato internazionale della Croce Rossa ha pubblicato su internet internet i nomi di undici mila desaparecidos casomai qualcuno si fosse perso in qualche carcere o paese straniero ma tutti sanno che quella è una lista mortuaria
Ancora e ancora ieri l'assistente dell'Alto rappresentante per le questioni civili a Sarajevo Carl Bildt ha parlato di tendenze negative riguardo al ritorno dei profughi nelle loro case
Anch'esso stabilito ritorno Abbey torna ben sapendo che non sarebbe mai avvenuto
Si direbbe quello del rappresentante di bibite un cauto pessimismo invece lo scetticismo e il nero se è vero che lo stesso diplomatico ha poi aggiunto che la situazione è peggiorata anche rispetto al momento in cui furono firmati gli accordi cento mila sfollati sarebbero in effetti rientrati nelle loro case nei loro villaggi ma in realtà indicato e che già si trovavano sotto il controllo dei correligionari
Al contrario altri novanta mila avrebbero lasciato cioè sarebbero stati costretti a lasciare
Le calde che continuavano a occupare in territorio di maggioranza etnica diversa
Quindi la bonifica etnica non si è fermato e con lo scoppio della pace in quei cittadini risse mai eh perché aggravata e continuata io tecnico ieri hanno fatto sapere per bocca del segretario americano alla Difesa Willy ampere
Che le truppe statunitensi sotto bandiera NATO cioè ai forum resteranno se necessario in Bosnia anche dopo la scadenza di dicembre
Segno che l'unica cosa che resta ancora da salvare in Bosnia non è la pace ma portabilità della tregua non la restaurazione dei diritti civili umani internazionale ma la ricostruzione materiale il non versamento di altro sangue
Di più al momento non si può sperare
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