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Tra gli argomenti discussi: Storia.
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Rubrica
Conferenza stampa
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9:45 - Roma
10:30 - Roma
17:00 - Milano
18:00 - Milano
10:00 - Capri
10:00 - Catania
Care colleghe
E cari colleghi
Il venticinque aprile mille novecentoquarantacinque il popolo italiano li conquistava la propria libertà
Dopo oltre vent'anni di dittatura fascista il dramma della guerra e dell'occupazione tedesca
In uno dei momenti più difficili della storia del nostro Paese quando ogni speranza sembrava ormai perduta
Donne e uomini Giovanni e anziani militari e civili offrirono un generoso contributo nella lotta di liberazione
Molteplici furono le anime della Resistenza così come le opinioni le idee dei suoi protagonisti a dimostrazione di una pluralità che fu anche la sua forza
Ma tutti erano accomunati dallo stesso obiettivo
Sconfiggere la barbarie nazifascista anche a costo della propria stessa vita
E per questo alloro fa il mio commosso pensiero e l'espressione a nome mio personale e di tutta la Camera dei deputati della più profonda e sincera gratitudine
Il loro esempio ricorda a noi tutti come anche nelle avversità
Sì è possibile mantenere salda la rotta con determinazione e senso di responsabilità agendo per il bene comune
Celebrare questa ricorrenza rappresenta dunque un doveroso tributo
Alla memoria di chi ha combattuto per assicurare un futuro di pace e di giustizia alle generazioni a venire guidando un Paese sconfitto e umiliato lungo il percorso della ricostruzione
Sebbene stremata dal punto di vista morale e materiale l'Italia del secondo dopoguerra era ormai profondamente diversa rispetto al passato
E sa si avviava rifondarsi su basi democratiche
Dalle ceneri del conflitto so se infatti la Costituzione che definì le coordinate di un ordinamento radicalmente nuovo
Il testo della Costituzione approvato larghissima maggioranza nella seduta del ventidue dicembre mille novecentoquarantasette accolse il frutto di una lunga e articolata elaborazione giuridica e culturale
Si traduce in un progetto di convivenza politica economica e sociale disperato i principi di libertà uguaglianza pace e tutela dei diritti inviolabili dell'uomo
Sono valori universali che costituiscono il fondamento stesso della nostra identità
Con questa consapevolezza le forze politiche costituenti anche se molto distanti tra loro si impegnarono per superare divisioni e contrasti
Con l'obiettivo di garantire la stabilità e la tenuta della neonata repubblica
Adesso come allora la Carta fondamentale non si esaurisce quindi in un insieme di norme giuridiche ma rappresenta un patrimonio comune che ci identifica come popolo
Essa appartiene a ogni cittadino che deve onorarla e difenderlo
A maggior ragione in un periodo complesso come quello attuale segnato da gravi conflitti e dal ritorno di inaccettabili manifestazioni di odio e di violenza
In un simile scenario indispensabile riaffermare con orgoglio le origini più utenti che della nostra democrazia
Con questo spirito siamo chiamati a celebrare il venticinque aprile
Una ricorrenza che rappresenta un monito a ripudiare ogni forma di sopraffazione
Impegnarsi giorno dopo giorno nella costruzione di una società saldamente ancorata ai valori della libertà e della democrazia e capace di rigenerare speranza vi ringrazio
Grazie
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Antoniozzi ne ha facoltà
Signor presidente onorevoli colleghi
Commemoriamo l'ottantesimo anniversario della liberazione dall'occupazione nazista
Nei giorni del doveroso lutto per la scomparsa del Santo Padre
E pur tuttavia non possiamo non ricordare con rispetto ed eterna gratitudine
Quanti collaborarono a liberarci da quella cruenta occupazione
La liberazione è stato il momento fondamentale
Ma
Poi c'è un percorso che va oltre la liberazione
Che la libertà è la libertà non è un dato immutabile la libertà
Va coltivata
Va difesa alimentata non esiste una libertà immobile nel tempo
Desidero ricordare ancora oggi le parole del presidente Luciano Violante
Quando riconoscendo il significato nazionale di questo giorno volle rivolgere un pensiero a quei giovani schierati direbbe De Gregori
Dalla parte sbagliata
Non per mettere in dubbio quel quale fosse quella giusta
E cioè quella che i partigiani socialisti comunisti azionisti cattolici liberali monarchici
Costruire uno insieme agli alleati per liberarci
Non per dimenticare i tragici errori del governo fascista
Dalle leggi razziali all'alleanza con la Germania ma per essere tutti insieme testimoni della bellezza della libertà
E grati ai tanti anche sconosciuti che persero la vita per regalarci quella libertà
E qui contento il concetto di parte giuste parte sbagliata è un concetto che
Nel tempo diventa mutevole
Quanti
Poi nel tempo negli ottant'anni di pace e di libertà ritenevano di essere dalla parte giusta e poi sono passati dalla parte sbagliata
Penso che nessuno si offenderà se ricorderò che pochissimo tempo dopo la liberazione d'Italia
Corre l'Italia correva il serio rischio di una deriva comunista
E se non ci fosse stato un atteggiamento responsabile delle forze democratiche cattoliche insieme ai grandi gesti di uomini laici come quasi dimenticato Giuseppe Saragat
Che con la scissione di Palazzo Barberini ruppe il Fronte sociale comunista
E la visione di uomini come don Luigi Sturzo Alcide De Gasperi
Che voglio ricordare fu colui che chiese l'istituzione del venticinque aprile come cerimonia che ricordasse l'evento
Se non ci fossero stati questi uomini forse non ci sarebbe stata la permanenza dell'Italia
Nell'area delle democrazie e delle alleanze occidentali
Non sappiamo cosa sarebbe accaduto se a vincere le elezioni del quarantotto fosse state stato il fronte costituito dalla sinistra italiana fatalmente legata al gigante sovietico
Corre Murri rischio che fu sventato dalle forze democratiche perché nella cortina di ferro vigeva il terrore
Fu scritta insieme
Quella Costituzione
Ma riconoscendo ad ognuno i propri meriti non si può non disconoscere che tra coloro che formarono i primi governi del Comitato di liberazione nazionale
C'era chi guardava all'Unione Sovietica e avrebbe dopo aver salvato l'Italia da una dittatura l'avrebbe consegnata ad un'altra dittatura
Egualmente cruenta e più dello duratura
Quanti Paesi d'Europa sono passati rapidamente da una occupazione ad un altro occupazione
Vedendo negate le libertà fondamentali Ungheria Romania Bulgaria Cecoslovacchia Norvegia Berlino e altri
E allora il ricordo la storia deve renderci tutti uniti nella celebrazione di questa giornata e non farci mai dimenticare come diceva Papa Wojtyla i nostri fratelli ebrei caduti nel genocidio più vergognoso e criminale della storia
La libertà è un patrimonio comune che ci si nutre di giustizia sociale di diritti di eguaglianza ed è molto triste registrare ottanta anni dopo come nel mondo ci siano ancora guerre cruenti e tante vittime innocenti
Vorrei che la giornata di domani fosse possa essere celebrata da tutti gli italiani
Nel ricordo di un periodo triste che vide però le reazioni di tanti italiani coraggiose e testimoni dell'amore di parte la nascita da Repubblica insieme la più bella costituzione del mondo furono un riscatto per ogni italiano
Voglio qui ribadire che Fratelli d'Italia sempre condannato ogni tipo di Turati realismo sia per quanto concerne il passato che il presente
Ha sempre rivendicato la supremazia liberale della libertà e l'orgoglio di una costituzione che la santifica
E intorno a quella Costituzione Cinti Miano invocando sulla nostra Italia l'aiuto di Dio e la sua benedizione perché affinché possa essere prospera e far crescere i nostri giovani l'amore per la nostra bandiera
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Braga ne ha facoltà
Grazie signor presidente
Prendo la parola oggi per ricordare in quest'aula che domani venticinque aprile d'Italia celebra la festa della Liberazione dal nazifascismo e credo che ce ne sia un grande bisogno di ricordarlo anche in quest'aula
Una festa di Liberazione delle nostre terre delle nostre case delle nostre officine dall'occupazione tedesca dalla guerra fascista
Come annunciò Sandro Pertini il presidente partigiano e quindi una festa di pace perché proprio il venticinque aprile del mille novecentoquarantacinque
Con l'insurrezione generali si concludeva la sciagurata avventura italiana della guerra voluta dal regime fascista
Proprio per questo è inaccettabile che ottant'anni dopo il Governo italiano abbia scelto fin dal principio un profilo così basso e un tono tanto sommesso per celebrare una data simbolo di pace e unità del paese
Dieci anni fa in quest'aula celebrammo il settanta anni dalla Liberazione in una cerimonia di tutt'altro spessore alla presenza di partigiane partigiani del Presidente della Repubblica
Oggi con ogni evidenza non è così
E tuttavia noi sentiamo ancora più forte il dovere di rendere omaggio alla memoria di quanti avendo partecipato alla lotta di liberazione restituivano dignità a una nazione e gettavano le basi per costruire una nuova democrazia
Allora dobbiamo quello che siamo oggi ai partigiani alle partigiane che hanno combattuto dall'otto settembre del quarantatré al venticinque aprile del quarantacinque agli oppositori del regime finiti al confino
Agli incarcerati e perseguitati non solo comunisti liberali cattolici socialisti monarchici uomini e donne di tutti gli orientamenti politici a quelli che ebbero il coraggio di dire preferirei di no
A loro oggi domani e per sempre va il dovere della memoria e la nostra riconoscenza
Ma soprattutto
Lasciatemi dire grazie alle donne della Resistenza
Irma Bandiera Gina Borellini Carla Capponi Antonelli Antonietta Cinotti Paola Del Din Ursula Yes Man
Tina Anselmi Nilde Iotti Marisa Rodano Teresa Noce Angelina Merlin Joyce Lussu donne come Wilma conti giovanissima staffetta
Giovanissima staffetta partigiana della mia terra testimone infaticabile dei fatti storici avvenuti a Dongo nei giorni della Liberazione
Il tentativo vigliacco di fuga la cattura di Mussolini e dei gerarchi fascisti ad opera dei partigiani la loro fucilazione fatti che nessuna patetica celebrazione di nostalgici riuscirà mai ad oscurare
Ad appena quindici anni Wilma saliva sui monti dell'Alto lago per consegnare lettere messaggi ai partigiani
La sua forza era quella di vincere la paura quella forza la conservò anche dopo nella sua vita a guerra finita
Quante donne aiutato a partorire la levatrice Wilma raggiungendo in piena notte in bicicletta e paesi della valle a quanti giovani
Nelle scuole ha consegnato la memoria il senso di un impegno per la democrazia e la libertà
Come dai cento mila donne forse di più donne semplici eppure eroiche facevano turni di guardia attaccavano con le armi nazifascisti salvavano ebrei facevano fuggire gli uomini durante rastrellamenti
Donne impegnate in quegli anni su due fronti combattere un nemico che aveva tolto la libertà a tutti e combattere un sistema che l'aveva condannata ad essere soltanto sport
Per e madri la resistenza per le donne non fu solo lotta contro il regime e gli invasori ma conflitto per riconquistare la propria libertà
Le loro storie uniche irripetibili di questo meraviglioso esercito femminile è troppo presto per troppo tempo finite nel dimenticatoio della storia come erano finite in fondo nelle sfilate delle città liberate
Eppure furono quelle stesse donne che consegnarono un anno dopo la vittoria della Repubblica con la loro voce il loro volto e a loro l'omaggio di tutti noi e l'omaggio delle donne di oggi per quello che ci hanno insegnato e per quello che siamo
Il venticinque aprile è un'eredità alla quale qualcuno anche in quest'aula come chiaro preferirebbe rinunciare noi non lo consentiremo perché non lo consente la storia
Alla lotta di liberazione dobbiamo la nostra Costituzione repubblicana e antifascista perché grazie alla resistenza dell'Italia ottenne dagli Alleati
Di poter scegliere liberamente la forma di Stato e poter iscrivere la propria carta fondi mentale ricordiamo lo stesso non successe in Germania o in Giappone
E per questo che il venticinque aprile deve fare parte della memoria collettiva di questo Paese
Quella di chi sceglie chi scelse allora di schierarsi dalla parte giusta della storia perché la storia non è mutevole c'è una parte giusta e c'è una parte sbagliata che riconosce come sono andati i fatti
Ovvero che c'è stata una lotta antifascista ter fondativa della nostra Repubblica
La memoria non è un museo di vecchi ricordi è un luogo di elaborazione del passato in quel passato si misurò la forza di un popolo
Dove il coraggio diventa una disperata necessità come disse Vittorio Foa un grande partigiano che il fascismo aveva costretto a passare la sua giovinezza in carcere in carcere
Nessuno scelse di essere di a tutti la disperazione impose dei doveri
Il venticinque aprile non è un monumento retorico e quello che siamo stati
Ed è quello che vogliamo essere di fronte alle generazioni future ed è quello che noi vogliamo celebrare oggi in quest'aula domani nelle piazze con la fierezza e l'orgoglio che nessuna sobrietà potrà mai stupire
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giglio vigna ne ha facoltà
Anzi il presidente Aldo dice ventisei per uno la frase l'ordine che Radio Londra diffuse per conto del Comitato di liberazione nazionale alta Italia al segnale per la popolazione e per le brigate partigiane
Che il nemico e i capi fascisti erano in fuga
Occupazione delle piazze delle città delle stazioni delle fabbriche era il segnale riprendiamoci fisicamente il Paese occupiamo i nodi vitali d'Italia fino al nuovo ordine era la liberazione molti oggi nel festeggiare il venticinque aprile non se lo ricordano ma la figura del partigiano è stata nel tempo romanzata fino a creare una immagine stereotipata del giovane ribelle spesso solitario sognatore
Esistente certo quei ragazzi erano anche quello Moggi in questo mio intervento io voglio rendere omaggio al valore militare
Di quei ragazzi non solo all'idea romantica della liberazione ma quello che fu un vero e proprio sforzo bellico umano
Chi scelse la via della Resistenza scelse di combattere scelse la via della Liberazione armata
Del Paese i partigiani erano divisi invecchiate divisioni avevano dei Galati un addestramento linee di comando di comunicazione linee di rifornimento un coordinamento fra i vari Nuclei promozioni
Eletto cessioni
Avevano reti sul territorio di cittadini che i davano una mano gli davano supporto avvierà in qualche modo anche una sorta di primordiale Intelligence e un contatto diretto con gli alleati anglo americani
La Resistenza fu una grande esperienza collettiva composte da molte esperienze individuali e nel rendere omaggio all'esperienza collettiva non dobbiamo mai dimenticarci di rendere omaggio all'esperienza individuale di ogni combattente e sottolineo di ogni combattente noi come lega non possiamo non ricordare oggi un momento fondamentale della Resistenza la carta di Chivasso o meglio la dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni
Una dichiarazione i rappresentanti delle popolazioni alpine un documento di una modernità incredibile l'idea di un'Italia federale addirittura cantonale con le identità
Locali valorizzate in funzione antifascista l'idea di una Europa del Po dei popoli quel documento e tutto John oggi uno degli elementi culturali e fondamentali di questo Paese e in particolar modo del mio partito import in particolar modo della Lega
Grazie a quei partigiani federalisti grazie a tutti i partigiani grazie Agazzi Aldo dice ventisei per uno
Ha chiesto Grazia che esso intervenire l'onorevole Bagnasco ne ha facoltà
Grazie presidente presidente colleghe e colleghi
Celebriamo oggi in un momento del tutto particolare non solo del nostro Paese ma del mondo intero l'ottantesimo anniversario della liberazione dell'Italia
Una data che insieme memoria e impegno
Memoria di un popolo che ha trovato in sé il coraggio dalla rinascita impegno a custodire il giorno la libertà conquistata con il sacrificio di tante vite
La liberazione del venticinque aprile mille novecentoquarantacinque non fu soltanto la fine di una guerra sanguinosa e fratricida ma l'inizio di un nuovo cammino
Un cammino fatto di democrazia di diritti di istituzioni nate dalla volontà popolare un cammino che non è mai scontato che chiede a ciascuno di noi responsabilità
Partecipazione e consapevolezza
In questo giorno così solenne desidero richiamare alle parole pronunciate dal presidente Silvio Berlusconi nel due mila nove
Nel piccolo borgo di Onna distrutto dal terremoto e un tempo teatro di una delle più crudeli rappresaglie nazifasciste
In quell'occasione il Presidente Berlusconi disse non c'è libertà senza giustizia e non c'è giustizia senza memoria
Ricordare significa costruire un futuro più giusto più umano più consapevole
Sono parole che anche oggi suonano più vere che mai la memoria non è un esercizio del passato
Ma un atto di giustizia verso chi ha lottato sofferto e resistito
è un ponte tra le generazioni un patto civile che dobbiamo rinnovare ogni anno ogni giorno l'Italia che uscì dalla guerra erano a terra ferita ma seppe a risollevarsi e ricostruire grazie
Ricostruirsi grazie a uomini e donne che credettero in un'idea più grande di loro l'idea di una patria libera unità e democratica
A loro dobbiamo rispetto a tutti queste persone allora dobbiamo la verifica stop la verità storica a loro dobbiamo l'impegno di non lasciare spazio all'odio alla violenza e alla divisione
Allora oggi a ottant'anni dalla Liberazione il modo più alto per onorare quella stagione di coraggio di dolore è questo prenderci il cura della nostra Repubblica difendere le sue istituzioni proteggere la sua costituzione educare i giovani al valore dalla libertà della pace perché per richiamare ancora le parole del presidente Berlusconi
Solo uniti possiamo costruire un'Italia degna del sacrificio di chi l'ha liberata
Grazie ha chiesto di intervenire l'onorevole Ricciardi ne ha facoltà grazie presidente
Io vorrei parlare con chi ha scritto di festeggiare in maniera sobria
Il venticinque aprile perché vorrei capire cosa avesse in mente
Chi ha scritto così pensa che domani io quando sarò a Sant'Anna di Stazzema a celebrare tra gli altri la famiglia di Antonio Tucci un uomo ufficiale di Marina che era a Livorno quel giorno porta la famiglia Stazzema pensando che fosse un posto sicuro
Solo che torno e vide che la moglie gli otto figli erano stati trucidati dai nazifascisti
Si voleva gettare nel fuoco la più che il più grande la quindici anni la più piccola tre mesi
Quando ricorderemo queste persone secondo voi non lo faremo in maniera sobria
Quando io ricordo il dieci di aprile tutti i dieci di aprile il giorno della liberazione della mia terra Marsan Aldo Pegorino nato per volere nel CLN era un partigiano stava correndo per andare al CLN locale a festeggiare la Liberazione nella nostra città
E arrivo all'ultima palla di cannone lanciata da Spezia e morì però che il dieci aprile quello che per tutti noi è un Natale per lui è stato il giorno e la sua morte
E secondo voi quando noi ricordiamo la memoria Dean Aldo Pegolo non lo facciamo in maniera sobria
Non lo facciamo col dolore di chi quel giorno ha festeggiato sicuramente ha festeggiato
Ma aveva la morte negli occhi aveva la sofferenza di una guerra aveva il dolore
Di anni di stenti
E nessuno dobbiamo dire vorremmo vivere in un paese in cui il venticinque aprile non fosse divisi come il venticinque aprile divisivo
Perché i quando gli si chiede per perché ci sono delle persone a cui bisogna chiedere se antifascista e allora sia divisivo
E divisivo chi dice io se non ti fa sono contro tutti i totalitarismi e non ha il coraggio di dire no io sono antifascista per quelle persone e divisivo il venticinque aprile
E lo sarà per sempre
Che siccome gli ultimi partigiani purtroppo ci stanno lasciando perché il tempo scorre
Stanno ohi
Portare avanti questo messaggio
E credetemi io lo dico sinceramente
Nel cuore chi si riempie di gioia quando festeggi la liberazione quando Grid in coro al camerata Kesselring che voleva che gli si rigide si registra un monumento
Gli si risponde con Piero Calamandrei lo avrai camerata Kesselring il tuo monumento con su scritto Ora e sempre Resistenza
Be'quando si dice ora e sempre resistenza e si urla con la gioia negli occhi il dolore nel cuore credetemi si vive meglio perché ci si connette
Ah tutto a tutta quella storia tutto quel sacrificio fatto da chi ci ha donato
Grazie alla Resistenza presidente bisogna dirlo grazie alla resistenza
Il Paese in cui noi tutti viviamo quindi un augurio nel venticinque aprile un augurio a tutti anche a chi vive il venticinque aprile come una sconfitta perché molti di voi ahimè lo vivono ancora come una sconfitta
è una medicina urlare il venticinque aprile ora è sempre resistenza
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole bicchieri lì ne ha facoltà
Grazie signor presidente onorevoli colleghi signori del governo ottant'anni devono essere sufficienti affinché la festa della Liberazione sia una festa di tutti
Ottant'anni sono un anniversario troppo importante perché questa festa nazionale sia macchiata da polemiche
Sul significato dell'aggettivo sobrietà
Presidente si può festeggiare con sobrietà il venticinque aprile
Perché la liberazione dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista la festeggiamo tutti i giorni
La festeggiamo tutti i giorni con la libertà con la democrazia con la rappresentanza del popolo
Vede la sua volontà con
Le istituzioni la sobrietà la dobbiamo
Ai tanti cattolici
Lo dobbiamo ai tanti cattolici che da partigiani hanno combattuto e liberato l'Italia
Tra partigiani contro l'oppressione partigiani per la nazione cattolici che come tutto il mondo del resto in questi giorni sono stati colpiti dal lutto della scomparsa del Santo Padre
Papa Francesco è stato un Pontefice che ha parlato anche ai non credenti con il suo carisma il suo messaggio potente semplice allo stesso tempo
E il dolore per la sua
Morte valica i confini della chiesa
Non appartiene appunto esclusivamente credenti era Marika anche chi ha sempre creduto nella laicità delle istituzioni aperte forse e questo lo spunto di riflessione più potente che possiamo trarre dall'assurdo caso della coincidenza di una delle feste più importanti della nazione
Con un lutto tanto grave un dolore
Tanto profondo che ha colpito non solo la chiesa ma ognuno di noi ovvero
Giungere
All'equilibrio del rispetto per rispetto puro essenziale scevro da ipocrisie polemiche da strumentalizzazioni e da forzature
A tutti coloro che hanno speso le proprie forze il proprio sacrificio la propria vita alla liberazione della nazione dobbiamo il fatto di aver scritto noi la nostra costituzione
Signor Presidente questo crediamo che se il grande valore della festa della Liberazione in cui tutti devono potersi riconoscere perché Nesta die l'identità nazionale l'idea di nazione dilazione libera e sovrana l'idea di patria l'affermazione dei diritti delle persone che preesistono
Allo stato il dovere della Repubblica di realizzare condizioni effettive di uguaglianza fra i cittadini
Ecco il venticinque aprile
Non è solo
L'occasione per rendere onore alla memoria di chi è valorosamente caduto in battaglia per liberare l'Italia
E l'occasione per riflettere sulla dote straordinario di libertà che c'hanno donato sul dovere di onorarla non un solo giorno all'anno ma tutti i giorni dell'anno
Signor presidente ottant'anni sono anche sufficiente non guardare più alle divisioni
A non guardare alle fazioni a superare anche gli aspetti fratricidi di una guerra che ha lacerato il Paese
Ottant'anni sono sufficienti affinché tutti possano riappropriarsi di questa festa la libertà non è mai di parte
Altrimenti non sarebbe libertà e spiegheremo un dono che ci è stato consegnato come sappiamo a caro prezzo
Forse non tutti coloro che hanno combattuto per la liberazione avevano lo stesso disegno
Per il futuro del Paese non tutti avevano la stessa idea del Paese
Ma da quell'azione dalle loro azioni è nato una democrazia forte una democrazia matura che abbiamo il dovere di onorare difendere ogni giorno per comprendere ancora meglio questo aspetto basta leggere il partigiano Johnny di Fenoglio un vero capolavoro che sia pure in forma romanzata permette di entrare nel cuore delle scelte di chi desiderava liberare la patria in quel frangente storica
Signor Presidente la libertà non è un valore acquisito è un valore da proteggere ogni giorno per poterlo tramandare
Ottant'anni
Ottant'anni dopo il venticinque aprile ancora più forte e potente perché può nominare anche l'impegno di tutti coloro che hanno difeso la libertà e la democrazia negli anni successivi
Alla liberazione
Da allora fino ad oggi
E in virtù di questo patrimonio condiviso è cresciuto in tutti questi anni
Festeggiamo domani venticinque aprile per ricominciare dopodomani a onorare difendere costruire la memoria la libertà l'identità della nostra nazione grazie
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Richetti ne ha facoltà
Grazie presidente
Mi sono chiesto in questi pochi minuti che abbiamo a disposizione in questa bella occasione di cui la ringrazio
Di celebrazione degli ottant'anni della nostra liberazione
Cosa mettere a fuoco di questa straordinaria battaglie di libertà
C'è sicuramente il valore appunto straordinario di questa battaglia perché popolare perché universale perché è unitaria
La nostra resistenza ha queste caratteristiche su cui non dovremmo a smettere di riflettere c'è sicuramente la gratitudine profonda
Unanime alle donne e agli uomini che non lo ricorderemo mai troppo spesso hanno dato la vita per la nostra libertà
C'è la liberazione come
Figlia della Resistenza e come premessa insostituibile alla democrazia e all'antifascismo che diventeranno poi da lì a poco
I capisaldi della nostra Costituzione
Su tutti però Presidente se dovessi scegliere una caratteristica della Resistenza e della liberazione pronto dalla Resistenza sceglierei questa caratteristica di
Capacità di unire CIR ragione di un obiettivo supremo
Appunto la libertà e questo aspetto che può sembrare così banale così semplice
Da passare in secondo piano c'è la capacità di sospendere lo scontro politico perché c'è qualcosa di più grande delle nostre ragioni che ci mette insieme
Unirci di fronte ad un obiettivo che viene prima della contrapposizione è la domanda attuale lo sappiamo ancora fare
Sappiamo ancora trovare le ragioni
Per andare oltre le divisioni
E ti fanno diventare alleati
Avversari dello scontro politico l'avete ricordato in tanti mi piace fare un leuco compiuto alla Resistenza parteciparono insieme comunisti azionisti monarchici socialisti democratici cristiani liberali repubblicani anarchici
Si uniscono nel CLN nel CLN an nel Comitato di liberazione nazionale
Vincono il fascismo
Scrivo grazie anche a un importante aiuto delle del supporto anglo americano e scrivono insieme alla costituzione e tornano ad essere avversari politici
C'è un bel passaggio della riflessione che Paolo Gentiloni affida oggi nell'editoriale di Repubblica che mi piace recuperare in questo momento la Resistenza è stata l'atto fondativo del nostro patriottismo repubblicano
Un patriottismo che dunque per definizione democratico
Per quanto sia stato difficile per decenni persino accettare l'idea di patria a sinistra
Dobbiamo in particolare gli ultimi presidenti della Repubblica Ciampi Napolitano e Mattarella un impegno quasi pedagogico nella diffusione di questo patriottismo democratico che è il contrario del patriottismo nazionalista
è esattamente il contrario
E allora presidente e concludo è per me impossibile nella giornata di oggi di fronte alle considerazioni che abbiamo fatto insieme
Ai colleghi non pensare all'identica resistenza
All'invasione di un regime parimenti sanguinario
Come quello nazifascista e della Resistenza Ucraina è la lotta di liberazione dell'Ucraina
Rispetto alla quale servirebbe anche qui anche oggi anche ora quella cappa quella capacità di unirci a sostegno di chi è perché abbiamo avuto ottanta anni fa è che liberato questo paese grazie
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Grimaldi ne ha facoltà
Dalle belle città adatta al nemico
Fujimori di super le aride montagne
Cercando di Bert tra tra ruppe e ruppe
Contro la schiavitù del suo il tradito
Lasciamo a casa scuole di officine
Notammo in caserme le vecchie cascine
Arma molle en le mani di bombe e mitraglia tempra amo i muscoli e i cuori in battaglia
Dopo vent'anni di dominio e dittatura fascista ci furono altri lunghi e terribili mesi che seguirono l'otto settembre del quarantatré vorremmo ritornare lì
Quando l'Italia si trovò senza Stato con tutto il centro Nortel
Nella morsa dell'occupazione nazifascista
Potevano nasce quell'abbandono come dischetti scriveva Vittorio Fo o il proposito di ricostruire l'identità nazionale perduta
E ci fu invece un'Italia che non aspettò ordigno proclami e reagire al crollo delle istituzioni e la violenza dei fascisti dei tedeschi
Solo chi dentistica la nazione col fascismo può pensare che quella sia stata la morte della patria
Così sulle montagne nelle campagne nacquero i gruppi partigiani armati
Erano appunto i ribelli della montagna che avevano lasciato le loro case e le loro famiglie loro amori i loro figli per combattere c'erano la speranza e l'idealismo è stato ricordato oggi
Ma si partiva anche pieni di paura di dolore si diventava adulti con uno strappo come partigiano Raoul di Beppe Fenoglio che a diciotto anni scarsi cammino da Castagnola Castino paragonarsi
Solo otto ore prima ci racconta
Se prima di dormire in una stalla con dei compagni sconosciuti sua mamma di girava attorno per la cucina in sottoveste servendo il latte con l'uovo sbattuto dentro insomma ci si arruolava nella resistenze si smetteva di essere dei bambini
Come lo zio Vladimiro o mio nonno Gilberto che per raggiungerlo in montagna
Con la sua bicicletta a soli quattordici anni diventò la più giovane staffetta partigiana delle Valli Orco e Soana
Si lasciava ogni cosa per vivere di stenti ed i patimenti disponendosi a uccidere o a morire
Ecco quanto vertiginoso fu il salto nella coscienza antifascista e poi dalla presa di coscienza l'azione perciò per farsi coraggio mentre marciavano con l'anima e spalle i partigiani appunto cantavano
I ribelli della montagna era un canto un canto di tutti delle Brigate Garibaldi a prevalenza comunista degli azionisti Giustizia e Libertà delle Brigate Matteotti socialiste dei cattolici delle Brigate Osoppo
Coraggio le serviva perché tutto intorno pietà lei era morta si diceva la cura falcia fallite le stragi repressioni nazifasciste in sanguinavano tutto il nord Italia
Per chi come noto Rovelli aveva scelto la resistenza dopo il massacro della compagnia di russa la terra mescolava il partigiano ucciso in Italia col poi all'alpino caduto sul don l'uno per mano dei tedeschi e dei fascisti l'altra cosa del loro cinismo del loro tradimento
Altra arrivavano alla resistenza da anarchici come il Italo Calvino con le brigate garibaldine nell'anche col nome di Santiago ci ha lasciato i versi più belli
Tra l'altro di una canzone diventata poi famosa avevamo vent'anni oltre il ponte là oltre il ponte c'è in mano nemica che in mano nemica vedeva all'altra riva la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte
Questo racconta
Di fatto il vecchio partigiana la ragazza delle dalle guance da Aurora sperando di poter dire cos'era avere vent'anni al loro e sperando che i pensieri le speranze di quel tempo e possano rivivere in lei
Così ancora tentiamo quel racconto e speriamo che quel stessa speranza di pervada cerchiamo di comprendere quel salto vertiginoso che ci ha permesso di vivere in pace in democrazia liberi
Non dimentichiamo che la nostra sovranità repubblicana è figlia del popolo e della lotta c'è chi pur di non celebrare quelle generazioni sostiene che la liberazione fu unicamente l'esito dell'avanzata degli alleati
Badate
Anche se quei ragazzi e quelle ragazze avessero anticipato di un solo mese la liberazione dal nazifascismo avrebbero restituito al nostro futuro una possibilità incomparabile
Una possibilità che dovrebbe essere cara anche a chi nega o di legge a quei momenti
Essere padroni del proprio destino poter chiamare l'Italia patria nostra
Perché il venticinque aprile la liberazione Ventotene sono divisi visto Rossi F. si è fascisti
Chi ha dileggiato quei rivoluzionari
Diciamo così senza Dialettica senza dissidenza differenza disobbedienza coscienza critica al contempo in coscienza non ci sarebbe mai stata la Resistenza non sarebbe mai stato possibile la democrazia
Ho finito Presidente
Sa qual è la cosa più bella quella che forse non si è capito nemmeno cinque che se le vogliamo
Possiamo essere tutte e tutti nipoti di quelle norme e di quei nonni partigiani non solo di una parte avete ragione
Però basta sceglierlo non allora oggi e basta dirlo perché grazie a loro siamo cresciuti di sana e robusta costituzione
Vede Presidente qualcuno ha osato dire che l'acconto la Costituzione non contiene la parola antifascismo
Presidente glielo insegni lei
Perché e l'intero vocabolario e l'enciclopedica e il Vangelo dell'antifascismo
E allora anche per questo senza paura e senza chiedere il permesso possiamo gridare in questa Ahura semi vuota viva l'Italia Viva l'Italia antifascista
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Boschi ne ha facoltà
Grazie presidente
La resistenza e di tutti e tutte è di tutte perché le donne dettero un contributo fondamentali da protagoniste alla guerra di liberazione
è di tutti perché combattevano fianco a fianco comunisti e socialisti azionisti e liberali monarchici
Laici cattolici
E voglio ricordare l'impegno dei partigiani bianchi cosiddetti partigiani impianti cattolici attraverso le parole di una poesia che in realtà è una preghiera parole molto belle di Teresio Olivelli nella sua preghiera dei ribelli per amore
Signore Facci liberi
La guerra di liberazione è stata una guerra è stata lotta armata sicuramente
Ma come ricordava più volte Mario Fiorentini un partigiano che ha avuto l'onore di conoscere è stata anche una catena di solidarietà tra donne e uomini che hanno dato un contributo per quello che potevano
Chi ha fatto la staffetta che ha portato CIPE partigiani chi ha nascosto partigiani o alleati
Nelle proprie case
La liberazione ha visto combatteremo sacerdoti
Militari ricordiamo i tanti militari che dopo l'armistizio decisero di non aderire alla Repubblica sociale per questo alcuni vennero fatti prigionieri portati nei campi di prigionia in Germania tra questi c'era mio nonno
La liberazione per tutti e tutte
Perché è grazie alla resistenza a quel sacrificio che oggi in quest'Aula in Parlamento possono sedere gli eredi di coloro che credevano nelle idee della Repubblica sociale del fascismo così come gli eredi dei deportati
La guerra di liberazione è stata una guerra contro l'occupazione nazista tedesca certo ma è stata una guerra di liberazione dal regime fascista
Regime fascista che c'ha trascinato in una guerra rovinosa che ha lasciato il marchio infame delle leggi razziali la Carta di Verona nella storia del nostro Paese
Ma che già prima aveva limitato le libertà di tutti
La libertà di aderire al sindacato a un partito politico di esprimere liberamente il proprio pensiero le proprie opinioni di leggere quello che uno desiderava e lo dobbiamo ricordare sempre da quest'aula
Dove ci sarà un banco vuoto per sempre il ricordo di Matteotti che proprio da quel banco in quest'aula denunciò la violenza di fascismo perché dobbiamo ricordarlo perché
A macchiarsi delle stragi più efferati furono le truppe naziste certo Marzabotto Sant'Anna di Stazzema le Fosse Ardeatine altre meno note ma altrettanto crudeli come quelle Civitella Val di Chiana pochi chilometri da casa mia
Però collaborarono parteciparono gli italiani anche a quelle stragi
Ecco perché noi oggi dobbiamo dire e ribadire che ci fu una parte giusta una parte sbagliata
è vero possiamo porta portare pietà aspro vari TIA-TARSU umana per i caduti da entrambe le parti perché fu una guerra civili italiani contro italiani sappiamo che alcuni erano in buona fede
Ma non possiamo dire che fu la stessa cosa perché non è la stessa cosa morire per salvare un ebreo dall'Hagere o per mandare un ebreo in un lager non è la stessa cosa
E dobbiamo dirlo perché una scelta fu possibile perché alcuni allora scelsero
Scelsero l'antifascismo e scelsero di non sottostare all'indifferenza e fu una scelta consapevole dei rischi la prigione la tortura la morte
E scelsero soprattutto tanti giovani ragazzi e ragazze che avevano tutto da perdere perché avevano tutta la vita davanti ma sapevano che una vita senza libertà non era niente
E hanno sacrificato tutto per quella libertà per la nostra indipendenza per la democrazia nella quale oggi viviamo e per gettare le basi di quella che sarebbe stata l'Europa unita da Ventotene
E allora noi dobbiamo anche dire che grazie a quella guerra di resistenza noi oggi abbiamo la nostra costituzione nella quale ci riconosciamo tutti
Che ha una Costituzione antifascista perché nella costituzione c'è scritto alla dodicesima disposizione transitoria e finale
Ma soprattutto perché sono chiari i lavori dell'Assemblea Costituente io l'invito a leggere le parole bellissime di Aldo Moro la nostra non è una Costituzione afascista la nostra Costituzione antifascista orgogliosamente per scelta
Perché solo con la verità storica possiamo creare una condivisione in quelli che sono i valori oggi del nostro stare insieme per questo non possiamo cedere a quelle che sono pericolosi equiparazioni come più volte c'ha messo in guardia presidente Mattarella
E allora ne domani celebriamo la liberazione non la libertà perché la liberazione significa costruzione significa impegno significa lotta conquista difesa della libertà
E come ci esortava Calamandrei a ricordare Sempre la libertà è come l'aria ci rendiamo conto che la sua importanza soltanto quando viene a mancare
Allora domani per il venticinque Aprile festeggiamo festeggiamo nelle piazze festeggiamo nelle strade la liberazione perché a una festa
Ottant'anni di libertà vanno festeggiati e dobbiamo festeggiare perché con la liberazione siamo tornati a respirare
Grazie
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Manes ne ha facoltà
Grazie presidente oggi ci ritroviamo in questa o la solenne per commemorare l'ottantesimo anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo ottant'anni una vita generazioni intere che sono cresciute hanno lavorato hanno sperato hanno sbagliato e hanno costruito sulle fondamenta gettate da quella primavera del mille novecentoquarantacinque la Repubblica in cui oggi viviamo
Celebrare il venticinque aprile
Non è solo un dovere di memoria è un atto politico perché ogni generazione chiamata a difendere reinterpretare la democrazia mai a considerarla cui sita la residenza resistenza non fu un fatto astratto
Fu una scelta concreta
Drammatica quotidiana fatta da uomini e donne di ogni età provenienza e fede che dissero no all'oppressione e sì alla libertà
Ed è per questo che oggi ha ottant'anni di distanza non possiamo permetterci di relegare quella data alla ritualità il venticinque aprile ci interpella ci chiede coraggio ci chiede verità ci chiede coerenza
Viviamo un tempo inquieto
L'Europa è attraversata venti di guerra da tensioni internazionali che mettono in discussione l'ordine crede che credevamo acquisito dopo il secondo dopoguerra nel mondo la violenza ci ricorda quanto siano fragili la pace della convivenza civile
Ma anche nel nostro Paese
La democrazia conosce nuove insidie l'astensionismo crescente la sfiducia nelle istituzioni linguaggio dell'odio che torna a farsi spazio nel dibattito pubblico nella delegittimazione del dissenso nel discredito sistematico dell'avversario politico indipendentemente dalla propria ideologia di appartenenza
In questo contesto ricordare la resistenza degli internati militari italiani significa riaffermare i valori fondativi della nostra Repubblica
La libertà la giustizia sociale l'eguaglianza l'antifascismo la correttezza e l'onestà intellettuale perché non esiste costituzione senza memoria
E non esiste memoria senza una scelta netta quella contro ogni forma di centralizzazione ieri come oggi
Non possiamo permettere che il venticinque aprile venga quindi svuotato del suo significato piegato alle convenienze del momento ridotto a una celebrazione formale o peggio di visiva e il giorno in cui l'Italia intera ritrova se stessa
Ed è compito nostro come rappresentanti delle istituzioni restituirli forza al senso e unità
Oggi ha ottant'anni dalla Liberazione dobbiamo chiederci siamo ancora degni di quell'eredità stiamo davvero onorando il sacrificio di chi scelse la lotta contro l'opposizione
Lo stiamo invece cedendo passo dopo passo all'indifferenza al cinismo e alla paura un domanda a cui tutti noi dovremmo rispondere grazie
Grazie ha chiesto di intervenire l'onorevole Della Vedova ne ha facoltà
Grazie presidente per questa opportunità
Anch'io penso che lo diciamo a futura memoria forse gli ottant'anni
Meritavano
Una maggiore solennità anche in quest'aula
Celebrare gli ottant'anni del venticinque aprile della di Brera azione dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista
Ci deve spingere anche a ricordare come quelle dittature nacquero e la nostra quella fascista fu antesignano del due nacquero con la pretesa di superare il presunto fallimento dalla democrazia liberale sull'onda di problemi reali strumentalizzati dei demagoghi
E nacquero arrivando al potere attraverso elezioni democratiche per gli standard di cent'anni fa ecco ricordarsi da dove sono nate le dittature da quelle generazioni che ci hanno preceduto si sono liberati con la resistenza dei calandoci la libertà la democrazia
Serve a leggere con preoccupazione quanto sta accadendo oggi anche nel nostro Occidente il processo di Scanni implicazione dalla democrazia ridotta al solo momento elettorale da cui scaturì avrebbe un mandato senza vincoli è un pericolo da riconoscere
E scongiurare il fascino della democrazia liberale che cancella lo Stato di diritto
Dell'autoritarismo nazionalista del superamento del diritto internazionale è sostituito dal diritto del più forte
è tornato a scuotere la politica e a tentare le opinioni pubbliche irretita è da demagogiche perde che promettono soluzioni semplici ancorché fallaci ai complessi problemi di questi tempi chi crede nello Stato di diritto e nel federalismo europeo come antidoto al veleno nazionalista deve reagire con un coraggio politico riformatore che ancora non c'è
La liberazione cominciò con la resistenza di cui furono vittime oppositori che non si piegarono e furono uccisi dal fascismo
Dal fascismo imperante come Gobetti Matteotti Gramsci fratelli Rosselli con il carcere di personalità come De Gasperi o Pertini il carcere il confino di Ernesto Rossi Spinelli
Di cui abbiamo parlato più o meno propriamente anche in quest'aula qualche settimana fa il carcere il confino
Di di Colorni di Ursula Isman e di tanti altri e di tante altre
Prosegui con la lotta armata dei partigiani comunisti cattolici liberali azionisti ebrei
E l'intervento degli eserciti delle democrazie anglo americane che mandarono i loro giovani che giacciono nei tantissimi cimiteri di guerra sparsi nella penisola a morire per la nostra libertà
La liberazione da cui nacque la nostra Costituzione a presidio della libertà e dello stato di diritto deve essere celebrata a maggior ragione ora che dopo ottant'anni testimoni diretti sono sempre meno e sempre meno i racconti diretti di ciò che fu
Ai moniti e alla memoria
Aggiungiamo il riconoscimento doveroso anche per noi di chi oggi in Europa resiste all'invasione nazionalista imperialista che va aiutato a resistere in vista di una pace giusta e duratura non spinto a capitolare
In questi giorni cruciali il nome da anche in nome dei valori della Resistenza italiana di ottant'anni fa
Sosteniamo la desistenza Ucraina l'Ucraina aggredita invasa e anche questa notte bombardata senza alcuna acquiescenza nei confronti dell'autocrazia putiniana buon venticinque aprile
Grazie
Si è così conclusa la cerimonia per la celebrazione da ricorrenza dell'ottantesimo anniversario della Liberazione la Conferenza dei presidenti di gruppo è convocata
Alle ore quattordici e quindici presso la Biblioteca del presidente sospendo pertanto la seduta che riprenderà alterne tale riunione la seduta è sospesa
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